Riflessioni Bibliche

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Maria Grazia Lazzara
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Re: Riflessioni Bibliche

Messaggio da Maria Grazia Lazzara »

Animasalvata scrive citando il comandamento : Ascolta Israele : YHWH e' il nostro Dio YHWH e' uno Solo . Poi tu ragioni e dici : poteva scrivere YHWH E' uno solo e fermarsi lì il comandamento . Solo perché il tetagramma e' ripetuto due volte tu evinci che è una unità' composita ? Ma a mio parere se ho capito bene c'è ne vuole di fantasia per arrivare a questa deduzione . Io nel comandamento ci vedo l'assoluta Unicità di Dio e non un'unità composita . Posso farti la domanda , questa unità composita di quanti elementi e' composta ? E si sdoppiano ad un certo punto quando devono agire ?
speculator2
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Re: Riflessioni Bibliche

Messaggio da speculator2 »

Che Cesare Augusto, Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone, Vespasiano fossero considerati divini lo provano le monete dove è scritto: "divus".

La questione farisaica della liceità del tributo a Cesare ebbe come risposta e non risposta: "restituite a Cesare ciò che è di Cesare Ma a Dio ciò che è di Dio" indicando che questi avidi farisei non dovevano avere a che fare con monete dove era scritto: "divino".
chelaveritàtrionfi
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Re: Riflessioni Bibliche

Messaggio da chelaveritàtrionfi »

animasalvata, se rileggi quanto scrivi potrai notare che ti sei radicato in un’idea ben precisa e cerchi conferma nelle scritture. Per me nessun problema, ma per amore dello studio ti faccio ancora notare diverse cose. Riguardo a cosa pensavano e credevano i giudei lascia che siano i loro discendenti a spiegarlo piuttosto che i figli della teologia nata nelle chiese a partire dalla fine del I Secolo. A questo aggiungiamo che più volte hai definito apocrifi alcuni testi che ti ho citato, ma essendo che parliamo della LXX, sono in gran numero gli scritti che devi considerare perché alcuni essi fanno parte di questo testo e venivano letti nel I secolo. Se oggi si leggesse dalla LXX piuttosto che dalla Bibbia tradizionale, quella che ci hanno detto essere canonica (dal protestantesimo principalmente), alcune dottrine verrebbero riviste ed a ragione.

Inserendo per esempio I Enoch e Tobia, leggendo alla lettera certi passi abbiamo angeli che si incarnano. Il concetto di divinità multipla viene dall’ebraismo classico o da culture straniere? Già ti ho fatto notare come nell’induismo ci sia una triade così come nello zoroastrismo… e in tante altre culture. Ma indagando a fondo pare che si tratti sempre di emanazioni e antropomorfizzazioni di certi entità, forse per una questione di concretezza, anche ai fini mnemonici. Nell’induismo Brahaman è un principio astratto, ció che non cambia mai, l infinito ecc. comunque in connessione con la mente dell’uomo e con il cuore ( i sentimenti). Le altre entità vengono personificate in una figura antropomorfica. Anche nello zorastrismo, come già fatto notare, abbiamo Ahura Mazda signore sapiente e le due emanazioni che sono i due spiriti gemelli. Quello buono Spenta Mainyu e quello cattivo Angra Mainyu o Ahriman, lo spirito maligno e signore delle tenebre. Sono comunque entità percepiti nell’essere umano ed anche in questi testi occorrerebbe conoscere la lingua e calarsi in quel pensiero. Nella cultura Egizia il sole è anche rappresentato da una triplice divinità: Khepri al suo sorgere, Ra al suo apice ed Aton al tramonto. Quando Ciro conquistó Babilonia, si incontrano due scuole di pensiero: quella mesopotamica e quella iraniana. Questo fu l inizio di quello che viene definito ‘sincretismo religioso’ in cui si vede la lotta tra bene e male e si ha l’interferenza di numerosi spiriti intermedi. Nella gnosi si parla di Arconti ed anche Paolo li cita. Ma Arconti e dynameis o deva, non sono altro che reinterpretazioni delle forze celesti e dei 7 pianeti (stelle) considerate come divinità nella cultura mesopotamica: Luna, Mercurio, Venere, Marte, il Sole, Giove, e Saturno, regolatori e poteri, la cui quasi irresistibile forza contrastava l'uomo.


