Dov'è il tuo tesoro lì sarà anche il tuo cuore

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Gianni
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Re: Dov'è il tuo tesoro lì sarà anche il tuo cuore

Messaggio da Gianni »

Chiamato in causa da Andrea, aggiungo alle vostre le mie considerazioni commentando la frase di Yeshùa “dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore”. - Mt 6:21.

Andrea domanda: “Chi tra i saggi della Toràh ha mai parlato così?”; poi afferma: “Una frase che scuote ancora oggi i nostri cuori, e di tutto il mondo”.

Posso anche capire che leggendo la Scrittura alcune frasi ci scuotano personalmente. Ciò può accadere per la nostra indole, per il nostro vissuto, per le nostre circostanze. Tuttavia, con tutto il rispetto per il rabbi di Nazaret, quella frase non scuote affatto i cuori di tutto il mondo. Che ha mai di speciale? A me sembra una intelligente constatazione di natura psicologica. Messa al negativo, fa coppia col nostro “la lingua batte dove il dente duole”.

Entriamo comunque nel merito.

Per prima cosa il contesto. Non è facile individuarlo, ma proviamoci. Su Matteo non possiamo fare affidamento, perché questo evangelista mette insieme tutti i discorsi di Yeshùa in grandi raggruppamenti. Di certo Mt 6:21 fa parte di quello che è erroneamente chiamato discorso della montagna (in verità, insegnamento sulla montagna).

Il primo Vangelo ad essere scritto fu quello di Marco. Gli altri due sinottici, Matteo e Luca, seguirono poi la trafila di Marco. Nel Vangelo marciano l’episodio di cui ci stiamo occupando manca. Il che potrebbe significare che è proprio del solo Matteo. Il passo di Mr 10:21 in cui Yeshùa dice al giovane ricco come avere un tesoro in cielo non è un suo parallelo. La stessa frase di Mt 6:21 la troviamo al plurale in Lc 12:34: “Dov'è il vostro tesoro, lì sarà anche il vostro cuore”. Neppure questo è un parallelo di Mt 6:21: lo è piuttosto di Mr 10:21. Questo episodio del giovane ricco lo troviamo anche in Matteo, in Mt 19:16-22.

Mettendo tutto in ordine, abbiamo quindi due eventi diversi tra loro:
1) Episodio del giovane ricco, originariamente di Marco e mutuato poi da Matteo e da Luca;
2) Dichiarazione nell’insegnamento sulla montagna, riferita dal solo Matteo.

Ciò chiarito, analizziamo il passo. Nel suo insegnamento ai soli discepoli (l’insegnamento sulla montagna), Yeshùa dice: “Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore”. - Mt 6:19-21.
Non abbiamo un contesto da esaminare, perché – come detto – Matteo raggruppa tutti insieme i detti di Yeshùa. Come contesto abbiamo solo quello immediato in cui è inserita la frase. Da questo vediamo che viene contrapposto il celeste al terreno.

Per prima cosa stabiliamo bene il testo della frase che ci interessa. La traduco letteralmente dal greco: “Dove è il tesoro di te, lì sarà anche il cuore di te”.

Nella Bibbia il cuore è la sede dei pensieri. Messa in occidentale la frase suona così: “La tua mente andrà a dove si trova il tuo tesoro”. Detto diversamente, nel suo senso: La tua mente sarà occupata dai tuoi pensieri costantemente volti a dove si trova lo scrigno che contiene tutte le tue cose di valore.
Per capire la sottigliezza psicologica del detto di Yeshùa si immagini una persona che ha vinto un’immensa somma ad una lotteria. Continua a fare le sue cose di tutti i giorni, ma ha un chiodo fisso: pensa alla sua ricchezza e a dove si trova. È al sicuro? Può essere vittima di qualche truffa? Può avvenire un crollo finanziario nazionale tanto che il suo denaro diventi carta straccia? Come controparte si pensi ora ha chi ha trovato la vera fede ed è stato accolto da Dio; ha una certezza incrollabile: nessuno può togliergli il suo tesoro, neppure la morte.

