Forma della terra nella bibbia

Re: Forma della terra nella bibbia

Messaggioda Tichico » domenica 24 giugno 2018, 3:28

Lascio parlare gli addetti ai lavori. :-)
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Re: Forma della terra nella bibbia

Messaggioda Gianni » domenica 24 giugno 2018, 3:55

:-)
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Re: Forma della terra nella bibbia

Messaggioda chelaveritàtrionfi » domenica 24 giugno 2018, 9:30

:-) :-) :-) :-) :d

Ancora la ricerca continua. Considerando il titolo della cartella "bibbia e"... verranno prese in considerazione le nuove teorie della terra a globo partendo dalla filosofia dei greci fino ai giorni nostri.

Da notare che nonostante girassero da secoli le teorie sulla terra a globo, gli autori biblici rimasero fermi nella credenza della terra piatta. Ciò si può anche riscontrare nelle scritture greche :

Matteo 4:8 Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria


Apocalisse 7:1
Dopo questo, vidi quattro angeli che stavano in piedi ai quattro angoli della terra, e trattenevano i quattro venti della terra perché non soffiassero sulla terra, né sopra il mare, né sugli alberi.



Apocalisse 20:8
e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro angoli della terra, Gog e Magog, per radunarle alla battaglia: il loro numero è come la sabbia del mare.


Le filosofie greche erano supportate da calcoli matematici come quelli di Archimede (opera : i corpi galleggianti) che matematicamente mostrava come gli oceani prendessero la forma di globo . Tuttavia si trattava di teorie. Anche nel medio evo continuavano ad esservi entrambe le visioni . C 'era chi rimaneva fedele al testo biblico che descriveva una terra piatta e chi si affidava alla scienza del tempo in cui i concetti cambiavano continuamente.
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Re: Forma della terra nella bibbia

Messaggioda Alen.chorbah » domenica 24 giugno 2018, 11:51

chelaveritàtrionfi ha scritto:Fermati o sole, Giosuè capitolo 10

La curiosità è che esiste anche una leggenda di una notte in Perù durata circa 20 ore.

Antonio de Montesinos, frate dominicano, missionario nell’isola di Hispaniola e studioso dei popoli andini, vissuto a cavallo tra il 1400 e il 1500, scrisse che in Perù, durante il regno di Titu Yupanqui Pachacùtec II, il quindicesimo monarca dell’Antico Impero, nel terzo anno del suo regno, quando «le buone usanze furono dimenticate e il popolo si diede ad ogni forma di vizio, non vi fu alba per venti ore». In altre parole, la notte non terminò al momento dovuto e il sorgere del Sole fu ritardato di venti ore. Dopo grandi atti di disperazione, confessione dei peccati, sacrifici e preghiere, infine il Sole sorse.
Oltre alla leggenda riportata da Montesinos, anche altri popoli precolombiani (tra cui quelli dell’America del nord) tramandarono il ricordo di una “lunga notte”


Esattamente come nel caso di Giosuè. Non ci fu alba per un giorno intero. Tutti pensano si tratti di un tramonto.
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Re: Forma della terra nella bibbia

Messaggioda chelaveritàtrionfi » domenica 24 giugno 2018, 21:15

Dalla terra Piatta al Globo

Prima parte.

L’osservazione del cielo è una pratica antichissima documentata nello studio delle grandi popolazioni come : sumeri, egizi, babilonesi, maya, incas, greci, indiani, cinesi…
In tutto il mondo gli uomini osservavano il cielo, studiavano la posizione degli astri, i cicli lunari ecc.. imparando a segnare il tempo, i mesi e le stagioni costruendo dei calendari molto accurati. Oltre a “mappare” le stelle, lo studio del cielo portava dei vantaggi anche per l’agricoltura. Per esempio conoscendo le posizioni di alcune stelle, vi era la possibilità di differenziare l’alimentazione, costituire scorte, stabilire insediamenti umani fissi nei territori ecc.. e con l'osservazione dei cicli lunari, stabilire le festività religiose ciascuno in base alle proprie divinità. Questa pratica ricopriva fondamentale importanza.

Oggi conosciamo i termini come scienza, astronomia ecc.. che una volta non esistevano.


