Fatte o rese pure? Atti 10:15

Re: Fatte o rese pure? Atti 10:15

Messaggioda Gianni » venerdì 22 novembre 2019, 5:02

Faccio davvero molta fatica ad accettare l’interpretazione di Speculator e mi stupisce che Tony gli vada dietro, almeno per un tratto.

Speculator dice che Pietro sbagliò a non mangiare. È un’interpretazione assurda. Pietro fornisce le motivazioni bibliche per non mangiare.

Speculator dice poi che “la tela conteneva ogni tipo di carne e quindi: orate, spigole, pecora, mucca”. E perché non caviale e il pesce palla? Quando si dice la fantasia …

Speculator decide anche ciò che Pietro avrebbe dovuto fare: “Avrebbe dovuto prendere quella buona e lasciare quella impura”.

L’ultima “chicca” è la strana lettura di “scanna e mangia”, di cui Speculator specifica che non è ‘scanna e mangia tutto’.

Così presentato, l’evento pare un gioco a quiz con trappole e trabocchetti.

Ma è tanto difficile attenersi al puro e semplice testo biblico?

Prima di tutto si tratta di una visione. Pietro non poteva far proprio niente: altro che scegliere una presunta spigola piuttosto che una bistecca! Il recipiente alla fine viene ritirato in cielo. La lezione è impartita, ma Pietro la capirà solo dopo, perché al momento rimase perplesso sul significato della visione che aveva avuto. - At 10:17.
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Re: Fatte o rese pure? Atti 10:15

Messaggioda Tony » venerdì 22 novembre 2019, 10:17

A volte tutti possono sbagliarsi , importante è ammettere l'errore ,ma la cosa mi sembrava sensata ma dato che Pietro conosceva la differenza tra animali puri ed impuri è come se decidessimo noi al posto suo la motivazione che lo ha spinto a rifiutare.
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Re: Fatte o rese pure? Atti 10:15

Messaggioda speculator » sabato 23 novembre 2019, 18:04

Pietro, e nessun altro al mondo, poteva chiamare contaminato quello che Dio dichiarava puro e precisamente 10:15: "smetti di chiamare contaminate le cose che Dio ha purificate'.
Al momento per Pietro si trattava di cibi animali.
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Re: Fatte o rese pure? Atti 10:15

Messaggioda speculator » sabato 23 novembre 2019, 18:08

Se un angelo, di fronte ad una tavola con pollo e banane e anche piena di quei cibi orientali- mondiali che usano tanto e dicono buoni, ma che mi paiono schifosi come cavallette arrostite, mi dicesse di mangiare, io nella mia libertà forse avrei il coraggio di dire No.
Ma potrei anche accontentarlo mangiando il pollo e la banana.
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Re: Fatte o rese pure? Atti 10:15

Messaggioda speculator » sabato 23 novembre 2019, 18:22

Pietro fornisce le sue motivazioni per non seguire un ordine da una voce (angelica o diabolica?) che per tre volte gli dice di mangiare, anche se Pietro lo chiama Signore.
Poi vs.28 abbiamo:"....Dio mi ha mostrato di non chiamare contaminato o impuro nessun uomo".
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Re: Fatte o rese pure? Atti 10:15

Messaggioda Gianni » sabato 23 novembre 2019, 18:37

Speculator, io non ho ancora capito dove vuoi arrivare.
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Re: Fatte o rese pure? Atti 10:15

Messaggioda speculator » sabato 23 novembre 2019, 21:45

Hai capito come la penso e la pensi diversamente.
Non volevo arrivare se non a chiarire il mio pensiero.

Per evitare bottaerisposta propongo a Tony di iniziare da Atti 10:9 e il parallelo racconto di Pietro in Atti 11:5 per capire meglio.

Il paragone dei due testi potrebbe essere utile anche per capire come Luca ha costruito gli Atti.

Un esperto dei romanzi-racconti, se c'è, per me è benvenuto.
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Re: Fatte o rese pure? Atti 10:15

Messaggioda speculator » domenica 24 novembre 2019, 1:58

La visione era sui cibi animali puri, impuri e contaminati e Pietro rimase perplesso sul suo significato; subito non associò cibi animali con uomini. Come avrebbe potuto? Se nella visione di uomini nemmeno un accenno.
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Re: Fatte o rese pure? Atti 10:15

Messaggioda speculator » domenica 24 novembre 2019, 2:17

Se una persona non la conosco e' difficile che faccia affari seri con lui e anche ad un giudeo non era lecito entrare in affari con queste persone.

Questo Cornelio Pietro lo doveva conoscere o no? Si perche' non poteva chiamare contaminato Cornelio che non conosceva se non per sentito dire, e Dio avrebbe potuto, e aveva, renderlo puro.
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