Gli ἐγὼ εἰμί pronunciati da Yeshùa
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Gianni
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Gli ἐγὼ εἰμί pronunciati da Yeshùa
Proponendo questa nuova discussione, suggerisco di iniziare da quegli ἐγὼ εἰμί che vanno tradotti "sono io", lasciando quelli assoluti (senza precidato) alla fine. Buona rricerca!
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marco
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Re: Gli ἐγὼ εἰμί pronunciati da Yeshùa
Caro Gianni, possono partecipare tutti o solo coloro che la pensano come te?
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Gianni
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Re: Gli ἐγὼ εἰμί pronunciati da Yeshùa
Caro Marco, io non penso in maniera precostituita. Analizzo il testo biblico nel suo contesto e in quello più ampio dell’intera Sacra Scrittura. Tu, mi spiace, mostri di fare in contrario. Vuoi partecipare? Per me va anche bene, se prometti di non ricorrere al solito minestrone. Tra l’altro, iniziare da quei passi in cui ἐγὼ εἰμί vanno tradotti "sono io", è un banco di prova per saggiare non solo la logica di ragionamento ma anche l’onestà intellettuale. Perfino quella dei trinitari. Il buon Luigi non era disposto ad ammettere che ci sono passi inutilizzabili ai fini trinitari; per lui lo erano tutti. Sarebbe stato apprezzabile che almeno una volta, una volta sola, dicesse: «Riconosco che questo passo non può essere usato per sostenere la trinità», magari aggiungendo: «Però ne ho altri mille».
Partecipa, Marco. Sarà messa alla prova la tua onestà intellettuale.
Partecipa, Marco. Sarà messa alla prova la tua onestà intellettuale.
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marco
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Re: Gli ἐγὼ εἰμί pronunciati da Yeshùa
Caro Gianni, come fai ad essere certo che tu non pensi in maniera precostituita se hai dedicato la tua vita a smontare l’idea della divinità di Gesù?
Potrai mai essere obiettivo su questo punto?
Anni di studi indirizzati su quella strada hanno costruito un’impalcatura nella tua mente che credo non ti permettano di leggere in maniera disinteressata il vangelo.
Il vangelo è il pensiero di un uomo su Gesù. Quest’uomo è morto e nessuno può domandargli se ciò che noi leggiamo e interpretiamo corrisponde esattamente al suo pensiero. Similmente ad una nuvola che passa veloce sopra le nostre teste, noi vedremo immagini differenti, suggerite dal nostro cervello.
Non ti sto dicendo che hai torto a prescindere, ma almeno il dubbio deve essere presente.
Una precisazione così da non sentirmi ripetere sempre le stesse accuse. Per me Dio e Gesù sono la stessa persona. Non due o tre entità o chissà quali altre opzioni. L’idea dell’Uno e Unico Dio di Israele in questo modo è salva.
In poche parole credo nella divinità di Gesù spogliata dai vari dogmi e costruzioni extra bibliche un po' come ci credeva il Prof. Salvoni, che so essere molto stimato da te.
Potrai mai essere obiettivo su questo punto?
Anni di studi indirizzati su quella strada hanno costruito un’impalcatura nella tua mente che credo non ti permettano di leggere in maniera disinteressata il vangelo.
Il vangelo è il pensiero di un uomo su Gesù. Quest’uomo è morto e nessuno può domandargli se ciò che noi leggiamo e interpretiamo corrisponde esattamente al suo pensiero. Similmente ad una nuvola che passa veloce sopra le nostre teste, noi vedremo immagini differenti, suggerite dal nostro cervello.
Non ti sto dicendo che hai torto a prescindere, ma almeno il dubbio deve essere presente.
Una precisazione così da non sentirmi ripetere sempre le stesse accuse. Per me Dio e Gesù sono la stessa persona. Non due o tre entità o chissà quali altre opzioni. L’idea dell’Uno e Unico Dio di Israele in questo modo è salva.
In poche parole credo nella divinità di Gesù spogliata dai vari dogmi e costruzioni extra bibliche un po' come ci credeva il Prof. Salvoni, che so essere molto stimato da te.
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marco
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Re: Gli ἐγὼ εἰμί pronunciati da Yeshùa
Dai iniziamo? 
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Gianni
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Re: Gli ἐγὼ εἰμί pronunciati da Yeshùa
Caro Marco, il fatto che io non penso in maniera precostituita è dimostrato dalla mia storia personale. Sono cresciuto cattolico e quindi trinitario. Solo in età adulta ho compreso, studiando la Scrittura alla Facoltà Biblica del professor Salvoni, che Yeshùa - in conformità al monotesimo biblico - non è e non può essere divino.