Speculator3 osserva che il cuore può essere diviso e avere molti tesori. Stella dice che sì, ma specifica che c’è un primo posto.
Yeshùa invece dice: “Non teorizzate per voi tesori [plurale] sulla terra … teorizzate invece per voi tesori [plurale] in cielo … dove infatti è il tesoro [singolare] di te, lì sarà anche il cuore di te”. – Traduzione letterale dal greco.
Dapprima Yeshùa contrappone ai tesori terreni quelli celesti, ma poi parla di un solo tesoro celeste.

Stella passa poi passa ad altri passi non attinenti e a cui Speculator3 dà seguito e che Maria Grazia commenta, innestando un dialogo a cui pure Andrea partecipa. Come abbiamo visto, però, il passo di Mt 6:19-21 non ha paralleli; è proprio del solo Matteo. E lo abbiamo analizzato a fondo.
Speculator3
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Re: Dov'è il tuo tesoro lì sarà anche il tuo cuore

Messaggio da Speculator3 »

Matteo raggruppa vari detti nel discorso della montagna, fatto a discepoli.

Questo componimento nel capitolo 6 ha un ordine:

al primo posto c'è la relazione con il padre 6:1-18.

Al versetto 19 bisogna smettere di fare una cosa, che quindi si fa.

I versetti 20 e 21 parlano del tesoro in cielo e dove è il cuore.

Il versetti 22 e 23 parlano dell'occhio, che è uno strumento della percezione.

È collegato al cuore che è la sede del pensiero. Occhio e cuore sono collegati.

Punto centrale del capitolo sesto, punto da vedere bene, è che non si può essere schiavi di Dio e di Mammona cioè la ricchezza.

Dal versetto 25 che è: "per questo vi dico..." si passa ad un nuovo livello di visione comprensione spirituale con ordini da Dio tramite Yeshua o suggerimenti per la crescita spirituale.

Il capitolo 7 tratta dei rapporti con i fratelli, con quelli della stessa Fede e con le persone in genere e al versetto 12 abbiamo la famosa regola aurea.

I versetti 13 e 14 della porta stretta indicano la difficoltà ad aderire alle istruzioni di Gesù.

I versetti da 15 a 23 parlano di falsi profeti e dei falsi seguaci.

da 24-28 indica alla fine l'importanza di mettere in pratica cioè di fare.

Una cosa è avere i soldi in banca.
Una cosa è avere la coscienza di avere i soldi in banca. Una cosa è avere la coscienza di avere i soldi in banca e di non farseli fregare dai banchieri e altri.

Non vedo un solo tesoro celeste perché Matteo 6:20 dice di: "accumulatevi tesori in cielo".
Andrea Varxhetta
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Re: Dov'è il tuo tesoro lì sarà anche il tuo cuore

Messaggio da Andrea Varxhetta »

Gianni ha scritto: sabato 30 dicembre 2023, 7:17 Chiamato in causa da Andrea, aggiungo alle vostre le mie considerazioni commentando la frase di Yeshùa “dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore”. - Mt 6:21.

Andrea domanda: “Chi tra i saggi della Toràh ha mai parlato così?”; poi afferma: “Una frase che scuote ancora oggi i nostri cuori, e di tutto il mondo”.

Posso anche capire che leggendo la Scrittura alcune frasi ci scuotano personalmente. Ciò può accadere per la nostra indole, per il nostro vissuto, per le nostre circostanze. Tuttavia, con tutto il rispetto per il rabbi di Nazaret, quella frase non scuote affatto i cuori di tutto il mondo. Che ha mai di speciale? A me sembra una intelligente constatazione di natura psicologica. Messa al negativo, fa coppia col nostro “la lingua batte dove il dente duole”.

Entriamo comunque nel merito.

Per prima cosa il contesto. Non è facile individuarlo, ma proviamoci. Su Matteo non possiamo fare affidamento, perché questo evangelista mette insieme tutti i discorsi di Yeshùa in grandi raggruppamenti. Di certo Mt 6:21 fa parte di quello che è erroneamente chiamato discorso della montagna (in verità, insegnamento sulla montagna).

