Parlando di poesia, a noi occidentali vengono in mente cose come strofe e rime. Ai più colti può venire in mente la metrica. Nella Bibbia ebraica la poesia non manca. La domanda è: come è strutturata la poesia biblico-ebraica?
La discussione è aperta. Per iniziare, quali sono le sue caratteristiche?
La poesia biblica
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Gianni
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stella
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Re: La poesia biblica
Hallo solo un momentino , non so se continuo ,ma mi piace cio'
Caro Gianni l’introduzione io ,..poi il resto lo spieghi tu ,
bella iniziativa , almeno non bisticciamo per interpretazioni , greco latino ebraico , uguale in che lingua , la ''POESIA BIBLICA '' e bella ..
SI ad esempio il Cantico dei Cantici 2:11-12,
lo sposo invita la sposa a uscire all'aperto celebrando l'arrivo della primavera ...
«Perché, ecco, l'inverno è passato,
la pioggia è cessata, se n'è andata;
i fiori sono apparsi nei campi,
il tempo del canto è tornato»
“Mia forza e mio canto è il Signore” (Es 15,2) Introduzione alla poesia nella Biblica .
-E come potevamo noi cantare / con il piede straniero sopra il cuore.
Gianni a te ..le caratteristiche , storia ,amore tristezza ,silenzio
I SALMI SONO POEMI ''
Caro Gianni l’introduzione io ,..poi il resto lo spieghi tu ,
bella iniziativa , almeno non bisticciamo per interpretazioni , greco latino ebraico , uguale in che lingua , la ''POESIA BIBLICA '' e bella ..
SI ad esempio il Cantico dei Cantici 2:11-12,
lo sposo invita la sposa a uscire all'aperto celebrando l'arrivo della primavera ...
«Perché, ecco, l'inverno è passato,
la pioggia è cessata, se n'è andata;
i fiori sono apparsi nei campi,
il tempo del canto è tornato»
“Mia forza e mio canto è il Signore” (Es 15,2) Introduzione alla poesia nella Biblica .
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I SALMI SONO POEMI ''
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AEnim
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Re: La poesia biblica
E' un argomento difficile. Sembra che sarebbe importante poter leggere in lingua originale per cogliere il lato poetico appieno. Non so come sia strutturata, ma sicuramente troviamo nel testo biblico molte espressioni di sentimenti attraverso paragoni con elementi la vita rurale del tempo, metafore, molte immagini di paragone. Altri elementi direi, per esempio, l'evocatività o l'uso della ripetizione che è una caratteristica di molta poesia antica o p.e. tribale (mi viene in mente ne "Il piccolo grande uomo" l'anziano che ripete ogni volta "Il mio cuore vola alto come un falco").
Si nota anche spesso un particolare incedere concettuale nella successione dei versetti, come se a creare poesia volesse essere il modo delle idee di richiamarsi l'un l'altra, per amplificazione o per contrasto.
Poi dipende un po' dai gusti. Io per esempio trovo noiosi per me i Salmi mentre trovo poetico il Qoelet.
Molto Tanack trova espressione nel canto, ed io sento moltissima musica ebraica con testi del Tanack, in pratica Tanakh cantato. Se si può cantare è poesia
In realtà non sono necessari versi metrici e rime per fare poesia o canto. Ciascuna lingua ha i suoi modi specifici di diventare poetica.
A volte ho visto citare versi di salmi come elementi 'normativi', non so come si possa, la poesia è già interpretazione, cioè sentimento del poeta.
Si nota anche spesso un particolare incedere concettuale nella successione dei versetti, come se a creare poesia volesse essere il modo delle idee di richiamarsi l'un l'altra, per amplificazione o per contrasto.
Poi dipende un po' dai gusti. Io per esempio trovo noiosi per me i Salmi mentre trovo poetico il Qoelet.
