Filosofia e fede.

Volalibera
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Mentalità che danneggiano la fede.

Messaggio da Volalibera »

Talvolta si sente dire che le disgrazie del mondo e le catastrofi naturali(terremoti,alluvioni) sono castighi divini per chissà quali colpe;si dice che Dio fa morire e soffrire bambini e gente innocente(come un burattinaio che mette in scena una storia). Ritengo che Dio non sia sadico e vendicativo(come l'uomo) e che le disgrazie siano la conseguenza o di una condotta errata dell'uomo o di una Natura di questa Terra con leggi ben precise,soggetta anche a sconvolgimenti.L'uomo vive in questo mondo provvisorio,in una situazione provvisoria in cui la materia(anche il nostro stesso corpo)subisce corruzione e del cui andamento è purtroppo sovrano il male.Le chiese che dovrebbero aiutare l'uomo sono in parte corrotte con i loro dogmi,culti e imposizioni.Le idee di Cristo nella loro originalità e semplicità(fuori dalle varie teologie) sono poco seguite.Nel corso dei secoli le chiese( dalla cattolica a tutte le altre)hanno preso il posto di Dio(quello centrale) ed il Nome di Cristo è diventato strumento di giustificazione per conservare un certo prestigio.Che cosa la chiesa non ha avvallato ,legittimato e sanzionato in 2000 anni di Cristianità!Quante strane idee,usanze e disposizioni non ha approvato o negato!Gesù,diventato il garante dell'apparato ecclesiastico in materia di fede,morale e disciplina,ha perduto consensi dalle persone che hanno confuso Dio e il Cristo con un'istituzione umana.Questo è stato un grosso danno per il messaggio di Gesù perchè tanti hanno perso la fede o non l'hanno mai acquistata o hanno seguito strade secondarie lontano da Dio sperando di trovare i valori perduti.Anche vedere Dio come uno che punisce è frutto degli insegnamenti sbagliati delle chiese.Le divinità pagane incutevano terrore perchè considerate nemiche dell'uomo,esseri implacabili a cui si dovevano offrire sacrifici per evitare castighi.Cristo ha cambiato il modo di vedere Dio:lo ha presentato come un Genitore che provvede a tutto,perdona,consola,cura le ferite,non vuole lotte tra fratelli.Tutto ciò che l'uomo deve fare è avere fiducia in questo Dio,ascoltarlo,gestire la Natura nel modo migliore con le possibilità che Dio stesso ci ha dato(senza inquinare,fare guerre o vita sregolata).Dio vuole essere amato e non studiato.Voler studiare Dio con la teologia,volerlo inquadrare con dogmi da imporre a tutti è una forma di orgoglio e di superbia.L'uomo non avrà mai la capacità di capire Dio ma sarà sempre in grado di amarlo.
Volalibera
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Bene-dire e bene-fare!

Messaggio da Volalibera »

