vorrei veramente chiedere ad AEnim se ha mai studiato la Kabbalah di Baal HaSulam e Rabash. Per non inquinare questa discussione se le fa piacere puoi rispondermi nella cartella Kabbalah. Io ho trovato la continuità tra giudaismo e Scritture Greche ( non Cristianesimo) proprio nell'interpretazione della Torah di questi due Kabbalisti.
Ciao Janira,
nelle Cabale (perchè ve ne sono di più d'un tipo) ho infilato solo la punta del nasino, perchè è un un ramo a sua volta sterminato di una tradizione già sterminata di suo.
Se mi addentro in queste selve sterminate quando mai potrei più trovare il tempo di occuparmi anche di buddhismo?

Devo per forza contingentarmi e limitare il numero di temi ed ambiti. Nemmeno del Tanach mi interesso a tutto. Altrimenti faccio prima a farmi ebrea!

Ma non ne ho intenzione.
Cosa penso:
una volta, qui - la volta scorsa che ero qui - ho riletto l'idea di elezione di israele alla luce del buddhadharma mahayana (Noiman fece silenzio e si sarà domandato cosa caspiterina stessi dicendo) ed ho detto qualcosa che poteva essere del tipo: "Significa che sono un popolo di bodhisattva! Che hanno preso il voti di bodhisattva". In effetti in entrambi i casi la 'elezione' consiste nell'assunzione di determinati 'impegni' (nel mahayana chiamati 'voti'). Così nel buddhismo il bodhisattva è uno che si rende la vita difficile e prende dei voti: dovresti dire "ah che bello, qualcuno si mette al mio servizio", nell'ebraismo l'elezione significa pure che si prendono impegni specifici, ma invece di lui si dice "Ah, questo qui, chi si crede di essere, si sente superiore, mi vuole comandare".
Il bello è che questa svrapposizione funziona molto bene, è adatta a spiegare l'elezione a qualcuno che non la digerisce, fornendogliene una certa diversa prospettiva.
Quindi cosa ho fatto? Ho
riletto, era una
rilettura, la biblica elezione di Israele alla luce del bodhisattva mahayana.
Ora, a ben guardare, forse, se approfondivo, magari mi accorgero che il bodhisattva non era esattamente più lo stesso di prima, e nemmeno l'elezione di Israele. Cioè, per fare questa operazione forse la mia mente ha dovuto modificare qualcosa sia dell'una che dell'altra cosa (ovviamente mentre lo dicevo avevo a mente io stessa questa autocritica da farsi, cioè tenermi nel limite).
Si tratta di una rilettura, ma questo non dimostra una continuità fra buddhismo ed ebraismo. Giusto?
In questo traffico che c'è fra buddhadharma ed ebrei, trovi ebrei che rileggono e ripropongono buddhadharma ripulito alla luce di idee ebraiche (tu leggi e dici 'ah, che bello, allora vado!' e poi ti ritrovi in mezzo ad un esercito di terracotta di statue e dici

