sinedrio ed "espulsione"

Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda bgaluppi » venerdì 17 novembre 2017, 13:08

Non si tratta di amore, pace e fratellanza, si tratta di "vivi e lascia vivere", nel senso che nessuno può obbligare alcuno a vivere in un certo modo, se quello vuol far di testa sua. Yeshùa dice "sia per te come il pagano o il pubblicano", ossia lascialo perdere. Non dice "scomunicalo".

Armagheddon, Yeshùa dice "se un uomo ha peccato contro di te"; il che significa che costui ha violato la legge, ossia la Torah, perché ciò che "è peccato" è stabilito dalla Torah. Cosa fare? Denunciarlo al Sinedrio? No, prima parlaci tu, e magari la cosa si risolve tra voi e "Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello"; se non si risolve, parlane con lui davanti a uno o due testimoni, "affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni"; se non ti ascolta, parlane alla comunità (che non è il Sinedrio), così forse ascolterà la comunità. Se persiste, lascialo perdere.

Yeshùa sta insegnando a comportarsi in modo giusto e tale da riportare la pace tra due dissidenti. In presenza di una violazione della legge che reca offesa o danno ad una persona, la prima cosa è cercare di risolvere la cosa. Ciò tutela soprattutto chi ha peccato. Ma se non c'è verso di convincere il peccatore a ravvedersi, ognuno per la sua strada senza sensi di colpa.
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda Armageddon » venerdì 17 novembre 2017, 13:16

Bgaluppi ok penso finalmente di aver capito :YMPEACE:
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda bgaluppi » venerdì 17 novembre 2017, 13:19

:-) Pensa a cosa faresti tu. Se un tuo caro amico ti reca un danno e infrange la legge, tu lo denunci subito oppure prima ci parli in tutti i modi possibili, magari con l'aiuto di amici comuni per risolvere la cosa e salvare l'amicizia? ;)
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda Daminagor » venerdì 17 novembre 2017, 13:31

Grazie Antonio.
In definitiva, tu ritieni che Yeshùa, in quanto rabbi e profondo conoscitore della Legge, non insegnasse ai suoi discepoli che in caso di trasgressioni dovevano sottoporsi all'autorità del beit din ed eventualmente all'ostracismo?
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda Armageddon » venerdì 17 novembre 2017, 13:35

Pensa a cosa faresti tu. Se un tuo caro amico ti reca un danno e infrange la legge, tu lo denunci subito oppure prima ci parli in tutti i modi possibili, magari con l'aiuto di amici comuni per risolvere la cosa e salvare l'amicizia? ;)


Bgaluppi é ovvio che dipende dal torto subito..personalmente non riesco a fare di questo insegnamento un discorso generale. :YMPEACE:
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda bgaluppi » venerdì 17 novembre 2017, 14:34

Daminagor, Yeshùa insegna a perdonare il fratello e a riconciliarsi in presenza di un dissidio (Mt 7:1-5; Mt 5:21-26). Ciò è conforme alla Torah. Al punto che il profeta Isaia mette in guardia chi osa presentarsi davanti al Signore in assenza di purezza interiore: “io non posso sopportare l'iniquità unita all'assemblea solenne ... Lavatevi, purificatevi, togliete davanti ai miei occhi la malvagità delle vostre azioni; smettete di fare il male; imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l'oppresso, fate giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova!” (Is 1:13,16,17); “Praticare la giustizia e l'equità è cosa che il Signore preferisce ai sacrifici.” (Pr 21:3); “Poiché ho provato diletto nell’amorevole benignità e non nel sacrificio; e nella conoscenza di Dio anziché negli olocausti.” (Os 6:6). Addirittura va oltre:

“amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno anche i pagani altrettanto? Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste.” — Mt 5:44-48

Non si tratta di essere conformi alle tradizioni degli uomini, si tratta di essere conformi alla perfezione di Dio. Yeshùa non insegna ad obbedire agli uomini, a quello ci pensavano i farisei; lui insegna ad obbedire a Dio. I suoi insegnamenti non devono essere giudicati e compresi alla luce delle tradizioni, ma alla luce della voce spirituale del Tanach. E comunque, non era certo consuetudine denunciare un fratello al tribunale per un motivo qualsiasi. Giuseppe, dopo aver scoperto che Myriam era incinta, non intende disobbedire alla Torah e decide di lasciarla, ma in segreto: “Giuseppe, suo marito, che era uomo giusto e non voleva esporla a infamia, si propose di lasciarla segretamente” (Mt 1:19). Persino in presenza di una grave violazione, come sul sabato, dovevano esserci testimoni ed era obbligatoria un'ammonizione verbale, prima di essere espletato un processo vero e proprio.
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda bgaluppi » venerdì 17 novembre 2017, 14:39

Alessia, comprendo ciò che dici. Ma sappi che questo forum è un baluardo inespugnabile, che ha resistito ad attacchi di ogni tipo! :P
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda Armageddon » venerdì 17 novembre 2017, 15:25

amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano


Bgaluppi ma Cristo qui non parlava con i dodici?
Come puoi attualizzare questo concetto oggi?
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda mimymattio » venerdì 17 novembre 2017, 16:03

Ciao Arm. Mio padre a lavoro è "perseguitato" dai colleghi e dal titolare perché non lavora al sabato. Credo che questo concetto sia molto attuale.
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda Armageddon » venerdì 17 novembre 2017, 16:17

Ciao Arm. Mio padre a lavoro è "perseguitato" dai colleghi e dal titolare perché non lavora al sabato. Credo che questo concetto sia molto attuale.


Ciao mimymattio...allora hai messo in evidenza una situazione attuale ma i colleghi o il titolare di tuo padre sono suoi fratelli spirituali?
Penso dovremmo un attimo specificare i soggetti di cui Cristo parla...

In Matteo parla di fratelli...sono amici come ha fatto l esempio con me Bgaluppi?...sono fratelli spirituali..quindi credono a ciò che credo io?

E i nemici e i perseguitatori chi sono?
Fratelli che compiono atti peccamonosi verso di noi?O tutte le persone esistenti in questo mondo che non condividono la nostra fede e ci feriscono?
Perché se non si capisce questo ognuno si può sentire perseguitato a modo proprio...
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