Nel Vangelo si legge"Ascoltate le mie parole e mettetele in pratica".Ascoltare è facile,mettere in pratica è un po' più difficile.Le nostre azioni quotidiane basate sugli insegnamenti di Cristo(bontà,comprensione,giustizia,onestà ecc.)non valgono solo per noi ma devono costituire un valido ESEMPIO per gli altri affinché facciano lo stesso e amino Dio.Gesù ha PERFEZIONATO una fede imperfetta, ha portato a compimento ciò che era incompleto: non basta non uccidere materialmente,anche una parola offensiva è un'uccisione;non basta non tradire un coniuge poiché anche il desiderio è tradimento.Il male che è dentro di noi già nelle intenzioni va STRAPPATO radicalmente anche a costo di sminuire la nostra persona.Strappare un occhio o una mano è un senso figurato per dire che a quell'occhio e a quella mano non si deve dare più alcuna importanza se portano al male,come se non esistessero più(non pensare più a ciò che quell'occhio e quella mano ti fanno fare). Non basta non mentire o non giurare il falso; è necessario non giurare affatto poiché chi è sincero non ha bisogno di giurare avendo Dio stesso come testimone.Quelli che si comportano bene solo per farsi notare e ricevere lode dagli altri non hanno meriti :l'approvazione altrui è già una ricompensa e non possiamo aspettarcene altre.Il bene va fatto con discrezione,in punta dei piedi,quasi in segreto in modo che solo Dio veda e come Padre e "datore di lavoro" ci dia la ricompensa.Gesù molto spesso usava immagini paradossali ma efficaci per farsi capire In questo caso ci dice che se fai del bene con la mano destra neanche la tua mano sinistra deve essere al corrente di ciò che hai fatto.E' inutile stare in ansia per i beni terreni a cui purtroppo dedichiamo quasi l'intera vita(cibo, abbigliamento, casa ecc.)Chi non ha Dio si occupa solo di questo! Se si cercano prima i beni spirituali Dio provvederà anche a ciò che ci serve materialmente perché sa che ne abbiamo bisogno.Preoccuparsi per il domani è una pena inutile che porta a crisi,depressione,litigi,malessere( e poi chi di noi può garantire di avere un domani?) Affrontiamo con Dio le pene di ogni giorno con FIDUCIA cercando di far fruttare le nostre capacità per il nostro bene e quello altrui.Dio non ci lascia in panne.Se l'uomo sa provvedere ai propri cari(figli,coniuge,parenti) dando loro ciò che serve,quanto più farà Dio verso di noi.Per questo è necessario chiedere(anche con insistenza) per ottenere.Il bambino che è SICURO che i suoi genitori lo accontentano se insiste, non demorde finchè non ha ottenuto ciò che vuole(in un certo senso ha fede,non proprio corretta,ma sempre fede è).L'insegnamento di Gesù non ha portato concordia ma divisione(lo ha detto Lui stesso) tra categorie di persone,anche tra componenti della stessa famiglia(chi lo segue e chi no )Egli chiede la dedizione totale a Dio,il primo posto tra tutti e tutto. Vivere con una croce addosso e "perdere " la vita(che può essere anche la ricchezza,il prestigio,l'approvazione altrui) in questa situazione provvisoria può significare vita eterna nella dimensione divina ( e non è la stessa cosa). Gesù promette riposo per gli affaticati e gli oppressi e invita ad essere come Lui, mite ed umile di cuore.Bisogna essere un albero buono che fa frutti buoni.Il nostro pensare,parlare e agire verso il prossimo deve avere sempre il segno + davanti cioè essere sempre POSITIVO mentre molto spesso è una critica, una disapprovazione,una condanna Gesù dichiara di ritenere come suo familiare colui che segue la volontà di Dio.Trattare lo Spirito con la stessa cura con cui si tratta il corpo potrebbe già essere un buon inizio per creare un rapporto più stretto con Dio..
Volalibera
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Il problema dei migranti.

Messaggio da Volalibera »

