politica di Israele

Re: politica di Israele

Messaggioda Leviticus » lunedì 28 maggio 2018, 10:14

Io porrei l'accento sulla questione proprieta'della terra, un "banale" problema legale, ci sono dei contratti su cui si discute prima ancora della religione.
Non dimentichiamo che Tanack, Bibbia e Corano contengono soprattutto un sistema normativo legale tutt' ora vigente in certi paesi arabi.
Facciamo un esempio, Sentiamo spesso parlare della grotta di Makhpela' in televisione come oggetto di dispute territoriali, la grotta in questione e' in un sito meglio noto da noi come tomba dei patriarchi in localita' khevron.
Secondo rashi il nome makhpela'(che deriverebbe da kaful ovvero "doppio" in relazione al numero di sepolture possibili) e'riferibile solo alla grotta, mentre secondo ramban invece e'l'intera area a chiamarsi makhpela'.
In genesi e'descritto l'acquisto di abramo a caro prezzo della grotta e dell'area in cui si trova.
Gli arabi sostengono che la grotta appartenga a loro essendo discendenti di abramo attraverso ismaele.
Bisogna tenere presente pero' tre punti fondamentali, per prima cosa ismaele non poteva ereditare il sito in quanto figlio di una serva.
Ismaele non aveva alcun legame genetico con sara quindi nessun legame con la grotta che era stata comprata per la sua sepoltura.
Infine secondo il rebbe di lubavitch (fonte ebraica chassidim) in ogni caso la maggior parte degli arabi che ora risiedono in eretz israel(terra di israele) e dintorni non sono discendenti di ismaele come afferma ibn ezra (commento a bereshit 27.1).
Aggiungo io, c'e' quindi un problema di coerenza che l'esegesi araba o chicchessia dovrebbero chiarirci; se si ritiene veritiero genesi come e'scritto nel corano allora vuol dire che si ritengono valide le leggi, i contratti e il periodo storico tratteggiati nel testo quindi ricadiamo nei punti uno e due.
Se invece ci si vuole affidare ad altre fonti legali e/o storiche ( parte dell'archeologia, onu, unesco ecc.) vuol dire ignorare genesi a livello sia legale che religioso che va benissimo ma si sconfessa automaticamente anche il corano.
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Re: politica di Israele

Messaggioda Gianni » lunedì 28 maggio 2018, 10:30

:YMAPPLAUSE: Bravo Leviticus. Il tuo ragionamento non fa una piega.
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Re: politica di Israele

Messaggioda bgaluppi » lunedì 28 maggio 2018, 13:05

Mi associo a Gianni :YMAPPLAUSE:
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Re: politica di Israele

Messaggioda Salvatore Tarantino » sabato 8 giugno 2019, 9:03

Concordo con la risposta di Gianni sulla reale situazione storica e biblica della terra promessa.
La discussione sembra essere stata introdotta con evidenti pregiudizi.
Voglio rispondere a Massimo solo una cosa: contesto la conclusione che si tratti della solita guerra di religione.
Dalla parte degli islamici è una guerra di religione, dalla parte del popolo ebraico dovrebbe esserlo ma di fatto non lo è, poichè è stata posta su un piano diverso, ed è proprio questo l'errore del popolo ebraico davanti a Dio.
Se per Israele fosse una questione religiosa, avrebbe già spazzato via i nemici che si trovano in casa sua, avrebbe demolito tutte le moschee, avrebbe ricostruito il tempio, e così via.
Ha la capacità militare di farlo ma, soprattutto, ne ha l'approvazione di Dio.
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Re: politica di Israele

Messaggioda matteo97 » domenica 9 giugno 2019, 18:47

'The Arabs of Palestine began widely using the term Palestinian (al-Filasṭīniyyūn) starting in the pre–World War I period to indicate the nationalist concept of a Palestinian people. But after 1948—and even more so after 1967—for "Palestinians" themselves the term came to signify not only a place of origin but also, more importantly, a sense of a shared "past" and future in the form of a Palestinian state.'

Peter Marshall Fraser, The Term "Palestinian", in Encyclopædia Britannica, 9 settembre 2013.


'Gli arabi residenti in Palestina cominciarono ad usare sempre più spesso il termine palestinese (al-Filasṭīniyyūn) per indicare il concetto nazionalista di un popolo palestinese nel periodo precedente alla prima guerra mondiale. Tuttavia successivamente al 1948 -e ancor più dopo il 1967- per i "palestinesi" stessi il termine è divenuto a designare non solo il luogo di origine ma anche, e soprattutto, un senso di condivisione di un "passato" e un futuro nella forma di uno stato palestinese.'


Alla luce di questo scritto si facciano le dovute riflessioni storico-politiche.

Lo stato d’Israele è rinato per la volontà di Dio. Ho studiato la storia moderna di Israele, e ho potuto constatare che la "mano" di Dio è stata evidente. Certo, Dio si è servito anche di persone che non lo conoscevano per adempiere i suoi piani. Non è forse scritto che: "Il cuore del re, nella mano del SIGNORE, è come un corso d'acqua; egli lo dirige dovunque gli piace." (Prov. 21:1 N.R.)? Ed è quello che è accaduto infatti, Dio ha a suo tempo volto la mente di talune autorità nella direzione da Lui decretata per far sì che nascesse il moderno stato d’Israele.
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Re: politica di Israele

Messaggioda Gianni » domenica 9 giugno 2019, 19:00

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