Preghiera al Padre o a Yeshua?

Re: Preghiera al Padre o a Yeshua?

Messaggioda chelaveritàtrionfi » domenica 15 aprile 2018, 9:37

Anche analizzando la traduzione del testo biblico e considerando usi e costumi di un popolo oltre che i vari periodi storici in cui vengono narrate le storie, possiamo cercare di capire il senso di alcune espressioni.
Anche i romani usavano dire "in nome di Cesare". Ma anche oggi per esempio .. la polizia usa "in nome della legge ti dichiaro in arresto". Come per dire " per il potere che la legge ci conferisce, nel rispetto della legge che hai infranto ecc...".

Nel testo biblico leggiamo spesso l'espressione :nel nome di YHVH (tradotto con Signore).
Per esempio:

Deuteronomio 6:13 Temerai il SIGNORE, il tuo Dio, lo servirai e giurerai nel suo nome.

Deuteronomio 16:2 Celebrerai la Pasqua al SIGNORE tuo Dio, sacrificando vittime delle tue greggi e dei tuoi armenti, nel luogo che il SIGNORE avrà scelto come dimora del suo nome.

1Cronache 16:2 Quando Davide ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di riconoscenza, benedisse il popolo nel nome del SIGNORE;

1Re 22:16 Il re gli disse: «Quante volte dovrò scongiurarti di non dirmi altro che la verità nel nome del SIGNORE?»


Salmi 118:26 Benedetto colui che viene nel nome del SIGNORE.
Noi vi benediciamo dalla casa del SIGNORE.

Geremia 26:9 Perché hai profetizzato nel nome del SIGNORE, dicendo: "Questa casa sarà come Silo e questa città sarà devastata, e priva di abitanti"?» Tutto il popolo si radunò contro Geremia nella casa del SIGNORE.

Geremia 44:16 «Quanto alla parola che ci hai detta nel nome del SIGNORE, noi non ti ubbidiremo..


Dai versetti riportati mi pare di capire che il termine nei “nel nome di YHVH, vuol dire riconoscendo l’autorità di YHVH, operare per YHVH, appartenere a YHVH ecc…


Oltre a questo c'è da considerare il significato che gli ebrei attribuivano ad un nome. In Ebraico nome è shem, in greco onoma.
Il “nome” nella bibbia racchiude l’essenza della persona e non solo. Quindi ogni nome ha un significato a differenza di oggi che si assegnano dei nomi a piacimento.
Per esempio il nome Abraham significa "padre di molti".
Considerando il significato che un nome porta con se, il nome Yeshùa vuol dire “yah salverà.
Quando agli apostoli viene detto di chiedere le cose nel nome di Yeshùa, vuol dire con l’autorità che è stata data loro da Yeshùa, riconoscendo Yeshùa . Dio salva attraverso Yeshùa. Gli apostoli dovevano compiere miracoli ecc.. così come aveva fatto il loro maestro testimoniando che ciò che facevano era opera di Dio e che il Cristo era la salvezza.

I religiosi allora fanno doppio errore.
1. si attaccano alla formula magica mettendo solo un nome alla fine della preghiera
2. Mettendo anche un nome che in realtà non è quello vero del maestro che si chiamava Yeshùa e non Gesù. Ricordiamoci che lo stesso nome Yeshùa è tradotto in italiano sia con Giosuè che con Gesù.

Ne aggiungo un terzo. Come evideniziato dai ragazzi , Yeshùa sta parlando agli apostoli . Lui li ha scelti per testimoniare la salvezza di Dio tramite lui. A parte i 12 Yeshùa designò altri 70 apostoli per portare il vangelo in tutto il mondo. Non di certo sono le persone che vagano di casa in casa di oggi oppure i predicatori della domenica :-)
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Re: Preghiera al Padre o a Yeshua?

Messaggioda Alen.chorbah » domenica 15 aprile 2018, 10:30

Gianni ha scritto: Chi è abituato ad usarla sempre, ad ogni preghiera, proverebbe forte disagio interiore a non usarla. Chi non la usa, non per questo non riconosce il ruolo mediatore di Yeshùa, ruolo che non viene certo meno e che certo non dipende dalle nostre parole.


Confermo Gianni. Da noi si usa di più finire le preghiere "mediante il sacrificio di tuo figlio cristo gesu". E devo dire che dopo vent'anni che si dice sempre la stessa cosa ad oggi nonostante abbia capito come non abbia senso pregare così mi viene difficile non terminare cosi una preghiera. È come se fosse incompleta e a volte mi viene automatica.
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Re: Preghiera al Padre o a Yeshua?

