La parola "cristiano": parolaccia o gloria di Dio?

marco
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Re: La parola "cristiano": parolaccia o gloria di Dio?

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Janira ha scritto: ↑martedì 13 ottobre 2026, 9:01 probabilmente la nascita e lo sviluppo del Cristianesimo è servito a fare ciò che era necessario, diffondere la conoscenza della Torah e del Dio d'Israele. Se poi il Cristianesimo si è corrotto nei secoli così come le altre religioni, sicuramente in qualche modo il Creatore guiderà l’umanità verso lo scopo finale, con le buone o con le cattive.
Cara Janira non posso che concordare.
Se dovessimo odiare la Chiesa Cattolica per la sua corruzione, dovremmo odiare tutte le organizzazioni umane, e soprattutto noi stessi. Dato che l’uomo è corrotto e nessuno, sano di mente, può definirsi puro e integro. Specialmente davanti a Dio.
La corruzione è endemica nel creato. Di cosa ci meravigliamo?
Paolo credeva che un giorno Dio libererà la creazione dalla schiavitù della corruzione.

Esiste, biblicamente parlando, qualcosa di santo, di veramente santo, che resiste alla corruzione?
Non parlo di idee, come i Dieci Comandamenti, ma di cose che devono per forza prendere forma nella corporalità della materia.
Solo Gesù: unico caso in cui la perfezione entra ed esce, senza subirne modifiche o deterioramento.

Gianni parte da un presupposto che io considero errato: che la prima chiesa, quella Apostolica, fosse perfetta. E invece regnava molta confusione. Il messaggio di Gesù fu recepito dalle coscienze umane in maniera diversa. Gli Apostoli hanno ascoltato e messo in pratica le parole in maniera personale. Non c’è stata una dottrina comune. Questo si evince dalle Scritture Greche. Divisione tra discepoli giudei e discepoli pagani: due linee di condotte.
E conserviamo solo gli scritti di Luca e Paolo e qualche altra lettera…
Immaginiamo se dovessimo leggere anche il pensiero degli altri Apostoli, andati perduti.

Personalmente preferisco una religiosità spirituale (Gv 4, 24) solo rivolta a Dio, tramite Gesù. Ma ci sono altre persone che hanno bisogno di tenere in mano una santina, un rosario, un qualcosa di materiale che faccia da ponte per arrivare a Dio. Sono persone buone e corrotte come lo sono io. Vogliamo credere che Dio rifiuti questi uomini solo perché si sono fatti ingannare da Satana venerando santi e madonne?
Dio guida le sorti dell’uomo nella corruzione.
Cercare la perfezione in se stessi per piacergli credo sia un grave peccato. Un atto di superbia.
marco
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Re: La parola "cristiano": parolaccia o gloria di Dio?

Messaggio da marco »

Gianni ha scritto: ↑martedì 13 ottobre 2026, 10:42
A voi e a tutti ricordo la profezia di Zaccaria 8:23: “Così parla il Signore degli eserciti: In quei giorni avverrà che dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni piglieranno un Giudeo per il lembo della veste e diranno: «Noi verremo con voi perché abbiamo udito che Dio è con voi»”.
Caro Gianni, credo che questa profezia si sia avverata nel Cristianesimo. Miliardi di persone in tutto il mondo hanno conosciuto il Dio d'Israele, facendolo il loro Dio.
marco
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Re: La parola "cristiano": parolaccia o gloria di Dio?

Messaggio da marco »

Un pensiero che mi è venuto in mente adesso.
L’uomo che ha compreso l’inutilità delle immagini e di conseguenza non le venera, ha solo ricevuto un dono da parte di Dio. E’ stato liberato dalla schiavitù dell’idolatria.
Ma questo è un dono, non una conquista personale.
Janira
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Re: La parola "cristiano": parolaccia o gloria di Dio?

Messaggio da Janira »

"Paolo credeva che un giorno Dio libererà la creazione dalla schiavitù della corruzione"

Anche questo concetto mi è stato chiarito dalla Kabbalah. Prima mi chiedevo cosa mai potrà esserci di corrotto in una pianta o in un animale.. la spiegazione l'ho letta proprio poche settimane fa in un libro di Laitman. :d
Janira
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Re: La parola "cristiano": parolaccia o gloria di Dio?

Messaggio da Janira »

"L’uomo che ha compreso l’inutilità delle immagini e di conseguenza non le venera, ha solo ricevuto un dono da parte di Dio."

Vedi Marco, alla fine siamo d'accordo su molti punti. Ogni rivelazione è un dono del Creatore per la Kabbalah, con il nostro intelletto egoista possiamo solo rimanere sul piano materiale. In fondo la Kabbalah significa proprio questo: imparare a ricevere la rivelazione e l'abbondanza del Creatore. Fino a quando rimaniamo nell'egoismo non siamo sintonizzati " sulla frequenza giusta"
Janira
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Re: La parola "cristiano": parolaccia o gloria di Dio?

Messaggio da Janira »

"Ma ci sono altre persone che hanno bisogno di tenere in mano una santina, un rosario, un qualcosa di materiale che faccia da ponte per arrivare a Dio. Sono persone buone e corrotte come lo sono io. Vogliamo credere che Dio rifiuti questi uomini solo perché si sono fatti ingannare da Satana venerando santi e madonne?"

Rabash e Laitman insegnano che non ci è permesso andare a parlare di Kabbalah a chi ha un profondo attaccamento alla propria religione, perchè sarebbe un danno per lui e per chi divulga. È il Creatore che guida ogni singolo uomo secondo la sua radice spirituale. Noi possiamo divulgare solo a chi chiede e cerca di sua spontanea volontà.