Yeshùa, oggi

Re: Yeshùa, oggi

Messaggioda speculator2 » giovedì 21 maggio 2020, 22:47

Sapere il nome voleva dire avere un qualche potere sulla persona.

Se qualcuno ti chiedeva il tuo nome era perché aveva un potere su di te che voleva esercitare.

Nel contesto Gesù, con "quale è il tuo nome?" dice loro: "io vi prendo al servizio del regno se mi dite cosa sapete fare".

La risposta in Decapoli, un territorio poco fedele all'ebraismo per l'allevamento di animali impuri, fu :"siamo dei combattenti (ebrei)
e siamo in molti". Erano ebrei perché sono andati a prostrarsi ad un profeta ebraico.

In Omero spesso gli ospiti si spacciavano per altri, come Ulisse coi feaci, che viene poi a confessare la sua identità.

Il ciclope che pensava di avere il comando chiese il nome di Ulisse come segno di sottomissione e Ulisse rispose "nessuno".

Proprio come grazie del nome Polifemo disse: "ti mangerò per ultimo" in spregio di umanità ospitalità.

Questo per inquadrare la richiesta del nome ai due indemoniati, e solo Luca usa il termine indemoniato.
speculator2
 
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