La mia risposta si ferma per ora la testo biblico.
Nel promulgare i dieci comandamenti D-o utilizza lo stesso numero di lettere e parole della prima espressione di Bereshit cioè 28 lettere e 7 parole e questo richiamo non è casuale, vediamo come e perché:
בראשית ברא אלהים את השמים ואת הארץ
“In Principio D-o creò i cieli e la terra”
Le stesso numero di parole e di lettere le ritroviamo in Shmòt 20/1 , quando leggiamo
וידבר אלהים את כל הדברים האלה לאמר
“Il Signore pronunciò tutte queste parole, dicendo così”.
Nel trattato Pirkei Avot( 5/1 ), è scritto:” I dieci comandamenti della Torah comprendono tutti i comandamenti della Torah e tutte le cose sopra e sotto, tra cui i dieci parlate con cui è stato creato il mondo”.
“Custodite dunque la parole di questo patto” (Dvarim . 1/14) .
Scrive Donnolo nel Sefer Kahmoni:” Da questi versetti noi apprendiamo che Israele deve avere timore nel Signore, deve occupare la propria mente con la sua Torah….. occupando le proprie menti con la Torah essi arriveranno a comprendere i suoi ragionamenti e i suoi reconditi significati, essi acquisiranno la saggezza che serve per conoscere D-o…. “
Anche nel Kaddish la preghiera in ebraico aramaico che viene recitata da sempre dagli ebrei di tutto il mondo, nella parte centrale quando viene promulgata la santità del Nome, sono impegnate sette parole e 28 lettere.
יהא שמה רבא מברך לעלם ולעלמי עלמיא “Yehè shemè rabbà mevaràkh le’alam ul’almè ‘almay’yà” “ Sia il Suo grande Nome benedetto per l’eternità e l’eternità di eternità”
Come possiamo interpretare queste analogie e corrispondenze? Vi è in queste parole un disegno, una intenzione ?
Forse nel caso del Kaddish il punto centrale è l’affermazione del Suo Nome e la posizione eterna. Viene usata la duplice espressione di eternità di eternità, questa parola compare ben tre volte sull’intero versetto che è di sette parole
La radice ebraica che genera la parola eternità e anche la stessa che genera la parola mondo.
Queste ripetizioni possono essere intese come il collegamento tra il cielo e la terra.
Questa espressione è il potere attraverso la forza delle lettere di mantenere aperto questo passaggio che è la santità del nome attraverso le dimensioni..
Anche all’interno del Kaddish sono ripetute dieci parole di lode Sia benedetto, sia lodato, sia glorificato, sia innalzato, sia magnificato, sia esaltato, sia elevato e sia celebrato”, esattamente come predica il nostro buon Luigi.
Tutto il collegamento con la divinità non può avvenire se non tramite il dieci.
Facciamo ancora una divagazione e ricordiamo che il valore numerico della parola תורה Torah è 611 , se aggiungiamo la somma dei primi due comandamenti dati direttamente a Israele, il totale è 613, pari alle mizvòt della Torah.
Se aggiungiamo ancora le 7 leggi di Noè otteniamo come valore , 620 è anche il valore della prima sefirah: “keter”כתר. ( 20+400+300).keter “la corona “ la prima delle sephirot.
Il numero delle lettere ebraiche nei 10 dibberot è di 620
Queste attinenze di parole e valori numerici ci suggeriscono l ‘idea che tutto questo è come un colossale puzzle dove ogni casella trova il suo posto solo nell’insieme che non può essere completo fino a che ogni posizione non è collocata nella giusto posto.
Un vecchio detto dice”tutte le scarpe con lo stesso numero entrano nello stesso piede”.
Parole che hanno apparentemente significati diversi ma stesso valore numerico hanno affinità , questa va ricercata e una volta che si è trovata si può entrare in una dimensione nuova.
Ma anche se modifichi una lettera il messaggio cambia e la storia viene riscritta simile ma diversa.
“Si racconta che una volta un pianista si sia scusato per avere suonato un pezzo di Mozart con una nota sbagliata, e il grande Quine che l’aveva ascoltato con pazienza ma entusiasmo abbia replicato che questo significava solo che aveva suonato alla perfezione qualcos’altro” (Robert Kaplan- Zero).
Ancora qualche considerazione sul numero dei precetti:
Perché dieci comandamenti e non 9 e perché non 11, forse sarebbe bastato uno solo.
Beh…! nella mistica ebraica il numero dieci è un numero speciale, gli stessi matematici e fisici stanno riscoprendo nell’universo che il numero dieci è chiave di lettura per infiniti paralleli, la teoria delle stringhe e altro.
Questo numero per D-o deve essere speciale, forse divino.
Aggiunge Avrahàm di Colonia :”Dieci è un calcolo onnicomprensivo, e non bisogna andare oltre, altrimenti ci si inoltra nei particolari, e non è cosa degna della sua gloria farlo regnare sui particolari.”
Abulafia scriveva nel Seva Netivot Ha -Torah :” che ogni cosa che appartiene alla santità non è in numero minore di 10.
Il 10 contiene tutto è il valore della lettera ”yud” י , la più piccola delle lettere ebraiche ha valore 10, un semplice punto, non scomponibile.
Con la “yud” vengono formate tutte le altre 21 lettere dell’alfabeto ebraico, nella loro composizione si forma il DNA della Torah, questo messaggio non è chimico ma celeste, il cromosoma dell’universo, la traccia del Creatore come piace a Janira.
10, sempre dieci, come le Sephirot, il numero delle generazioni tra Adam e Noàch, le generazioni tra Noàch e Terach il padre di Avrahàm, 10 il valore delle due ה che furono aggiunte ai nomi di Sarah e di Avrahàm affinché essi potessero generare Isacco..
Bravo anima salvata,
Noiman