Il primo Vangelo ad essere scritto fu quello di Marco. Gli altri due sinottici, Matteo e Luca, seguirono poi la trafila di Marco. Nel Vangelo marciano l’episodio di cui ci stiamo occupando manca. Il che potrebbe significare che è proprio del solo Matteo. Il passo di Mr 10:21 in cui Yeshùa dice al giovane ricco come avere un tesoro in cielo non è un suo parallelo. La stessa frase di Mt 6:21 la troviamo al plurale in Lc 12:34: “Dov'è il vostro tesoro, lì sarà anche il vostro cuore”. Neppure questo è un parallelo di Mt 6:21: lo è piuttosto di Mr 10:21. Questo episodio del giovane ricco lo troviamo anche in Matteo, in Mt 19:16-22.

Mettendo tutto in ordine, abbiamo quindi due eventi diversi tra loro:
1) Episodio del giovane ricco, originariamente di Marco e mutuato poi da Matteo e da Luca;
2) Dichiarazione nell’insegnamento sulla montagna, riferita dal solo Matteo.

Ciò chiarito, analizziamo il passo. Nel suo insegnamento ai soli discepoli (l’insegnamento sulla montagna), Yeshùa dice: “Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore”. - Mt 6:19-21.
Non abbiamo un contesto da esaminare, perché – come detto – Matteo raggruppa tutti insieme i detti di Yeshùa. Come contesto abbiamo solo quello immediato in cui è inserita la frase. Da questo vediamo che viene contrapposto il celeste al terreno.

Per prima cosa stabiliamo bene il testo della frase che ci interessa. La traduco letteralmente dal greco: “Dove è il tesoro di te, lì sarà anche il cuore di te”.

Nella Bibbia il cuore è la sede dei pensieri. Messa in occidentale la frase suona così: “La tua mente andrà a dove si trova il tuo tesoro”. Detto diversamente, nel suo senso: La tua mente sarà occupata dai tuoi pensieri costantemente volti a dove si trova lo scrigno che contiene tutte le tue cose di valore.
Per capire la sottigliezza psicologica del detto di Yeshùa si immagini una persona che ha vinto un’immensa somma ad una lotteria. Continua a fare le sue cose di tutti i giorni, ma ha un chiodo fisso: pensa alla sua ricchezza e a dove si trova. È al sicuro? Può essere vittima di qualche truffa? Può avvenire un crollo finanziario nazionale tanto che il suo denaro diventi carta straccia? Come controparte si pensi ora ha chi ha trovato la vera fede ed è stato accolto da Dio; ha una certezza incrollabile: nessuno può togliergli il suo tesoro, neppure la morte.

Speculator3 osserva che il cuore può essere diviso e avere molti tesori. Stella dice che sì, ma specifica che c’è un primo posto.
Yeshùa invece dice: “Non teorizzate per voi tesori [plurale] sulla terra … teorizzate invece per voi tesori [plurale] in cielo … dove infatti è il tesoro [singolare] di te, lì sarà anche il cuore di te”. – Traduzione letterale dal greco.
Dapprima Yeshùa contrappone ai tesori terreni quelli celesti, ma poi parla di un solo tesoro celeste.

Stella passa poi passa ad altri passi non attinenti e a cui Speculator3 dà seguito e che Maria Grazia commenta, innestando un dialogo a cui pure Andrea partecipa. Come abbiamo visto, però, il passo di Mt 6:19-21 non ha paralleli; è proprio del solo Matteo. E lo abbiamo analizzato a fondo.
Buonasera a tutti.
Ringrazio Gianni per l'ottima analisi , è chiaro che per entrare in quella dimensione bisogna essere disposti a rinunciare alle cose materiali...
Peccato che non ho un riscontro sulla Toràh in merito a questo argomento da parte degli ebrei.
noiman
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Re: Dov'è il tuo tesoro lì sarà anche il tuo cuore

Messaggio da noiman »

Leggo:
Peccato che non ho un riscontro sulla Toràh in merito a questo argomento da parte degli ebrei. Andrea Varxhetta » domenica 25 febbraio 2024, 21:25


