Film su Yeshùa stasera

Re: Film su Yeshùa stasera

Messaggioda marco » domenica 30 giugno 2019, 7:24

mimymattio ha scritto:
Oltretutto, da dove è nata questa idea che il messia biblico (intendo quello/quelli auspicati/"profetizzati" nel Tanàkh) non debba in alcun modo poter sbagliare/peccare?

Da dove trai questa verità oggettiva?
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Re: Film su Yeshùa stasera

Messaggioda matteo97 » domenica 30 giugno 2019, 16:47

Solamente il sacrifizio di una vita incontaminata dal peccato avrebbe potuto riavvicinare il popolo giudaico, dapprima e poi l'intera umanità, a Dio. Comunque non tutti gli ebrei attendono il messia alcuni semplicemente aspettano un periodo messianico di pace e sicurezza. Altri invece si aspettano che il messia porti con sè la pace. Yeshùa non fu accettato come messia anche per questa ragione: non condusse gli ebrei ad un periodo di pace, non smosse le loro coscienze affinchè si liberassero del dominio romano sulla palestina. Si limitò a predicare presso questi la sua "buona novella" sul Regno di Dio e similmente fece Paolo attraverso i suoi viaggi di predicazione. Entrambi vissero abbastanza emarginati dal viver civile chi osteggiato dal suo stesso popolo (o dalla maggioranza di esso) ovvero Yeshùa e chi dai popoli presso i quali si recava (Paolo). A dispetto della vulgata cinematografica che rappresenta Yeshùa e i suoi discepoli come amici di tutti i giudei presso i quali raccoglievano ogni genere di favori, con l'unica eccezione degli eventi dell'accusa dinnanzi al Sinedrio e la successiva crocifissione, essi vissero in disparte (non nell'ottica di una vita monastica, bensì un po' come i TdG oggi). La setta giudaico-cristiana, ovvero i cristiani dei primi secoli quelli non ancora contaminati dalle eresie provenienti da occidente, fu considerata setta dal giudaismo ortodosso e rabbinico poichè, nonostante accettasse la legge mosaica, riteneva Yeshùa il messia di Israele e poi dal cristianesimo pagano perchè nonostante ritenesse Yeshùa il messia adottava riti e celebrazioni ebraiche.
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Re: Film su Yeshùa stasera

Messaggioda matteo97 » domenica 30 giugno 2019, 19:50

A sostegno della tesi secondo cui solo una vita umana immacolata dal peccato avrebbe potuto ottenere il favore presso Dio analizziamo gli "eventi" (allegorici o meno che siano) successivi alla generazione di Adamo ed Eva. Successivamente alla cacciata dall'Eden c'è la prima figliolanza vera e propria (dettata dal precedente comando di Dio ai due uomini), cioè la nascita di Caino e di Abele, sotto il segno della violenza omicida di Caino che uccide Abele. Nel diluvio Dio tenta di dare una ripulita, ma egli stesso conclude pessimisticamente che anche i sopravvissuti al diluvio non sono più affidabili dell’umanità precedente. L’unica speranza è quella che ogni volta i figli riescano ad essere in qualche modo migliori dei genitori. Questa mi sembra una speranza addirittura universale, che coinvolge l’intera natura, se pensiamo ad esempio all’evoluzione degli esseri viventi: speranza di DNA sempre migliori. Ma l’andamento della storia ebraica è perlopiù deludente dettato dal fatto che i figli, da un punto di vista di fedeltà, di affidabilità, di rettitudine alle norme di Dio e di capacità di amare il prossimo non lasciano intravedere alcun segno di miglioramento. Da qui le menti riflessive ebraiche si sono predisposte a pensare ad una figliolanza speciale, che crei finalmente la novità (l'dea del Messia negli ebrei). Allo stesso modo, nella storia di Israele si avverte la speranza di nuovi re che siano sempre migliori dei precedenti. Ma i fatti mostrano che i nuovi re hanno pur sempre la loro inaffidabilità. Il re più grande di tutti, re Davide, si dimostrò anche lui soggetto alle proprie bramosie. E così nasce l’idea di attendere un re che sia finalmente diverso, in questo senso “figlio di Davide”, cioè un nuovo Davide (nuovo re), un nuovo Adamo (nuovo essere figlio), un nuovo sacerdote, un nuovo profeta, un nuovo Messia, un nuovo servo (si pensi ai “canti del servo di YHWH”). L'attesa è un topos ricorrente nella Scrittura. Questo è in definitiva il piano di Dio che crea il redentore per la futura umanità nella persona di Yeshùa, ovvero nel Messia dapprima del popolo ebraico e poi successivamente dell'intera umanità. Se il messia potesse sacrificare la sua vita avendo peccato allora la sua figura sarebbe assimilabile a quella di qualsiasi altro profeta o re giudeo, ad esempio Davide che pur essendo stato chiamato figlio prediletto peccò.
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Re: Film su Yeshùa stasera

