Yeshu'a è Dio?

Re: Yeshu'a è Dio?

Messaggioda Luigi » venerdì 5 luglio 2019, 15:09

Gianni ha scritto:Luigi, non ti serve dire menzogne su di me. Prendiamo atto che non sai spiegare 2Cor 1:3. Questa è la realtà.

Gianni, puerile ed in malafede; poi quali menzogne ?
Sono almeno dieci le domande ...., che ho fatto ed a nessuna di esse hai risposto;
veramente abbiamo preso atto ,che non sai rispondere ai tanti interrogativi propostovi, e agisci con astuzia...
Ed io non saprei spiegare il passo che proponi ? :-(

2 Cor. 1, 3 Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione,CEI

3 Benedetto sia Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre delle misericordie e il Dio di ogni consolazione, N.Diodati


Che ci sarebbe da spiegare ?
Che E' da benedire dall'Ekklesia...., Dio Padre "che nemmeno gli Ebrei conoscevano", che il Figlio Suo Gesù Cristo, ha fatto conoscere ???
Il tuo modus operandi , si sta rivelando veramente polemico e pretestuoso :-( :-(
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Re: Yeshu'a è Dio?

Messaggioda Gianni » venerdì 5 luglio 2019, 15:22

Che ci sarebbe da spiegare? Il testo biblico vero, non quello malamente tradotto che riporti.
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Re: Yeshu'a è Dio?

Messaggioda Luigi » venerdì 5 luglio 2019, 15:35

Ora è pure malamente tradotto...?
Prova a rispondere a tutte le domande ; chi legge ha preso atto che non puoi rispondere alle domande...
Sennò dovresti confermare autentico ed ispirato il modello apostolico, e di conseguenza, spiegare le tue lacune...
Non sono abituato a replicare con polemiche, ma visto quanto , evito .. :-(
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Re: Yeshu'a è Dio?

Messaggioda Gianni » venerdì 5 luglio 2019, 15:46

Certo che è malamente tradotto. Prova, per cambiare, a leggere una volta tanto l'unica Bibbia vera, quella del testo originale.
E smettila di riproporre a raffica le solite domande a cui è stato già risposto più volte.

Prova, per cambiare, a leggere una volta tanto l'unica Bibbia vera, quella de testo originale. Se non hai il testo originale di 2Cor 1:3, te lo riporto io:
Εὐλογητὸς ὁ θεὸς καὶ πατὴρ τοῦ κυρίου ἡμῶν Ἰησοῦ Χριστοῦ.
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Re: Yeshu'a è Dio?

Messaggioda bgaluppi » venerdì 5 luglio 2019, 15:56

Luigi, quante volte dovrò ripeterti che non è consentito esprimere giudizi sulla fede degli altri utenti? Questo forum non si occupa di fede religiosa, ma esclusivamente di analisi e commento del testo biblico in ebraico e greco, attraverso i procedimenti ermeneutici della biblistica, che è una scienza precisa che non ha nulla a che fare con la fede religiosa. Oltretutto, a nessuno interessa cosa gli altri utenti credono o non credono, se accettano Yeshùa come salvatore oppure no; qui interessano i ragionamenti fatti sul testo scritturale, quello originale, come Gianni ti ha ribadito più di una volta. Dovresti approfittare della tua permanenza qui per imparare le regole dell'ermeneutica ed acquisire gli strumenti necessari per poter essere in grado di analizzare il testo biblico correttamente. Questo, se il testo biblico ti interessa. Se, invece, sei interessato solo alla dottrina e alla teologia cristiana, allora sei fuori sintonia con il forum. La fede è una cosa, la biblistica un'altra.
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Re: Yeshu'a è Dio?

Messaggioda francesco.ragazzi » sabato 13 luglio 2019, 21:59

Scusate ho trovato questo scritto, quanto è corretto ?
Henri Tisot, esperto di ebraico, si è rivolto a diversi rabbini per chiedere quale fosse l’esatta traduzione ebraica dell’iscrizione fatta compilare da Pilato. Ne parla nel suo libro “Eva, la donna” nelle pagine da 216 a 220.

Ha scoperto che è grammaticalmente obbligatorio, in ebraico, scrivere “Gesù il Nazareno e re dei Giudei“.

Con le lettere ebraiche otteniamo “ישוע הנוצרי ומלך היהודים“. Ricordiamo la lettura da destra verso sinistra.

Queste lettere equivalgono alle nostre “Yshu Hnotsri Wmlk Hyhudim” vocalizzate “Yeshua Hanotsari Wemelek Hayehudim“.

Quindi, come per il latino si ottiene l’acronimo “INRI“, per l’ebraico si ottiene “יהוה“, “YHWH“.

Ecco spiegata l’attenzione che Giovanni riserva per la situazione che si svolge sotto Gesù crocifisso. In quel momento gli ebrei vedevano l’uomo che avevano messo a morte, che aveva affermato di essere il Figlio di Dio, con il nome di Dio, il Tetragramma impronunciabile, inciso sopra la testa.

Non poteva andar bene che YHWH fosse scritto lì, visibile a tutti, e provarono a convincere Pilato a cambiare l’incisione. Ecco che la frase del procuratore romano “Quel che ho scritto, ho scritto” acquista un senso molto più profondo.