Molto Tanack trova espressione nel canto, ed io sento moltissima musica ebraica con testi del Tanack, in pratica Tanakh cantato. Se si può cantare è poesia
In realtà non sono necessari versi metrici e rime per fare poesia o canto. Ciascuna lingua ha i suoi modi specifici di diventare poetica.
A volte ho visto citare versi di salmi come elementi 'normativi', non so come si possa, la poesia è già interpretazione, cioè sentimento del poeta.
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stella
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Re: La poesia biblica
AEnim ,credo hai colto nel segno ,ciò che Gianni voleva dirci ,
Credo hai ragione che nella lingua originale sarebbe molto più bello ,avrebbe altre sfumature , ..
Io credo comunque che dipende anche da noi ,se siamo predisposti a ricevere a comprendere ciò che lo scrittore dice, e il nostro stato d’animo ..
Perché deve entrare principalmente nel nostro cuore per comprendere ciò che lo scrittore vuole dirci ..
Vedo versetti biblici ,che si riferiscono a gioia ,dolore sofferenza ecc..ecc.
Tutto può diventare poesie ,anche la natura ,..descrive poesia senza parole ,..
Continuate. ..io ho un po’ pasticciato ,ma solo la parola poesia ,mi ha portato in un’altra dimensione ..
Gianni inizia a spiegare cosa vuol dire poesia
Vi saluto ,buon giorno a chi si sveglia e sogni d’oro a chi è ancora nel letargo .
Credo hai ragione che nella lingua originale sarebbe molto più bello ,avrebbe altre sfumature , ..
Io credo comunque che dipende anche da noi ,se siamo predisposti a ricevere a comprendere ciò che lo scrittore dice, e il nostro stato d’animo ..
Perché deve entrare principalmente nel nostro cuore per comprendere ciò che lo scrittore vuole dirci ..
Vedo versetti biblici ,che si riferiscono a gioia ,dolore sofferenza ecc..ecc.
Tutto può diventare poesie ,anche la natura ,..descrive poesia senza parole ,..
Continuate. ..io ho un po’ pasticciato ,ma solo la parola poesia ,mi ha portato in un’altra dimensione ..
Gianni inizia a spiegare cosa vuol dire poesia
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Gianni
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Re: La poesia biblica
È bello (e forse significativo) che siano state due donne per prime a rispondere all’invito a trattare di poesia biblica.
AEnim ha fatto, per così dire, un sunto sintetico perfetto delle peculiarità principali della poesia biblica. E meno male che ha detto di non sapere come è strutturata! Immagino che abbia colto nel segno grazie alla sua preparazione classica, anche se il poetare biblico-ebraico è del tutto diverso dal nostro occidentale. Userò le sue osservazioni come schema. Brava AEnim.
AEnim osserva che si nota spesso nella poesia biblica «un particolare incedere concettuale nella successione dei versetti, come se a creare poesia volesse essere il modo delle idee di richiamarsi l'un l'altra, per amplificazione o per contrasto». Poco prima aveva osservato che «l'uso della ripetizione che è una caratteristica».
Questa è forse la caratteristica principale della poesia biblica.
Questo fenomeno si chiama parallelismo. Vediamo subito degli esempi. (Userò la traduzione di TILC, che è in italiano parlato corrente).
“Ascolta, figlio mio, i consigli di tuo padre,
non rifiutare gli insegnamenti di tua madre”.
- Pr 1:8.
Questo è un caso tipico di parallelismo: il primo concetto viene ripetuto con parole diverse una seconda volta.
Si tratta di parallelismo sinonimo: padre sta in parallelo con madre.
“Il Signore protegge il cammino dei giusti;
la via dei malvagi finisce nel nulla”.
- Sl 1:6.
Qui si ha il parallelismo antitetico: lo stesso concetto è ripetuto mettendolo in contrato (“il cammino dei giusti” è contrapposto a “la via dei malvagi”).
“Vigila sui tuoi pensieri [“cuore”, nel testo ebraico]:
la tua vita dipende da come pensi”.
