XGianni. Grazie per il link, sono le informazioni che cercavo sugli strumenti.
Riguardo all'esercizio proposto......
Considerando il parallelismo sinonimo, quello antitetico e quello progressivo; le ripetizioni , formule introduttive solenni che servono a scandire le strofe e a dare autorità alla proclamazione che in questa parte trattata sono 3, la struttura gnomica ed anche un chiasmo e una inclusione abbiamo un po' di lavoro da fare.
già è stato spiegato cosa vuol dire parallelismo.
Le ripetizioni invece sono riproposizioni di parole, concetti ecc. che vengono richiamati più volte all’interno di un testo. In questi versetti proposti si possono notate diverse parole ripetute, come padre/figlio, vita, udire, giudizio/giudicare..
Ho usato la versione nella Nuova Diodati e mi sono messo con l’evidenziatore
Formule introduttive solenni, come scritto da Gianni, servono a scandire le strofe e a dare autorità alla proclamazione che in questa parte trattata sono 3: In verità, in verità vi dico.. ai versetti 19, 24 e 25 , in greco ἀμὴν ἀμὴν λέγω ὑμῖν amèn amèn lègo ymìn.
La struttura gnomica. La struttura riguarda come le parole, le frasi, un pensiero sono organizzati secondo un determinato ordine, il termine gnomico si riferisce si riferisce ad una frase che esprime una verità un principio (da γνώμη pensiero, sentenza, massima o giudizio…)
Una formulazione gnomica può esprimere una condizione e una conseguenza, presentandole come un principio generale come ad esempio: “chi semina vento raccoglie tempesta”, oppure : “chi cerca trova”.
Nelle frasi da analizzare, a questa condizione può appartenere il versetto 24:
Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.
Abbiamo: una condizione, una conseguenza e ciò che deriva dalla conseguenza.
Il chiasmo deriva il suo nome dalla lettera greca chi (Χ), che ha la forma di una X e richiama l'idea di un ordine incrociato degli elementi, con un centro di inversione.
Considerando due elementi, A e B, possiamo avere una struttura del tipo A-B-B′-A′.
Il chiasmo può svolgere diverse funzioni, tra cui mettere in evidenza un concetto centrale e creare una corrispondenza tra l'inizio e la fine di una sezione del testo.
L’inclusione in un testo si ha quando vi è un richiamo tra inizio e fine, come a creare una cornice che racchiude ciò che c’è in mezzo. Nel contesto cha stiamo analizzando abbiamo ad esempio il primo e l’ultimo verso:
19:…. il Figlio non può far nulla da se stesso, se non quello che vede fare dal Padre; le cose infatti che fa il Padre, le fa ugualmente anche il Figlio.
30: Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo ciò che odo e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà del Padre che mi ha mandato
Non trovo invece un chiaro chiasmo…
Una riflessione. Questi procedimenti letterari non erano comuni soltanto nella poetica ebraica, ma anche nelle tradizioni letterarie del mondo antico, soprattutto nell'area mediterranea. Erano conosciuti nell'ambiente giudaico-ellenistico e l'autore di questo testo dimostra di conoscere bene questi elementi e di saperli utilizzare.
Sarebbe interessante analizzare alcune opere greche per individuare questi procedimenti e, soprattutto, esaminare la LXX, mettendo a confronto i brani poetici delle Scritture ebraiche con le rispettive traduzioni greche.
Non credo, tuttavia, che sulla base di questi soli elementi si possa stabilire quanto l'autore fosse immerso nel pensiero ebraico, né escludere l'influenza del contesto culturale ellenistico