Gli ebrei sono fino a prova contraria i possessori della Torah .
La Torah è piena di indicazioni sulla povertà e sull’assistenza ai poveri e agli afflitti, basta leggere e si trova decine e decine di esempi morali,compresi gli animali e la natura.
Ma!
Sembra che le chiese stiano tutte bene,congregazioni e sette comprese, tutte piene di soldi….senza nessuna esclusione, prebende, offerte, decime e tasse , la zedachà è anche” giustizia” oltre che carità, è difficile fare zedachà in un paese di ricchi, e che si fa?
Ci rivolge all’intenzione e poi se serve anche alla sostanza, meglio la pietanza o il contorno …?
Maria Grazie ci scrive:
Maria Grazia Lazzara » martedì 26 dicembre 2023, 17:06
Ciao Andrea
Provo a dire ciò che traggo dall'episodio citato da te
Il giovane si spinse oltre non si accontentò e Jeshùa mise a nudo il suo punto debole, non era tanto il possedere ma l'attaccamento a quei possedimenti che lo spiazzò tanto che perse un'opportunità di seguire il maestro e l'opportunità di sentirsi veramente ricco dando ai poveri.
Jeshùa sapeva spogliare denudare svestire col suo insegnamento per mostrare chi siamo veramente.
Chiedi se si trova questo concetto nelle scritture Ebraiche vedremo cosa rispondono i conoscitori del testo ebraico.


Non suona bene… è la solita Maria Grazia, non pettinare il gatto contro pelo…. ;)

In Matteo 19/21 e Luca 18/22 in cui Gesù invita il giovane ricco a disfarsi di ogni suo bene e darlo ai poveri è un esempio della morale cristiana, simile ma anche contraria ad affermazioni talmudiche che sono simili e sono meno materiali della rinuncia per dare ai poveri ma sono alla ricerca della istruzione e della saggezza:

Venda l’uomo tutto quello che possiede, e sposi la figlia di un dotto, Se non può trovare la figlia di un dotto, prenda la figlia di uomini grandi del tempo, Se non può trovare la figlia di un grande del tempo. Sposi la figlia di un capo di una congregazione. Se non può trovarla, sposi la figlia di un elemosiniere. Se non può trovare la figlia di un elemosiniere, sposi la figlia di un maestro di scuola, Ma non sposi la figlia di un illetterato”(Shulchan Aruch part.bet)

Se esaminiamo l’episodio narrato in Matteo 19/21 e Luca 18/22 in cui Gesù invita il giovane ricco a disfarsi di ogni suo bene e darlo ai poveri rimaniamo stupiti per l’estremo gesto che viene richiesto per appartenere ai suoi, ben più pesante e insostenibile rispetto all'osservanza delle norme della Torah, non ci dicono sempre che sono troppe e inosservabili ? :-O

Il racconto è ambiguo, prima Gesù dice al giovane ricco che deve osservare i comandamenti e ne cita alcuni, ( quindi non aboliti …. ), alla risposta che il giovane già li osservava, aggiunge che la perfezione si ottiene solo con la povertà più assoluta, ma non c’è niente di nuovo sotto il sole, non ricordo dove, ma il midrash nella sua estrema fantasia e nella ricerca di esempi estremi, simile a quello citato dai Vangeli, narra di un uomo che per fare la zedachà, addirittura vendette la moglie e con il ricavato nutri per molto tempo i poveri, (sicuramente era un gran donna …. :d ). addirittura un altro fece prostituire la moglie per assolvere alla zedachà , ovviamente questo è un esempio portato all'estremo per fare riflettere, lo stesso metodo utilizzato da Gesù ( probabilmente uno dei nostri) , consuetudine del tempo, chiamato mashal, la parabola dagli effetti estremi fatti per stupire ma anche confondere.
Serviva per i poveri di allora, come oggi quelli poveri in spirito (minuscolo)…
Qualcuno è ancora confuso?
Noiman


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Gianni
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Re: Dov'è il tuo tesoro lì sarà anche il tuo cuore

Messaggio da Gianni »

Ottima considerazione quella fatta da Noiman. Davvero ottima.