- Pr 4:28.
Anche qui c’è parallelismo, ma quello di questo tipo è il meno visibile; qui abbiamo un parallelismo progressivo.
Riassumendo, il parallelismo può essere:
Sinonimo (stesso concetto ripetuto per analogia);
Antitetico (stesso concetto ripetuto con il suo contrasto);
Progressivo (il concetto viene sviluppato).
Per ora mi fermo qui, aggiungendo solo delle annotazioni.
Il parallelismo (sinonimo o antitetico o progressivo che sia) è un elemento caratteristico e distintivo della poesia ebraica.
È ciò che AEnim ha definito «un particolare incedere concettuale nella successione dei versetti».
È un metodo mnemonico che gli ebrei biblici si sono inventati. Si pensi a Pr 1:8: dopo aver letto “Ascolta, figlio mio, i consigli di tuo padre”, rammentandolo viene quasi automatico ricordare “non rifiutare gli insegnamenti di tua madre”.
Importantissimo: il parallelismo è prezioso per l’esegesi. Lascio a voi scoprire il perché.
Se posso suggerire, leggete un capitolo dei Salmi o dei Proverbi e cercate di riconoscervi i tre parallelismi di cui abbiamo parlato. Compito per casa
: perché il parallelismo (specialmente quello sinonimo) è di grandissimo aiuto per capire il pensiero biblico?
AEnim ha fatto, per così dire, un sunto sintetico perfetto delle peculiarità principali della poesia biblica. E meno male che ha detto di non sapere come è strutturata! Immagino che abbia colto nel segno grazie alla sua preparazione classica, anche se il poetare biblico-ebraico è del tutto diverso dal nostro occidentale. Userò le sue osservazioni come schema. Brava AEnim.
AEnim osserva che si nota spesso nella poesia biblica «un particolare incedere concettuale nella successione dei versetti, come se a creare poesia volesse essere il modo delle idee di richiamarsi l'un l'altra, per amplificazione o per contrasto». Poco prima aveva osservato che «l'uso della ripetizione che è una caratteristica».
Questa è forse la caratteristica principale della poesia biblica.
Questo fenomeno si chiama parallelismo. Vediamo subito degli esempi. (Userò la traduzione di TILC, che è in italiano parlato corrente).
“Ascolta, figlio mio, i consigli di tuo padre,
non rifiutare gli insegnamenti di tua madre”.
- Pr 1:8.
Questo è un caso tipico di parallelismo: il primo concetto viene ripetuto con parole diverse una seconda volta.
Si tratta di parallelismo sinonimo: padre sta in parallelo con madre.
“Il Signore protegge il cammino dei giusti;
la via dei malvagi finisce nel nulla”.
- Sl 1:6.
Qui si ha il parallelismo antitetico: lo stesso concetto è ripetuto mettendolo in contrato (“il cammino dei giusti” è contrapposto a “la via dei malvagi”).
“Vigila sui tuoi pensieri [“cuore”, nel testo ebraico]:
la tua vita dipende da come pensi”.
- Pr 4:28.
Anche qui c’è parallelismo, ma quello di questo tipo è il meno visibile; qui abbiamo un parallelismo progressivo.
Riassumendo, il parallelismo può essere:
Sinonimo (stesso concetto ripetuto per analogia);
Antitetico (stesso concetto ripetuto con il suo contrasto);
Progressivo (il concetto viene sviluppato).
Per ora mi fermo qui, aggiungendo solo delle annotazioni.
Il parallelismo (sinonimo o antitetico o progressivo che sia) è un elemento caratteristico e distintivo della poesia ebraica.
È ciò che AEnim ha definito «un particolare incedere concettuale nella successione dei versetti».
È un metodo mnemonico che gli ebrei biblici si sono inventati. Si pensi a Pr 1:8: dopo aver letto “Ascolta, figlio mio, i consigli di tuo padre”, rammentandolo viene quasi automatico ricordare “non rifiutare gli insegnamenti di tua madre”.
