Gesù e l omosessualità

Re: Gesù e l omosessualità

Messaggioda marco » lunedì 10 giugno 2019, 17:45

bgaluppi ha scritto: Al ginnasio c'era un ragazzo che viveva in uno stato di costante frustrazione perché si era accorto di essere attratto dai ragazzi e non dalle ragazze. Naturalmente, non ne parlò per molto tempo con nessuno, per paura di essere bollato come gay. Lui, però, sapeva di essere gay ma non scelse di esserlo, scoprì di esserlo.


Credi veramente che questo ragazzo sia stato uno dei primi uomini ad accorgersi di essere attratto da altri uomini?
Questa tendenze sono sempre esistite.
C'erano società in cui tali pratiche erano bene accette e elogiate, altre no.
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Re: Gesù e l omosessualità

Messaggioda bgaluppi » lunedì 10 giugno 2019, 20:04

Che significa "uno dei primi uomini"? Sto dicendo che l'omosessualità non è una scelta in molti casi. In altri si, può esserlo, ma nei casi in cui la persona è omosessuale a motivo di una deviazione della personalità e un'assenza di identità dettate da ragioni psicologiche profonde che risalgono all'infanzia, la persona non sceglie di essere omosessuale, scopre semplicemente di esserlo e non può decidere di diventare eterosessuale.

Se questa persona è un credente, cosa deve fare secondo la Bibbia? Deve evitare di avere rapporti sessuali con persone dello stesso sesso. Ma allo stesso tempo non potrà avere una vita sessuale equilibrata con la sua consorte, come comanda la Bibbia. Dunque vivrà in un costante conflitto.

Tu dici che queste tendenze sono sempre esistite ma sottovaluti il fatto che nelle società antiche non erano considerate perversione, per cui non esistevano "omosessuali". La Torah non proibisce la tendenza o il desiderio contro natura, proibisce l'atto. Oggi, la legge (anche in Israele) consente le relazioni omosessuali e dunque è tutto più complicato.
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Re: Gesù e l omosessualità

Messaggioda marco » martedì 11 giugno 2019, 8:08

Sono sicuro che nessuno nasce omosessuale, ma lo si diventa man mano che si cresce, per varie ragioni. Una volta che si attiva questa tendenza nel soggetto, allo stesso modo è possibile disattivarla attraverso la volontà dello stesso. Mi risulta difficile credere che non sia un processo inverso: che non ci sia modo di tornare alla genesi del problema e ripartire con direttive in linea con l’ordine del Creatore. E’ un processo retroattivo in cui, ripeto, dipende moltissimo dalla determinazione della persona e dalla società in cui vive. Se la società non ammette simili condizioni, allora per il soggetto, sarà molto più facile tenere a freno l’impulso fino quasi al completo annichilimento dello stesso. Se, diversamente, la società ammette e promuove tali stili di vita, allora sì, diventa molto ma molto più difficile. La fede dell’uomo omosessuale verrà messa a dura prova. Dovrà confrontarsi giornalmente tra gli slogan e le libertà offerte dall’ambiente circostante e la Legge e le restrizioni di vita della Bibbia. L’unico modo per vincere questa controversia intima è la fede. La fede darà forza alla determinazione del cristiano. Fino a quando saprà tenerla viva, attraverso il nutrimento costante della Parola di Dio, riuscirà a trovare un suo equilibrio e forse addirittura sconfiggerlo. Ma se la fede crolla, anche e soprattutto per colpa di attacchi esterni, allora crollerà anche la sua determinazione.
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Re: Gesù e l omosessualità

Messaggioda bgaluppi » martedì 11 giugno 2019, 9:32

Caro Marco, non credo sia possibile annullare l'imprinting che si riceve nei primi 6/7 anni di vita, e non credo si possa tornare indietro in un procedimento di "ripristino" di una personalità che non esiste. Oltretutto mi sembrerebbe qualcosa di "perverso" pretendere che una persona che ha fatto il suo percorso di vita, bello o brutto, giusto o sbagliato che sia, venga sottoposta ad una "rieducazione" psicologica e mentale in nome di un versetto biblico e di un'idea religiosa. Equivale a dire "tu sei sbagliato e devi aggiustarti". Stanley Kubrick ha trattato questo tema in "Arancia Meccanica". In ogni caso, non spetta a noi stabilire cosa si possa o si debba fare; noi possiamo discutere il tema da un punto di vista biblico.

Io credo che i versetti biblici inerenti il tema della sodomia debbano invece essere inquadrati nel contesto storico appropriato. La sodomia maschile, tanto quanto l'idolatria, erano pratiche comuni in mezzo ai popoli pagani; il comandamento negativo aveva lo scopo di distanziare Israele da quelle pratiche in un mondo in cui erano considerate normali. Paolo fa lo stesso nella 1Cor, scrivendo ad una comunità di uomini abituati a considerare normali pratiche di ogni tipo. Il comandamento biblico, dunque, serviva a insegnare qualcosa che non era affatto ovvio. Stessa cosa per l'idolatria, il culto rivolto agli idoli (statuette).