Per scienza si intende un sistema di conoscenze ottenute attraverso un'attività di ricerca prevalentemente organizzata e con procedimenti metodici e rigorosi (il metodo scientifico), avente lo scopo di giungere, attraverso delle prove, ad una descrizione, verosimile, oggettiva e con carattere predittivo, della realtà e delle leggi che regolano l'occorrenza dei fenomeni.
(Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)



Metodo sperimentale. Procedimento che si affermò nell'indagine scientifica a partire dagli inizi del 17° secolo. Consiste nel sottoporre le ipotesi scientifiche a procedure di controllo sperimentale, che servono a confermarle (nel qual caso le ipotesi si trasformano in leggi scientifiche) o a confutarle. Teorizzato da F. Bacone e, in modo assai più sistematico, da G. Galilei, il m.s. si è affinato nel 19° e 20° sec., riproponendo la contrapposizione tra una concezione induttiva (sostenuta, per es., da J.S. Mill) e una ipotetico-deduttiva (difesa da W. Whewell). Nel Novecento tale contrapposizione si è rinnovata nella filosofia della scienza con la controversia tra i positivisti logici e la teoria del metodo scientifico di K.R. Popper.
(Da Enciclopedia Treccani)


L'astronomia è la scienza che si occupa dell'osservazione e della spiegazione degli eventi celesti. Studia le origini e l'evoluzione, le proprietà fisiche, chimiche e temporali degli oggetti che formano l'universo e che possono essere osservati sulla sfera celeste.
Etimologicamente, La parola "astronomia" proviene del latino astronomĭa, che a sua volta proviene del greco ἀστρονομία ('astronomia' composta da ἄστρον 'astron' «stella» e da νόμος 'nomos' «legge, norma»)

(Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

Nonostante queste definizioni sono abbastanza recenti, li utilizzeremo spesso per capire di cosa stiamo parlando.
L'investigazione della volta celeste ha costituito da sempre un importante legame tra cielo e terra, tra uomo e Divinità. Ci furono popolazioni molto evolute nell’osservazione del cielo, come gli egiziani. Il trascorrere della vita in Egitto era fortemente legato a quella del fiume Nilo e delle sue periodiche alluvioni, le quali avvenivano con una certa costanza (in genere ogni 11 o 13 lunazioni). Gli egiziani si accorsero che l'inizio delle inondazioni avveniva quando si alzava nel cielo la stella Sirio ("Sopdet") con un errore di 3-4 giorni al massimo. Già dal 3000 a.C. gli egizi avevano in uso la divisione delle ore (immaginate come divinità) diurne e notturne in dodici parti ciascuna: per le ore diurne usavano regolare il tempo con le meridiane, mentre per le ore notturne si servivano di un orologio stellare, ovvero osservavano le posizioni di 24 stelle brillanti. Che quella egizia fosse una civiltà molto evoluta, lo possiamo apprendere anche studiando le piramidi ed altri monumenti fortemente allineati secondo la posizione delle stelle.

Non solo gli antichi egizi ma anche tutte le altre antiche popolazioni citate all'inizio (sumeri, babilonesi, incas, indiani, maya , cinesi... ecc) erano esperte nell'osservazione del cielo (ovviamente senza l'utilizzo di strumentazioni). Per molti millenni si credette nella terra piatta.
Ogni popolo , nonostante avesse un concetto comune (terra piatta), la descriveva in maniera diversa

Il concetto di sfericità della Terra risale all'antica filosofia greca intorno alla fine del VI secolo a.C. ma rimase una questione di speculazione filosofica fino al III secolo a.C., quando l'astronomia ellenistica stabilì la forma sferica della Terra come un dato fisico. (Wikipedia)

E’ quindi un concetto abbastanza recente. C’è anche da dire che prima di questa epoca anche i greci credevano in una terra piatta. Infatti secondo il greco Talete la Terra è un cilindro appiattito che galleggia "come un pezzo di legno" sull’oceano, la cui acqua è principio e origine di ogni cosa; l’aria formata a sua volta dall’evaporazione di tale acqua. L’agitazione dell’acqua causerebbe i terremoti.
La volta celeste delimita il mondo al di sopra, mentre nulla si dice sul limite inferiore o sul supporto dell’Oceano; ma evidentemente l’acqua, essendo il principio di ogni cosa non ha bisogno di qualcosa che la sostenga.


