Un buon “PADRE NOSTRO” (analisi interlineare e lucana)

Re: Un buon “PADRE NOSTRO” (analisi interlineare e lucana)

Messaggioda bgaluppi » sabato 24 giugno 2017, 19:30

Ciao Akra,

Il verbo è al congiuntivo aoristo. Solo l'indicativo aoristo esprime valore temporale, mentre gli altri modi (quelli finiti, congiuntivo, ottativo e imperativo, e quelli indefiniti, participio ed infiniti) indicano solo l'aspetto dell'azione, e non la sua collocazione temporale (e si traducono col presente).

Con l'inversione delle due frasi, volevo provare a mettere in rilievo il fatto che la preghiera non sta chiedendo di non essere messi alla prova, ma piuttosto di essere liberati dal maligno (sostantivazione di πονηρός, poneròs, "il male", o "il maligno"), da cui ne consegue la liberazione dalla prova. Non so...
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Re: Un buon “PADRE NOSTRO” (analisi interlineare e lucana)

Messaggioda AKRAGAS » sabato 24 giugno 2017, 19:35

Ho capito e ti ringrazio. :-)
Saluti
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Re: Un buon “PADRE NOSTRO” (analisi interlineare e lucana)

Messaggioda mimymattio » domenica 8 aprile 2018, 2:35

Riprendo questa bellissima discussione.
Come possiamo conciliare la preghiera fatta da Yeshùa in cui chiede al Padre di "non portarci verso la tentazione" con il passo di Gc 1:13 in cui afferma che Dio non tenta nessuno?
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Re: Un buon “PADRE NOSTRO” (analisi interlineare e lucana)

Messaggioda Gianni » domenica 8 aprile 2018, 4:28

La traduzione letterale di Mt 6:13 è "non fare entrare noi in tentazione" (= non permettere che ...). Il senso corretto è dato da TILC: "Fa' che non cadiamo nella tentazione".
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