Parlare di emigrazione oggi scatena un vespaio di polemiche tra i favorevoli all'accoglienza e i contrari.
Per me l'obiettivo essenziale è aiutare i migranti a non essere migranti.Innanzitutto c'è da distinguere tra chi scappa dal proprio Paese perché bombe e incendi gli hanno portato via tutto ed ha solo la vita da salvare(vedi Siria)
Questi devono essere accolti da tutti gli Stati: è una questione di soccorso vitale(solitamente sono intere famiglie che fuggono).I migranti,invece ,che fuggono dalla miseria in cerca di una vita migliore hanno diritto ad un altro trattamento:devono essere aiutati nella loro Patria.
Non deve essere l'Africa che si trasferisce in Europa(anche perché..non ci sta)ma l'Europa che crea una "succursale"di sé in Africa.
Tutti gli Stati europei,in proporzione alle loro ricchezze(e soprattutto quelli che sono stati colonialisti e si sono arricchiti con gli sfruttamenti)dovrebbero stanziare capitali(restituendo così anche il mal tolto) per far sì che dove c'è miseria nasca un po' di benessere e che quelle popolazioni fuggitive che in Patria devono vivere con pochi spiccioli al giorno possano,con il lavoro,avere una vita dignitosa,un cellulare,la TV e l'automobile.
I migranti in Europa non vengono a star meglio(come a loro potrebbe sembrare)engono sfruttati nel lavoro,trattati come razza inferiore(non ho mai sentito dare del "lei"agli Africani e,anche chi è in buona fede,definendoli "vu cumprà" li offende)Piacerebbe a noi avere un trattamento simile?
Se poi non lavorano tanti si danno alla delinquenza o vengono sfruttati dai loro stessi connazionali.Gli ambulanti a cui non viene permesso di vendere merci si arrangiano a vendere droga o a truffare per poter campare.
Pensiamo poi al clima metereologico che queste persone trovano in Europa.Abituati a temperature torride devono affrontare i climi freddi europei con malanni frequenti.L'altro problema di cui non si parla mai è che la maggiorparte di Africani(e anche Afgani) sono eserciti di giovani uomini dai 20 ai 30 anni,senza donne e con scarsa possibilità di trovare qui delle compagne o di formare famiglia.A meno che non siano degli eunuchi,prima o poi succedono inevitabilmente fatti spiacevoli(molestie,violenze,prostituzioni)
La tendenza a delinquere di alcuni migranti aumenta col tempo anche a causa della forte differenza tra il rigore con cui vengono trattati nei loro Paesi e le leggi giudiziarie europee.
Ultimo ma non meno importante è il credo religioso che praticano molto diverso negli usi e costumi da quelli della popolazione europea per cui l'integrazione a volte è veramente dura
Considerato tutto ciò ritengo che il flusso migratorio andrebbe rallentato(in attesa di portare gli aiuti economici negli Stati interessati,come ho già detto).Si dovrebbe cominciare a mettere fuori uso gli scafisti in modo che non traggano più guadagni.Per questo si potrebbero momentaneamente mandare navi(ogni Stato ne ha tante utilizzate per l'esercito)e aerei a prelevare chi è già fuggito prima che dia i suoi averi ad uno scafista senza scrupoli.Si eviterebbero così le morti in mare.
Una volta in Europa i migranti dovrebbero essere distribuiti in tutti gli Stati a seconda delle loro possibilità di accoglienza ma solo in attesa di ritornare in una patria migliore.
Ritengo che come me la pensano molti ma il problema di fondo,come sempre,sono i soldi e gli interessi degli Stati.Finchè non ci saranno gli stanziamenti per l'acqua,le coltivazioni,la strade,le industrie,le scuole in Africa il problema migratorio continuerà con sofferenza del migrante e dell'accogliente col dilemma "Sbarchi sì,sbarchi no"e col crescere della delinquenza,del razzismo e del malessere generale.
Si spera che ci possano essere,prima o poi,nei piani alti degli Stati europei delle persone qualificate che comprendano la situazione e che mettano fine a questo triste problema!
Volalibera
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Considerazioni sul dolore.

