Quello non è il modo in cui in questo forum viene trattato il cristianesimo.
Se così fosse entrerei in ogni discussione delle sezioni evangeliche a dirlo.
Quella è la reazione che ti tiri quando ti metti a fare apologia della tua fede, cioè quasi sempre.
Nessuno punta il dito contro le scritture greche, ma contro il modo in cui tu e molti come te ne parlano.marco ha scritto: ↑mercoledì 21 ottobre 2026, 7:27 Per coloro che puntano il dito soltanto contro le Scritture Greche.
Il NT si basa su fatti storici realmente accaduti. Tutti i personaggi sono veri e realmente esistiti.
Si può dire lo stesso del VT?
Questi uomini hanno realmente assistito a qualcosa che ha condizionato realmente le loro vite fino a portarli alla morte per mezzo del martirio. Hanno creduto che le parole pronunciate dal loro Maestro erano provenienti da Dio.
Giovanni scrive di aver visto e toccato il Verbo della vita e lo ha testimoniato. E si dice che questo è frutto di manipolazione.
Mosè salì sulla montagna e ricevette direttamente da Dio in persona le tavole della legge. Qui nessuno si rischia di criticare o mettere in dubbio la vicenda.
Stiamo parlando di credere ciecamente in entrambi i casi. Se si ha la voglia di criticare occorre iniziare dall’inizio.
Viene spacciato così dai credenti.Il NT si basa su fatti storici realmente accaduti.
Secondo te che il personaggio del racconto, di nome Gesù, sia resuscitato con il corpo dai morti è un fatto 'storico'?
Ebbene non lo è.
Nessun corpo umano deceduto può risuscitare dopo essere morto.
Casomai lo puoi clonare, ma non sarà mai la stessa persona ugualmente.
Allora forse devi rivedere un po' cosa significhi "storico".
Perchè per esempio la 'storicità' dell'esistenza, è molto diverso dalla 'storicità' della narrazione o dalla 'storicità' delle parole pronunciate.
Non "hanno realmente" ma "dicono di aver realmente".Questi uomini hanno realmente assistito a qualcosa
Dato che nulla del genere può essere realmente successo, quel fenomeno scientificamente parlando non può mai essere avvenuto, al massimo ci si può domandare perchè lo dicono, cioè i motivi per scegliere questa narrazione.
E' una narrazione. E come tale la trattiamo: in quel libro è raccontata così."Mosè salì sulla montagna e ricevette direttamente da Dio in persona le tavole della legge."
Quello che sappiamo è che si è formato un sistema di principi giuridici. Casomai discutiamo quelli; che una voce li abbia dettati sul monte sinai, che un intero popolo abbia udito, sono simboli, è il "mito" d'origine di un popolo (parola che non piacerà a Noiman e me ne scuso) e del mito ci interessa casomai il significato. In genere qui si finisce per parlare di giurisprudenza.
Dio in questo caso significa che qualcuno ha avuto autorità per proporle e che qualcuno ha accettato.
In realtà quei principi giuridici potrebbero avere - e verosimilmente la hanno - una lunga storia di elaborazione di essi. Non si racconta tutta la storia, ma una narrazione che di quella lunga storia allude ai motivi per cui si è sviluppata.
Siccome però Noiman non fa mai proselitismo, e la giurisprudenza ebraica ha una lunga storia evolutiva, io non ho bisogno di dire continuamente che 'è una narrazione', qui. Altrove mi è capitato invece di trovarmi in imbarazzanti situazioni.
Non tuttissimi gli ebrei sono così ma la maggior parte è perfettamente capace di uscire dalla narrazione e discutere sensi, significati e processi anche al di fuori della narrazione.
Come no, lo ho appena fatto.Qui nessuno si rischia di criticare o mettere in dubbio la vicenda.
E' una narrazione e questa narrazione è un simbolo.
Un simbolo per lui può essere 'vero' nel senso che è suo.
Non è il mio, ma possiamo discutere della formulazione delle leggi e della loro evoluzione una per una, o anche del significato del simbolo se vogliamo.
Non ha la pretesa che tutto in quella narrazione debba riguardare anche me.
La narrazione stessa non lo ha, riguarda il popolo di Israele, non me (e lui non lo pretende), e a ben vedere non riguarda nemmeno te.
I principi giuridici possono riguardare anche me in parte.
Ma lui non pretende che siccome è stato narrato che Dio abbia comandato lo shabbat questo debba riguardare me.
Come venga considerato giuridicamente un assassinio invece quello riguarda sia lui che me a prescindere che una voce dal Sinai lo abbia tuonato, o che se lo sia invenato Mosè, o che sia frutto di una lunga storia di evoluzione giuridica.
Manipolazione - nel senso di lettura alterata di un passo biblico - è quando è evidente nel suo contesto intertestuale, storico, culturale ha un senso e qualcuno gliene attribuisce un altro, o quando vuoi passare per "fatto storico" una resurrezione. L'unica cosa "storica" è che qualcuno ha scritto di credere ciò. Non il fatto.
E' un simbolo, e infatti tu dovresti conoscere l'espressione "simbolo di fede".
Solo che qui stiamo facendo altro e non certo leggere un testo alla luce dei suoi simboli di fede come fossero fatti storici.