Isaia 66:3 Dio condanna i sacrifici

stella
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Re: Isaia 66:3 Dio condanna i sacrifici

Messaggio da stella »

Salve Francy ,.

Difficile da spiegare da parte mia,, la parola di Dio va interpretata ,.

Il signore gradisce cuori puri non religiosità ,come abbiamo capito ,

Cristo non è stato sacrificato , ma si è offerto volontariamente ,…ciò cambia nel profondo ..

Non è morto per placare l’ira di qualche. deità ,come si era solito fare ,.
ma per amore ..lo capirai una volta ,..

Shalom shabbat shalom a chi osserva il sabato ,
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Gianni
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Re: Isaia 66:3 Dio condanna i sacrifici

Messaggio da Gianni »

In Isaia 66:3 si legge: “Chi scanna un bue è come se uccidesse un uomo; chi sacrifica un agnello, come se accoppasse un cane; chi presenta un'offerta, come se offrisse sangue di porco; chi fa un profumo d'incenso, come se benedicesse un idolo”. Il versetto si conclude con queste parole: “Costoro hanno scelto le proprie vie e prendono piacere nelle loro abominazioni”.

Il punto non è che Dio odi il sacrificio in sé, ma che odia il culto ipocrita, separato dalla giustizia e dall'obbedienza.
La risposta alla domanda posta, dal punto di vista biblico, si articola su tre livelli distinti, che vanno tenuti insieme.

1. Isaia 66:3 non condanna il sacrificio in sé, ma il culto ipocrita
Il contesto di Isaia 66 è fondamentale. Dio non sta dicendo che non vuole più sacrifici. Il versetto precedente (66:2) lo chiarisce: “Ecco su chi io poserò lo sguardo: su colui che è umile, che ha lo spirito afflitto e trema alla mia parola”. Il problema non è il rito, ma il cuore.
Dio, nella Toràh, aveva stabilito i sacrifici come mezzo di espiazione e di comunione. Ma aveva anche detto, per bocca dei profeti: “Io desidero bontà, non sacrifici, e la conoscenza di Dio più degli olocausti” (Osea 6:6). Il sacrificio è gradito a Dio solo se è espressione di un cuore pentito e obbediente. Altrimenti, diventa un'abominazione.

2. Il sacrificio di Yeshùa non è un sacrificio umano nel senso proibito dalla Toràh
La Toràh vieta i sacrifici umani, e li vieta in modo assoluto (Levitico 18:21; Deuteronomio 12:31; Geremia 7:31). Il sacrificio di Yeshùa non è un sacrificio umano nel senso pagano e proibito, per diverse ragioni:
- Il sacrificio umano pagano (proibito) è offerto da uomini a una divinità; quello di Yeshùa è offerto da Dio stesso, per amore;
- Nel sacrificio umano pagano la vittima è involontaria e peccatrice; Yeshùa è una vittima volontaria e senza peccato;
- Il sacrificio umano è un atto di violenza rituale; quello di Yeshùa è un atto di obbedienza e amore;
- Il sacrificio umano è teso a placare un dio arrabbiato; quello di Yeshùa rivela l'amore di Dio e sconfigge il peccato.
La differenza non è solo di grado, ma di natura. Il sacrificio di Yeshùa non è un atto di culto umano, ma un atto divino. Non sono gli uomini che offrono un sacrificio a Dio; è Dio che offre il suo prescelto per gli uomini. Questo rovescia completamente la logica del sacrificio pagano.

3. Il sacrificio di Yeshùa è il compimento di ciò che i sacrifici del Tanàch prefiguravano
L'autore della cosiddetta Lettera agli Ebrei spiega che i sacrifici veterotestamentari erano ombra e figura di ciò che sarebbe venuto (Ebrei 10:1). Erano inefficaci a togliere i peccati (Ebrei 10:4), ma prefiguravano il sacrificio perfetto del Cristo. Quando il Cristo viene, i sacrifici animali non sono più necessari: il suo sacrificio è una volta per tutte. - Ebrei 10:10-14.