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La domanda che ognuno di noi si è fatta più o meno spesso è "Perché c'è il dolore?"Non si può rimanere insensibili davanti ai dolori nostri e quelli altrui.Ci sono dolori fisici,psichici e spirituali e via,via che si sale il dolore è più intenso e meno compreso anche se può sembrare il contrario.
Secondo me il dolore non è un incidente o,peggio,un castigo ma racchiude delle finalità recondite.Per il corpo il dolore è una difesa,un campanello d'allarme,un avvertimento che qualcosa non va e permette di correre ai ripari e di curarsi.
Nessuno scienziato affermerebbe che la sensazione di dolore che si prova toccando una fiamma sia inutile perché permette di evitare pericoli anche mortali per il corpo.
Il dolore psichico,talvolta meno capito,è un senso di solitudine,di abbandono,l'amarezza di sentimenti non corrisposti,di incomprensione e quindi depressione.Questo tipo di dolore spinge alla ricerca di qualcuno che aiuti a superarlo individuandone le cause e rimuovendo gli ostacoli prima che la vitalità si spenga del tutto.
Il dolore spirituale è ancor meno compreso,riguarda la parte spirituale dell'uomo ma ingloba anche il dolore psichico e fisico perché prende l'uomo nella sua completezza
Il malato spirituale impreca,inveisce contro una divinità che ritiene causa dei suoi dolori ma non riesce a cambiare le cose.Quando una ferita è aperta è necessario curarla.Gesù affermava di essere al mondo non per i sani ma per i malati:si tratta di malati spirituali.Perchè gli uomini potessero capire Gesù ha guarito prima i mali del corpo(cecità,sordità,invalidità,lebbra ecc),poi i mali psichici (ossessioni,schizofrenia ecc) ma la liberazione più importante doveva riguardare il dolore spirituale ed ha vinto questo dolore con il suo dolore.Il dolore del Cristo "disinfetta"le ferite dello spirito e permette la guarigione.
Accettando un dolore di massimo grado(fisico ma soprattutto spirituale di abbandono e incomprensione) il Cristo è diventato quel dolore preventivo e di avvertimento contro i pericoli della vita.Non c'è da temere ciò che può uccidere il corpo ma ciò che insieme al corpo uccide la mente e lo spirito.Se guardiamo al dolore del Cristo e non al mondo questo ci aiuta a sopportare,come un anestetico,gli inevitabili dolori della vita.
Io credo che in questa vita per stabilire l'equilibrio naturale ad ogni dolore corrisponde un piacere e viceversa(come per tutte le dualità):alla fatica del lavoro e dello studio il piacere dei risultati,alle gengive doloranti di un bambino la crescita di un dente,al dolore del parto la nascita di una creatura,alla sofferenza di una cura il piacere della guarigione,alla fatica di una scalata o di una gara il piacere della vittoria MA ANCHE:dal piacere del fumo il dolore del cancro,dalla soddisfazione dell'alcool la sofferenza di una cirrosi,dal piacere di grandi mangiate i problemi dell'obesità.
Chi vive privo di dolore prima o poi lo cerca per ristabilire quell'equilibrio di cui ho detto sopra.Il figlio di papà bello,giovane,ricco fa una vita senza fatiche ma poi va a praticare sport estremi,corre con la macchina,si droga perchè è in uno stato di disequilibrio e la natura non riconosce una parte di se stessa
Riconosco che i misteri del dolore hanno ancora delle radici sconosciute:si riesce a sopportare il dolore di chi è andato a cercarselo o quello provocato dagli errori umani ma non riesco a mandar giù la sofferenza di un bambino,di un malato terminale di un innocente che cade in disgrazia,di una madre,come Maria,che vede un figlio soffrire e morire sotto i suoi occhi,delle violenze sui piccoli e gli indifesi o dello strazio di intere popolazioni.Anche questi pensieri sono dolore,quello di entrare nei panni del sofferente senza sapere o capire lo scopo.Probabilmente un giorno si apriranno gli orizzonti e tutto sarà chiaro.Per ora l'unica risposta che riesco a darmi guardando un Crocifisso è questa:"Accetta il dolore inevitabile di questo mondo per evitarlo in quello futuro"Il Crocifisso ci avverte che c'è un'altra Realtà per cui curarsi.
Volalibera
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Considerazioni sul dolore.

Messaggio da Volalibera »