Messaggioda matteo97 » lunedì 1 luglio 2019, 16:55

Non ho mai affermato la storicità degli eventi della Genesi così come sono narrati. Ho voluto tracciare attraverso questi un quadro generale che è riassumibile in attesa. Allo stesso tempo la Scrittura è concorde nell'affermare che tutti i profeti e i re hanno peccato almeno una volta, anche coloro a cui Dio aveva riserbato un posto speciale in Israele (ad esempio re Davide). Da qui le menti riflessive ebraiche si sono predisposte a pensare ad una figliolanza speciale, che crei finalmente la novità (l'idea del Messia negli ebrei). Messia che per essere tale non deve peccare la cui sola opera può riavvicinare l'umanità a Dio. Quindi è errato teorizzare che il Messia possa peccare perchè altrimenti smetterebbe di essere tale e sarebbe accostabile al primo Adamo, ai profeti e ai re d'Israele. Messia che per le S.G. è Yeshùa. Attenzione: quando affermo che non può peccare non alludo al fatto che questo è creato dalla divinità già immacolato, come affermano i cattolici. Ha bensì la tentazione e il desiderio ma non può soccomberci. Un'altra questione è la storicità o meno della figura di Yeshùa. Nel dubbio la si può pure rapportare a quella di Socrate.
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Re: Film su Yeshùa stasera

Messaggioda matteo97 » lunedì 1 luglio 2019, 21:51

Una nascita verginale e il fatto che Yeshùa è rimasto celibe per tutto l'arco della sua opera di predicazione senza cedere alle concupiscenze carnali non sono anch'essi eventi straordinari? Oltretutto tenendo conto dell'epoca nella quale ha vissuto. Gli ebrei non riconobbero in lui il messia anche perchè egli predicò che fosse lecito compiere del bene durante lo Shabbat. Ai loro occhi commise peccato, quindi non potè essere il Messia per loro. Comunque da dove deduci che nel Tanàkh alla figura del Messia sarebbe concesso peccare? E soprattutto cosa differenzierebbe secondo questa visione la figura del Messia da quella di qualsiasi altro uomo?
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Re: Film su Yeshùa stasera

Messaggioda matteo97 » martedì 2 luglio 2019, 0:02

Il peccato gioca un ruolo fondamentale all'interno della teologia biblica. Ponendolo in secondo piano si smarrisce una buona parte del messaggio che essa ci trasmette. Inoltre, la Scrittura è concorde nell'affermare che in virtù del peccato commesso dalla prima coppia umana, l'umanità ha perso il rapporto speciale che aveva con Dio. Occorreva perciò un Messia che lo ristabilisse. Questo secondo la visione biblica che le colpe commesse dai padri ricadono in misura minore anche sui figli. Tuttavia il rapporto di Dio con Israele è paragonabile a quello di un padre con un figlio: lo ammonisce, lo percuote quando sbaglia ma in profondo lo amerà sempre. In quest'ottica si comprende il ritorno degli ebrei nella Terra promessa.
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Re: Film su Yeshùa stasera

