La Kabbalah

animasalvata
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Re: La Kabbalah

Messaggio da animasalvata »

noiman ha scritto: giovedì 19 febbraio 2026, 17:38 Molto interessante animasalvata , una prima domanda, è un tuo lavoro oppure hai tratto queste informazioni da qualche fonte esterna? Per capire tutta le sequenza di lettere e di numeri bisogna affidarsi a un matematico o un sistemista (non quello del lotto) ma colui che è in grado di gestire programmi informatici con grandi numeri.
La mia risposta si ferma per ora la testo biblico.

Nel promulgare i dieci comandamenti D-o utilizza lo stesso numero di lettere e parole della prima espressione di Bereshit cioè 28 lettere e 7 parole e questo richiamo non è casuale, vediamo come e perché:

בראשית ברא אלהים את השמים ואת הארץ
In Principio D-o creò i cieli e la terra
Le stesso numero di parole e di lettere le ritroviamo in Shmòt 20/1 , quando leggiamo
וידבר אלהים את כל הדברים האלה לאמר
Il Signore pronunciò tutte queste parole, dicendo così”.
Nel trattato Pirkei Avot( 5/1 ), è scritto:” I dieci comandamenti della Torah comprendono tutti i comandamenti della Torah e tutte le cose sopra e sotto, tra cui i dieci parlate con cui è stato creato il mondo”.
Custodite dunque la parole di questo patto” (Dvarim . 1/14) .
Scrive Donnolo nel Sefer Kahmoni:” Da questi versetti noi apprendiamo che Israele deve avere timore nel Signore, deve occupare la propria mente con la sua Torah….. occupando le proprie menti con la Torah essi arriveranno a comprendere i suoi ragionamenti e i suoi reconditi significati, essi acquisiranno la saggezza che serve per conoscere D-o…. “

Anche nel Kaddish la preghiera in ebraico aramaico che viene recitata da sempre dagli ebrei di tutto il mondo, nella parte centrale quando viene promulgata la santità del Nome, sono impegnate sette parole e 28 lettere.
יהא שמה רבא מברך לעלם ולעלמי עלמיא “Yehè shemè rabbà mevaràkh le’alam ul’almè ‘almay’yà” “ Sia il Suo grande Nome benedetto per l’eternità e l’eternità di eternità”
Come possiamo interpretare queste analogie e corrispondenze? Vi è in queste parole un disegno, una intenzione ?
Forse nel caso del Kaddish il punto centrale è l’affermazione del Suo Nome e la posizione eterna. Viene usata la duplice espressione di eternità di eternità, questa parola compare ben tre volte sull’intero versetto che è di sette parole
La radice ebraica che genera la parola eternità e anche la stessa che genera la parola mondo.
Queste ripetizioni possono essere intese come il collegamento tra il cielo e la terra.
Questa espressione è il potere attraverso la forza delle lettere di mantenere aperto questo passaggio che è la santità del nome attraverso le dimensioni..
Anche all’interno del Kaddish sono ripetute dieci parole di lode Sia benedetto, sia lodato, sia glorificato, sia innalzato, sia magnificato, sia esaltato, sia elevato e sia celebrato”, esattamente come predica il nostro buon Luigi.
Tutto il collegamento con la divinità non può avvenire se non tramite il dieci.
Facciamo ancora una divagazione e ricordiamo che il valore numerico della parola תורה Torah è 611 , se aggiungiamo la somma dei primi due comandamenti dati direttamente a Israele, il totale è 613, pari alle mizvòt della Torah.
Se aggiungiamo ancora le 7 leggi di Noè otteniamo come valore , 620 è anche il valore della prima sefirah: “keter”כתר. ( 20+400+300).keter “la corona “ la prima delle sephirot.
Il numero delle lettere ebraiche nei 10 dibberot è di 620

Queste attinenze di parole e valori numerici ci suggeriscono l ‘idea che tutto questo è come un colossale puzzle dove ogni casella trova il suo posto solo nell’insieme che non può essere completo fino a che ogni posizione non è collocata nella giusto posto.
Un vecchio detto dice”tutte le scarpe con lo stesso numero entrano nello stesso piede”.

