Caro Naza, il tema che ha voluto dare Noiman alla discussione, se ci fosse reale intenzione di dialogo, sarebbe molto interessante e incentrato sulle differenze concettuali tra le due tradizioni. Differenze non nate oggi, ma già nei tempi apostolici.chelaveritàtrionfi ha scritto: ↑venerdì 30 ottobre 2026, 8:35 Quindi non capisco come volete impostare la discussione.
Se manca l’obiettività, i presupposti non ci sono
Da dove nasce l’incomunicabilità, se non dall’incomprensione del messaggio del Messia?
Il rinnovamento apportato tramite la spiritualizzazione ha reso incompatibile il vecchio con il nuovo.
Queste cose non le scrivo per dispetto o per sentimenti cattivi. E’ la realtà che emerge dal NT.
Ho portato ad esempio il concetto di Tempio fisico e Tempio spirituale dove secondo me è evidente la rottura tra le due tradizioni.
In Gv leggiamo nel dialogo con la samaritana queste parole:
Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».
Quindi se affermo che la relazione con il Padre non dipende più da un luogo fisico ma dalla disposizione del cuore dell’uomo, ovunque egli si trovi sulla terra, allora non sono obbiettivo?
Cosa dovrei scrivere che vanno bene entrambi le soluzioni?
L’impostazione dovrebbe essere indirizzata nel discutere le motivazioni che spingono a scartare un concetto a favore di un altro.