Messaggioda matteo97 » martedì 2 luglio 2019, 0:23

Lo deduco dalla "cacciata" della prima coppia umana dall'Eden che allegoricamente può rappresentare un posto privilegiato al cospetto di Dio. Unendo questo alle parole di Paolo ne traggo l'insegnamento sopracitato. Altrimenti bolliamo le S.G., comprese le lettere paoline, come eretiche e non se ne parla più. Tuttavia se il peccare è secondario allora qualcuno mi spieghi come mai, secondo una prassi letteraria tutta biblica, Dio si "adira" tanto quando un suo protetto commette una disubbidienza. Ed inoltre, se l'essere giudei comportasse un trattamento di favore allora Dio sarebbe parziale nel suo giudizio. Mi spiegheresti questo rapportandolo a 2Cronache 19:7 "Ora, il timor del SIGNORE sia in voi; agite con prudenza, poiché presso il SIGNORE, nostro Dio, non c'è perversità, né favoritismi, né si prendono regali»?



È stato il sionismo a fare tornare gli ebrei in Israele.


Certo, analizzando gli eventi da un punto di vista prettamente umano. Come scrissi in precedenza: "Lo stato d’Israele è rinato per la volontà di Dio. Ho studiato la storia moderna di Israele, e ho potuto constatare che la "mano" di Dio è stata evidente. Certo, Dio si è servito anche di persone che non lo conoscevano per adempiere i suoi piani. Non è forse scritto che: "Il cuore del re, nella mano del SIGNORE, è come un corso d'acqua; egli lo dirige dovunque gli piace." (Prov. 21:1 N.R.)? Ed è quello che è accaduto, infatti Dio ha a suo tempo volto la mente di talune autorità (Theodor Herzl e i sionisti che si ispirarono alle sue politiche) nella direzione da Lui decretata per far sì che nascesse il moderno stato d’Israele. La Scrittura attribuisce a Dio ciò che è stato compiuto per mezzo di altre persone perchè nel ricercare la causa universale si giunge alla prima causa in-causata che è Dio.
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Re: Film su Yeshùa stasera