Sembra incredibile? Pensate che Gesù aveva profetizzato esattamente questo momento. In Giovanni 8,28 troviamo scritto

“Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono”

Per “innalzare” Gesù intende la crocifissione. “Io Sono” allude proprio al nome che Dio ha rivelato a Mosè in Esodo 3,14:

“Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: «Io-Sono mi ha mandato a voi»“
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Re: Yeshu'a è Dio?

Messaggioda bgaluppi » domenica 14 luglio 2019, 12:00

Ciao Francesco, ti cito Gianni da questa discussione:

https://www.biblistica.eu/viewtopic.php ... 240#p43796

«Nella traduzione ebraica dei Vangeli si ha: Yahushùa hanatsrìy mèlech hayahudìym, senza la congiunzione. Oltretutto è un assurdo costruire un acrostico utilizzando le iniziali dei due articoli (ha, in ebraico) saltando i nomi.
La Bibbia Concordata, rispettando il testo greco, traduce così Gv 8:24: “Se infatti non avrete creduto chi sono io, morrete nel vostro peccato”. E al v. 28: “Allora conoscerete chi sono io”.
La storpiatura di tradurre “io sono” al posto del più corretto “sono io”, è tipica dei trinitari.»
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Re: Yeshu'a è Dio?

Messaggioda francesco.ragazzi » domenica 21 luglio 2019, 7:34

Isaia 43:10,11
.......Prima di me non fu formato alcun dio né dopo ce ne sarà.
11 Io, io sono il Signore,
fuori di me non v'è salvatore.
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Re: Yeshu'a è Dio?

Messaggioda Gianni » domenica 21 luglio 2019, 8:30

Bravo, Francesco!
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Re: Yeshu'a è Dio?

Messaggioda matteo97 » venerdì 2 agosto 2019, 13:13

Anzichè confutare la dottrina della Trinità rapportandola alla Scrittura, operiamo in maniera differente, ad esempio tracciandone la sua origine. Anzitutto occorre dire che in nessun luogo nelle Scritture è mai fatta menzione di una trinità. Il termine Trinità deriva dal latino Trinitas che significa ‘la riunione di tre’, una parola coniata da Tertulliano di Cartagine alla fine del II secolo d.C. Dalla sua biografia apprendiamo che egli nacque a Cartagine nel 155 da genitori pagani. Non conobbe mai il cristianesimo delle origini tanto che ci viene detto che si convertì solamente attorno al 195 quando il giudeo-cristianesimo ormai era stato largamente soppiantato da culti e dottrine pagane. Nonostante la sua dottrina divenne poi quella ufficiale in seno alla Chiesa cattolico-romana, questa non lo riconobbe mai come "Padre della Chiesa" probabilmente a causa della sua adesione alla setta montanista. Il concetto della Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo che costituiscono la deità in tre distinte persone) appartiene alla filosofia greca, in particolare alla corrente del neoplatonismo, da cui è stato tratto trasponendolo poi alla Scrittura. Nelle Enneadi, Plotino (205 - 270) afferma che le ipostasi sono le tre sostanze principali del mondo intelligibile, e cioè gerarchicamente:
- l'Uno, del quale nulla è lecito dire se non che è uno e bene.
- l'Intelletto, che procede dall'Uno, ed è assimilabile al mondo delle idee di Platone, poiché consiste di tutte le forme e i modelli del pensiero, oltre che della realtà ontologica;
- l'Anima, che procede a sua volta dall'Intelletto, e sta a fondamento della vita: essa è l'ultimo grado della realtà effettiva, oltre la quale si trova la materia che è un semplice non-essere, un'apparenza priva di vera consistenza.

L'Uno corrisponde a Dio Padre, l'Intelletto al Dio Figlio (incarnatosi poi nella persona di Yeshùa) e lo Spirito Santo all'Anima. A riguardo del termine persona che è utilizzato sia per Dio Padre, che per il Figliuolo che per lo Spirito Santo è opportuno che si sappia che la parola latina persona significa ‘maschera’ o ‘personaggio di rappresentazione’. Agli ebrei dei primi secoli era inviso il teatro in quanto nel recitare l'attore doveva intercalarsi nei panni del personaggio rappresentato spogliandosi della sua personalità. Paolo di Tarso ammonì i suoi discepoli dall'utilizzare la recitazione come mezzo per evangelizzare. Secondo il dogma della Chiesa cattolica, il termine incarnazione indica l'atto con cui il Dio trino ha assunto direttamente una realtà umana nella persona del Verbo eterno quale autoespressione eterna del Padre, al fine di entrare mediante essa in maniera personale nella creazione, per la salvezza dell'umanità. "Riprendendo l'espressione di san Giovanni ("Il Verbo si fece carne": Gv 1,14), la Chiesa chiama "incarnazione" il fatto che il Figlio di Dio abbia assunto una natura umana per realizzare in essa la nostra salvezza". (Catechismo della Chiesa Cattolica, 461).
Questo concetto di incarnazione è stato tratto dalle dottrine visnuite. "Dal punto di vista teologico un avatara è la forma fisica assunta da Visnù, il dio presente nella tradizione vedica e brahmanica, ma qui inteso come Bhagavat, Dio, la Persona suprema, forma fisica assunta per restaurare l'ordine cosmico, il Dharma. Portata a compimento tale missione, l'avatara scompare o viene assorbito in Visnù". (da wikipedia) Ho evidenziato in grassetto le parti simili alla dottrina trinitaria che vuole anch'essa la divinità come incarnazione umana, operata al fine di riavvicinare l'umanità a Dio. Ognuno tragga da sè le proprie conclusioni.
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