Importantissimo: il parallelismo è prezioso per l’esegesi. Lascio a voi scoprire il perché.
Se posso suggerire, leggete un capitolo dei Salmi o dei Proverbi e cercate di riconoscervi i tre parallelismi di cui abbiamo parlato. Compito per casa
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AEnim
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Re: La poesia biblica
Forse perchè a volte il primo termine del parallelismo riprende qualcosa di già espresso in precedenza nel Tanakh, e il secondo termine di paragone testimonia dell'interpretazione che almeno l'autore della poesia ne fa in quel momento, cioè come quell'idea viene capita e letta, o che significato le si vuole dare in quel momento? In pratica c'è già commento.
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Gianni
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Re: La poesia biblica
Cara AEnim, la tua intuizione è perfetta e l’hai sintetizzata in modo eccellente: «In pratica c'è già commento».
Il parallelismo non agevola solo l’esegesi (il commento), ma a volte funge da regola ermeneutica (interpretativa).
Vediamo un esempio. Si legge in Gv 1:1-3: “Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei”.
Secondo l’americana Watchtower (Testimoni di Geova) la parola non è il dire di Dio, ma la creatura, preesistente in cielo con Dio, che sarebbe poi nata col nome di “Gesù”.
Ora, vengono scritti trattati sulla questione. Lo fa la Watchtower e lo fanno cattolici e protestanti, questi ultimi in chiave trinitaria. Poi si legge in Salmo 33:6:
“I cieli furono fatti dalla parola del Signore,
e tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca”.
In questo passo abbiamo un parallelismo sinonimo.
Se leggessimo solo che “i cieli furono fatti dalla parola del Signore”, Watchtower, cattolici e protestanti continuerebbero ad argomentare per sostenere le loro interpretazioni, ma ecco il secondo parallelo (“e tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca”) che pone fine alla questione.
Nel parallelismo sinonimo la “parola del Signore” corrisponde esattamente al “soffio della sua bocca”. La parola creatrice (Gn 1) non è quindi “un dio” (Watchtower) né una seconda persona divina di una trinità. È proprio la parola parlata che esce dalla bocca.
L’immagine è antropomorfica, ma sappiamo che il linguaggio biblico-ebraico è sempre concreto e che l’antropomorfismo era l’unico modo per rendere Dio umanamente comprensibile.
Ora un’altra bella domanda, anzi due: quali sono i libri poetici del Tanàch? Ci sono nella Bibbia dei singoli brani poetici in libri scritti in prosa?
Un avvertimento: non fatevi ingannare dalla grafica usata nelle traduzioni. Porto un esempio citando Gn 4:23,24:
NR: “Lamec disse alle sue mogli: «Ada e Zilla, ascoltate la mia voce; mogli di Lamec, porgete orecchio al mio dire! Sì, io ho ucciso un uomo perché mi ha ferito, e un giovane perché mi ha contuso. Se Caino sarà vendicato sette volte, Lamec lo sarà settantasette volte»”.
CEI 2008:
“Lamec disse alle mogli:
«Ada e Silla, ascoltate la mia voce;
mogli di Lamec, porgete l'orecchio al mio dire.
Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura
e un ragazzo per un mio livido.
Sette volte sarà vendicato Caino,
ma Lamec settantasette»”.
La versione protestante usa la grafica della prosa, quella cattolica adotta quella tipica della poesia (in versi).
Che ne dite?
Tra parentesi: avete notato i parallelismi nel brano? Ce ne sono tre. Uno è sinonimo, e gli altri due?
Il parallelismo non agevola solo l’esegesi (il commento), ma a volte funge da regola ermeneutica (interpretativa).
Vediamo un esempio. Si legge in Gv 1:1-3: “Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei”.
Secondo l’americana Watchtower (Testimoni di Geova) la parola non è il dire di Dio, ma la creatura, preesistente in cielo con Dio, che sarebbe poi nata col nome di “Gesù”.