Tuttavia, non ci si scandalizza se oggi qualcuno si inginocchia davanti ad una statua di padre pio o della madonna, ma si punta il dito contro l'omosessuale. Eppure il secondo comandamento è chiarissimo: "non ti farai statue e non ti inginocchierai davanti ad esse". Nel primo caso, basterebbe leggere la Bibbia e smettere di inginocchiarsi davanti agli idoli; nel secondo caso le cose sono un po' più complicate. L'idolatra religioso è colpevole, perché contravviene coscientemente ad un comandamento molto importante e, se non è cosciente, vuol dire che non legge la Bibbia e dunque è pure ipocrita. L'omosessuale non ha colpa, non può coscientemente scegliere di non essere ciò che è e nessuno ha il diritto di giudicarlo come "sbagliato" fino a pensare che abbia bisogno di essere rieducato o rieducare se stesso. Io credo che spesso l'omosessuale abbandoni la fede proprio perché la religione gli chiede di essere ciò che non è.

Io credo che certe prescrizioni bibliche che nei tempi antichi avevano un valore preciso, oggi debbano essere valutate attentamente. Se si dovessero applicare certe prescrizioni oggi come allora, dovremmo passare gran parte della giornata a lapidare la gente.
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Re: Gesù e l omosessualità

Messaggioda matteo97 » martedì 11 giugno 2019, 12:09

L'omosessualità e l'eterosessualità sono pulsioni fisiologiche (appartengono alle necessità del corpo fisico non sono un prodotto delle informazioni della mente). E tali condizioni sono indipendenti dalla cultura, dall'educazione o da qualsiasi altro elemento che rientra nella sfera delle idee e dei concetti teoretici. Pertanto non è possibile scegliere il proprio orientamento sessuale ma questo è connaturato nella sfera pulsionale dell'individuo (l'Es freudiano) già dalla nascita, solamente che tende a manifestarsi nella persona solo quando essa raggiunge un certo grado di maturazione erotica. Se infatti si potesse scegliere il proprio orientamento sessuale sulla base di un pensiero, l'azione che ne deriverebbe non sarebbe più definibile come un istinto o una pulsione (com'è l'omosessualità). Premesso ciò, bisogna dire che la maggior parte degli individui di una specie nasce con tendenze eterosessuali per scopi riproduttivi. Pertanto solo un'esigua percentuale di individui nasce omosessuale. Volendo esaminare la questione sotto una luce scritturale è l'omosessualità nella sua versione erotica (l'omoerotismo) ad essere esplicitamente condannata. Difatti nei versetti della Bibbia dove si cita l'omosessualità ricorre l'espressione "relazioni carnali" (Lv 18:22;Lv 20:13), quindi ci si attiene alla sua sfera fisiologica. Non viene menzionata un'esplicita condanna a un ipotetico innamoramento "platonico" tra due individui dello stesso sesso. Forse perchè i giudei all'epoca non avevano questa concezione platonica dell'amore scissa da quella erotica come invece era già presente presso alcuni popoli pagani ad esempio negli antichi ellenici (si pensi al rapporto tra Achille e Patroclo nell'Iliade). Nella giurisdizione giudaica era prevista la pena capitale qualora due individui fossero stati colti nell'esercizio di suddette pratiche. E così avviene nella Sharia islamica. A mio parere è una pena detestabile giacchè non permette opportunità di ravvedimento. Tuttavia l'avere tendenze omosessuali non deve divenire una scusante per compiere atti omoerotici. Così come, allo stesso modo, l'essere eterosessuale non giustifica la promiscuità. Se ci si vuole mantenere integri il cedere a pratiche sodomitiche è il peggior modo di camminare secondo lo spirito, bensì è tipico di chi cammina secondo la carne. Per quanto concerne il matrimonio, a una persona che mi dichiara di avere tendenze omosessuali ma di volerle assecondare per adempiere al codice delle Scritture gli consiglierei di scegliere il celibato perpetuo poichè in altro modo rischierebbe di non sentirsi a suo agio e di non far sentire a suo agio pure la moglie (il marito deve rendere alla moglie ciò che le è dovuto e così anche la moglie verso il marito (cfr. 1Cor 7:3;4). Sono del parere che anche all'interno del rapporto matrimoniale ci debba essere continenza sessuale "poichè il frutto dello spirito è [...] temperanza" (Gal 5:22). Poi è chiaro che se un uomo non vuole avere rapporti sessuali con una donna non è obbligato a sposarsi.
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Re: Gesù e l omosessualità

Messaggioda marco » mercoledì 12 giugno 2019, 7:44

Caro Antonio questo processo di modernizzazione della Sacra Scrittura –vedi Satana non esiste- dove ci porterà?
Il mondo ha deciso che Satana non esiste e noi amanti della Parola abbiamo avallato l’idea additando gli Apostoli come dei creduloni.
Il mondo ha deciso che l’omosessualità è cosa buona e giusta e noi cristiani giudichiamo la Parola antiquata e suscettibile di revisione.

bgaluppi ha scritto:Caro Marco, non credo sia possibile annullare l'imprinting che si riceve nei primi 6/7 anni di vita, e non credo si possa tornare indietro in un procedimento di "ripristino" di una personalità che non esiste.