Parole che hanno apparentemente significati diversi ma stesso valore numerico hanno affinità , questa va ricercata e una volta che si è trovata si può entrare in una dimensione nuova.
Ma anche se modifichi una lettera il messaggio cambia e la storia viene riscritta simile ma diversa.
“Si racconta che una volta un pianista si sia scusato per avere suonato un pezzo di Mozart con una nota sbagliata, e il grande Quine che l’aveva ascoltato con pazienza ma entusiasmo abbia replicato che questo significava solo che aveva suonato alla perfezione qualcos’altro” (Robert Kaplan- Zero).

Ancora qualche considerazione sul numero dei precetti:

Perché dieci comandamenti e non 9 e perché non 11, forse sarebbe bastato uno solo.
Beh…! nella mistica ebraica il numero dieci è un numero speciale, gli stessi matematici e fisici stanno riscoprendo nell’universo che il numero dieci è chiave di lettura per infiniti paralleli, la teoria delle stringhe e altro.
Questo numero per D-o deve essere speciale, forse divino.
Aggiunge Avrahàm di Colonia :”Dieci è un calcolo onnicomprensivo, e non bisogna andare oltre, altrimenti ci si inoltra nei particolari, e non è cosa degna della sua gloria farlo regnare sui particolari.”
Abulafia scriveva nel Seva Netivot Ha -Torah :” che ogni cosa che appartiene alla santità non è in numero minore di 10.
Il 10 contiene tutto è il valore della lettera ”yud” י , la più piccola delle lettere ebraiche ha valore 10, un semplice punto, non scomponibile.
Con la “yud” vengono formate tutte le altre 21 lettere dell’alfabeto ebraico, nella loro composizione si forma il DNA della Torah, questo messaggio non è chimico ma celeste, il cromosoma dell’universo, la traccia del Creatore come piace a Janira.
10, sempre dieci, come le Sephirot, il numero delle generazioni tra Adam e Noàch, le generazioni tra Noàch e Terach il padre di Avrahàm, 10 il valore delle due ה che furono aggiunte ai nomi di Sarah e di Avrahàm affinché essi potessero generare Isacco..
Bravo anima salvata, :YMHUG: :-O ora mi devo occupare di questo balagan che è il forum e mettere un pò’ di pace e ordine.
Noiman



Noiman in merito al versetto di Esodo che hai citato ho scoperto anche alcune cose (queste le ho scoperte io da poco)

In esodo 31,18 troviamo scritto

שְׁנֵ֖י לֻחֹ֣ת הָעֵדֻ֑ת לֻחֹ֣ת אֶ֔בֶן

Le tavole erano due come le due parole padre e figlio unite (Ab e Ben). Il figlio è l’estensione del padre e sono uniti in una cosa sola come appunto una pietra. Le tavole erano due, in un certo senso una tavola rappresenta il padre e un altra il figlio e entrambi hanno il numero 666 che moltiplicato per due danno il valore di Esodo 20,1 (1332).
Quando Mose scese dal Sinai Mose e le spezzò a causa dell’idolatria del popolo (Esodo 32,19). Le tavole contengono il logos creatore che dimorò in Yeshua. Quando Mose spezzò letteralmente le due tavole e’ come se avesse allegoricamente spezzato padre e figlio. La rottura rappresenta l’uccisione del figlio. A livello di sod (segreto) cabalistico numerico abbiamo che le parole

לוּח Tavola e דם sangue hanno la stessa gematria (44)

Tavole della testimonianza (Es.31,18)
לֻחֹ֣ת הָעֵדֻ֑ת
La gematria è 917

Se scrivo per esteso senza vocalizzazioni “Yeshua ha notzri melek hayehudim”
ישוע הנוצרי מלך היהודים
La gematria classica è 917
Invece la gematria ordinale estesa e’ 238. Cosa c’entra questo numero con Yeshua?
Centra nel pi greco.