Ora, vengono scritti trattati sulla questione. Lo fa la Watchtower e lo fanno cattolici e protestanti, questi ultimi in chiave trinitaria. Poi si legge in Salmo 33:6:
“I cieli furono fatti dalla parola del Signore,
e tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca”.
In questo passo abbiamo un parallelismo sinonimo.
Se leggessimo solo che “i cieli furono fatti dalla parola del Signore”, Watchtower, cattolici e protestanti continuerebbero ad argomentare per sostenere le loro interpretazioni, ma ecco il secondo parallelo (“e tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca”) che pone fine alla questione.
Nel parallelismo sinonimo la “parola del Signore” corrisponde esattamente al “soffio della sua bocca”. La parola creatrice (Gn 1) non è quindi “un dio” (Watchtower) né una seconda persona divina di una trinità. È proprio la parola parlata che esce dalla bocca.
L’immagine è antropomorfica, ma sappiamo che il linguaggio biblico-ebraico è sempre concreto e che l’antropomorfismo era l’unico modo per rendere Dio umanamente comprensibile.
Ora un’altra bella domanda, anzi due: quali sono i libri poetici del Tanàch? Ci sono nella Bibbia dei singoli brani poetici in libri scritti in prosa?
Un avvertimento: non fatevi ingannare dalla grafica usata nelle traduzioni. Porto un esempio citando Gn 4:23,24:
NR: “Lamec disse alle sue mogli: «Ada e Zilla, ascoltate la mia voce; mogli di Lamec, porgete orecchio al mio dire! Sì, io ho ucciso un uomo perché mi ha ferito, e un giovane perché mi ha contuso. Se Caino sarà vendicato sette volte, Lamec lo sarà settantasette volte»”.
CEI 2008:
“Lamec disse alle mogli:
«Ada e Silla, ascoltate la mia voce;
mogli di Lamec, porgete l'orecchio al mio dire.
Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura
e un ragazzo per un mio livido.
Sette volte sarà vendicato Caino,
ma Lamec settantasette»”.
La versione protestante usa la grafica della prosa, quella cattolica adotta quella tipica della poesia (in versi).
Che ne dite?
Tra parentesi: avete notato i parallelismi nel brano? Ce ne sono tre. Uno è sinonimo, e gli altri due?
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chelaveritàtrionfi
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Re: La poesia biblica
Ciao Gianni. Questo é un ottimo tema per lo studio. Al momento non riesco a partecipare, sono immerso in altri studi . Vi seguo quando riesco
Per me contano i documenti scritti perchè li possa verificare. "Ora i bereani .. accolsero il messaggio con grande entusiasmo e esaminarono ogni giorno le Scritture per vedere se questi insegnamenti erano veri". Atti 17:11 BSB
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Gianni
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- Iscritto il: giovedì 12 marzo 2009, 10:16
- Località: Viareggio
Re: La poesia biblica
Bene, Naza. Ti attendiamo!
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AEnim
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Re: La poesia biblica
Dunque vediamo,
il primi due versi costituiscono un parallelismo sinonimo,
gli ultimi due un parallelismo progressivo.
Per i due centrali
Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura
e un ragazzo per un mio livido.
Oppure
Sì, io ho ucciso un uomo perché mi ha ferito,
e un giovane perché mi ha contuso
Allora se non considero il parallelismo come strutturazione permanente
oppure se non lo noto mai, non so che esiste,
oppure se non penso che sia permanente nel corso del testo qui perchè penso non sia un brano di poesia,
capirei che
ha ucciso due persone, un uomo e un ragazzo, nel primo caso per (a causa o per mezzo di) una ferita, nel secondo per (a causa o per mezzo di) una botta.
In più leggendo il successivo intrepreterei che
Lamec pensa che sarà vendicato lo stesso, anzi, di più,
nonostante abbia fatto pieggio - abbia ucciso più volte - di Caino.