Oggi si parla di principio ermetico la classica frase ‘come sotto così sopra’ ma in realtà è un concetto molto antico. Il movimento delle stelle crea effetti sulla terra, sugli elementi come l acqua e sulle energie. Le stagioni sono influenzate da esse così come l uomo ( fatto di acqua principalmente, sempre di energia). Magari in passato, non conoscendo la scienza di oggi, si pensava a delle divinità reali.

Tu affermi che ciò che scrivi non c’entra nulla con queste cose ma forse sottovalutati l influenza delle interpretazioni religiose intorno a te così come attorno a noi. Personalmente sto faticando a staccarmi dai figli della religione perché non mi interessa e ció che noto è sempre volerci vedere nelle scritture cose nostre piuttosto cose che cose che erano e che si credevano.
Per me contano i documenti scritti perchè li possa verificare. "Ora i bereani .. accolsero il messaggio con grande entusiasmo e esaminarono ogni giorno le Scritture per vedere se questi insegnamenti erano veri". Atti 17:11 BSB
chelaveritàtrionfi
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Re: Riflessioni Bibliche

Messaggio da chelaveritàtrionfi »

Il concetto di Padre/figlio o maestro /discepolo o anche Re/servo, sono tutte espressioni concrete per rappresentare concetti astratti e qui il problema sta nel tentativo di creare parallelismi. Padre/figlio così come discepolo/maestro sono concetti umani. Dio non è un essere umano quindi il concetto di maestro/discepolo e Padre/figlio in questo caso hanno una connotazione simbolica. Nel testo ebraico (mi correggano gli amici ebrei) sono anche gli israeliti definiti “figli di elohim”, Israele è figlio di Elohim ( Esodo 4:22; Osea 11:1). Qui si nota una connotazione in senso relazionale e non generazionale. Altrove si parla anche di “figli del diavolo” , “figli della luce”, “figli della disubbidienza” .ecc.. ovvero coloro aventi determinate caratteristiche. Nel libro della Sapienza, anche il giusto è chiamato “figlio di Dio” ( Sapienza 2:18). Nelle culture straniere come quella greco /romana, il figlio di Dio era anche colui generato da un Dio e da una donna terrena. Facciamo attenzione ad interpretare senza considerare tutte queste cose.


Quindi, date tutte queste cose, proporrei la strada didattica partendo dall analisi del testo e prima quello ebraico, la comparazione con la LXX e quindi con il NT. Se chiedi l intervento di esperti in lingua e poi ignori le spiegazioni… dovresti almeno giustificare qualche differenza con altra spiegazione derivante dall’ambiente ebraico e chiedere comunque spiegazione. Sulle interpretazioni… si potrebbe anche discutere, ma sempre partendo da una base testuale ed anche storica.
Per me contano i documenti scritti perchè li possa verificare. "Ora i bereani .. accolsero il messaggio con grande entusiasmo e esaminarono ogni giorno le Scritture per vedere se questi insegnamenti erano veri". Atti 17:11 BSB
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Maria Grazia Lazzara
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Re: Riflessioni Bibliche

Messaggio da Maria Grazia Lazzara »

Aggiungo a ciò che ha detto Naza , di Jeshua' si parla sempre di un ben ( figlio ) ma in che senso ? Mi viene di citare queste scritture e chiedo il vostro aiuto per l'analisi Giov 1:49 Natanaele afferma : " Rabbi tu sei il figlio di Dio ,il re d' Israele " figlio di Dio ,uguale a Re d' Israele uguale a Messia . Altra scrittura Marco 14:61 il Sommo Sacerdote chiede a Jehua' :Sei tu il Messia ( Cristo ) il figlio del Benedetto ? Qui' figlio è associato al titolo messianico Domanda chi era per gli ebrei il messia , il re d ' Israele , il figlio di Dio ? Cosa intendevano loro ? La cosa singolare che in queste Scitture i tre termini Messia , Re , Figlio vengono associati insieme .
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Maria Grazia Lazzara
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Re: Riflessioni Bibliche

Messaggio da Maria Grazia Lazzara »