La 238sima cifra decimale (dopo la virgola) del pi greco e 1. La cifra 237 e’ 3 e la cifra 239 e’ 6. Insieme fanno 316 la gematria standard di “Yeshu” ישו la forma moderna.

238 e’ anche la gematria classica di:

וַֽיְהִי־אֽוֹר “e luce fu (Genesi 1,3)”. Piccola nota il numero 316 nel pi greco inizia alla cifra 237 questa è la gematria di לאור “la luce (Genesi 1,5)” nonché יהיה אור “diventerà luce” mentre la cifra 239 in gematria è la gematria di וְעֵ֤ץ הַֽחַיִּים֙ “e l’albero della vita (Genesi 2,9)

Torniamo a 238. In 1 cronache 5,2 sta scritto:

כִּי יְהוּדָה גָּבַר בְּאֶחָיו, וּלְנָגִיד מִמֶּנּוּ; וְהַבְּכֹרָה, לְיוֹסֵף

Principe Giuda Primogenito Giuseppe
נָגִיד יְהוּדָה בְּכֹר יוֹסֵף
La gematria è 475, Il numero del punto medio di 475 è 238.

Sempre nel pi greco la 238sima cifra decimale del pi greco e’ 165. 165 e’ la gematria di “punto” נקודה. La somma di “punto” נקודה 165 e “sapienza” חָכְמָה 73 fa appunto 238. Alla cifra 238sima del pi greco inizia la cifra 165. Qui c’è un intreccio con Yeshu Yeshu” ישו perché la cifra 237 e’ 3, la cifra 238 e’ 1, la cifra 239 è 6 e la cifra 240 e 5. In queste 4 cifre possiamo ricavare sia 316 “Yeshu” ישו e sia
“punto” נקודה 165
Come dire che Yeshu è il punto e Yeshu viene definito La Sapienza di Dio. L’immagine speculare di 238 e’ 832. Terra d'Israele אֶרֶץ יִשְׂרָאֵל è il segreto della “Conoscenza del Mashiach” דַּעַת מָּשִׁיחַ, la ghematria di entrambe le frasi è 832.

Le parti in rosso sono quelle che ho letto dalla rete


Abbiamo detto che la cifra 3 compare alla 237cifra, la cifra 1 alla 238 e la 6 alla 239. Ora faccio la somma 237+238+239 e vediamo che esce. Esce 714 e questa è la gematria di:

“E all’improvviso verrà al tempio il vero Signore (Malachia 3,1)
וּפִתְאֹם֩ יָב֨וֹא אֶל־הֵיכָל֜וֹ הָאָד֣וֹן 

“E l’angelo dell’alleanza (Malachia 3,1)
וּמַלְאַ֨ךְ הַבְּרִ֜ית

“Il suo sepolcro” oppure “la sua sepoltura” (riferita ad un uomo)
קבורתו

“Animale della terra”
חית הארץ
La bestia della terra ha due corne simile a quelle di un agnello. La bestia della terra è imitazione falsa di “Yeshu” ישו

Torniamo ora a 917. Possiamo scomporre questo numero in due numeri: 900 e 17. 900 e’ il valore esteso di צ cioè ץ che significa “giusto” טוֹב

Le tavole della testimonianza לֻחֹ֣ת הָעֵדֻ֑ת che ha gematria 917 (come Yeshua ha notzri melek ha yehudim) sono contenute nell’arca santa (2 cronache 35,3) אֲרוֹן־הַקֹּ֙דֶשׁ֙
che ha gematria 666. L’arca e’ contenuta nel “santo dei santi” דביר che ha gematria standard 216 (6*6*6) e ordinale 36 (la somma dei numeri da 1 a 36 fa 666). Il דביר era lungo “venti cubiti (1 re 6,20)” עשרים אמה e la gematria fa 666. 666 e’ anche la gematria di “la pietra angolare (Salmo 118,22)” לְרֹ֣אשׁ פִּנָּֽה

L’evidenziato in rosso l’ho trovato in rete


Questo per evidenziare le varie relazioni esistenti tra 1332 (Es.20,1), 917 (Es.31,18) e numero 666
Janira
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Re: La Kabbalah