Riporto il commento di Noiman:
“Il racconto è ambiguo, prima Gesù dice al giovane ricco che deve osservare i comandamenti e ne cita alcuni, (quindi non aboliti ….), alla risposta che il giovane già li osservava, aggiunge che la perfezione si ottiene solo con la povertà più assoluta, ma non c’è niente di nuovo sotto il sole”.

Nella scena (Mr 10:17-22) abbiamo un giudeo ricco che osserva la Toràh sin dalla sua giovinezza. Costui era corso incontro a Yeshùa e, messosi in ginocchio, gli aveva domandato cosa dovesse fare per avere la vita eterna. Risposta di Yeshùa: osserva le mitsvòt. Il racconto contiene anche una nota sentimentale che ci dice di Yeshùa: quando quello gli comunica che ha sempre osservato la Toràh, il rabbi nazareno lo guarda e prova un moto d’affetto per lui. Ma Yeshùa è anche un fine psicologo: ha capito che quello vuole strafare. “Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l'uomo” (Ec 12:15) non gli bastava. Ecco allora la provocazione: vendi tutto, dallo ai poveri e sèguimi.
Yeshùa non ha mai chiesto nulla di simile ai suoi. Alcuni suoi discepoli erano benestanti e al suo seguito aveva diverse giudee ricche. Lui stesso non era un pezzente. Quando alla croce lo spogliarono, i soldati non buttarono via i suoi abiti, ma se li divisero; la sua tunica, per non dividerla, la tirarono a sorte: era un pezzo unico, senza cuciture, e pertanto costosissima. (La figura del “poverello d’Assisi” che viveva di questua è lontanissima da Yeshùa; l’ebreo Shaùl di Tarso dirà: “Chi non lavora, neppure mangi”).

Concludo con le parole di Noiman: “Il racconto è ambiguo … portato all'estremo per fare riflettere … effetti estremi fatti per stupire ma anche confondere”.
Andrea Varxhetta
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Re: Dov'è il tuo tesoro lì sarà anche il tuo cuore

Messaggio da Andrea Varxhetta »

noiman ha scritto: domenica 25 febbraio 2024, 22:57 Leggo:
Peccato che non ho un riscontro sulla Toràh in merito a questo argomento da parte degli ebrei. Andrea Varxhetta » domenica 25 febbraio 2024, 21:25


Gli ebrei sono fino a prova contraria i possessori della Torah .
La Torah è piena di indicazioni sulla povertà e sull’assistenza ai poveri e agli afflitti, basta leggere e si trova decine e decine di esempi morali,compresi gli animali e la natura.
Ma!
Sembra che le chiese stiano tutte bene,congregazioni e sette comprese, tutte piene di soldi….senza nessuna esclusione, prebende, offerte, decime e tasse , la zedachà è anche” giustizia” oltre che carità, è difficile fare zedachà in un paese di ricchi, e che si fa?
Ci rivolge all’intenzione e poi se serve anche alla sostanza, meglio la pietanza o il contorno …?
Maria Grazie ci scrive:
Maria Grazia Lazzara » martedì 26 dicembre 2023, 17:06
Ciao Andrea
Provo a dire ciò che traggo dall'episodio citato da te
Il giovane si spinse oltre non si accontentò e Jeshùa mise a nudo il suo punto debole, non era tanto il possedere ma l'attaccamento a quei possedimenti che lo spiazzò tanto che perse un'opportunità di seguire il maestro e l'opportunità di sentirsi veramente ricco dando ai poveri.
Jeshùa sapeva spogliare denudare svestire col suo insegnamento per mostrare chi siamo veramente.
Chiedi se si trova questo concetto nelle scritture Ebraiche vedremo cosa rispondono i conoscitori del testo ebraico.


