Chiedo a Gianni se può modificare il titolo di questa discussione da: "Non esiste continuità tra ebraismo e cristianesimo" in " Esiste una continuità tra ebraismo e cristianesimo ?".
Questa potrebbe essere una occasione che riassume e tenta di definire il grande numero di discussioni aperte e mai concluse in questo Forum, la sfida è quello di rilevare le differenze e anche le connessioni che in questo momento non sono mai state veramente concluse.
Superando le espressioni conflittuali che purtroppo hanno generato scontri tra chi afferma la assoluta continuità e chi la respinge, per tutti è necessario contenere (so che eliminare è quasi impossibile) gli aspetti fideistici che ciascuno ha per posizioni fideistiche.
Ma lo si può fare, almeno tentando di metterci la volontà per mantenere una posizione di rigoroso studio.
Che ne pensate?
Noiman
Esiste una continuità tra ebraismo e cristianesimo?
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noiman
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Gianni
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Re: Esiste una continuità tra ebraismo e cristianesimo?
Fatto, carissimo Noiman!
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Gianni
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Re: Esiste una continuità tra ebraismo e cristianesimo?
Ops... credevo di essere riuscito a modificare, ma funziona solo in parte.
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noiman
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Re: Esiste una continuità tra ebraismo e cristianesimo?
Gianni, mi pare a posto.
Noiman
Noiman
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Gianni
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Re: Esiste una continuità tra ebraismo e cristianesimo?
Bene, allora.
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marco
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Re: Esiste una continuità tra ebraismo e cristianesimo?
Caro Noiman, con questo titolo la discussione potrebbe essere veramente interessante.
La continuità con le Scritture Ebraiche l’hanno vista e sostenuta gli autori del NT. In Gesù tutte le promesse di Dio sono state un “sì”. Per me su questo non ci sono dubbi.
Il discorso cambia tra ebraismo e cristianesimo. Secondo me, troppo diversi, come il giorno e la notte.
Ci sono alcuni aspetti essenziali per entrambi che rendono i due piani non sovrapponibili.
Così al volo ne ho pensati due. Eviterei di scriverli adesso per non condizionare la discussione.
Ti andrebbe di dare una struttura alla discussione?
La continuità con le Scritture Ebraiche l’hanno vista e sostenuta gli autori del NT. In Gesù tutte le promesse di Dio sono state un “sì”. Per me su questo non ci sono dubbi.
Il discorso cambia tra ebraismo e cristianesimo. Secondo me, troppo diversi, come il giorno e la notte.
Ci sono alcuni aspetti essenziali per entrambi che rendono i due piani non sovrapponibili.
Così al volo ne ho pensati due. Eviterei di scriverli adesso per non condizionare la discussione.
Ti andrebbe di dare una struttura alla discussione?
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chelaveritàtrionfi
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Re: Esiste una continuità tra ebraismo e cristianesimo?
Tra scritture ebraiche e greche ci possono anche essere delle continuità secondo la visione degli autori del cosiddetto NT che ci vedono alcune profezie adempiute ( ma questa spiegazione può avere uno sviluppo a parte), nei propositi divini, di molti princìpi, della trasmissione maestro-discepolo, ecc. Tuttavia, analizzando entrambe le opere sul piano puramente testuale e interpretativo, ci sono molti punti di rottura perché occorre allargare il campo a diverse tradizioni, quindi abbiamo molte reinterpretazioni.
Nel periodo successivo, si hanno anche reinterpretazioni delle reinterpretazioni, aggiunte interpretative e a quanto pare anche qualche aggiunta/variazione testuale.
Occorre considerare anche che una traduzione perfetta non esiste e l’opera di tradurre equivale anche a interpretare.
Di esempi se ne possono fare tanti.
Leggendo dall’ebraico originale, dal greco della Lxx e anche dal testo masoretico, non é proprio la stessa cosa.
Le nostre traduzioni sono state fatte prendendo qua e la, detta in parole spicciole. Oggi nessuno tende a leggere dalla LXX ad esempio, eppure gli autori antichi ne riportano anche dei versi tratte da lí.
Detto questo, dato che é stato citato Geremia, partirei dalla profezia poi ripresa dall’autore di Ebrei, ma mettendomi nei panni del lettore del primo secolo ac o agli inizi del primo secolo dc, quando ancora non esisteva lo scritto riportato nel NT.
Nel periodo successivo, si hanno anche reinterpretazioni delle reinterpretazioni, aggiunte interpretative e a quanto pare anche qualche aggiunta/variazione testuale.
Occorre considerare anche che una traduzione perfetta non esiste e l’opera di tradurre equivale anche a interpretare.
Di esempi se ne possono fare tanti.
Leggendo dall’ebraico originale, dal greco della Lxx e anche dal testo masoretico, non é proprio la stessa cosa.
Le nostre traduzioni sono state fatte prendendo qua e la, detta in parole spicciole. Oggi nessuno tende a leggere dalla LXX ad esempio, eppure gli autori antichi ne riportano anche dei versi tratte da lí.
Detto questo, dato che é stato citato Geremia, partirei dalla profezia poi ripresa dall’autore di Ebrei, ma mettendomi nei panni del lettore del primo secolo ac o agli inizi del primo secolo dc, quando ancora non esisteva lo scritto riportato nel NT.
Per me contano i documenti scritti perchè li possa verificare. "Ora i bereani .. accolsero il messaggio con grande entusiasmo e esaminarono ogni giorno le Scritture per vedere se questi insegnamenti erano veri". Atti 17:11 BSB