Il pane e la data dell'ultima cena

Il pane e la data dell'ultima cena

Messaggioda Daminagor » lunedì 26 marzo 2018, 17:14

Buon pomeriggio a tutti. Torno dopo una prolungata assenza e spero di trovare tutti bene e in salute.

Se qualcuno ne ha voglia, mi piacerebbe sentire delle opinoni riguardo una questione che mi sono posto giorni fa:
Nelle scritture greche, riguardo l'ultima cena, si dice che Yeshùa spezza il pane. Ad esempio in Matteo 26:26 il termine usato per "pane" è ἄρτον (arton) che mi risulta essere un termine che designa il normale pane (lievitato) o più in generale il pasto/pietanza. In altre parti della scrittura, ad esempio in Marco 14:12, si trova invece il termine ἀζύμων (azymōn) - non riferito all'ultima cena - che indica precisamente i pani azzimi (con riferimento alla omonima festività ebraica). Tutto questo farebbe pensare che, visto l'uso del termine arton per indicare pane normale, quello dell'ultima cena non fu pane azzimo (altrimenti si sarebbe usato azymōn), quindi non poteva trattarsi del tipico pasto pasquale ebraico.
A questo punto però mi è sorto un dubbio sulla certezza di tale affermazione: come si concilia quanto appena esposto con il fatto che la Septuaginta traduce dei passi con arton anche dove è indicato in ebraico il pane azzimo? Possibile che gli autori delle scritture greche rifacendosi a tale traduzione abbiano anch'essi usato arton per intendere il pane azzimo (forse dandolo per scontato, viste le premesse del contesto ovvero l'avvicinarsi di pesach)?

Se l'argomento è già stato proposto, cancellate pure.

Grazie
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Re: Il pane dell'ultima cena

Messaggioda bgaluppi » lunedì 26 marzo 2018, 17:56

Ciao Daminagor, ben ritrovato. Se gli agiografi avessero usato àrton per indicare pane azzimo, non avrebbero poi usato l'altro termine. Infatti, usano ambedue i termini proprio per differenziare. Oltretutto, i pani della cena non potevano essere azzimi, poiché era il giorno di preparazione (14 di nissan) e Pesach sarebbe caduta il giorno dopo al calare dell'oscurità. Dunque il termine àrton è appropriato ed indica precisamente il pane comune lievitato. Però se ci indichi i versetti della LXX li esaminiamo.
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Re: Il pane dell'ultima cena

Messaggioda bgaluppi » lunedì 26 marzo 2018, 18:38

Dal cell non posso fare molto, ma riporto un esempio in cui àrtos è usato correttamente:

ἐπ’ ἄρτοιςζυμίταιςπροσοίσειτὰ δῶρααὐτοῦ ἐπὶθυσίᾳαἰνέσεωςσωτηρίου - Lv 7:13

Qui sono pani lievitati. Riporto la traduzione di tutto il versetto: " Oltre alle focacce, potrà offrire pane lievitato, in occasione del suo sacrificio di ringraziamento e di riconoscenza"
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Re: Il pane dell'ultima cena

Messaggioda Daminagor » lunedì 26 marzo 2018, 18:56

Grazie Antonio, è un piacere risentirti.
Ho fatto una verifica di tutte le istanze del termine άρτον nella settanta, effettivamente mi ricordavo male, chiedo scusa.
In tutti i casi in cui compare il termine viene sempre tradotto con pane e nei casi in cui si intenda pane azzimo vengono sempre usate o tutte e due le espressioni insieme o solo άζυμον (azzimi). Ad esempio numeri 6:19 ha: άρτον ένα άζυμον.
Ho avuto un lapsus, convinto di aver letto da qualche parte un'altra cosa. In ogni caso questo conferma ulteriormente il fatto che gli autori delle scritture greche se si fossero ispirati alla settanta avrebbero di certo usato il termine άζυμον se avessero voluto dire che il pane spezzato da Yeshùa era quello della festività, dico bene? Si può affermare che il greco in uso all'epoca non permettesse di intendere pani azzimi usando solo άρτον?
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Re: Il pane dell'ultima cena

Messaggioda bgaluppi » lunedì 26 marzo 2018, 20:20

Il greco è preciso e se gli agiografi usano sia ἄζυμος (9 volte) che ἄρτος (97 volte) lo fanno per differenziare, altrimenti avrebbero usato lo stesso termine. Artos corrisponde a לָ֫חֶם (lechem), azumos corrisponde a מַצָּה (massah). τά ἄζυμα sono "gli Azzimi", indicanti la festa. Artos si riferisce anche al "mangiare", in generale; infatti, nelle SG troviamo "spezzare pane" (non IL pane) a significare "cenare", "mangiare". Azumos si riferisce esclusivamente al pane non lievitato (azzimi) o alla festa degli Azzimi (cfr. Mt 26:17; Mr 14:1,12; Lc 22:1,7; At 12:3; 20:6; 1Cor 5:7,8). :-)
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Re: Il pane dell'ultima cena

Messaggioda Daminagor » lunedì 26 marzo 2018, 20:38

Avevo capito correttamente, grazie.
Solo una cosa: sbaglio o il termine ebraico corrispondente per indicare gli azzimi è matzah e non massah? Potrei dire una sciocchezza...vado a memoria
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Re: Il pane dell'ultima cena

Messaggioda bgaluppi » lunedì 26 marzo 2018, 20:41

Può darsi... No so traslitterare bene l'ebraico... Comunque è quello che ho indicato in ebraico. :ymblushing:
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Re: Il pane dell'ultima cena

Messaggioda Daminagor » lunedì 26 marzo 2018, 20:54

Ok, ho visto dopo che la parola in ebraico è corretta :)
Grazie ancora
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Re: Il pane dell'ultima cena

Messaggioda Alen.chorbah » lunedì 26 marzo 2018, 21:29

Ciao dami.....ma sai che ti stavo pensando ultimamente.....bentornato....devo chiederti una cosa poi in privato ... :-)
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Re: Il pane dell'ultima cena

Messaggioda Daminagor » martedì 27 marzo 2018, 14:16

Però mi rimane un dubbio. Luca 22 7 dice:
Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua. (Quindi era il 14.)

8Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: «Andate a preparare per noi la Pasqua, perché possiamo mangiare».
Quindi si parla proprio di preparare per la cena di pesach, non ci sono dubbi.

9Gli chiesero: «Dove vuoi che la prepariamo?».
10Ed egli rispose: «Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà 11e direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov'è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli? 12Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e addobbata; là preparate».

13Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua.
Anche qui non c'è tanto spazio per l'immaginazione.. dice chiaro che preparano la Pasqua.

Subito dopo si dice che si siedono a mangiare, quindi la linea temporale è piuttosto evidente.

Come si spiegano queste chiare indicazioni, se l'ultima cena non era pasquale?
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