politica di Israele

Re: politica di Israele

Messaggioda bgaluppi » giovedì 18 luglio 2019, 13:23

Alcune persone dicono che gli arabi sono "nativi palestinesi", mentre gli ebrei sono "invasori" e "colonizzatori". Però, dalle loro biografie, non risulta. Vediamo chi è nato in Palestina (la terra di) e chi invece no.

Leaders israeliani:
BENJAMIN NETANYAHU, Nato il 21 ottobre 1949 a Tel Aviv.
EHUD BARAK, Nato il 12 febbraio 1942 a Mishmar HaSharon, Mandato britannico della Palestina.
ARIEL SHARON, Nato il 26 febbraio 1928 a Kfar Malal, Mandato britannico della Palestina.
EHUD OLMERT, Nato il 30 settembre 1945 a Binyamina-Giv'at Ada, Mandato britannico della Palestina.
ITZHAK RABIN, Nato il 1 March 1922 a Gerusalemme, Mandato britannico della Palestina.
ITZHAK NAVON, Presidente israeliano nel 1977-1982. Nato il 9 aprile 1921 a Gerusalemme, Mandato britannico della Palestina.
EZER WEIZMAN, Presidente israeliano nel 1993-2000. Nato il 15 giugno1924 a Tel Aviv, Mandato britannico della Palestina.

Leader arabi "palestinesi":
YASSER ARAFAT, Nato il 24 agosto 1929 al Cairo, Egitto.
SAEB EREKAT, Nato il 28 Aprile 1955, in Giordania. Ha la cittadinanza giordana.
FAISAL ABDEL QADER AL-HUSSEINI, Nato il 1948 a Bagdad, Iraq.
SARI NUSSEIBEH, Nato il 1949 a Damasco, Siria.
MAHMOUD AL-ZAHAR, Nato il 1945 al Cairo, Egitto.

Quindi i leader israeliani, che sono nati in Palestina, sono colonizzatori o invasori.
Mentre i leader arabi palestinesi che sono nati in Egitto, Siria, Iraq e Tunisia sono nativi palestinesi????

Poi ci sarebbero da spiegare le dichiarazioni che seguono, ma ovviamente nessuno lo fa mai, quando si parla della Palestina. Il 31 marzo 1977 il giornale olandese Trouw pubblicò un'intervista con un membro del comitato direttivo dell'OLP, Zuheir Muhsin. Ecco le sue dichiarazioni:

"Il popolo palestinese non esiste. La creazione di uno Stato Palestinese è solo un mezzo per continuare la nostra lotta contro lo Stato d'Israele per l'unità araba. In realtà non c'è differenza fra giordani, palestinesi, siriani e libanesi. Solo per ragioni politiche e strategiche oggi parliamo dell'esistenza di un popolo palestinese, visto che gli interessi arabi richiedono che venga creato un distinto "popolo palestinese" che si opponga al sionismo. Per motivi strategici, la Giordania, che è uno Stato sovrano con confini definiti, non può avanzare pretese su Haifa e Jaffa mentre, come palestinese, posso indubbiamente rivendicare Haifa, Jaffa, Beer- Sheva e Gerusalemme. Comunque, appena riconquisteremo tutta la Palestina, non aspetteremo neppure un minuto ad unire Palestina e Giordania".

Lo stesso giorno in cui Arafat firmò la "Declaration of Principles" nel giardino della Casa Bianca nel 1993, spiegò la sua azione alla TV giordana: "Visto che non possiamo sconfiggere Israele con la guerra, dobbiamo farlo in diverse tappe. Prenderemo tutti i territori della Palestina che riusciremo a prendere, vi stabiliremo la sovranità, e li useremo come punto di partenza per prendere di più. Quando verrà il tempo, potremo unirci alle altre nazioni arabe per l'attacco finale contro Israele".

L'immagine qui sotto dice: dal 1948 al 1967 l'Egitto possedeva Gaza e la Giordania possedeva la West Bank. Perché queste due nazioni non hanno offerto quella terra ai palestinesi come Stato, che è la stessa identica terra che loro adesso vogliono che Israele dia ad essi? Forse gli egiziani e gli giordani sapevano qualcosa che noi non sappiamo!

I palestinesi della Cisgiordania erano semplicemente cittadini giordani, come lo sono tuttora i palestinesi di Giordania, vale a dire i due terzi degli abitanti il Regno hascemita. Perché poi gli abitanti della Cisgiordania non abbiano mai rivendicato un loro Stato quando facevano parte della Giordania, e gli arabi di Gaza non abbiano fatto altrettanto durante l'occupazione egiziana, nessuno lo ha spiegato.