uhm ma perchè non le avete scritto su quei libri? Vai a indagare di più sull'autore e capisci che ha scritto un buddhadharma ebraismo-compatibile: tipo fate quello che vi pare ma le statue no! E tu ti domandi: ma perchè tu che di base appartieni ad una cultura ebraica hai scritto una cosa quasi a volermi portare di là, che ci guadagni?), e ebrei diventati buddhisti che magari rileggono l'ebraismo alla luce del buddhadharma (ora non ho presente nessuno, ma se non l'hanno già fatto lo faranno!). Poveretti gli accademici che dovranno rintracciare chi per prima ha riletto cosa e come. C'è intenso traffico di gente che va da qua a là e da là a qua sotto quel portale.
C'è però un problema di tempi, perchè la cabala nasce nel medioevo, quindi molto dopo i vangeli ai quali in ambiente cristiano sono state date anche interpretazioni cabalistiche, ma successive, cioè sono stati riletti, reinterpretati.
Con una piccola ricerca ho trovato che Ashlag - Yehuda Leib HaLevi Ashlag - offra un modo di leggere la Torah nel quale i personaggi, gli eventi e i comandamenti possono avere un significato spirituale interiore.
Per esempio:
Egitto = stato di schiavitù al desiderio egoistico
Faraone = forza dell'ego
Esodo = liberazione dal dominio dell'ego
Israele = desiderio diretto verso Dio
deserto = processo di trasformazione
Torah = metodo di correzione
Terra promessa = stato spirituale raggiunto
Appena ho letto questo mi sono accorta che tali letture le avevo già conosciute, dove? A catechismo, e nelle comunità neicatecumentali, quando ero adolescente.
Ora se leggessi Ashlag direi? Ah vedi, allora c'è continuità!
Il fatto è che Baal HaSulam e Rabash
non risultano aver mai elaborato una teoria della continuità fra giudaismo e Nuovo Testamento.
Ma, a quanto pare dalla mia esperienza parrocchiale, in qualche momento deve essere successo che il cristianesimo possa averlo utilizzato per rileggere se stesso, cioè riconferirsi dei significati nuovi. Qualcuno magari potrebbe sostenere anche l'inverso.
Quindi se in parrocchia già ci avevano insegnato che, per esempio, deserto = processo di trasformazione, poi leggiamo, dopo, Ashlag e diciamo che ci sembra di vedere continuità.
Invece nell'ebraismo troviamo le catene di trasmissione da maestro a discepolo, e gli alberi genealogici dei Maestri, ma da brava buddhista (che abbiamo la stessa cosa) allora dico: eh, però Gesù non c'è in questa catena di trasmissione. Se ci fosse continuità dovrebbe trovarsi lì invece.
Nel buddhadharma so che se qualcuno - un maestro - non rientra nella catena di trasmissione,allora no c'è continuità certamente.
Continuità però non vuol dire semplicemente qualcosa come "alcune cose che diciamo sono simili, alcune cose in comune le abbiamo", continuità in questi casi significa molto molto di più.
E poi bisognerebbe anche misurare quanto Vangelo può essere riletto alla luce della cabala, e quanto invece no. Perchè queste riletture di solito tendono a tenere a memoria solo al rileggibile, ma dimenticano il resto che non lo è.
Ma quale è lo scopo di rileggere i vangeli alla luce della cabala di Ashlag?
Quale sarebbe lo scopo di rileggere i vangeli alla luce della Torah?
Cioè perchè passare per i Vangeli e non saltarli a piè pari andando direttamente alla Torah e/o alla Cabala e chissene importa di Gesù?
Sarebbe, dal mio punto di vista, più logico.
Ponendo per esempio che Evola parli di buddhadharma e lo spieghi, cosa me ne importerebbe di dire che c'è continuità fra buddhadharma ed Evola? Vado diretta sull'originale. Di Evola mi dimentico. Che ci facciò più con la brutta (veramente brutta) copia di Evola? Ma i discepoli di Evola non riescono a staccarsi.
Ed è un attaccamento che accade a tanti. Vivono ormai altrove ma se non si tirano dietro questo Gesù vanno in panico. Quelli che Evola fanno lo stesso. Evola ha detto! Evola ha detto! Gesù è un po' come una coperta di Linus. Il vedere continuità e similitudini calma l'ansia. Abbiamo sempre bisogno di leggere il nuovo con i parametri del noto. Poi in molti casi succede anche che Evola e Gesù d'improvviso spariscono.
Ho parlato di là di alcuni fenomeni, fra i quali quelli di inculturazione, ecco, il fatto è che una volta aperto il portale resta aperto nei due sensi.
Una volta ho letto su un forum ebraico la frase "ricondurre i goy (cristiani) all'osservanza della Torah".
Stranamente non era un ebreo ad averlo scritto, ma un evangelico o protestante. Per dire che c'è tanta gente in giro con molte diverse idee nella testa.
C'è un certo andirivieni, gente che va, gente che viene, gente che torna, gente che scappa, e poi ci sono i preoccupati e i contenti. Nel tempo molti si riposizioneranno. Continuità e discontinuità hanno un loro ruolo in questo gioco, ma il ruolo può essere ambivalente.
Io trovo molta più continuità fra i vangeli e gli esiti cristiani successivi di quanta non ne trovi fra i vangeli e il giudaismo/ebraismo.
Ora qualcuno potrebbe dire che per trovarla bisognerebbe ripulire il vangelo riconducendolo ad un nucleo originario, il fatto è che questo testo così ripulito non è ciò che abbiamo e non lo abbiamo se ripuliamo resta molto molto poco.
Gesù è dio? Gesù è il messia? Gesù è risuscitato? Se ci fosse davvero una continuità non vedo motivo per cui gli ebrei non dovrebbero riconoscerla. Loro non la riconoscono e onestamente non riesco a dargli torto.