Ma Gesù, guardandoli, disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio».
La fede può ogni cosa.

bgaluppi ha scritto: Oltretutto mi sembrerebbe qualcosa di "perverso" pretendere che una persona che ha fatto il suo percorso di vita, bello o brutto, giusto o sbagliato che sia, venga sottoposta ad una "rieducazione" psicologica e mentale in nome di un versetto biblico e di un'idea religiosa.


Vieni e seguimi.

bgaluppi ha scritto: Equivale a dire "tu sei sbagliato e devi aggiustarti".


Dopo la caduta dell'uomo tutti siamo "sbagliati" e privi della gloria di Dio. Abbiamo un estremo bisogno di "riparazione".

bgaluppi ha scritto:Io credo che certe prescrizioni bibliche che nei tempi antichi avevano un valore preciso, oggi debbano essere valutate attentamente. Se si dovessero applicare certe prescrizioni oggi come allora, dovremmo passare gran parte della giornata a lapidare la gente.


Le prescrizioni bibliche hanno sempre lo stesso valore dato che sono Parola di Dio.
Perchè non è più richiesta la lapidazione?
Perchè il regno di Dio inaugurato da Cristo prevede una Gerusalemme celeste ed una vita celeste. Chi muore nel peccato si è lapidato da se.
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Re: Gesù e l omosessualità

Messaggioda Alen.chorbah » mercoledì 12 giugno 2019, 8:00

Marco sarei curioso se il caso fosse opposto ovvero se tu con la fede riusciresti a farti piacere gli uomini. Sono d'accordo abbastanza con antonio, una persona omosessuale con la fede puo certamente evitare di praticare atti omosessuali ma non di sicuro a farsi piacere le donne, sempre che la sua omosessualità non sia solo una perversione momentanea e di moda come succede spesso oggi.
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Re: Gesù e l omosessualità

Messaggioda bgaluppi » mercoledì 12 giugno 2019, 8:55

Marco, è proprio la fede e la parola di Dio che dovrebbero insegnarci a non giudicare. Nel momento in cui tu dici "quella persona è sbagliata perché non fa come dice la Bibbia", la giudichi.

Quando presentano l'adultera a Yeshùa, lui le salva la vita mettendo in evidenza come nessuno può giudicare alcuno, perché tutti sono colpevoli; poi la congeda dicendole "và e non peccare più", ossia non commettere più adulterio. Tu credi veramente che ad un omosessuale si potrebbe dire la stessa cosa? Come dice Alen, sarebbe possibile nel caso in cui il comportamento omosessuale sia dettato solo da una scelta "di moda".

Cosa dicono Yeshùa e Paolo sugli omosessuali?
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Re: Gesù e l omosessualità

Messaggioda marco » giovedì 13 giugno 2019, 17:20

Alen.chorbah ha scritto:Marco sarei curioso se il caso fosse opposto ovvero se tu con la fede riusciresti a farti piacere gli uomini.

La fede non potrebbe mai istigare l'uomo a commettere azioni contro il Creatore.
Alen.chorbah ha scritto:Sono d'accordo abbastanza con antonio, una persona omosessuale con la fede puo certamente evitare di praticare atti omosessuali ma non di sicuro a farsi piacere le donne,

Questo pensiero scaturisce dalla scarsissima, se non addirittura assente,fiducia in Dio. Il Creatore ha stabilito una sola possibilità di coppia: l’uomo e la donna. L’uno deve provare piacere per l’altro e viceversa. Questo è stato stabilito e questo è cosa buona. Se poi vogliamo contestare a Dio questa scelta avremo un’eternità per discuterne. Ma al momento la Bibbia è chiara: tutto ciò che devia da quella condotta si chiama trasgressione.
Ora assodato che, il pozzo d'acqua dove attingere alla passione è solo quello matrimoniale e il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna, allora significa che tutti gli altri pozzi sono putridi e attraverso la preghiera Dio ricondurrà l'assetato al pozzo d'acqua limpido.
Mi accorgo che questa limpidezza sono rimasti in pochi ad accorgersene ed apprezzarla.
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Re: Gesù e l omosessualità

Messaggioda marco » giovedì 13 giugno 2019, 17:25

Antonio tu sai benissimo che non ho giudicato nessuno. Non ho sassi nelle mani e mi guarderei bene dal lanciarli.
Una cosa è dire a qualcuno: tu meriti di bruciare all'inferno. Altra cosa è dire: questa condotta è un peccato che ti allontana dalla vita eterna.
Antonio siamo arrivati a tollerare un simile peccato?
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