Ah dimenticavo , nelle traduzioni Figlio è messo in maiuscolo quando nell 'originale non lo è . Perché secondo Voi ?
animasalvata
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Re: Riflessioni Bibliche

Messaggio da animasalvata »

Shay ha scritto: sabato 11 marzo 2023, 19:27
Ciao.
Ma a cosa i giudei non hanno mai pensato?
Non hanno mai pensato che יהוה אחד fosse interpretabile come una unità composta e che ogni membro di quest'unita composta è figlio della divinità. Hanno pensato invece e pensano che YHWH è un unità assoluta che non ne figli ne un figlio unico con cui condividere tutto di se stesso.
Mosè è chiamato elohim,
Perché Mosè viene chiamato elohim? Esodo 7,1.
non figlio di elohim
Una volta dicesti che nessuno tra i figli di Israele può essere più grande di Mosè nemmeno il Messia che gli ebrei attendono da millenni. Se un autorità come il re di Giuda (come Salomone per esempio) è chiamato figlio o discepolo dalla scrittura è costui inferiore a Mosè perché allora neghi a Mosè il titolo figlio o discepolo?
Ad essere chiamato "figlio" è il popolo di Israele che è una collettività. I plurali e singolari in ebraico non sono come in italiano e quindi "figlio" è un nome collettivo con il senso di 'figli' essendo riferito a un popolo. Figlio ha senso di discepolo perché gli israeliti sono i discepoli di D-o per eccellenza.
Ma se un popolo è figlio oppure discepolo come lo intendi tu per logica ogni membro del popolo è un figlio o un discepolo. A maggior ragione poi lo sarebbe un autorità come Mosè.
Cosa è 86 e 52 e come li hai calcolati?
אלהים
40+10+5+30+1=86

אלהים
24+10+5+12+1=52
Nella biblistica cosa ci azzeccano questi numeri?
Ma se un interpretazione trova anche sostegno in una o più correlazioni matematiche quell'interpretazione può acquisire un peso maggiore.
Il primo passo da fare è comprendere il testo, i numeri lasciali agli ebrei e alla kabbalah.
I numeri non sono di proprietà esclusiva di qualcuno.

Matteo 15,8 τιμᾷ,
Nella LXX lo si trova in Isaia 29,13 τιμῶσίν che traduce l'ebraico כִּבְּד֔וּנִי

Che vuol dire questa parola ebraica?
Ultima modifica di animasalvata il lunedì 13 marzo 2023, 12:00, modificato 1 volta in totale.
animasalvata
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Re: Riflessioni Bibliche

Messaggio da animasalvata »

Maria Grazia Lazzara ha scritto: sabato 11 marzo 2023, 21:20
Poi tu ragioni e dici : poteva scrivere YHWH E' uno solo e fermarsi lì il comandamento . Solo perché il tetagramma e' ripetuto due volte tu evinci che è una unità' composita ? Ma a mio parere se ho capito bene c'è ne vuole di fantasia per arrivare a questa deduzione .Io nel comandamento ci vedo l'assoluta Unicità di Dio e non un'unità composita .
Come puoi dire che ci vuole fantasia? Per parlare così vuol dire che conosci con certezza proprio come è fatto Dio e quindi escludere categoricamente.

Ci sta che uno interpreta Deuteronomio 6,4 in un senso o nell'altro. Ma parlare di fantasia mi pare un po esagerato.

Io nel N.T. leggo: 2Pietro 1:4
Attraverso queste ci sono state elargite le sue preziose e grandissime promesse perché per mezzo di esse voi diventaste partecipi della natura divina, dopo essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza.

Quindi se l'uomo nel mondo a venire potrà partecipare alla natura di YHWH divenendo uno con YHWH vuol dire anche che YHWH ha partecipato alla natura umana col risultato che nel mondo a venire la divinità è un unità composta proprio come un popolo è un unità composta. E il fatto che YHWH è ripetuto due volte in Deuteronomio 6,4 potrebbe anche alludere. Curiosamente la somma di YHWH e YHWH equivale anche a BEN. 26+26=52.

Mi chiedi quante sono queste unità?