Messaggio da Janira »

Estratto da una lezione del 19/10/2025 di M.Laitman

Correzione solo attraverso la Luce della Torah
“Ma proprio per questo il Creatore ci ha dato Torah e Mitzvot, che ci è stato comandato di compiere solo allo scopo di dare contentezza al Creatore.”
“Torah e Mitzvot” per noi è chiaro: è scritto “ho creato l’inclinazione al male, ho creato per essa la Torah come spezia”. Cioè, se ho il male, che è l’ego o il desiderio di ricevere, allora di fronte ad esso c’è la Luce che riporta al bene, chiamata Torah. L’uomo ha 613 desideri, e la correzione di ogni desiderio, cioè con l’intenzione di dare per il bene degli altri, si chiama compiere una Mitzvah. Come è possibile compiere una Mitzvah, cioè correggere il desiderio? Solo attraverso la Luce della Torah che riporta al bene. La Luce della Torah è una forza superiore che trasforma l’uomo da “tutto ricevere” a “tutto dare”, come il Creatore. Non c’è da preoccuparsi, la forza esiste. Il pensiero che non siamo capaci di fare questo cambiamento è un pensiero corretto. Ma non dobbiamo dimenticare che solo se lo desideriamo, dall’Alto arriverà la forza. Abbiamo bisogno solo del desiderio. Se l’uomo, che è tutto ricezione, giunge alla richiesta chiamata “elevazione di MAN”, allora dall’Alto arriva a lui la Luce della Torah che cancella il suo desiderio di ricevere e lo trasforma in uno che dà, uguale al Creatore. Solo la mancanza dipende dall’uomo, il desiderio. La forza, la Luce della Torah, viene dal Creatore.

Estratto.
Baal HaSulam. Discorso sul completamento dello Zohar

Questo è ciò che disse Rabbi Meir: “Chiunque studia la Torah Lishma merita molte cose, e gli vengono rivelati i segreti e i significati della Torah, e diventa come una sorgente che sgorga"
animasalvata
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Re: La Kabbalah

Messaggio da animasalvata »

Janira ha scritto: giovedì 5 marzo 2026, 9:55 Estratto da una lezione del 19/10/2025 di M.Laitman

Correzione solo attraverso la Luce della Torah
“Ma proprio per questo il Creatore ci ha dato Torah e Mitzvot, che ci è stato comandato di compiere solo allo scopo di dare contentezza al Creatore.”
“Torah e Mitzvot” per noi è chiaro: è scritto “ho creato l’inclinazione al male, ho creato per essa la Torah come spezia”. Cioè, se ho il male, che è l’ego o il desiderio di ricevere, allora di fronte ad esso c’è la Luce che riporta al bene, chiamata Torah. L’uomo ha 613 desideri, e la correzione di ogni desiderio, cioè con l’intenzione di dare per il bene degli altri, si chiama compiere una Mitzvah. Come è possibile compiere una Mitzvah, cioè correggere il desiderio? Solo attraverso la Luce della Torah che riporta al bene. La Luce della Torah è una forza superiore che trasforma l’uomo da “tutto ricevere” a “tutto dare”, come il Creatore. Non c’è da preoccuparsi, la forza esiste. Il pensiero che non siamo capaci di fare questo cambiamento è un pensiero corretto. Ma non dobbiamo dimenticare che solo se lo desideriamo, dall’Alto arriverà la forza. Abbiamo bisogno solo del desiderio. Se l’uomo, che è tutto ricezione, giunge alla richiesta chiamata “elevazione di MAN”, allora dall’Alto arriva a lui la Luce della Torah che cancella il suo desiderio di ricevere e lo trasforma in uno che dà, uguale al Creatore. Solo la mancanza dipende dall’uomo, il desiderio. La forza, la Luce della Torah, viene dal Creatore.