Quindi, il sacrificio di Yeshùa non contraddice Isaia 66:3, ma lo compie. Isaia condannava i sacrifici ipocriti; Cristo è il sacrificio perfetto, offerto da un cuore obbediente e da una volontà totalmente conforme a quella del Padre. - Gv 10:17-18; Filippesi 2:8.

Dio non sacrifica un uomo nel senso proibito dalla Toràh. Yeshùa offre a sé stesso assumendo la condizione umana per redimere l'umanità. Il sacrificio di Yeshùa non è un atto di violenza rituale, ma l'atto supremo di amore e di giustizia che dà senso a tutti i vecchi sacrifici ebraici e li supera definitivamente.
stella
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Iscritto il: giovedì 3 aprile 2014, 17:44

Re: Isaia 66:3 Dio condanna i sacrifici

Messaggio da stella »

Grazie Gianni , non potevi spiegarlo meglio … :YMAPPLAUSE:
marco
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Re: Isaia 66:3 Dio condanna i sacrifici

Messaggio da marco »

Gianni ha scritto: ↑sabato 31 ottobre 2026, 2:30 Il sacrificio di Yeshùa non è un atto di violenza rituale, ma l'atto supremo di amore e di giustizia che dà senso a tutti i vecchi sacrifici ebraici e li supera definitivamente.[/size][/TimesNewRoman]
Chissà cosa sarebbe successo se l'avessi scritto io. Contestazioni infinite.
Comunque condivido.
Francy.D.M
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Re: Isaia 66:3 Dio condanna i sacrifici

Messaggio da Francy.D.M »

Buongiorno a tutti, grazie Stella buon Shabbat anche a te! Grazie Gianni per la risposta molto esaustiva, grazie ancora per il tempo e lo studio che hai condiviso
Ariel1
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Iscritto il: martedì 20 ottobre 2026, 9:31

Re: Isaia 66:3 Dio condanna i sacrifici

Messaggio da Ariel1 »

Buongiorno Gianni, vorrei chiederti una cosa precisa,dove hai letto nella Torah che un sacrificio umano diventa lecito perché la vittima si offre volontariamente?
Puoi indicarmi il passo della Torah che stabilisce questa eccezione? Perché io non riesco a trovarlo. Vorrei capire su quale testo biblico fondi questa distinzione, prima di ricorrere alle interpretazioni cristiane successive.
Grazie se rispondi
Janira
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Iscritto il: giovedì 8 febbraio 2018, 15:13

Re: Isaia 66:3 Dio condanna i sacrifici

Messaggio da Janira »

Ciao Ariel1, ti inoltro un messaggio di qualche tempo fa che mi fece rimanere molto sorpresa.

https://www.biblistica.eu/viewtopic.php ... ssa#p91973
Ariel1
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Iscritto il: martedì 20 ottobre 2026, 9:31

Re: Isaia 66:3 Dio condanna i sacrifici

Messaggio da Ariel1 »

Buonasera janira Janira, speravo che Gianni rispondesse direttamente alla questione, visto che aveva invitato tutti a partecipare. Vorrei però chiarire un punto.
Il fatto che Yeshua, secondo Giovanni 10:17-18, abbia offerto volontariamente la propria vita non risolve la questione: la volontà della vittima rende forse lecito ciò che la Torah non autorizza?
La Torah condanna pratiche di sacrificio umano, come si legge in Levitico 18:21 e Deuteronomio 12:31. In nessuno di questi passi trovo un'eccezione secondo cui il sacrificio diventerebbe accettabile se la persona coinvolta fosse consenziente.
Perciò la domanda resta semplice,dove stabilisce la Torah che un uomo possa offrire la propria vita come sacrificio per i peccati degli altri? Non chiedo cosa affermino Giovanni, Paolo o la teologia cristiana successiva. Chiedo un riferimento nella Torah,c'è qualche ebreo in questo forum?
stella
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Iscritto il: giovedì 3 aprile 2014, 17:44

Re: Isaia 66:3 Dio condanna i sacrifici

Messaggio da stella »

Ariel, salve ,shalom , sì la profezia nella Torah , ..Isaia 53 il servo sofferente ,..