Non suona bene… è la solita Maria Grazia, non pettinare il gatto contro pelo…. ;)

In Matteo 19/21 e Luca 18/22 in cui Gesù invita il giovane ricco a disfarsi di ogni suo bene e darlo ai poveri è un esempio della morale cristiana, simile ma anche contraria ad affermazioni talmudiche che sono simili e sono meno materiali della rinuncia per dare ai poveri ma sono alla ricerca della istruzione e della saggezza:

Venda l’uomo tutto quello che possiede, e sposi la figlia di un dotto, Se non può trovare la figlia di un dotto, prenda la figlia di uomini grandi del tempo, Se non può trovare la figlia di un grande del tempo. Sposi la figlia di un capo di una congregazione. Se non può trovarla, sposi la figlia di un elemosiniere. Se non può trovare la figlia di un elemosiniere, sposi la figlia di un maestro di scuola, Ma non sposi la figlia di un illetterato”(Shulchan Aruch part.bet)

Se esaminiamo l’episodio narrato in Matteo 19/21 e Luca 18/22 in cui Gesù invita il giovane ricco a disfarsi di ogni suo bene e darlo ai poveri rimaniamo stupiti per l’estremo gesto che viene richiesto per appartenere ai suoi, ben più pesante e insostenibile rispetto all'osservanza delle norme della Torah, non ci dicono sempre che sono troppe e inosservabili ? :-O

Il racconto è ambiguo, prima Gesù dice al giovane ricco che deve osservare i comandamenti e ne cita alcuni, ( quindi non aboliti …. ), alla risposta che il giovane già li osservava, aggiunge che la perfezione si ottiene solo con la povertà più assoluta, ma non c’è niente di nuovo sotto il sole, non ricordo dove, ma il midrash nella sua estrema fantasia e nella ricerca di esempi estremi, simile a quello citato dai Vangeli, narra di un uomo che per fare la zedachà, addirittura vendette la moglie e con il ricavato nutri per molto tempo i poveri, (sicuramente era un gran donna …. :d ). addirittura un altro fece prostituire la moglie per assolvere alla zedachà , ovviamente questo è un esempio portato all'estremo per fare riflettere, lo stesso metodo utilizzato da Gesù ( probabilmente uno dei nostri) , consuetudine del tempo, chiamato mashal, la parabola dagli effetti estremi fatti per stupire ma anche confondere.
Serviva per i poveri di allora, come oggi quelli poveri in spirito (minuscolo)…
Qualcuno è ancora confuso?
Noiman


Buongiorno, ti ringrazio Noiman, complimenti...per la tua osservazione.
noiman
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Re: Dov'è il tuo tesoro lì sarà anche il tuo cuore

Messaggio da noiman »

Ti ringrazio, sono contento che ti sia stato utile, ti consiglierei di evitare di riportare il testo in quote, diventa difficile da rileggere, sopratutto quando è lungo, poi occupa molta memoria, comunque ti leggo con piacere.
Noiman
Andrea Varxhetta
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Re: Dov'è il tuo tesoro lì sarà anche il tuo cuore

Messaggio da Andrea Varxhetta »

noiman ha scritto: lunedì 26 febbraio 2024, 12:37 Ti ringrazio, sono contento che ti sia stato utile, ti consiglierei di evitare di riportare il testo in quote, diventa difficile da rileggere, sopratutto quando è lungo, poi occupa molta memoria, comunque ti leggo con piacere.
Noiman
Grazie , avrei delle domande importanti da farti, se posso...
Una posso fartela sulla cartella già aperta, cioè la pesah?
Speculator3
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Re: Dov'è il tuo tesoro lì sarà anche il tuo cuore

Messaggio da Speculator3 »

Gesù non invita il giovane ma gli prospetta una scelta tra due alternative.

Un'alternativa non è "disfarsi" di ogni suo bene ma "vendere", che ovviamente il giovane sapeva ben fare, altrimenti tutto si sarebbe risolto in un disfarsi.

Per chi è letterato il racconto di Noiman sul non sposare una donna illetterata mi sembra che sia molto in argomento perché per quel giovane sarebbe stato una delle cose peggiori.

Non si tratta di un portare all'eccesso per stupire. A volte le vie della vita lasciano stupiti.
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