Esiste una continuità tra ebraismo e cristianesimo?

marco
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Re: Esiste una continuità tra ebraismo e cristianesimo?

Messaggio da marco »

chelaveritàtrionfi ha scritto: ↑venerdì 30 ottobre 2026, 8:35 Quindi non capisco come volete impostare la discussione.
Se manca l’obiettività, i presupposti non ci sono
Caro Naza, il tema che ha voluto dare Noiman alla discussione, se ci fosse reale intenzione di dialogo, sarebbe molto interessante e incentrato sulle differenze concettuali tra le due tradizioni. Differenze non nate oggi, ma già nei tempi apostolici.
Da dove nasce l’incomunicabilità, se non dall’incomprensione del messaggio del Messia?
Il rinnovamento apportato tramite la spiritualizzazione ha reso incompatibile il vecchio con il nuovo.
Queste cose non le scrivo per dispetto o per sentimenti cattivi. E’ la realtà che emerge dal NT.
Ho portato ad esempio il concetto di Tempio fisico e Tempio spirituale dove secondo me è evidente la rottura tra le due tradizioni.
In Gv leggiamo nel dialogo con la samaritana queste parole:
Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».

Quindi se affermo che la relazione con il Padre non dipende più da un luogo fisico ma dalla disposizione del cuore dell’uomo, ovunque egli si trovi sulla terra, allora non sono obbiettivo?
Cosa dovrei scrivere che vanno bene entrambi le soluzioni?

L’impostazione dovrebbe essere indirizzata nel discutere le motivazioni che spingono a scartare un concetto a favore di un altro.
marco
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Re: Esiste una continuità tra ebraismo e cristianesimo?

Messaggio da marco »

chelaveritàtrionfi ha scritto: ↑venerdì 30 ottobre 2026, 21:58 Se interessa procedere così, seguendo il primo filone proposto all’inizio della discussione ebraismo-discepoli di Yeshùa ( quindi scritture greche), chiederei a Marco, che aveva scritto dí conoscere tutto, se ci fa una sintesi del quadro storico.
Altrimenti fate voi e stabilite l’argomento.
Caro Naza, non ho il tempo e credo che neanche serva, dato che qui tutti conoscono la storia di Israele, fare la sintesi del contesto storico.
Ti scrivo, semmai, in sintesi ciò che secondo me è più interessante del quadro storico e riguarda l’animo del profeta e del popolo: l’abbandono di Dio.
Per il credente questa situazione brucia da morire.
Agli occhi del popolo l’alleanza si palesava nella protezione che Dio assicurava al luogo (Gerusalemme e Tempio) e alla dinastia regale davidica.
Tutto era andato perduto. I loro occhi videro la distruzione, la deportazione e il taglio del cordone ombelicale con il Tempio e i suoi numerosi riti connessi. Ma Geremia assicura che Dio stipulerà una nuova alleanza fondata su cose diverse che loro a quel tempo non potevano comprendere.
Il tempo della profezia si è avverato nella venuta di Gesù. Tutto coincide secondo le Scritture Greche.
Janira
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Re: Esiste una continuità tra ebraismo e cristianesimo?

Messaggio da Janira »

Grazie AEnim per aver citato la Kabbalah. Marco dice che il NT ha introdotto qualcosa di nuovo, passando dal materiale allo spirituale. Per me non è così perché la Kabbalah ha il suo fondamento su questo. La tradizione insegna che la Kabbalah è molto più antica di quello che gli storici affermano, mi farebbe molto piacere se Noiman dicesse cosa ne pensa.
La questione del dualismo è centrale nella Kabbalah di Baal HaSulam e inizia molto prima della manifestazione del mondo materiale. Nasce con il Pensiero della Creazione: il desiderio di dare tutta la Propria abbondanza. Così dalla Sua Essenza viene emanata la Luce, e contemporaneamente la Luce è un tutt'uno con il desiderio di ricevere( che è esistenza dall'inesistenza). Questo è l'inizio delle 4 fasi della Luce Diretta che porterà poi alla completa separazione della Creatura ( desiderio di ricevere) dalla Luce a causa dell'egoismo( intenzione di ricevere per se stessi), cioè a causa della disuguaglianza di forma.
La Kabbalah insegna che tutto questo è necessario affinché ci sia libertà di scelta: l'essere umano deve percepire questa disuguaglianza di forma ( riconoscimento del male) per poter intuire la grandezza del Creatore e desiderare di essere come Lui e chiedere la correzione del proprio vaso( kli), cioè del proprio desiderio di ricevere.
Il Crratore altrimenti rimarrebbe nascosto, non potremmo assolutamente avanzare. Perciò il "male" esiste solo nella nostra percezione corrotta, è un "aiuto contro".