Ma piacque all’eterno di percuoterlo …ecc..ecc..
AEnim
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Iscritto il: giovedì 28 maggio 2026, 14:50

Re: Isaia 66:3 Dio condanna i sacrifici

Messaggio da AEnim »

Gianni non sta dimostrando che il sacrificio di Gesù sia compatibile con la Torah.
Sta compiendo una operazione intellettualmente diversa, coè sta spiegando perché, secondo la teologia cristiana, quel sacrificio possa o debba essere considerato un evento di natura completamente diversa... secondo la teologia cristiana.
Se lui desse già dei responsi, nessuno ragionerebbe.

Tuttavia leggendo tale giustificazione del sacrificio del cristo, sembra che la Torah proibisca non i sacrifici umani in quanto tali, ma soltanto una particolare tipologia di sacrificio umano: quello pagano, involontario, compiuto per placare una divinità adirata, offerto a dèi stranieri, ecc.

Ora, analizzando le motivazioni riportate che vanno a giustificare la visione del sacrificio di cristo come 'accettabile', la questione è pure peggio e parecchio del solo problema del consenso.

Vediamo quindi prima quali sono le assunzioni sottostanti delle affermazioni della teologia cristiana del sacrificio di cristo così come riassunta ed esposta da Gianni qui
Gianni ha scritto: ↑sabato 31 ottobre 2026, 2:30
Le assunzioni sono le seguenti:
non è proibito il sacrificio umano tout court
è probito il sacrificio umano nella forma pagana e cioè
è proibito il sacrificio umano
- se è indirizzato da un pagano ai suoi dei, ma se non è un pagano e se non sono falsi dèi va bene;
- se è offerto ad uno di quegli dei come forma di culto per placare la sua ira, ma se è per un altro motivo, per esempio per "obbedienza e amore" va bene
- se il sacrificio è offerto da uomini, ma se l'offerente è un dio, va bene
- se è rituale, di conseguenza se non è rituale, se non avviene all'interno di un rito, ma magari passano per caso di lì i romani ed indicono crocifissioni, va bene
- se è violento non importa, ma l'importante è che non ci sia violenza 'rituale', violento ma non rituale va bene
- dulcis in fundo se non è consenziente, ma se è consenziente va bene.

L'assunto sottostante non esplicitato ma perfettamente evincibile da un tale enunciato, è che dio avrebbe proibito il sacrificio umano pagano ai pagani nelle condizioni di realizzazione tipiche pagane, ma è sufficiente modificare le condizioni: in condizioni diverse va bene.

Gianni dunque riferisce contemporaneamente
1 - La Torah vieta i sacrifici umani.
2 - Gesù è un sacrificio umano,
ma non appartiene alla categoria proibita dalla Torah
3 - La sua volontarietà, innocenza, natura divina dell'iniziativa e finalità amorosa lo rendono diverso.

Ma il passaggio dal punto 1 al punto 2 non è dimostrato attraverso la Torah. È postulato sulla base della cristologia e della teologia dell'espiazione.

Riguardo a questo:
Il sacrificio umano pagano è offerto da uomini a una divinità; quello di Yeshua è offerto da Dio stesso, per amore.

Quindi non è solo più questione di domandarsi dove nel Tanakh dio stabilisca che il consenso della vittima renda possibile il sacrificio umano, ma anche di domandarsi se Dio possa introdurre un'eccezione alla propria legislazione.
In entrambi i casi nulla di simile risulta agli atti, come non risulta agli atti la proponibilità di alcuna delle altre eccezioni che abbiamo visto enunciate.

Lo stesso vale per ciascuna della altre circostanze che renderebbero lecito il sacrificio umano di Gesù, ovvero bisogna anche dimostrare che il Tanakh ci mostri che
se la vittima è innocente e/o senza peccato
se agisce per amore ed obbedienza
se questo sacrificio è offerto al dio di Israele e non per placare un dio pagano adirato e prestargli culto,
allora il sacrificio umano è lecito e non viola il sesto comandamento di non assassinare.
מחלוקת לשם שמים