Sì, iniziamo, ma rispetta i patti: inizia da uno di quei passi in cui ἐγὼ εἰμί va tradotto "sono io".
Sì, iniziamo, ma rispetta i patti: inizia da uno di quei passi in cui ἐγὼ εἰμί va tradotto "sono io".
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marco
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Re: Gli ἐγὼ εἰμί pronunciati da Yeshùa
visto Gesù camminare sul mare e accostarsi alla barca, ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non temete. Vollero allora prenderlo nella barca e subito la barca toccò la terra a cui erano diretti. Gv 6,20-21
In questo caso la traduzione corretta è: sono io.
Ma finisce tutto qui?
No, perchè ci sono dei particolari nella narrazione Giovannea che se ben interpretati hanno il potere di invertire le parole: da "sono io" a "io sono".
1) Egli da solo stende i cieli
e cammina sulle onde del mare. Gb 9,8
Molti altri passi dell’AT descrivono Dio camminare o calmare le acque agitate. Il mare è simbolo di caos e di morte. Solo Dio può gestire queste forze ostili.
2) Nei sinottici la scena è pressappoco identica, tranne per un particolare: gli Apostoli non dissero di aver visto un “fantasma”.
Giovanni non attribuisce la paura alla visione di un fantasma. Ma lui spinge molto più in alto il motivo per cui gli Apostoli ebbero paura. Paura di che cosa? Di aver visto materializzarsi ciò che i padri avevano sempre immaginato: Dio cammina sulle acque.
3) La barca toccò subito la terra.
Giovanni azzera il tempo. L'immediatezza che ha voluto evidenziare e farci sapere deve per forza avere un significato trascendentale.
In questo caso la traduzione corretta è: sono io.
Ma finisce tutto qui?
No, perchè ci sono dei particolari nella narrazione Giovannea che se ben interpretati hanno il potere di invertire le parole: da "sono io" a "io sono".
1) Egli da solo stende i cieli
e cammina sulle onde del mare. Gb 9,8
Molti altri passi dell’AT descrivono Dio camminare o calmare le acque agitate. Il mare è simbolo di caos e di morte. Solo Dio può gestire queste forze ostili.
2) Nei sinottici la scena è pressappoco identica, tranne per un particolare: gli Apostoli non dissero di aver visto un “fantasma”.
Giovanni non attribuisce la paura alla visione di un fantasma. Ma lui spinge molto più in alto il motivo per cui gli Apostoli ebbero paura. Paura di che cosa? Di aver visto materializzarsi ciò che i padri avevano sempre immaginato: Dio cammina sulle acque.
3) La barca toccò subito la terra.
Giovanni azzera il tempo. L'immediatezza che ha voluto evidenziare e farci sapere deve per forza avere un significato trascendentale.
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Gianni
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Re: Gli ἐγὼ εἰμί pronunciati da Yeshùa
Ottimo, Marco. Nel passo citato ἐγὼ εἰμί va tradotto "sono io". Il resto è tua fantasia ed esula dal nostro esame. Avanti con il prossimo ἐγὼ εἰμί che va tradotto "sono io"!
Invito tutti a partecipare.
Invito tutti a partecipare.
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marco
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Re: Gli ἐγὼ εἰμί pronunciati da Yeshùa
Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: «Non è egli quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».Gv 9,6-9
In questo caso la traduzione corretta è: sono io.
Ma finisce tutto qui?
1) Solo in Giovanni, Gesù compie un’azione che nella mente dei giudei del suo tempo non poteva non ricordargli un evento descritto in Genesi 2,7: allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.Gn 2,7
2) Tutti gli “sono io”, Giovanni li cuce per Gesù, tranne per una sola volta, in questo caso, in cui a dirlo è un “mendicante”, un reietto della società, che dopo aver conosciuto Gesù usa per se l’espressione più rappresentativa del Signore in questo vangelo.
Un semplice caso o un scelta voluta?
In questo caso la traduzione corretta è: sono io.
Ma finisce tutto qui?
1) Solo in Giovanni, Gesù compie un’azione che nella mente dei giudei del suo tempo non poteva non ricordargli un evento descritto in Genesi 2,7: allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.Gn 2,7
2) Tutti gli “sono io”, Giovanni li cuce per Gesù, tranne per una sola volta, in questo caso, in cui a dirlo è un “mendicante”, un reietto della società, che dopo aver conosciuto Gesù usa per se l’espressione più rappresentativa del Signore in questo vangelo.
Un semplice caso o un scelta voluta?
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Gianni
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Re: Gli ἐγὼ εἰμί pronunciati da Yeshùa
Un semplice caso o una scelta voluta? Nessuno dei due: è solo grammatica e sintassi greca.