Estratto.
Baal HaSulam. Discorso sul completamento dello Zohar

Questo è ciò che disse Rabbi Meir: “Chiunque studia la Torah Lishma merita molte cose, e gli vengono rivelati i segreti e i significati della Torah, e diventa come una sorgente che sgorga"
Janira hai fatto studi sul pi greco?
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Re: La Kabbalah

Messaggio da Janira »

No, mi dispiace.
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Re: La Kabbalah

Messaggio da Janira »

Estratto

Baal Hasulam, “Occultamento e rivelazione del volto del Creatore” – 1


La richiesta dell’uomo di rafforzarsi nella fede nella Sua guida (provvidenza) sul mondo durante il tempo dell’occultamento lo porta a meditare sui libri, sulla Torah, e a trarre da lì illuminazione e comprensione su come rafforzare la propria fede nella Sua guida.
Queste illuminazioni e riflessioni che l’uomo riceve attraverso la Torah sono chiamate “la Torah come spezia (rimedio)”. Quando esse si accumulano fino a una certa misura, il Creatore ha misericordia di lui e riversa su di lui uno spirito dall’alto, cioè un’abbondanza superiore.
Ma quando egli scopre completamente la “spezia” — cioè la luce della Torah che l’uomo assorbe nel proprio essere grazie al rafforzamento della fede nel Creatore — allora diventa degno di una guida con il Suo volto rivelato.
Questo significa che il Creatore si comporta con lui secondo ciò che si addice al Suo nome: “Il Buono che fa il bene.”

Estratto 2

Baal HaSulam, Shamati n.34, “Il vantaggio della terra sta in tutto”

Cosa deve fare l'uomo per giungere ad amare il Creatore? A questo scopo ci è stato concesso il rimedio di impegnarci nella Torah e nelle Mitzvot (Precetti) per attirare la Luce che riforma, che fa percepire all'uomo il grave stato di separazione e gradualmente, se desidera ottenere la Luce della Torah, viene creato in lui l'odio per lo stato di separazione e inizia a percepire il motivo che provoca in lui e nella sua anima il fatto di essere separato e lontano dal Creatore.
animasalvata
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Re: La Kabbalah

Messaggio da animasalvata »

Gianni ha scritto: martedì 20 gennaio 2026, 15:33 Ci sono degli studi affascinanti che collegano la Qabbalah e, in generale, l'esegesi ebraica numerica alla costante matematica π. Non si tratta solo di mistica, ma di testo stesso ebraico.

Animasalvata ha citato 1Re 7:23 ("Mare di Bronzo"), che è il caso più famoso. L’enorme vasca circolare di metallo fuso fatta costruire da re Salomone per il Tempio misurava dieci cubiti da un orlo all'altro e una corda di trenta cubiti ne misurava la circonferenza. Se applichiamo la formula della circonferenza, ovvero C (circonferenza, 30 cubiti) = D (diametro, 10 cubiti) per π – otteniamo però 31,4 e non 30. I qabalisti, non contenti, hanno allora fatto notare che nel testo ebraico di 1Re 7:23 l’espressione וְקָו שְׁלֹשִׁים (= “corda di trenta”) presenta un’anomalia. I valori numerici per come è scritta sono 100 + 6 + 5 = 111; quelli per come è letta sono 100 + 6 = 106. Ora, se si prende il valore approssimativo di 3 del testo e lo si moltiplica per il rapporto tra il valore scritto e quello letto (111 : 106), si ottiene 3,14 + altri decimali, che è vicino al valore reale del π greco.
Gianni in rete ho trovato anche che dividendo la somma dell’intero versetto di Esodo 20,1 citato da Noiman per il valore di “messia ben David” (424) otteniamo proprio lo stesso pi greco identico a quello ottenuto moltiplicando il 3 per 111/106 che hai citato.
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Re: La Kabbalah

Messaggio da Janira »

Riflessione della sera

Rabash
Quale Tipo di Osservazione della Torah e delle Mitzvot Purifica il Cuore?
Articolo 8, 1984


Domanda: Se una persona vede e sente di percorrere la strada che conduce a Lishma, deve provare ad influenzare gli altri, in modo che anche loro possano percorrere questa strada?