La domanda che ognuno di noi si è fatta più o meno spesso è "Perché c'è il dolore?"Non si può rimanere insensibili davanti ai dolori nostri e quelli altrui.Ci sono dolori fisici,psichici e spirituali e via,via che si sale il dolore è più intenso e meno compreso anche se può sembrare il contrario.
Secondo me il dolore non è un incidente o,peggio,un castigo ma racchiude delle finalità recondite.Per il corpo il dolore è una difesa,un campanello d'allarme,un avvertimento che qualcosa non va e permette di correre ai ripari e di curarsi.
Nessuno scienziato affermerebbe che la sensazione di dolore che si prova toccando una fiamma sia inutile perché permette di evitare pericoli anche mortali per il corpo.
Il dolore psichico,talvolta meno capito,è un senso di solitudine,di abbandono,l'amarezza di sentimenti non corrisposti,di incomprensione e quindi depressione.Questo tipo di dolore spinge alla ricerca di qualcuno che aiuti a superarlo individuandone le cause e rimuovendo gli ostacoli prima che la vitalità si spenga del tutto.
Il dolore spirituale è ancor meno compreso,riguarda la parte spirituale dell'uomo ma ingloba anche il dolore psichico e fisico perché prende l'uomo nella sua completezza
Il malato spirituale impreca,inveisce contro una divinità che ritiene causa dei suoi dolori ma non riesce a cambiare le cose.Quando una ferita è aperta è necessario curarla.Gesù affermava di essere al mondo non per i sani ma per i malati:si tratta di malati spirituali.Perchè gli uomini potessero capire Gesù ha guarito prima i mali del corpo(cecità,sordità,invalidità,lebbra ecc),poi i mali psichici (ossessioni,schizofrenia ecc) ma la liberazione più importante doveva riguardare il dolore spirituale ed ha vinto questo dolore con il suo dolore.Il dolore del Cristo "disinfetta"le ferite dello spirito e permette la guarigione.
Accettando un dolore di massimo grado(fisico ma soprattutto spirituale di abbandono e incomprensione) il Cristo è diventato quel dolore preventivo e di avvertimento contro i pericoli della vita.Non c'è da temere ciò che può uccidere il corpo ma ciò che insieme al corpo uccide la mente e lo spirito.Se guardiamo al dolore del Cristo e non al mondo questo ci aiuta a sopportare,come un anestetico,gli inevitabili dolori della vita.
Io credo che in questa vita per stabilire l'equilibrio naturale ad ogni dolore corrisponde un piacere e viceversa(come per tutte le dualità):alla fatica del lavoro e dello studio il piacere dei risultati,alle gengive doloranti di un bambino la crescita di un dente,al dolore del parto la nascita di una creatura,alla sofferenza di una cura il piacere della guarigione,alla fatica di una scalata o di una gara il piacere della vittoria MA ANCHE:dal piacere del fumo il dolore del cancro,dalla soddisfazione dell'alcool la sofferenza di una cirrosi,dal piacere di grandi mangiate i problemi dell'obesità.
Chi vive privo di dolore prima o poi lo cerca per ristabilire quell'equilibrio di cui ho detto sopra.Il figlio di papà bello,giovane,ricco fa una vita senza fatiche ma poi va a praticare sport estremi,corre con la macchina,si droga perchè è in uno stato di disequilibrio e la natura non riconosce una parte di se stessa
Riconosco che i misteri del dolore hanno ancora delle radici sconosciute:si riesce a sopportare il dolore di chi è andato a cercarselo o quello provocato dagli errori umani ma non riesco a mandar giù la sofferenza di un bambino,di un malato terminale di un innocente che cade in disgrazia,di una madre,come Maria,che vede un figlio soffrire e morire sotto i suoi occhi,delle violenze sui piccoli e gli indifesi o dello strazio di intere popolazioni.Anche questi pensieri sono dolore,quello di entrare nei panni del sofferente senza sapere o capire lo scopo.Probabilmente un giorno si apriranno gli orizzonti e tutto sarà chiaro.Per ora l'unica risposta che riesco a darmi guardando un Crocifisso è questa:"Accetta il dolore inevitabile di questo mondo per evitarlo in quello futuro"Il Crocifisso ci avverte che c'è un'altra Realtà per cui curarsi.
Volalibera
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I Santi.

Messaggio da Volalibera »

Dio è il Santo per eccellenza.
Si legge "Io sono santo,anche voi dovete essere santi; dovete diventare santi nel vostro comportamento.
La santità è innanzitutto un dono di Dio, un dono che possiamo chiedere.
La santità è compito ed impegno di vita morale.
Chi crede in Cristo automaticamente è santo perchè Dio che è santo è nel Cristo e Cristo è nel cristiano.
Anche chi non è cristiano può essere santo perchè Dio è uno per tutti e Dio è santo. Per il cristiano è più facile chiedere la santità perchè si appoggia a Cristo che lo aiuta ed è santo.
Un ateo può essere senza dubbio una persona buona,corretta e onesta (molto più di tanti falsi credenti) ma non può essere santo perché non crede nella santità.
Chi non si ritiene cristiano ma poi agisce come il Cristo si illude di non esserlo!
Anche Paolo si illudeva di perseguitare i seguaci di Cristo perchè il suo animo era già disposto verso il Cristo che "lavorava" in lui per renderlo santo.
I grandi Santi dell'umanità sono tali non perché fautori di azioni straordinarie o miracoli (il miracolo è tale per chi non ha fede perché per chi ce l'ha è normale!) ma perché estremamente permeabili alla presenza di Cristo.Le loro opere sono la conseguenza di questo!
Concludo con le parole di Gesù:"Chi non è con me è contro di me e chi non raccoglie con me disperde." (e getta via la sua santità...)
L'antitesi tra Dio e uomo è nell'amore che la risolve.Se l'uomo ama raggiunge la santità di Dio ed è sempre in tempo per diventare santo.Dio,in quanto Santo, può amare anche l'imperfetto,il peccatore ma all'uomo ciò è impossibile se non raggiunge la Santità Divina attraverso l'unione con il Cristo..Santificare il Nome di Dio con il proprio comportamento vuol dire essere santi.
Volalibera
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Emozioni e sentimenti.