PS: si veda anche questo studio storico del 1695: Sorpresa, non esisteva il 'popolo palestinese', a Gaza 50% ebrei, 50% cristiani: guarda un pò, i palestinesi occupano Gaza!

http://www.informazionecorretta.com/mai ... 0&id=47231
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Re: politica di Israele

Messaggioda Salvatore Tarantino » sabato 27 luglio 2019, 20:14

Rispondo a l'agnostico che, citandomi, afferma che Israele sarebbe nato per volontà degli Usa e non di Dio.
Dio realizza la sua volontà anche per mezzo di uomini, talvolta buoni, talvolta malvagi.
Al mago Balaam fece pronunciare una delle più grandi benedizioni su Israele.
A Ciro re di Persia mise nel cuore di consentire al suo popolo di tornare nella propria terra.
Che sia il malvagio Balaam o il messia Ciro, il destino di Israele è nelle mani di Dio.
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Re: politica di Israele

Messaggioda Salvatore Tarantino » sabato 27 luglio 2019, 20:21

Concordo con anima salvata sulla laicità di Israele che non è conforme alla volontà di Dio.
Ciò però non costituisce motivo valido per le altre nazioni di mettere in dubbio la legittimità dell'esistenza dello Stato di Israele.
Questo peccato riguarda intimamente Israele e Dio.
La laicità di Israele conduce inevitabilmente il popolo a trovarsi in varie situazioni di grave peccato.
Accettare che in Gerusalemme vi sia una moschea al posto del tempio, o che gruppi di persone perverse, peggiori di quelle che vivevano a Sodoma e a Gomorra, scorazzino per le strade compiendo gesti e azioni indecenti, sono cose che certamente accendono l'ira di Dio.
D'altronde se Israele ristabilisse le leggi di Dio vivrebbe certamente in condizioni di maggiore sicurezza, godendo pienamente di tutte le benedizioni divine.
Ma arriverà anche quel momento.
Nel frattempo tutte le nazioni e tutti i popoli che maledicono e perseguitano Israele - e ciò viene "lasciato fare" da Dio - ricordino le parole bibliche "Guai all'Assiria, verga della mia ira".
Ognuno dovrà renderne conto.
Ultima modifica di Salvatore Tarantino il sabato 27 luglio 2019, 20:23, modificato 2 volte in totale.
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Re: politica di Israele

Messaggioda bgaluppi » sabato 27 luglio 2019, 20:22

Giusto, Salvatore. Israele oggi è tornato e sta tornando nella terra. Chi avrebbe mai detto che un'etnìa, sparpagliatasi in tutto il mondo due millenni fa, sarebbe sopravvissuta e addirittura rientrata nella terra di Palestina? Le cose accadono per i motivi più disparati, gli eventi non sono prevedibili, quello che conta è che Israele esiste ed è lì.
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Re: politica di Israele

Messaggioda bgaluppi » sabato 27 luglio 2019, 20:25

Concordo con anima salvata sulla laicità di Israele che non è conforme alla volontà di Dio.

La promessa, del resto, si è realizzata perché Dio è fedele, grazie alla fedeltà di Abraamo, non necessariamente perché Israele è rimasto tutto fedele a Dio. Voglio dire che una promessa di Dio non prevede clausole, si realizza e basta.
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Re: politica di Israele

Messaggioda L'agnostico » domenica 28 luglio 2019, 14:54

Rispondo a l'agnostico che, citandomi, afferma che Israele sarebbe nato per volontà degli Usa e non di Dio.
Dio realizza la sua volontà anche per mezzo di uomini, talvolta buoni, talvolta malvagi.
Al mago Balaam fece pronunciare una delle più grandi benedizioni su Israele.
A Ciro re di Persia mise nel cuore di consentire al suo popolo di tornare nella propria terra.
Che sia il malvagio Balaam o il messia Ciro, il destino di Israele è nelle mani di Dio.


Salvatore Tarantino rimango comunque scettico dato che attraverso la Bibbia potrei citarti molti esempi dove i popoli pagani sono stati spesso maledetti da Dio..

Tu mi parli di 2 persone un mago e un re..