In questo mondo solo il logos e l'uomo glorificato Yeshua sono pienamente uno. Gli altri non hanno ancora ricevuto la gloria.
Nel mondo a venire dipenderà dal giudizio. Chi può conoscere i cuori dei figli dell'uomo al punto da poter giudicare tutte le persone?
Ultima modifica di animasalvata il lunedì 13 marzo 2023, 13:49, modificato 1 volta in totale.
animasalvata
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Re: Riflessioni Bibliche

Messaggio da animasalvata »

chelaveritàtrionfi ha scritto: domenica 12 marzo 2023, 10:44
Riguardo a cosa pensavano e credevano i giudei lascia che siano i loro discendenti a spiegarlo
E allora che ce lo spiegano. L'ho chiesto tante volte perché Dio non può avere un figlio uguale a lui. Forse il perché è anche il perché della condanna a Yeshua.
A questo aggiungiamo che più volte hai definito apocrifi alcuni testi che ti ho citato, ma essendo che parliamo della LXX, sono in gran numero gli scritti che devi considerare perché alcuni essi fanno parte di questo testo e venivano letti nel I secolo.
Anche se venivano letti non vuol dire che godevano della stessa autorità degli scritti che poi troviamo nel N.T. A quell'epoca i testi sbucavano come funghi e venivano letti perché dovevano essere esaminati. Solo nel corso del tempo poi si arrivava ad un giudizio su un determinato testo.
Il concetto di divinità multipla viene dall’ebraismo classico o da culture straniere? Già ti ho fatto notare come nell’induismo ci sia una triade così come nello zoroastrismo… e in tante altre culture.
Ma anche i concetti di vita senza fine e quello di un essere divino che muore e risorge sono concetti che si ritrovano in altre culture in maniera più o meno simile a ciò che si ritrova nei testi cristiani. Stando al tuo ragionamento, poiché ci sono similitudini tra Gesù e Osiride, sarebbe inutile indagare il n.t. e ancora più inutile credere del N.T. in generale. Possiamo fare tutt'erba un fascio?
Ma indagando a fondo pare che si tratti sempre di emanazioni e antropomorfizzazioni di certi entità, forse per una questione di concretezza, anche ai fini mnemonici.
Quindi la parola che abitava nei profeti è un antropomorfizzazione? La parola di Dio non dimorava letteralmente in loro?
Dio non è un essere umano quindi il concetto di maestro/discepolo e Padre/figlio in questo caso hanno una connotazione simbolica.
Non saranno figli generati da un rapporto alla maniera umana ma sempre figli sono. Se tu adotti un figlio non è tuo figlio carnalmente ma sempre figlio tuo è. Mosè, David sono figli "spirituali" ma un figlio "spirituali" è sempre figlio. Un discepolo è comunque un figlio, non carnalmente, ma sempre figlio è.
Se chiedi l intervento di esperti in lingua e poi ignori le spiegazioni…
Non condividere qualcosa non significa ignorare. Era ignorare se gli ebrei nell'interpretare la Bibbia avevano il dono dell'infallibilità? Nessuno è infallibile. Si chiede, si domanda, si leggono altri punti di vista ma questo non vuol dire che bisogna credere per forza a qualcosa detta da qualcuno perché nessuno è infallibile.
speculator2
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Re: Riflessioni Bibliche

Messaggio da speculator2 »

Il termine discepolo "discipulus" è il termine latino equivalente al Greco mathetas e significa un allievo che ripete esattamente quanto viene detto dal suo maestro. Per me un buon esempio di discepolo è Nicodemo, uno dei capi dei farisei, che nel capitolo 2 o 3 di Giovanni ripete quanto detto da Gesu' che egli e altri chiamano "maestro".

Per poter ripetere, e fare domande sensate, bisogna avere orecchie e saper ascoltare.

Alcuni seguaci di Gesù furono chiamati "discepoli", che io intendo di Gesù.
Non tutti i discepoli diventano "figli "
Ma solo quelli che il maestro vuole adottare diventano figli spirituali.

Questa distinzione tra "figli" e "servitori " la troviamo nelle scritture ebraiche dove il Signore chiede: se sono vostro padre dov'è l'affetto per me? E se sono vostro padrone dov'è il rispetto per me?
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