Messaggioda matteo97 » martedì 2 luglio 2019, 20:27

La mia posizione sarebbe dogmatica se cercassi di piegare la Scrittura al mio credo indiscutibile. Mi pare che ciò non sia avvenuto. Altrimenti, me lo si dimostri senza darlo per accertato a priori («Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto» - Gv 18:23). Tornando in tema si sta discutendo del fatto che il peccato giochi o meno un ruolo decisivo anche nelle S.E. per stabilire il messia. Sebbene nessun versetto lo attesti in modo esplicito è difficile non risalirci facendo qualche deduzione. Non hai risposto in merito a ciò che scrissi in un precedente messaggio. Te lo ripropongo qui di seguito così che tu possa confutare o meno questo scritto: http://www.biblistica.eu/viewtopic.php? ... =10#p62609. Il peccato è messo in secondo piano nelle S.E.? Bene, allora mi si dimostri perchè Dio "cagionò" con le malattie alcuni personaggi biblici che commisero disubbidienze al suo cospetto. Peccare significa mancare il bersaglio, in questo caso mancare la parola data di ubbidienza. Dio castiga, eccome se Dio castiga. Ecco alcuni esempi: Dio colpì il re Jehoram con una malattia incurabile a motivo della sua malvagità - “Dopo tutto questo l’Eterno lo colpì con una malattia incurabile d’intestini. E, con l’andar del tempo, verso la fine del secondo anno, gl’intestini gli venner fuori, in sèguito alla malattia; e morì, in mezzo ad atroci sofferenze; e il suo popolo non bruciò profumi in onore di lui, come avea fatto per i suoi padri” (2 Cronache 21:18-19). Dio colpì di lebbra il re Uzzia per essersi inorgoglito in cuore suo e avere commesso una infedeltà contro Dio - “Ma quando fu divenuto potente, il suo cuore, insuperbitosi, si pervertì, ed egli commise una infedeltà contro l’Eterno, il suo Dio, entrando nel tempio dell’Eterno per bruciare dell’incenso sull’altare dei profumi. Ma il sacerdote Azaria entrò dopo di lui con ottanta sacerdoti dell’Eterno, uomini coraggiosi, i quali si opposero al re Uzzia, e gli dissero: ‘Non spetta a te, o Uzzia, di offrir de’ profumi all’Eterno; ma ai sacerdoti, figliuoli d’Aaronne, che son consacrati per offrire i profumi! Esci dal santuario, poiché tu hai commesso una infedeltà! E questo non ti tornerà a gloria dinanzi a Dio, all’Eterno’. Allora Uzzia, che teneva in mano un turibolo per offrire il profumo, si adirò; e mentre s’adirava contro i sacerdoti, la lebbra gli scoppiò sulla fronte, in presenza dei sacerdoti, nella casa dell’Eterno, presso l’altare dei profumi. Il sommo sacerdote Azaria e tutti gli altri sacerdoti lo guardarono, ed ecco che avea la lebbra sulla fronte; lo fecero uscire precipitosamente, ed egli stesso s’affrettò ad andarsene fuori, perché l’Eterno l’avea colpito. Il re Uzzia fu lebbroso fino al giorno della sua morte e stette nell’infermeria come lebbroso, perché era escluso dalla casa dell’Eterno; e Jotham, suo figliuolo, era a capo della casa reale e rendea giustizia al popolo del paese” (2 Cronache 26:16-21). Inoltre ho avanzato l'ipotesi secondo cui l'Eden potrebbe rappresentare allegoricamente un posto privilegiato dell'umanità al cospetto di Dio. Hai confutato tale asserzione? Non mi pare. Qualora tu confutassi tutto ciò e avanzassi una teoria più accreditabile, io ammetterei che le mie supposizioni sono errate e accetterei la nuova interpretazione. Nessun dogmatismo.
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Re: Film su Yeshùa stasera

Messaggioda matteo97 » mercoledì 3 luglio 2019, 3:57

L'asserzione Y è falsa perchè X non lo dice, tradotto: la questione del peccato legata al messia è falsa perchè il Tanàkh non lo dice. Se applicassimo tale argumentum anche per altre asserzioni potremmo giungere alla conclusione che non esiste alcuna condanna del tabagismo perchè non è esplicitata in alcun versetto della Scrittura! La condanna invece c'è e ci possiamo arrivare tramite deduzione estrapolando l'esortazione di Paolo ai Corinzi: "O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo! 1Cor 6:19-20. La dipendenza dal fumo di tabacco è inconciliabile con l'insegnamento paolino di conservare irreprensibilmente il corpo come "tempio dello Spirito Santo".