Se invece considero il parallelismo allora
quell'uomo viene specificato che fosse particolarmente giovane, un ragazzo,
e con la ferita e la botta onestamente non so come cavarmela.
Se il senso del 'per' è 'a causa' non capisco.
Se invece è 'per mezzo' allora va beh, è una reiterazione anche se cambia il modo, dopotutto se l'hai ucciso poco conta se con un colpo o una scalfittura.
Doveva dire che era giovane e in qualche modo doveva completare il verso, quindi ha citato due modi di uccidere.
quali sono i libri poetici del Tanàch? Ci sono nella Bibbia dei singoli brani poetici in libri scritti in prosa?
Salmi e Shir haShirim sicuramente, ma non l'ho letta tutta, nè tutto ciò che ho letto l'ho letto con attenzione a questo particolare (la strutturazione poetica).
A me pare di ricordare che un certo incedere poetico mi pareva fosse anche in Echa per esempio, in Giobbe, pure in Qoelet, Proverbi, il primo capitolo di Genesi pure mi parebbe poetico. Ma forse non continuamente per tutto il brano.
Alla seconda domanda: a naso mi parebbe di si.
Per esempio mi verrebbe in mente che uno può scrivere/narrare qualcosa in prosa e poi magari mettere delle chiose in versi poetici nei momenti cruciali o in conclusione.
La 'ripetizione' la ricordo un po' ovunque, infatti spesso mi trovo a dire "ma l'hai appena detto, ripeti ancora?"
il primi due versi costituiscono un parallelismo sinonimo,
gli ultimi due un parallelismo progressivo.
Per i due centrali
Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura
e un ragazzo per un mio livido.
Oppure
Sì, io ho ucciso un uomo perché mi ha ferito,
e un giovane perché mi ha contuso
Allora se non considero il parallelismo come strutturazione permanente
oppure se non lo noto mai, non so che esiste,
oppure se non penso che sia permanente nel corso del testo qui perchè penso non sia un brano di poesia,
capirei che
ha ucciso due persone, un uomo e un ragazzo, nel primo caso per (a causa o per mezzo di) una ferita, nel secondo per (a causa o per mezzo di) una botta.
In più leggendo il successivo intrepreterei che
Lamec pensa che sarà vendicato lo stesso, anzi, di più,
nonostante abbia fatto pieggio - abbia ucciso più volte - di Caino.
Se invece considero il parallelismo allora
quell'uomo viene specificato che fosse particolarmente giovane, un ragazzo,
e con la ferita e la botta onestamente non so come cavarmela.
Se il senso del 'per' è 'a causa' non capisco.
Se invece è 'per mezzo' allora va beh, è una reiterazione anche se cambia il modo, dopotutto se l'hai ucciso poco conta se con un colpo o una scalfittura.
Doveva dire che era giovane e in qualche modo doveva completare il verso, quindi ha citato due modi di uccidere.
quali sono i libri poetici del Tanàch? Ci sono nella Bibbia dei singoli brani poetici in libri scritti in prosa?
Salmi e Shir haShirim sicuramente, ma non l'ho letta tutta, nè tutto ciò che ho letto l'ho letto con attenzione a questo particolare (la strutturazione poetica).
A me pare di ricordare che un certo incedere poetico mi pareva fosse anche in Echa per esempio, in Giobbe, pure in Qoelet, Proverbi, il primo capitolo di Genesi pure mi parebbe poetico. Ma forse non continuamente per tutto il brano.
Alla seconda domanda: a naso mi parebbe di si.
Per esempio mi verrebbe in mente che uno può scrivere/narrare qualcosa in prosa e poi magari mettere delle chiose in versi poetici nei momenti cruciali o in conclusione.
La 'ripetizione' la ricordo un po' ovunque, infatti spesso mi trovo a dire "ma l'hai appena detto, ripeti ancora?"
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