marco ha scritto: ↑mercoledì 4 novembre 2026, 8:01
Ariel1 ha scritto: ↑martedì 3 novembre 2026, 12:40
non dimostra automaticamente che la Torah insegni una morte umana come espiazione per i peccati altrui.
La domanda che pongo è più circoscritta: quale passo della Torah stabilisce questo principio? Non sto chiedendo che cosa abbiano creduto gli apostoli, ma dove lo insegni il testo della Torah.
Ciao
Francy.D.M ha scritto: ↑martedì 3 novembre 2026, 14:33
Io continuo a capire che Dio non avrebbe mai sacrificato un uomo innocente
Carissimi Ariel1 e Francy, per andare avanti dobbiamo essere chiari. Primo, la morte di Gesù non è stata un sacrificio rituale (non ci sono gli elementi minimi necessari affinchè potesse essere valido). Secondo, la Bibbia Ebraica esclude la morte umana come espiazione per i peccati altrui.
Su questo da adesso possiamo essere concordi.
[...]
Due punti ce li siamo conquistati:
la morte di Gesù non è stata un 'sacrificio' (rituale o meno poco importa),
in ogni caso non un sacrificio secondo la Torah...
... ma non solo viene raccontata ("teologicamente" dice Marco) come tale,
ma viene celebrata come tale in ogni santa messa, dove di teologia se ne fa poca o nulla, in compenso si fa qualcosa di molto concreto, ovvero un rito che
"celebra" e "rinnova" il sacrificio.
marco ha scritto: ↑mercoledì 4 novembre 2026, 8:01
Gianni ha scritto: ↑domenica 1 novembre 2026, 6:17
La questione è molto complessa: da una parte l’ebraismo rabbinico e dall’altra la fede in Yeshùa come Messia. Non se ne esce con il ragionamento.
Proviamo a considerare Gesù non solo come uomo ma come Dio, allora tutto combacia. Non ci sono più falle nel sistema.
Gli Apostoli [...] Quindi hanno interpretato la morte per crocifissione come un sacrificio. Un uomo puro, senza peccato, che accetta la morte, lo hanno visto come un agnello sacrificale.
[...]
Tornando alla domanda: un uomo può salvare l'umanità? No. Dio sì.
Quindi se Gesù è solo un uomo perchè Dio ha accettato ciò che lui ha sempre negato e cioè la possibilità che un uomo possa riscattare un altro uomo?
Qualcuno potrebbe dire: perchè gli autori sacri non hanno scritto che Gesù è Dio?
Allora siamo al punto che Gesù è Dio (ma non il dio della Torah di sicuro, eh!) e quindi improvvisamente decide si salvare l'umanità ....
e torniamo al tuo
"perchè dio non ha perdonato il peccato originale".
Con questa affermazione tu, e chi per te, hai creato il problema, che è un falso problema: non esiste questo problema in realtà perchè è frutto di una interpretazione cristiana alterata e per di più dogmatizzata, ovvero 'obbligatoria', considerata l'unica lettura possibile e pure 'vera', del peccato di adamharishon (adam il primo uomo;E nessuno lo chiama "peccato originale" nell'ebraismo, ma peccato del primo uomo, e già questo dice molto).
Dopo aver creato il problema lo usi per tentare di vendere e rifilare l'uomo dio.
Mi fai venire in mente una lezione di Rav. Arbib sul tema in cui dice (riferisco a braccio):
... Dio dice ad Adamo che dovrà lavorare, e molti esegeti ebrei (rabbini) si sono domandati:
ma che punizione eh?!
Ma quello che mi domando è: ammesso e non concesso che l'ebraismo creda il peccato originale così come lo credono in genere i cristiani. Ma non dovrebbe essere solo un problema loro?
Chi ce lo fa fare di assumere la stessa credenza?
Bisogna per forza inventarsi una nuova improbabile religione ed i relativo uomo-dio salvatore dal peccato originale e non si può semplicemente dire "no grazie" a questa credenza?
E' la credenza, di un altro, cioè il problema di un altro, potrei tranquillamente rifiutarlo, invece io lo prendo, lo faccio mio, quindi ci credo anche io, e poi faccio le peripezie per risolverlo e per risolverlo mi invento qualcosa che a quella religione che a quella credenza è totalmente contrario.
Finisce come una contestazione, ma non facevo prima a mettere in discussione la credenza ed a non farla mia?
Peraltro quell'altro mi risponde: guarda che la faccenda non è propriamente come la hai interpretata tu ed io il problema che tu ti sei accollato nemmeno lo sento, per giunta ho già le mie soluzioni.
Risultato è che uno ha fatto pure una fatica per niente, assumendoti il problema di un altro - sempre che lo sia davvero - mentre potevi farne totalmente a meno.
Prima si dà, dunque, autorità alla Torah, e quindi se ne assume il peccato originale, e questo per poi la stessa autorità togliergliela, inventandosi l'uomo dio.
Una contraddizione di fondo eclatante.
Dò autorità al testo di un altro, uso la mia malcomprensione di quel testo, creo una soluzione che è totalmente contraria alla natura di quel testo.
Il tutto evitando di analizzare seriamente il testo in modo critico, senza nemmeno tentare di metterne in discussione qualcosa.
Va bene, in pratica rimpiangendo Dio maggiordomo che mi serviva sul piatto d'argento nell'Eden, me lo trasformo in un Dio che deve pure sacrificarsi e dare la sua vita per me. Insomma non abbiamo proprio voglia di lavorare