Tu stesso ammetti che nelle S.G. il Messia ivi descritto è presentato senza peccato perchè tale affermazione più volte ricorre nel testo con espressioni quali "il primo Adamo", "il figlio di Dio" ecc...
Nelle S.E. invece non si può sostenere che il Messia deve essere immacolato perchè non c'è scritto. Ora se ciò corrisponde a verità, è pur vero, alla luce degli insegnamenti che si possono trarre dalle S.E., che è impossibile non delineare un piano divino nella ricerca di un uomo che si mantenga irriprensibilmente immacolato dal peccato. E' ciò è dato dall'importanza che riveste il peccato nella narrazione. Prima coppia umana spodestata dall'Eden a causa del "peccato originale", uno dei figli di questi che incorre in un peccato ancor più grave (un'omicidio), l'umanità prediluviana definita malvagia ad eccezione di Noè e la sua famiglia fino a giungere al re Davide che nonostante la carica che rivestì incombette anch'egli nel peccato. Si nota una sorta di climax quasi ascendente. Tralasciando il fatto che questi molto probabilmente sono eventi fittizi, non è azzardato affermare che tutto ciò è irrelevante al fine della scelta del futuro Messia? Anche Dio "partecipa" all'attesa di quest'uomo senza peccato sebbene da una prospettiva puramente biblica che tende ad antropomorfizzare il divino, poichè, essendo Egli onnisciente, sicuramente seppe già dapprima della fondazione del mondo che tali eventi si sarebbero susseguiti. Dio vuole che i figli siano migliori dei genitori ma i primi addirittura peggiorano la propria condotta. "Rammarico" Egli sembra più volte esprimere. Quasi che stanco di attendere voglia Lui direttamente porre fine a questo dramma creando il Messia, anzichè aspettare che sia generato da uomini! Sotto quest'ottica si potrebbe comprendere la nascita verginale di Yeshùa. Se per te tutto ciò è irrelevante... ...forniscimi una spiegazione più accurata di tali eventi... ho 21 anni l'apertura alle critiche costruttive ce l'ho...
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Re: Film su Yeshùa stasera

Messaggioda matteo97 » giovedì 4 luglio 2019, 9:15

Ai fini interpretativi, non è importante valutare la storicità o meno degli eventi narrati. In ambito accademico la critica testuale prescinde il genere letterario. L'ascendenza del climax quivi presente è talmente lapalissiana che una sua enunciazione ne risulterebbe ridicola. Ma la ribadisco ugualmente: dapprima il peccato consiste in una violazione ad un comandamento pressocchè ridicolo (non mangiate il frutto dell'albero della Conoscenza del Bene e del Male). Metaforicamente questo evento sta a significare che nonostante noi ci immaginiamo la prima coppia umana come creazione perfetta e pienamente adulta questa in realtà non lo era. Questa violazione appare talmente fanciullesca e puerile che è difficilmente associabile alla condotta di un uomo adulto. C'è anche chi ha suggerito che si dovesse per forza peccare per conoscere cosa fosse il peccato. Ma non lo si poteva dedurre? Evidentemente questa coppia era talmente ingenua che non ci sarebbe mai arrivata se non attraverso un atto impulsivo. Comunque, in qualsiasi cosa consistesse il peccato originale questo è descritto allegoricamente come un azione di poco conto ma di impatto generazionale. La figliolanza che segue la prima coppia anzichè riparare l'errore dei genitori si guadagna un'ulteriore condanna. <<Caino uccide Abele: apriti cielo! Un omicidio tra consanguinei! Anzichè migliorare questi peggiorano!>> (ti parafraso quello che potrebbe aver pensato Dio in cuor suo). E' già c'è una prima ascendenza del peccato. Giungiamo così all'episodio del diluvio universale dove ci viene detto che tutta l'umanità è malvagia e Dio, in evidente rammarico, emette il suo primo devastante castigo: un inondazione epocale (analoga a quella del diluvio di Gilgamesh). Risparmierà solo Noè e la sua famiglia poichè "camminavano con Dio". Anch'essi però smarriscono la via maestra: Noè si ubriaca e si toglie le vesti disubbidendo al precetto di coprirsi e Cam lo deride annunciando ai suoi fratelli la nudità del primo. Noè poi maledirà il figlio di quest'ultimo, Canaan, secondo la prassi tutta biblica che le colpe dei padri ricadono anche sui figli. Noti adesso che si passa di grado in grado e che nemmeno quelli nei quali Dio aveva riposto la sua fiducia riescono ad ubbidirgli? La "novella" potrebbe proseguire senza che ne sia alterato il suddetto schema fino a giungere finalmente al Messia che riconcilia l'umanità con Dio spezzando la catena di dannazione generazionale.
Ultima modifica di matteo97 il giovedì 4 luglio 2019, 9:21, modificato 1 volta in totale.
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