Anassimandro credeva che la Terra, di forma simile ad un cilindro, fosse in equilibrio al centro del Mondo; che il cielo fosse di natura ignea e di forma sferica e che racchiudesse l’atmosfera "come una corteccia di forma sferica circonda l’albero"; tra i vari strati di questo involucro sarebbero situati a diverse distanze il Sole, la Luna e le stelle: il Sole si troverebbe a distanza maggiore, mentre le stelle fisse sarebbero più vicine a noi.


La prima filosofia di sfericità , nonostante si citi Pitagora, in realtà è da attribuire a
Parmènide di Elea . Parmenide nacque in Magna Grecia, ad Elea (Velia in epoca romana, oggi Ascea), da una famiglia aristocratica. L'unica opera di Parmenide è il poema in esametri intitolato Sulla natura, di cui alcune parti sono citate da Simplicio in De coelo e nei suoi commenti alla Fisica aristotelica, da Sesto Empirico e da altri scrittori antichi. Di tale poema ci sono giunti ad oggi diciannove frammenti, alcuni dei quali allo stato di puro stralcio, che comprendono un Proemio e una trattazione in due parti: La via della Verità e La via dell'Opinione; di quest'ultima abbiamo solo pochi versi. Parmenide paragona l'Essere a una sfera perfetta, sempre uguale a se stessa nello spazio e nel tempo, chiusa e finita (per gli antichi greci il finito era sinonimo di perfezione). La sfera è infatti l'unico solido geometrico che non ha differenze al suo interno, ed è uguale dovunque la si guardi (Da Wikipedia)
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Re: Forma della terra nella bibbia

Messaggioda chelaveritàtrionfi » giovedì 28 giugno 2018, 23:29

Seconda parte.

Tratto da : wikipedia, ppp.unipv.it


Parmenide paragona l'Essere a una sfera perfetta, sempre uguale a se stessa nello spazio e nel tempo, chiusa e finita (per gli antichi greci il finito era sinonimo di perfezione). La sfera è infatti l'unico solido geometrico che non ha differenze al suo interno, ed è uguale dovunque la si guardi.

L’idea di sfera (globo) è il centro della filosofia di Parmenide.

Eudosso di Cnido (408 a.C. – 355 a.C.) introdusse il concetto di sfere omocentriche, ossia di un universo diviso in sfere aventi un unico centro di rotazione in cui si trovava la Terra; in ogni sfera vi era poi un pianeta con un moto circolare ed uniforme differente da quello degli altri.


Aristotele (384 o 383 a.C. – 322 a.C.) fu la causa dello stallo astronomico per quasi 2000 anni. Egli attribuì una realtà fisica alle sfere di Eudosso, alle quali ne aggiunse altre per sopperire alle evidenze osservative. Ipotizzò un complicato sistema di 55 sfere animate da un motore immobiledal quale partiva l'impulso al moto di tutte le sfere, mentre l'attrito contribuiva a creare un moto differente per ogni sfera.

Eraclide Pontico Eraclea Pontica, (385 a.C. – Atene, 322 a.C.o 310 a.C.) è stato un filosofo e astronomo greco antico, contemporaneo di Eudosso di Cnido. Eraclide ritenne che l'apparente moto giornaliero degli astri si dovesse alla rotazione della Terra sul suo stesso asse una volta al giorno. Questa opinione contraddiceva il modello aristotelico dell'universo per cui la Terra era immobile al centro dell'universo, le stelle fisse si muovono all'unisono attorno alla terra e i pianeti (stelle "erranti") si muovono ognuno di un moto proprio



Ma fu Aristarco di Samo (Samo, 310 a.C. circa – 230 a.C. circa) il primo ad avere introdotto una teoria astronomica nella quale il Sole e le stelle fisse sono immobili mentre la Terra ruota attorno al Sole percorrendo una circonferenza. Sappiamo inoltre che Aristarco concordava con Eraclide Pontico nell'attribuire alla terra anche un moto di rotazione diurna attorno ad un asse inclinato rispetto al piano dell'orbita intorno al Sole (l'ultima ipotesi giustificava l'alternarsi delle stagioni).
Secondo la testimonianza di Plutarco, mentre Aristarco proponeva l'eliocentrismo come un'ipotesi, questo era una netta convinzione per Seleuco di Seleucia. La teoria eliocentrica era stata rifiutata con forza un secolo prima da Platone e dal suo allievo Aristotele.



