Dottrine religiose

Dottrine religiose

Messaggioda bgaluppi » domenica 9 settembre 2018, 14:28

Apro questa discussione per raccogliere ed esaminare alla luce della Scrittura le dottrine religiose di ogni confessione e setta, onde creare un "database" di consultazione che può essere utile al lettore del forum che abbia dei dubbi da chiarire e domande a cui trovare risposta. Riporto, come primo esempio, quanto ho scritto in un'altra cartella:

viewtopic.php?f=5&t=1574&p=55332#p55330

IL DIVIETO DI TRASFUSIONE DI SANGUE

Questo tema è molto importante, perché riguarda la vita o la morte della persona. I Testimoni di Geova rifiutano le trasfusioni di sangue, e giustificano questa scelta come dettata da alcuni comandamenti biblici. Sul loro sito, rispondendo alla domanda “Perché i TdG non accettano le trasfusioni di sangue?”, affermano:

“È una questione di natura religiosa, non medica. Sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento troviamo il chiaro comando di astenerci dal sangue (Genesi 9:4; Levitico 17:10; Deuteronomio 12:23; Atti 15:28, 29). Inoltre agli occhi di Dio il sangue rappresenta la vita (Levitico 17:14). Pertanto non accettiamo il sangue non solo per ubbidienza a Dio, ma anche in segno di rispetto per lui in quanto Datore di vita.”


Vediamo innanzitutto cosa dicono e a cosa fanno riferimento i versetti biblici su cui i TdG fondano il loro divieto di trasfusione di sangue:

Non mangerete carne con la sua vita, cioè con il suo sangue” — Gn 9:4
“Se un uomo della casa d'Israele, o uno degli stranieri che abitano in mezzo a loro mangia qualsiasi genere di sangue, io volgerò la mia faccia contro la persona che avrà mangiato del sangue, e la eliminerò dal mezzo del suo popolo.” — Lv 17:10
“Guàrdati assolutamente dal mangiarne il sangue, perché il sangue è la vita, e tu non mangerai la vita insieme con la carne” — Dt 12:23
“Infatti è parso bene allo Spirito Santo e a noi di non imporvi altro peso all'infuori di queste cose, che sono necessarie: di astenervi dalle carni sacrificate agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati, e dalla fornicazione; da queste cose farete bene a guardarvi.” — At 15:28,29
“Perciò ho detto ai figli d'Israele: 'Nessuno tra voi mangerà del sangue; neppure lo straniero che abita fra voi mangerà del sangue'. E se uno qualunque dei figli d'Israele o degli stranieri che abitano fra loro prende alla caccia un quadrupede o un uccello che si può mangiare, ne spargerà il sangue e lo coprirà di polvere; perché la vita di ogni carne è il sangue; nel suo sangue sta la vita; perciò ho detto ai figli d'Israele: «Non mangerete il sangue di nessuna creatura, poiché la vita di ogni creatura è il suo sangue; chiunque ne mangerà sarà eliminato».” — Lv 17:12-14

Tutti i versetti che i TdG citano a sostegno del divieto di trasfusione fanno riferimento unicamente all'atto di mangiare il sangue o la carne viva di animale, che certamente non può essere paragonato al ricevimento di sangue umano per trasfusione con l'intento di salvare una vita. Anche i vv. di Atti fanno riferimento al consumo di sangue e carne, poiché è detto di astenersi “dal sangue, dagli animali soffocati”, ed è ovvio che si faccia riferimento all'astensione dal mangiare il sangue e gli animali soffocati, poiché non esiste altro modo in cui ci si possa “astenere da un animale soffocato” e poiché questo è il senso espresso dai comandamenti della Torah. Tale atto di ematofagia veniva praticato comunemente e per motivi vari nelle antiche società pagane con cui il popolo di Israele venne in contatto e includeva anche il consumo rituale di carne e sangue umani.

Se il giusto senso dei versetti della Torah citati dai TdG non fosse ancora chiaro, ci viene in aiuto un grande conoscitore della lingua ebraica e della Scrittura... il maestro Rashi, che commenta Gn 9:4:

“Egli proibiva loro [di mangiare] un arto [tagliato via] da una creatura vivente; cioè, finché la sua anima è in essa [finché è viva], non mangerai la carne. - [cioè, se l'arto viene tagliato dall'animale mentre è vivo, è vietato mangiarlo anche dopo la morte dell'animale.]”

E su Lv 17:10, in cui è specificato il divieto di mangiare “qualsiasi” sangue, commenta:

“Poiché la Scrittura dice: "[poiché è il sangue] che espia l'anima" (versetto successivo), si potrebbe pensare che una persona è responsabile solo [mangiando] il sangue delle cose santificate, [che attualizzano l'espiazione]. La Scrittura, quindi, dice qui, "qualsiasi sangue" [per includere anche il sangue di animali comuni]. [Kereithoth 4b]

Dunque, il divieto è relativo unicamente alla consumazione del sangue animale, sia esso santificato o no (e ovviamente umano, che non è tema di discussione) e alla consumazione di carne viva, strappata da animale ancora in vita.

Non è possiblie dunque applicare questi versetti alla trasfusione del sangue di un altro essere umano in vena, che ha lo scopo di salvare la vita. Oltretutto, il sangue ingerito viene digerito, mentre il sangue ricevuto per trasfusione resta “vivo”, ma non è questo il punto. I TdG vietano le trasfusioni in virtù dei versetti sopra, che parlano di tutt'altra cosa.

Un'ultima considerazione, che esula dalla confutazione spicciola della credenza dei TdG, va fatta sul fatto che essi rifiutano le trasfusioni “in segno di rispetto per lui [Dio] in quanto Datore di vita”. È proprio l'importanza della salvaguardia di una vita — che è dono di Dio — che rende la trasfusione necessaria in certi casi in cui, altrimenti, quella vita andrebbe persa. Il fatto che una persona non salvaguardi la sua stessa vita nel caso ci sia la possibilità di farlo, vita che ha ricevuto come dono da Dio, e si lasci morire senza una valida motivazione (che potrebbe essere quella di salvare un'altra vita in pericolo), rifiutando una trasfusione necessaria alla sopravvivenza a motivo di una credenza religiosa non suffragata dalla Bibbia, è un atto di offesa a Dio. È più comprensibile e degno di compassione chi desidera smettere di vivere a motivo di una malattia o di una condizione che gli provoca atroci sofferenze e lo rende incapace di svolgere le funzioni basiche che un essere umano deve svolgere, come parlare, camminare, lavarsi, mangiare... Ma qui il discorso si fa troppo complesso...
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