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La preghiera del padre nostro

Inviato: giovedì 24 dicembre 2015, 16:39
da francesco.ragazzi
Scusate ma nella preghiera del "Padre Nostro" è più corretto tradurre "...rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori..." oppure "...come noi li abbiamo rimessi..." ???

Re: La preghiera del padre nostro

Inviato: giovedì 24 dicembre 2015, 19:51
da Gianni
"Come noi li abbiamo rimessi", così nel testo greco originale.
Per essere perdonati occorre prima aver perdonato.

Re: La preghiera del padre nostro

Inviato: giovedì 24 dicembre 2015, 21:20
da francesco.ragazzi
Grazie Gianni,
In effetti è molto più corretto, eppure molti traducono diversamente.-
Occorre prima aver già perdonato prima di poter chiedere perdono al Padre !!!

Re: La preghiera del padre nostro

Inviato: venerdì 25 dicembre 2015, 5:07
da Gianni
In effetti la CEI traduce Mt 6:12 “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Sono sorpreso che anche la nuova CEI abbia mantenuto il presente.

Il presente ha un senso, perché indica una pratica. Come dire: continua a perdonarci come noi continuiamo a perdonare. Ma ciò va bene nel commento. Una traduzione seria dovrebbe mantenere il testo originale.

È in Luca 11:4 che troviamo i due presenti.
Luca mette in risalto la continuità. Intatti, dove Matteo ha “dacci oggi il nostro pane quotidiano” (Mt 6:11), Luca aggiunge “giorno per giorno” a “pane quotidiano” (Lc 11:3, testo greco), che CEI e nuova CEI trascurano del tutto.

Devo dire che la traduzione ufficiale della Chiesa Cattolica lascia alquanto a desiderare.

In conclusione, Luca sottolinea la pratica continua, mentre Matteo bada a quella che potremmo definire procedura: prima occorre perdonale, poi chiedere di essere perdonati. Infatti, in Mt 5:23,24 troviamo: “Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all'altare, e va' prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta”.

La sequenza (prima perdonare per essere poi perdonati) è evidenziata anche in Mt 6:14, che questa volta CEI traduce bene: “Se voi perdonate agli uomini le loro offese, il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi”. Si noti qui il presente “perdonate”, che sta per “continuate a perdonare”.

Re: La preghiera del padre nostro

Inviato: sabato 26 dicembre 2015, 12:33
da chelaveritàtrionfi
Caro Gianni mi sembra che più volte nella traduzione si è cercato di tradurre ad intendimento perchè si è forse ritenuti autorevoli nel farlo. :-( :-( :-( :-(

Re: La preghiera del padre nostro

Inviato: sabato 26 dicembre 2015, 13:58
da Gianni
Che cosa intendi, Naza?

Re: La preghiera del padre nostro

Inviato: sabato 26 dicembre 2015, 14:32
da chelaveritàtrionfi
in questo caso si è tradotto non rispettando i tempi verbali, mettendo il presente forse con l'intenzione di far intendere ciò che hai spiegato tu. A memoria ricordo altri casi di tempi verbali tradotti non correttamente. Se non erro anche quando alla risurrezione la tomba viene rotolata, viene tradotto "si fece un gran terremoto" al posto di "vi era stato". Anche se forse piccolezze, in alcuni casi queste possono portare a differenti interpretazioni. Per non parlare poi di tutti quei versetti tradotti , mi pare di capire, in maniera errata e da lì l'errata lettura e l'errata interpretazione.

Re: La preghiera del padre nostro

Inviato: sabato 26 dicembre 2015, 14:48
da Gianni
Capito, Naza. Hai ragione. Per questo per lo studio è meglio consultare sempre la traduzione interlineare. Per la lettura e la semplice comprensione immediata vanno bene molte comuni traduzioni. La CEI, ad esempio, attualizza e rende comprensibile. Ma se poi si vuole andare più a fondo occorre l'esame del testo originale.

Re: La preghiera del padre nostro

Inviato: sabato 26 dicembre 2015, 15:04
da chelaveritàtrionfi
Condivido Gianni. Questo però da un lato scoraggia perchè per comprendere la bibbia a fondo, che dovrebbe essere il libro più chiaro del mondo, occorrono profondi studi in vari campi come quello linguistico. Ciò porta il normale lettore lontano dal vero significato ma solo vicino al principio generale. Anche il grande studioso ha nn poche difficoltà. Questi problemi ne hanno portato un altro più grande. Al metodo utilizzato dai cattolici per comprendere le scritture... Le altre congregazioni si avvalgono magari dell'intendimento dei principali fondatori e da lì il proseguimento ed il nuovo intendimento di varie dottrine.

Re: La preghiera del padre nostro

Inviato: sabato 26 dicembre 2015, 15:11
da Gianni
Vero, Naza. Il fatto è che i lettori dei tempi biblici non avevano bisogno di studi. Erano contadini e pescatori che leggevano la Bibbia nella loro lingua, scritta nel loro modo di pensare. Siamo noi oggi che abbiamo bisogno, dopo duemila anni!, di studi per conoscere quella lingua e quel modo di pensare. L'errore (di ingenuità) di molte persone religiose è quello di aprire la loro Bibbia tradotta e leggerla come se fosse un libro stampato il giorno prima. Leggono all'occidentale e prendono cantonate una dopo l'altra.