Io di una nazione che ha preso la Bibbia e storpiata, guerrafondai che hanno le mani in pasta ovunque basta che hanno un introito
Per di più sono rientrati in una terra piena di mussulmani non certo una terra di pace ma in continuo stato di tensione e conflitto

Se mi dite che Dio si è servito degli Usa per aiutare Israele c'è parecchia incoerenza tra questo e gli insegnamenti biblici

Mi sembra che Dio anche se si servì di qualche uomo sbagliato lo fece per aiutare Israele non per metterla in difficoltà
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Re: politica di Israele

Messaggioda bgaluppi » domenica 28 luglio 2019, 16:29

L'agnostico, Israele fu messo in difficoltà nel II sec., quando fu espulso dalla sua terra in cui viveva. Fu messo in difficoltà durante la diaspora, periodo in cui gli ebrei venivano perseguitati dai cristiani. Fu messo in grande difficoltà durante la seconda guerra mondiale... Adesso non mi pare proprio in difficoltà, è uno dei paesi più liberali e più avanzati al mondo. In difficoltà sono tutti i paesi che per qualche motivo non desiderano una Israele forte e in possesso della terra. Io credo che Israele sia l'unico vero baluardo che abbiamo per difenderci sia fisicamente che ideologicamente dai mussulmani, che non hanno mai smesso di desiderare di islamizzare il mondo intero e mai smetteranno. Però i governi europei bisogna che decidano da che parte vogliono stare.
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Re: politica di Israele

Messaggioda animasalvata » domenica 28 luglio 2019, 16:57

L'agnostico

Dio si è servito di stranieri anche per punire Israele a volte e si è servito anche di pagani per far tornare Israele.
Sulla genesi del moderno stato di Israele concordo sul fatto che non sia stato Dio a mettere nella testa degli uomini dell'onu il pensiero di fondare questo stato anche se ciò rientra in un piano divino. Ed in effetti anche il male è una volontà permissiva che rientra in un piano divino. Credo che ci sia qualcos'altro dietro. Eppure è successo perche rientra nella volontà permissiva di Dio e questa è una fase transitoria.
Perche lo penso? Perche Israele odierno è uno stato laico. L'Israele di Dio come regno di Dio non può essere uno stato laico perche la legge di Dio riguarda la terra santa. La terra santa non può essere profanata da idolatrie oppure da un doppio stato palestinese-israeliana. Uno stato laico per natura andrebbe verso queste soluzioni: costruzioni di templi pagani,doppio stato. L'ONU e l'europa vogliono tutto ciò e ci riusciranno pure se Dio vuole permetterlo.
Se fosse stato Dio a mettere il pensiero negli uomini di fondare uno stato ebraico mi sarei aspettato un stato confessionale fin dal 1948. Credo che a Dio non piaccia lo stato laico in Israele. Quindi come poteva metterlo egli stesso quel pensiero nella ''testa dell'onu''?
E perche Dio ha permesso la costituzione di uno stato laico? Credo che siamo di fronte ad un altra e ultima prova per il popolo ebraico e credo che Dio lo abbia permesso anche per rendere nulli alla fine i piani delle nazioni su Israele.
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Re: politica di Israele

Messaggioda bgaluppi » domenica 28 luglio 2019, 17:17

Animasalvata, però la promessa fatta ad Abramo riguarda solo il possesso della terra da parte della sua discendenza (gli ebrei). È questo che si è realizzato (in parte). Che c'entra la politica e la laicità di Israele?
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Re: politica di Israele

Messaggioda animasalvata » domenica 28 luglio 2019, 17:18

bgalupi
L'ue e l'onu non sono a favore di Israele. Ed è possibile anche vi siano mele marce in Israele. L'ue e l'onu sono laiche. Non se ne importano della bibbia. Per loro la torah vale il corano e gli atei ebrei valgono quanti i credenti ebrei. Quindi per loro costruire moschee oppure fare uno stato palestinese è un obbiettivo mondiale che secondo loro è una pace laica. Se Israele dovesse diventare una babilonia idolatrica Dio se la prenderebbe prima con gli ebrei stessi e poi con gli stranieri. L'onu e l'ue sanno benissimo che lo scopo di uno stato palestinese è quello di distruggere Israele per cui favorire anche parzialmente dei terroristi invasori significa volere la fine di Israele. E hanno anche il coraggio di parlare di diritti umanitari per chi vuole la morte di altre persone. Lo stato odierno di Israele prima lo hanno creato e poi vorrebbero distruggerlo per eliminare gli ebrei.
Inoltre quando alla fine gli ebrei saranno tornati tutti, faranno pentimento e invocheranno Dio saranno attaccati dalle nazioni.

L'onu,l'usa e l'ue sono pro stato palestinese e lo fanno sfruttando i ''diritti'',la democrazia'',la ''laicita'' mettendo il naso in questioni che non riguardano loro. Sarebbe come se io volessi andare a comandare in casa altrui a tutti i costi in nome di ''diritti'' che non esistono.
Se in europa esistono stati europei completamente proIsraele questi sono messi in minoranza e ostracizzati dall'UE e dal Vaticano.
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