Risposta: Questa è una domanda generale. È come se una persona religiosa analizzasse una persona laica. Se sa che può correggerla, deve correggerla, a causa della Mitzva “Rimprovera apertamente il tuo prossimo”. Allo stesso modo, in questo caso, si può dire che dovete parlare al vostro amico riguardo al miglior cammino che l’uomo possa percorrere, dando per certo che la vostra intenzione sia solo la Mitzva. Tuttavia, ci sono tante volte in cui una persona rimprovera un’altra solo con lo scopo di dominare e non per “Rimprovera il tuo prossimo”.

E impariamo da quanto detto sopra, che il desiderio di tutti affinché gli altri percorrano la strada della verità, ha creato dispute tra ortodossi e laici, tra la fazione lituana e i Chassidim, e tra i Chassidim stessi. Questo perché ognuno pensa di essere nel giusto e ognuno cerca di persuadere l’altro a percorrere la strada giusta.
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Re: La Kabbalah

Messaggio da animasalvata »

Oggi è il pi-day 14 Marzo di un anno non bisestile. Il 14 marzo di un anno non bisestile e’ il 73giorno dell’anno del nostro calendario.

73 e’ la gematria di “Sapienza” ma anche di “Galilea”
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
Janira
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Re: La Kabbalah

Messaggio da Janira »

Cari amici del forum, vorrei condividere con voi una frase tratta da un articolo di Rabash e l'interpretazione di Chatgpt.

La frase di Rabash è: Il Giusto che vive per sempre, cioè Yesod, che trasmette tutte le salvezze alla Nukva, e da lei a tutto il pubblico."

Questa l'interpretazione di Chatgpt:

Yesod (יסוד) significa letteralmente "fondamento".

Nella struttura delle dieci Sefirot, Yesod è la nona Sefirà e si trova immediatamente sopra Malchut (Nukva). Il suo ruolo principale è quello di raccogliere tutta l'abbondanza proveniente dalle Sefirot superiori e trasmetterla a Malchut.

Uno schema molto semplificato è:

Keter → Chokhmah → Binah → Hesed → Gevurah → Tiferet → Netzach → Hod → Yesod → Malchut

Yesod è chiamato:

Tzadik (Giusto).

Brit (Patto).

Fondamento del mondo.


I kabbalisti collegano Yesod al versetto:

> "Il giusto è il fondamento del mondo."



Perché il Tzadik è colui che collega il superiore con l'inferiore, il Bore' con le creature.

La funzione di Yesod

Yesod non produce nulla di proprio. La sua grandezza consiste nel trasmettere fedelmente ciò che riceve.

Per questo viene spesso paragonato a:

un canale,

una conduttura,

un ponte,

un sistema di distribuzione.


Tutta la Luce che deve arrivare a Malchut passa attraverso Yesod.

Yesod e Giuseppe

Nella tradizione cabalistica, Giuseppe è associato a Yesod.

Perché?

Giuseppe riceveva e distribuiva.

Durante la carestia in Egitto, tutto il nutrimento passava attraverso di lui verso il popolo. Per questo viene considerato una manifestazione del principio di Yesod.

Yesod nel lavoro interiore

Nel lavoro spirituale, Yesod rappresenta la capacità di una persona di:

collegarsi agli altri,

trasmettere la dazione,

unire,

creare connessione.


Rabash e Baal HaSulam enfatizzano spesso che la spiritualità si rivela nella connessione tra le anime. In questo senso Yesod è la forza che realizza quella connessione.

Yesod e la decina

Nel linguaggio pratico della decina, si potrebbe dire che la funzione di Yesod appare quando:

i desideri individuali vengono raccolti insieme;

viene costruita una richiesta comune;

questa richiesta viene trasmessa verso il Bore'.


Yesod è il punto di passaggio tra la preparazione delle anime e la rivelazione in Malchut.

Yesod e la vita

Il titolo "Tzadik Chai Olamim" ("il Giusto che vive per sempre") attribuito a Yesod significa che tutta la vitalità spirituale passa attraverso di esso.

