Presunti errori storici nei Vangeli

Re: Presunti errori storici nei Vangeli

Messaggioda Besàseà » martedì 10 gennaio 2017, 12:56

bgaluppi ha scritto:Besasea, in merito a Dn 7:13 ho voluto fare alcune domande ad un rabbi di Chabad-Lubavitch. Ecco la sua risposta (in inglese):

Fai sempre bene a chiedere, ma hai tralasciato il mio messaggio precedente a questo tuo. Il rabbino, per quello che ne sa, ti ha risposto bene. Solo che le interpretazioni che ti ha indicate sono errate perché vanno contro il testo stesso di Daniel, in cui è già stata fissata la sua interpretazione ricevuta in sogno. Tali interpretazioni non vanno oltre il medioevo e rappresentano un segno di buona volontà degli ebrei per mantenere buoni i rapporti con i cristiani. Per gli ebrei le interpretazioni dei testi sacri non hanno un peso teologico e nell'ebraismo, la venuta del messia non rappresenta la centralità. Per il cristianesimo invece sono la sua stessa sostanza e sussistenza. Per mantenere tale sussistenza la storia del cristianesimo è piena di abusi e di sangue versato. Ti consiglio di studiare bene tutto ciò che ha a che fare con le censure. Chissà se non scoprirai che il kebar Enash è una di quelle?
Per me valgono solo le opere scritte in ebraico.
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Re: Presunti errori storici nei Vangeli

Messaggioda Besàseà » martedì 10 gennaio 2017, 14:22

Gianni ha scritto:
Caro Besaseà, prendo atto che tu non sia influenzato da nessuna corrente di pensiero e che ti riferisca solo ai testi. Ribadisco che la tua interpretazione del simile al figlio d’uomo danielico è del tutto conforme al contesto.
Hai ovviamente tutto il diritto di rifiutare quindi l’applicazione a Yeshùa. Ciò che intendo sottolineare è però altro. Ho cercato di esprimerlo facendo riferimento alla presentazione biblica che il Tanàch fa del Messia: si passa dal re vittorioso che ristabilisce l’unità politica e spirituale d’Israele al servo sofferente di Yhvh.

Il Re Messia biblico rimane un personaggio politico e umano e così anche in tutte le epoche dell'ebraismo. Rappresenta, in una prima fase, la ricostituzione nazionale, cosa che è avvenuta nel 1948 con la costituzione dello Stato di Israel. Il compimento delle profezie bibliche è sotto gli occhi di tutti.

Tornando alle interpretazioni, che si potrebbe dire di Sara e di Agar? Ciò che la Bibbia dice, ovviamente. Eppure, senti che ne disse il beniaminita Shaùl di Tarso: “Sta scritto che Abraamo ebbe due figli: uno dalla schiava e uno dalla donna libera; ma quello della schiava nacque secondo la carne, mentre quello della libera nacque in virtù della promessa. Queste cose hanno un senso allegorico; poiché queste donne sono due patti; uno, del monte Sinai, genera per la schiavitù, ed è Agar. Infatti Agar è il monte Sinai in Arabia e corrisponde alla Gerusalemme del tempo presente, che è schiava con i suoi figli. Ma la Gerusalemme di lassù è libera, ed è nostra madre. Infatti sta scritto:
«Rallègrati, sterile, che non partorivi!
Prorompi in grida, tu che non avevi provato le doglie del parto!
Poiché i figli dell'abbandonata saranno più numerosi
di quelli di colei che aveva marito» [Isaia 54:1].
Ora, fratelli, come Isacco, voi siete figli della promessa. E come allora colui che era nato secondo la carne perseguitava quello che era nato secondo lo Spirito, così succede anche ora. Ma che dice la Scrittura? «Caccia via la schiava e suo figlio; perché il figlio della schiava non sarà erede con il figlio della donna libera» [Genesi 21:10]. Perciò, fratelli, noi non siamo figli della schiava, ma della donna libera”. - Gal 4:22-31.

La citazione di Genesi 21:10, fatta da Shaul di Tarso, non rispecchia il testo biblico. Il testo ebraico non ha "donna libera".
Ishmael, figlio di Agar rappresenta il popolo arabo.

Vedi, ad esempio, l’esasperazione del divieto di cuocere un capretto nel latte materno, portato all’estremo separando rigorosamente tutti i lattici dalle carni non solo nell’alimentazione kashèr ma perfino nell'uso delle posate e delle stoviglie.

Lo tevashel ghedì bachalev immò, non cuocerai capretto nel latte di sua madre è un'espressione idiomatica che ha senso solo in ebraico, in aramaico non ha senso ed infatti il targum non l'ha tradotta, ma ha tradotto il suo senso: לא תיכלון בסר, בחלב. la teclun besar bechalav, non mangerete carne nel latte. Se così non fosse, il termine chalev, anziché latte assumerebbe il senso di un tipo di grasso animale. Nota bene:
לא-תזבח על-חמץ, דם-זבחי; ולא-ילין חלב-חגי, עד-בקר. יט ראשית, בכורי אדמתך, תביא, בית יהוה אלהיך; לא-תבשל גדי, בחלב אמו.

Intendo solo dire, Besaseà, che se ci atteniamo esclusivamente alla lettera dei testi sacri, il Tanàch diventa un libro di storia. Certo può essere letto anche così, ma così la fede non vi ha alcun ruolo.

Il Tanach è un insieme di poemi ad uso esortativo per la lettura pubblica, non ha mai avuto funzione normativa. Il "sola scriptura" è un'invenzione cristiana che ha fatto del Tanach un libro ad uso religioso come fonte normativa di una religione.
Per me valgono solo le opere scritte in ebraico.
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Re: Presunti errori storici nei Vangeli

Messaggioda bgaluppi » lunedì 10 luglio 2017, 10:47

Sul fatto che un sommo sacerdote passato era ancora considerato tale e poteva sostituire quello in carica, vedere Mishnah Megillah 1, qui (p.229):

http://www.emishnah.com/moed2/Megillah/1.pdf
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