Preghiera

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Gianni
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Re: Preghiera

Messaggio da Gianni »

Marco, l’essere figli di Dio non è un automatismo che deriva da una accettazione mentale delle dottrine bibliche. Ce ne vuole per arrivare a quel livello, che è proprio degli eletti. Innanzitutto occorre la chiamata divina, ricordando però che i chiamati sono molti ma pochi gli eletti. Solo a quel livello il credente può a rivolgersi a Dio chiamandolo Padre o addirittura “papà” (Gal 4:5). Dici infine bene: l’atteggiamento di insistenza nella preghiera è accetto da Dio.

Roberto, si può dire che la preghiera è – all’inizio e nell’intenzione – un atto comunicativo unidirezionale, dove noi cerchiamo una comunicazione/relazione, con Dio. Tuttavia, se si riduce tutto ad un desiderio del credente e al bisogno il cercare di relazionarsi con il divino, diventa un assurdo, perché solo un folle si rivolge a qualcuno assente che, come tale, non può ascoltare. Giustamente tu aggiungi che chi prega spera che Lui ci ascolti e non volga il suo sguardo altrove. Come tu stesso dici, ne esce il tentativo di richiamare la Sua attenzione.
Luigi
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Re: Preghiera

Messaggio da Luigi »

La preghiera è quella relazione che ognuno deve avere con Dio, perchè la sua anima sia saziata, dall'amore di Dio, mediante la Sua Grazia;
sia saziata di pace, gioia allegrezza, grido di Giubilo, tutte realtà che ognuno ha perso a motivo del peccato e dell'allontanamento da Dio.
Ma ecco che IN Gesù, "come con gli israeliti nel deserto e lungo la loro storia" Dio si avvicina a loro, abbatte il muro di separazione.
A motivo del peccato, nessuno può accostarsi al Padre se non per la fede nel Suo proprio Figlio Yahshùa, che col Suo sangue si viene con LUI riconciliati.
Caro Gianni siamo molto più che amici di Dio. Siamo suoi figli! Giovanni ci rassicura su questo nella sua prima lettera quando attesta che lo siamo già da adesso, da vivi.
Marco sono d'accordo, infatti sotto la Grazia, Paolo scrivendo ai Galati che avevano creduto nel Figlio di Dio da lui predicato, dice che venuto IL Figlio, non siamo più sotto la Legge:
Galati 3, 25 Ma ora che la fede è venuta, non siamo più sotto precettore; 26 perché siete tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù
Realtà ben espressa anche da "Giovanni 1, 12", per coloro che credono nel Nome del Figlio di Dio.
Saluti
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Gianni
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Re: Preghiera

Messaggio da Gianni »

Marco, l’accenno alle tue passate esperienze di preghiera mi portano ad una riflessione. Tu ci hai ricordato che Yeshùa si separava dalle persone per recarsi in luoghi desolati per entrare in intimità con Dio, pur ammettendo che tu non ci riesci.

Una cosa alla volta. Prendo questi passi:
Mr 1:35,36: “La mattina, mentre era ancora notte, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e là pregava. Simone e quelli che erano con lui si misero a cercarlo”. Yeshùa si staccò dai suoi compagni e cercò un luogo solitario per pregare.
Mt 14:23: “Dopo aver congedato la folla, si ritirò in disparte sul monte a pregare. E, venuta la sera, se ne stava lassù tutto solo”.
Di circostanze simili ne troviamo diverse. E, siccome, stiamo parlando di preghiera personale, in Yeshùa troviamo un modello: per pregare occorre isolarsi e star soli. Per dirla con le sue stesse parole: “Tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto” (Mt 6:6). La “cameretta” con la porta chiusa può essere, secondo i casi, una panchina isolata in un parco, un posto solitario in riva al mare o ad un lago, un qualsiasi posto in cui star soli. Il punto è: da soli e appartati.

È difficile farlo? È un buon segno: indica il nostro disagio e, più profondamente, la nostra indegnità a presentarci a Dio. È davvero un buon segno: significa che non siamo aridi dentro e che siamo consapevoli di essere alla presenza di Dio. Che fare in questi casi? Stare in silenzio, consapevoli della Sua presenza. Ripetendo questa esperienza verrà il momento in cui, ancora senza parole, giungerà qualche pensiero nella giusta direzione, sebbene non ancora esprimibile. “Per te il silenzio è lode, o Dio”. – Sl 65:2, CEI.
E verà il giorno in cui, stupefatti, le parole fluiranno.