Messaggio da Volalibera »

Dio è sentimento ed emozione.
Quando un essere umano prova un sentimento sta vivendo Dio.
Le emozioni e i sentimenti negativi sono la lotta tra Dio e l'uomo libero che decide di fare da sé anche a scapito del suo bene.

Quanti più sentimenti ed emozioni prova una persona tanto più Dio è in lei.

Chi sente Dio non si vergogni di manifestare la propria fedeltà a Lui anche se nei nostri ambienti,ormai,si ha quasi il timore di dire di essere credenti o di essere presi in giro e giudicati male per questo.

Ai tempi e nella società di Cristo era importante non ostentare la propria religiosità per ottenere lodi.
Ai nostri giorni è necessario il contrario cioè avere il coraggio di dimostrare davanti al mondo la propria adesione e fede agli insegnamenti di Cristo insieme ad un buon esempio di condotta di vita non per fare proseliti ma per rendere onore e giustizia al Cristo (cosa che le varie chiese non hanno saputo fare nei secoli ).

Purtroppo gli attacchi saranno a volte forti e dolorosi ma chi ha fede non si arrende!
Volalibera
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Alzarsi e camminare.

Messaggio da Volalibera »

Leggendo il Vangelo mi ha incuriosito l'uso del verbo alzarsi che,a volte sembra quasi inutile,un di più.

Quando Gesù dice alla persona guarita "Alzati e cammina" verrebbe da chiedersi se si può camminare senza alzarsi.
Nella parabola del figlio prodigo si legge "Mi alzerò e andrò da mio padre...Si alzò e tornò da suo padre".
Perché questa precisazione e da dove si alzò il ragazzo?
Credo che il termine alzarsi voglia dire tornare nella condizione dignitosa di uomo retto,ricco di spirito,privo di peccato e quindi in grado di camminare nel bene.
Nella condizione bestiale l'uomo non si alza.Il figlio prodigo colpevole camminava come i porci,si nutriva come loro; doveva alzarsi,ritornare uomo prima di camminare verso il padre

Al paralitico calato dal tetto vengono prima perdonati i peccati e poi,senza il peccato, può alzarsi e vivere la sua vita.Il difficile è eliminare il peccato, il resto viene da sé.

Nella sinagoga all'uomo con la mano paralizzata Gesù dice di alzarsi e di mettersi in mezzo.
Non poteva Gesù avvicinarsi a lui e guarirlo?No, perché l'uomo doveva prima acquistare fiducia eliminando i suoi timori e i suoi preconcetti ed essere disposto ad accettare il dono di Dio ,quindi alzarsi.

Al giovane di Naim a cui si faceva il funerale Gesù comandò di alzarsi non di vivere perché si vive veramente se ci si alza ,ci si solleva spiritualmente.
Il ragazzo si alzò e si mise a parlare.Cosa diceva? Questo parlare è la conseguenza dell'essersi alzato ed è un parlare che fa piacere a Dio e al prossimo.

La figlia del capo della sinagoga,per tutti morta,per Gesù non era che una dormiente che doveva alzarsi.
Addormentata nella vita spirituale lei riceve lo Spirito da Gesù e il comando di alzarsi. Ciò basta per riprendere la vita ma necessita che qualcuno le dia da "mangiare"la parola di Dio,l'insegnamento divino.Quel "datele da mangiare"non avrebbe senso se non si trattasse di un nutrimento spirituale.