L’ultimo grande astronomo dell’antichità fu Claudio Tolomeo (100 circa – 175 circa.) La sua fama è stata tramandata principalmente grazie al libro L'Almagesto(Mathematikè Syntaxis). I libri dell'Almagesto sono un riepilogo di tutto il sapere del passato ed erano talmente completi da divenire in breve tempo un riferimento duraturo per i secoli futuri. In essi Tolomeo riprese e riadattò le vecchie teorie astronomiche alle nuove scoperte: stabilì il sistema geocentrico come punto irremovibile delle sue idee, dal quale giustificò il moto dei pianeti con le teorie di Apollonio ed Ipparco usando epicicli e deferenti; e nel cercare di creare un modello quanto più preciso possibile, ma soprattutto che non differisse dalle osservazioni, introdusse il concetto di equante, perfezionando l'ipotesi dell'eccentrico di Apollonio. Con questo "stratagemma" Tolomeo riuscì a non discostarsi troppo dai principi aristotelici di circolarità delle orbite e di costanza del moto: difatti, l'eccentricità fa apparire il moto degli astri non costante quando osservato dalla Terra, mentre in realtà risulta continuo. Fu anche con questo sistema che riuscì a giustificare tutti i moti dei pianeti, anche quelli retrogradi, rispetto alla volta celeste. Creò un catalogo stellare con 1028 stelle usando le carte di Ipparco con cui divise il cielo in costellazioni, tra le quali le 12 dello zodiaco, usando il metodo delle magnitudini stellari.

Anche Claudio Tolomeo , 4 secoli dopo, respinse la teoria di Aristarco dell’eliocentrismo. Le sue concezioni dominarono incontrastate la tarda antichità e il medioevo.

Le teorie delle sfere rotanti e del globo originano quindi dai greci pochi secoli prima di Cristo. Nei secoli successivi sono documentate le opposizioni di alcuni teologi come: Lattanzio, Basilio Magno, Teodoro di Tarso ecc.. (evidentemente non tenute in considerazione perchè questi non erano astronomi; non per questo si possono considerare persone prive di intelletto)

Lattanzio (250–320), «C'è qualcuno di buon senso che creda che ci siano uomini i cui piedi siano più in alto delle loro teste? Che il grano e gli alberi crescano verso il basso? Che la pioggia, la neve e la grandine cadano verso l'alto? Io resto senza parole verso coloro che, avendo sbagliato una volta, perseverano nella loro follia e difendono una cosa vana con un'altra.»

Severiano, vescovo di Gabala in Siria e antagonista di Giovanni Crisostomo (morto nel 408), fu un altro seguace della scuola letteralista siriana e cercò di descrivere l'universo in accordo con il primo capitolo della Genesi, perciò scrisse esplicitamente:
«La Terra è piatta e il Sole non passa al di sotto di essa di notte, ma si sposta attraverso le zone settentrionali come se fosse nascosto da un muro.»

Il dibattito sulla terra continuò anche in seguito. Nel basso medioevo la teoria della sfericità della terra venne divulgata attraverso la trasmissione diretta dei testi dell’antichità greca (Aristotele) e tramite autori come Isidoro di Siviglia e Beda il vulnerabile. Ma principalmente con l’aumento dello scolasticismo.