Per questo la frase che hai citato:

> "The Righteous One who lives forever, meaning Yesod, who imparts all the salvations to the Nukva, and from her to the entire public"



vuol dire che Yesod trasferisce tutta la Luce, tutte le correzioni e tutte le salvezze a Malchut, e Malchut le distribuisce a tutte le anime.

In termini di sistema spirituale:

Bore' → Sefirot superiori → Yesod → Nukva/Malchut → anime.
Janira
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Re: La Kabbalah

Messaggio da Janira »

marco ha scritto

Vorrei ricordare che sono preceduti dalla figura del "buon pastore" un titolo che nell'AT spetta a Dio.

viewtopic.php?p=93492#p93492


Per la saggezza ebraica Mosè viene definito "pastore fedele", e sul sito chabad ho trovato questa spiegazione

This distinctive quality—being more celestial than terrestrial—enabled Moses to nourish and instill faith in G‑d within the Jewish people. He is called “Raya Mehemna,” which can be translated as the “faithful shepherd” or “shepherd of faith.”

Questa qualità distintiva — essere più celeste che terrestre — permise a Mosè di nutrire e infondere la fede nel Creatore nel popolo d'Israele. Egli è chiamato "Ra'aya Mehemna", che può essere tradotto come "il pastore fedele" oppure "il pastore della fede".

https://www.chabad.org/parshah/article_ ... -Moses.htm

Anche Rabash ne parla, citando lo Zohar( sto provando a trovare il punto esatto)

It known that The Zohar calls Moses “the faithful shepherd.” Baal HaSulam interpreted that he was nourishing the people of Israel with faith. He said that man does not lack any power in order to be able to observe Torah and Mitzvot [commandments/good deeds] in full, but only faith. To the extent that he has faith, to that extent he can exert in the work.


È noto che lo Zohar chiama Mosè "il Pastore fedele" (Ra'aya Mehemna). Baal HaSulam spiegava che egli nutriva il popolo d'Israele con la fede (Emunah). Egli diceva che all'uomo non manca alcuna forza per poter osservare pienamente la Torah e i precetti, ma soltanto la fede. Nella misura in cui possiede la fede, in quella misura è capace di compiere uno sforzo nel lavoro.

https://kabbalahmedia.info/it/sources/ZRoWVoV3

M.Laitman Disclosing a portion

Chi o che cos'è il pastore nella porzione?

Un "pastore" è il grado di Mosè, il Pastore fedele (Ra'aya Mehemna). Dobbiamo scegliere questo grado in ogni momento, poiché in ogni istante dobbiamo scegliere che cosa ci guida e verso dove, qual è lo scopo della nostra vita, chi è il nostro pastore e chi seguiamo con i nostri desideri e i nostri pensieri.

La nostra correzione consiste nel camminare lungo una via chiamata: "La Torah, Israele e il Creatore sono uno." Se vogliamo essere Israele, dobbiamo seguire la Luce che riforma. Quando la seguiamo, la Luce ci conduce alla qualità del Creatore, come è scritto: «Ritorna, Israele, al Signore tuo Dio» (Osea 14:2).

Dobbiamo decidere di avere bisogno di quella qualità di dazione e di amore assoluto. Questa è l'unica ragione per cui ci è stata data la Torah, ed è ciò che riceviamo quando la utilizziamo. A questo proposito è stato detto:

«Ho creato l'inclinazione al male; ho creato per essa la Torah come spezia», poiché «la Luce in essa li riforma».

Ciò che riforma è il Buono che fa il bene, la qualità della dazione e dell'amore che acquisiamo. Conseguiamo questa qualità dentro di noi, non in qualche immagine esterna a noi. Percepiamo dentro di noi la qualità della dazione e dell'amore, che chiamiamo Creatore (Bore'), dalle parole Bo Re'eh, «vieni e vedi».


/----------/


Dunque, anche se lo stesso Mosè viene definito pastore, non per questo viene considerato Dio. Potremmo dire che egli è uno strumento attraverso il quale il Creatore mette in atto in concreto sulla terra il voler guidare le Sue pecore.