Se volete, la prossima volta parleremo dell'aiuto che Dio stesso dà a chi non sa pregare.
roberto
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Re: Preghiera

Messaggio da roberto »

Yeshua ci dà una indicazione su come pregare, lui stesso pregava da solo. In atti se non erro, questo era fatto anche assieme ai fratelli credenti . Come interpretare le due cose.
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Gianni
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Re: Preghiera

Messaggio da Gianni »

Roberto, in Atti dove? Cita il passo. :-)
Janira
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Re: Preghiera

Messaggio da Janira »

In Gc 5:16 è scritto:

Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia

Questa esortazione è al centro di molti miei studi: la preghiera dei molti, cioè quando qualcuno prega non per se stesso, ma per un gruppo di cui fa parte. Questa preghiera viene sempre ascoltata e favorisce coloro che non sono in grado di pregare con la giusta intenzione. Tale preghiera viene esaudita con un risveglio dall'alto, grazie al giusto che sa come pregare.
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Gianni
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Re: Preghiera

Messaggio da Gianni »

Certo, Janira, ma qui stiamo trattando della preghiera personale. Infatti abbiamo citato Yeshùa come modello. Della preghiera comunitaria possiamo parlare un'altra volta.
roberto
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Re: Preghiera

Messaggio da roberto »

In atti 1:13-14,/ 4:31,/ 2:42-47, mi sembra che la preghiera sia comunitaria.
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Gianni
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Re: Preghiera

Messaggio da Gianni »

Sì, Roberto. Nei passi che hai citato la preghiera è comunitaria. È di questa che volete parlare? C’è la preghiera personale e quella comunitaria. La nostra conversazione era iniziata su quella personale. Dobbiamo cambiare tema? Sentendomi disorientato, sono andato a rileggere ciò che avevi scritto aprendo questo nuovo filone: «Come interpretare le due cose».
Perché interpretare? C’è solo da prenderne atto. Come abbiamo già visto, Yeshùa si staccava spesso dai suoi e dalle folle per pregare da solo, ma dai racconti evangelici vediamo anche che frequentava il Tempio e le sinagoghe. La stessa prima chiesa frequentava il Tempio dopo la sua morte, e lì anche si pregava. Così Paolo frequentando le sinagoghe di sabato.
A questo punto mi viene il dubbio di aver dato l’impressione che conti solo la preghiera personale. Assolutamente no. Ditemi voi su quale linea continuare.
marco
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Re: Preghiera

Messaggio da marco »

Gianni ha scritto: sabato 24 maggio 2025, 10:27 È difficile farlo? È un buon segno: indica il nostro disagio e, più profondamente, la nostra indegnità a presentarci a Dio. È davvero un buon segno: significa che non siamo aridi dentro e che siamo consapevoli di essere alla presenza di Dio. [/TimesNewRoman]
Caro Gianni, ci fu un tempo in cui veramente l’uomo era indegno di stare alla Sua presenza.
Nessuno poteva: avvicinarsi al monte Sinai (Chiunque toccherà il monte sarà messo a morte), accede al Santo dei Santi, toccare l’Arca.
Con la venuta di Gesù tutto questo è cambiato. Nessun credente è indegno di stare alla Sua presenza, perché la nostra condizione di impurità è stata lavata con il sangue di Gesù.
Nel modo in cui lo intendeva Paolo, siamo d’accordo sul fatto che in Gesù abitava tutta la pienezza della divinità? Bene, quel corpo di carne che veniva toccato e baciato, chissà quante volte, era molto più rappresentativo della presenza Divina, che il contenitore chiamato Arca. Eppure nessuno è morto per averlo sfiorato.
Gesù salì sul monte, a dare compimento alla legge, estendendola oltre la superficialità di un approccio legale, con l'insegnamento che troviamo in Mt capitoli 5/6/7. Quel monte in quel momento era santo perchè, come Mosè, riceveva e promulgava la Legge. Ma si lasciò avvicinare dai discepoli e dalle folle. Permise, come scrive Matteo, che i suoi discepoli si sedesse accanto a lui.
Ogni credente è tempio di Dio come scrive Paolo. Quindi nel nostro corpo, nella parte più interna, nel nostro cuore, risiede lo Spirito di Dio. Possiamo dire che se vogliamo abbiamo diretto accesso al luogo santissimo: al Santo dei santi.
La sensazione che prova l’uomo di essere indegno di stare accanto al Creatore è suggerita dall’Avversario. Colui che ama separarci da Lui. Il rispetto per Dio è essenziale nel rapporto personale. Questa forma di riguardo non deve essere legata alla nostra condizione di esseri carnali ma all'accettazione della legge che ha messo nei nostri cuori. Basta questo a renderci degni ogni secondo di stare alla Sua presenza. Se invece lo leghiamo a quella condizione saremo sempre indegni di Lui.