Messaggioda mimymattio » domenica 15 aprile 2018, 11:20

Ciao Nazareno. I passi da te riportati del Tanàch non parlano però di preghiera, ma si riferiscono al timore, al giurare, al benedire, etc.

Riguardo alla formula "nel nome di Yeshùa" concordo con te: significa con l'autorità di Yeshùa che è riferita solo agli apostoli e discepoli mandati per proclamare il Regno e il suo Messia con opere prodigiose.
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Re: Preghiera al Padre o a Yeshua?

Messaggioda bgaluppi » domenica 15 aprile 2018, 13:30

Concordo con le vostre considerazioni. Il concetto che Mattia vuole esprimere, mi pare, è che Yeshùa e gli apostoli non insegnano a pregare in nome del messia come se ciò costituisse una formula imprescindibile, pena l'inefficacia della preghiera. Mi pare invece che molti religiosi la pensino così (basta ascoltare Radio Evangelo, per rendersene conto). Per cui, le parole “in nome di Yeshùa”, o “in nome di Cristo”, diventano una "formula magica", come ben la definisce Gianni, senza la quale la preghiera non verrebbe ascoltata. Ciò a causa di una errata comprensione del testo, per cui quando Yeshùa dice ai dodici di "chiedere" in suo nome, si pensa automaticamente alla preghiera e alla necessità di pregare in suo nome. Ma Yeshùa non dice loro di pregare in suo nome, dice che tutto ciò che chiederanno a Dio in suo nome, ossia in virtù del suo potere o di ciò che egli rappresenta, sarà loro concesso. Dalla Scrittura si evince che la "formla" veniva pronunciata in concomitanza del battesimo, ad esempio, o di opere miracolose, “in virtù del potere di Cristo” e di ciò che lui rappresenta.

“E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo” - At 10:48
“Io ti ordino, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca da costei” - At 16:18

Ma si parla anche di ringraziare “continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo” (Ef 5:20). Ciò non significa che ogni qualvolta si ringrazia Dio dobbiamo pronunciare la frase “in nome di Cristo”, altrimenti Dio non accetta il ringraziamento.
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Re: Preghiera al Padre o a Yeshua?

Messaggioda mimymattio » domenica 15 aprile 2018, 13:42

Giusto Antonio, secondo me, da quello che riesco a comprendere delle Scritture greche è che non ci siano novità rispetto al Tanàch riguardo alla preghiera, queste riguardo invece la redenzione completa dell'uomo. Nelle Scritture apostoliche non trovo insegnamenti sul pregare in nome di Yeshùa o sul confermare le preghiere con questa formula. Altrimenti le preghiere che oggi fanno tutti gli ebrei non avrebbero la stessa "forza" dei cosiddetti cristiani.
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Re: Preghiera al Padre o a Yeshua?

Messaggioda chelaveritàtrionfi » domenica 15 aprile 2018, 14:04

Ciao Mattia. Hai ragione. Quei passi non c'entrano con la preghiera. Ma mostrano come si usa in alcuni contesti l'espressione nel nome di qualcuno. Non credi? :-)
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Re: Preghiera al Padre o a Yeshua?

Messaggioda bgaluppi » domenica 15 aprile 2018, 14:21

Ciò che dà forza alla preghiera è la disposizione e la purezza del nostro cuore, non certo il pronunciare delle parole precise. Yeshùa, attraverso il "Padre nostro", non insegna a ripetere delle parole a pappagallo, ma insegna come si deve pregare. Infatti, non dice "dite questo", ma οὕτως οὖν προσεύχεσθε ὑμεῖς, "pregate dunque in questo modo". Che cosa emozionante deve essere stata il vederlo e sentirlo pronunciare quelle parole! Heschel insiste molto sul modo in cui si deve pregare, e afferma che Dio ascolta i gemiti inesprimibili del nostro cuore.
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Re: Preghiera al Padre o a Yeshua?

Messaggioda bgaluppi » domenica 15 aprile 2018, 14:34

Comunque, mi pare che ci siamo capiti e siamo tutti d'accordo. Volevo chiedere un cosa a Gianni. È possibile pensare alla formula "in nome di Cristo", o "di Yeshùa il Cristo", che gli apostoli usavano per compiere opere miracolose, come a qualcosa di simile ad un segno biblico, che rendeva presente e reale il potere di Cristo?
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Re: Preghiera al Padre o a Yeshua?

Messaggioda Gianni » domenica 15 aprile 2018, 14:37

Penso di sì.
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Re: Preghiera al Padre o a Yeshua?

Messaggioda bgaluppi » domenica 15 aprile 2018, 14:42

Immaginavo. :-)
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