Ma verso la fine del XIV secolo si documenta la crisi del pensiero scientifico aristoleico. In particolare Buridano (1300 - 1385) ed Oresme (1323 - 1382), analizzando con nuovo spirito critico le argomentazioni di Aristotele per quanto riguarda l'immobilità della Terra, portarono buoni argomenti in favore dell'impossibilità di dimostrare che la Terra fosse di necessità il centro immobile dell'Universo.
La nascente filosofia neoplatonica e neopitagorica portò inoltre una nuova fede nella possibilità di scoprire nella natura semplici regolarità aritmetiche e geometriche e una nuova concezione del Sole come sorgente di ogni principio e forza vitale dell'Universo.
Sul culto del Sole ebbe un ruolo importante la tradizione ermetica, specialmente dopo la traduzione dal greco dei libri di Ermete Trismegisto da parte di Marsilio Ficino (1433 - 1499) che scrisse tra l'altro u un libro dal titolo De Sole.

Anche se l'idea del Sole immobile al centro dell'Universo cominciava ad essere avanzata da vari pensatori, Copernico (1473 – 1543) fu il primo a costruire su questa ipotesi un sistema planetario completo ed autonomo in grado di poter prevedere tutti i fenomeni celesti. Niccolò Copernico fu astronomo, giurista, medico e prete. Egli propose un modello di tipo eliocentrico : intorno al Sole, immobile, ruotano nell'ordine Mercurio, Venere, la Terra con la Luna, Marte, Giove ed infine Saturno. Tutto intorno si trovano le stelle, immobili, il cui moto diurno rispetto alla Terra è apparente in quanto dovuto alla rotazione della Terra intorno a se stessa. Allo stesso modo è apparente il moto diurno del Sole e così pure quello annuo, dovuto quest'ultimo al moto della Terra intorno al Sole. E così per i cinque pianeti.
Quando queste idee varcarono i limiti della cerchia ristretta degli specialisti, astronomi e matematici, esse suscitarono polemiche asprissime. Già nella seconda metà del XVI secolo diversi letterati e filosofi si scagliarono contro l'assurdità della nuova teoria, per il suo palese contrasto con la cultura tradizionale. Questa posizione fu subito appoggiata e condivisa dalla nascente chiesa protestante (Lutero e Calvino).
La reazione della chiesa cattolica, in conseguenza delle sue tradizioni abbastanza liberali nei confronti delle idee scientifiche (si ricordi che Copernico era un ecclesiastico e che dedicò la sua opera al papa Paolo III) si fece sentire molti anni più tardi, ma fu più violenta. Nel 1616 fu proibito l'insegnamento di ogni teoria eliocentrica e le opere di Copernico vennero messe all'indice. Nel 1632 l’Inquisizione costrinse Galileo alla famosa abiura.

Ticho Brahe (1546 - 1601) fu il più grande astronomo osservatore ad occhio nudo di tutti i tempi. Convinto che una scelta in favore di uno dei due sistemi poteva essere fatta solo sulla base di misure più precise della posizione degli astri, realizzò per più di vent'anni un vasto programma di misure che condusse di persona, con nuovi e grandiosi strumenti da egli stesso progettati, nell'osservatorio di Uranibog, sull'isola di Hven, appositamente costruito.
Le successive scoperte di Keplero non avrebbero potuto essere realizzate senza tale grande messe di dati.
Giovanni Keplero (adattamento di Johannes von Kepler; Weil der Stadt, 27 dicembre 1571 – Ratisbona, 15 novembre 1630) è stato un astronomo, astrologo, matematico, cosmologo, teorico musicale, filosofo della natura e teologo luterano tedesco, che scoprì empiricamente le omonime leggi che regolano il movimento dei pianeti.
Professore di materie scientifiche in diverse università della Germania e dell'Austria e protetto dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo II, Keplero fu un convinto sostenitore del sistema copernicano e contemporaneo di Galileo Galilei.


Brahe non accettò il sistema copernicano, ma neppure quello tolemaico di cui mise in evidenza grosse inesattezze. Egli propose un nuovo modello che ben presto sostituì quello tolemaico presso tutti quegli astronomi che non volevano accettare il movimento della Terra.
Tutti e cinque i pianeti ruotano intorno al Sole, il quale a sua volta ruota intorno alla Terra, ancora ferma al centro dell'Universo. Le dimensioni e i periodi delle orbite sono gli stessi di quelli calcolati da Copernico, salvo lo scambio dell'orbita della Terra con quella del Sole.
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