Caro Gianni, continuo a preferire la preghiera spontanea.Gianni ha scritto: ↑mercoledì 27 maggio 2026, 8:45
Inizia a leggere con calma … trova la parola “peccato” e si ferma. Qui innesta la sua meditazione personale: «Signore, quali miei peccati vorrei che tu cancellassi?». La mente va ad alcuni, magari all’ultimo. Non si deve aver timore di menzionarli a Dio parlando in silenzio dentro di sé a capo chino, forse con gli occhi chiusi.
Alleggeriti dalla sincera confessione, si continua a leggere con calma e con consapevolezza. La mente è attratta ora da “le mie colpe”. Di nuovo si innesta nel testo la preghiera personale: «Signore, voglio riconoscere le mie colpe. Quali sono le mie responsabilità che ho trascurato?». Si sviluppa così un colloquio con sé stessi fatto in preghiera alla presenza di Dio.
Se Gesù è dentro il tuo cuore sai esattamente quali sono le tue colpe e i tuoi peccati, istantaneamente. Volontariamente e con coscienza commettiamo il peccato. Non ci sono scuse che tengano. Lo conosci qualche secondo prima di commetterlo. In tutte le sue sfaccettature.
La preghiera inizia dovunque ti trovi appena il male ha cessato di avere la meglio su di te.
Poi ci sono le preghiere di lode spontanee. Tutte le volte che osservi le bellezze della natura, parte una lode sentita senza formulazione di frasi. Pura gioia!