Nella parabola dell'ospite importuno che chiede dei pani nella notte il favore non viene negato per la sua insistenza.
Colui che non voleva alzarsi come amico lo fa perché è importunato.Con la costanza e la preghiera riusciamo a far alzare anche Dio per venirci incontro e noi ci alziamo verso chi ha bisogno.

Gesù prospetta la fine di una società corrotta.Nel mondo accadranno fatti negativi ma a quelli che lo ascoltano dice che in quei giorni potranno rialzarsi perchè la liberazione dal male si avvicina e non saranno più schiacciati.

Nei momenti bui della nostra vita in cui ci sentiamo caduti dovremmo ascoltare quella voce che può venire anche attraverso un amico o un familiare e che ci dice "Coraggio,alzati,ritorna ad essere l'uomo o la donna ricca di valori spirituali ,lasciati sollevare da Dio e va avanti.

A proposito di questo argomento ho trovato su you tube una canzone di Celentano che si intitola "Cammino".A me è piaciuta molto e consiglio a chi non la conoscesse già di ascoltarla.
Grazie per la pazienza e l'attenzione!
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matteo97
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Re: Il problema dei migranti.

Messaggio da matteo97 »

Sono d'accordo. :)
Volalibera
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Il giorno santo.

Messaggio da Volalibera »

l riposo settimanale è una conquista sociale e un diritto per tutti e questo non presenta differenze tra credenti e non credenti.
La santificazione del giorno di riposo è unicamente per il credente ed ha dei significati.

Oltre al simbolismo inerente la Creazione e il "riposo"di Dio che potrebbe avere un'importanza relativa,il rispetto del giorno festivo settimanale è un atto di amore verso il Signore.
Santificare la domenica (ma anche il sabato o il venerdì o altro) vuol dire ricordarsi che, pur vivendo nel mondo e dovendosi occupare del mondo,facciamo parte anche del Regno di Dio a cui diamo totale spazio interrompendo ogni tanto la nostra vita quotidiana nella "carne".

In questo giorno Santo tutto è in Lui e per Lui.
Indifferentemente al tipo di culto (pubblico o privato ) che uno sceglie,nel giorno di Dio può essere più intensa la comunicazione con Lui cioè la preghiera (ringraziamento,colloquio personale con Dio); si può sollevare lo sguardo per contemplare la Natura; si possono stabilire rapporti umani più intensi(nella famiglia e fuori);si può fare il punto sulla situazione di vita quotidiana ed eventualmente programmare gli "aggiustamenti necessari";si può offrire a Dio tutto ciò che è stato fatto e sarà fatto.

Vendere e comprare,produrre ,guadagnare,fare dei lavori che possono essere rimandati è una mancanza di rispetto a Dio che in questo giorno ci vuole tutti per sé.
E' necessario tuttavia stare attenti alle esagerazioni (Gesù stesso diceva che il sabato è stato fatto per l'uomo e non viceversa)
I lavori urgenti per il benessere nostro e degli altri devono essere fatti.
Salvare vite ma anche offrire conforto ai deboli, agli anziani,ai bambini,a chi è solo cioè il benessere di chi è in difficoltà deve essere fatto perchè è un modo per onorare Dio.

Sta nella sensibilità della persona capire se l'attività che svolge nel giorno Santo è proprio per Dio o per i propri traffici.I divertimenti,i passatempi non sono affatto un male
perché contribuiscono allo stacco dai pesi quotidiani e ciò fa bene alla mente e al cuore.

Chi è costretto a lavorare nel giorno di Dio per contratto o altro troverà sicuramente un altro giorno durante la sua settimana per trasformarlo nel suo giorno Santo.

Il giorno del Signore è l'amplificazione di ciò che si fa ogni giorno in piccolo offrire a Dio con qualche attimo di attenzione la primizia di ogni pensiero,azione,lavoro,discorso.

L'offerta a Dio di ciò che mangiamo ,vediamo, sentiamo ci rende sereni e tranquilli consapevoli che ciò che abbiamo e facciamo è di Dio e per Dio e non potrà mancarci mai!
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