I sacrifici nella comunità apostolica

Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda AKRAGAS » sabato 11 novembre 2017, 15:59

mimymattio ha scritto:Vi pongo un'ultima domanda, che è anche quella iniziale di questa cartella: i discepoli di Yeshùa prima del 70 E.V. (distruzione del Tempio) continuarono a offrire sacrifici?

Propongo di non usare il termine "sacrifici" perchè si rischia di far assumere connotazioni pagane allo stesso. Meglio usare il termine ebraico Korban.

Nei vangeli si comprende che Yeshùa ha rispettato le prescrizioni levitiche:
- Gesù gli disse: «Guarda di non dirlo a nessuno, ma va', mostrati al sacerdote e fa' l'offerta che Mosè ha prescritto, e ciò serva loro di testimonianza». Mt 8:4 NR

Per quanto riguarda gli apostoli, successivamente alla morte del maestro Yeshùa, in Atti 21 viene descritta una azione di Paolo di osservanza delle prescrizioni levitiche.
Allora Paolo, il giorno seguente, prese con sé quegli uomini e, dopo essersi purificato con loro, entrò nel tempio, annunciando di voler compiere i giorni della purificazione, fino alla presentazione dell'offerta per ciascuno di loro.
At 21:26

Questi sono esempi di come sia Yeshùa che Paolo si attennero alle leggi cerimoniali della Toràh finchè il Tempio rimase.
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda mimymattio » sabato 11 novembre 2017, 16:52

Grazie AKRA. (Qual è il tuo nome, se posso chiedertelo? Così ti chiamo in maniera più corretta).

Ritieni che i Korban sarebbero offerti ai nostri giorni se esistesse il tempio?
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda AKRAGAS » sabato 11 novembre 2017, 17:32

Caro, Mattia, il mio nome è Marco.
Riguardo alla domanda che hai fatto mi metti in difficoltà perché la scritture greche inducono facilmente a pensare che le offerte non sono più necessarie e che la preghiera unità alla offerta del proprio corpo come tempio al servizio sia quello richiesto.
Altre sezioni sembra contraddicano quanto detto sopra.
Nel Tanach, invece, per esempio in Isaia 56, si parla che tutto sarà ristabilito.
Fate una verifica tu e Antonio, tutti, e datemi un vostro riscontro.
Avrei bisogno dell'aiuto di Gianni su Isaia 56, ma mi sembra che in questi giorni sia occupato.
Se intervenisse noiman sarebbe bene.
È certo che tutto Israele aspetta la ricostruzione del Tempio e il messia.
Ciao
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda mimymattio » sabato 11 novembre 2017, 18:15

Giusto Marco, anche io avevo in mente Isaia 56 come anche altri passi in cui si profetizza la restaurazione del tempio e delle norme che ne regolano il culto. Sono sempre d'accordo con te riguardo alle indicazioni dei credenti e discepoli di Yeshùa, tuttavia penso che se c'è una "contraddizione" essa sia dovuta da una mal interpretazione e da comprensione limitata.

Confido in Gianni quando avrà la possibilità, in noiman e in Antonio! Grazie a tutti intanto.
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda AKRAGAS » sabato 11 novembre 2017, 22:47

mimymattio ha scritto:penso che se c'è una "contraddizione" essa sia dovuta da una mal interpretazione e da comprensione limitata.

...molto probabile. :-)
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda bgaluppi » domenica 12 novembre 2017, 18:59

“tutti quelli che osserveranno il sabato astenendosi dal profanarlo e si atterranno al mio patto, 7 io li condurrò sul mio monte santo e li rallegrerò nella mia casa di preghiera; i loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa sarà chiamata una casa di preghiera per tutti i popoli». 8 Il Signore, DIO, che raccoglie gli esuli d'Israele, dice: «Io ne raccoglierò intorno a lui anche degli altri, oltre a quelli dei suoi che sono già raccolti»” — Is 56:6-8

Qui si parla degli stranieri. Vediamo cosa dice Yeshùa:

“Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d'Israele” - Mt 15:24

“Ho anche altre pecore, che non sono di quest'ovile; anche quelle devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore.” - Gv 10:16

Noi stranieri siamo le pecore perdute e le altre pecore. Le pecore che non sono perdute, i giusti di Israele, non hanno bisogno di essere raccolte, perché sono già nell'ovile. Dopo il sacrificio di Yeshùa, gli stranieri sono già nella casa di preghiera di Dio, e stanno già offrendo sacrifici graditi. Prima di Yeshùa, il tempio terreno era la dimora di Dio; dopo Yeshùa, l'uomo è la dimora di Dio. Non occorre più offrire animali e spargere sangue che non può salvare; ora dobbiamo essere noi stessi sacrificio:

“1 Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. 2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.” - Rm 12:1,2

“Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. 20 Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.” - 1Cor 6:19,20
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda AKRAGAS » domenica 12 novembre 2017, 23:05

Grazie del commento, Antonio.

Evidenziando la citazione di Yeshùa, che è in linea con la tradizione di altri saggi ebrei, vorrei sottoporre ad un ragionamento.
È più facile che passino cielo e terra, anziché cada un solo apice della legge. (Lc 16:17)
A seguire una ulteriore citazione:
«Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. Mt5:17

Questi due detti implicano che la Toràh è eterna e che non può essere annullata.
Questa verità costituisce un basamento irremovibile e non puo essere contraddetta.

Mattia chiede: - Ritieni che i Korban sarebbero offerti ai nostri giorni se esistesse il tempio?-
La domanda non semplice da risolvere per alcuni motivi : per qualcuno per l'assuefazione dalla teologia cristiana, per altri per una preparazione biblica in via di sviluppo, per altri ancora per entrambi i motivi.

Abbiamo ricordato, citando Paolo, che il Tempio è il corpo del credente ove D-o risiede e da questo si adduce che l'esistenza del Tempio con le Leggi cerimoniali non hanno più ragione d'esistenza.
Certamente, ci sono altre motivazioni da esporre per addure tale tesi.
Ma è veramente così?
Personalmente vedo in questa tesi un forte conflitto con i due detti del maestro Yeshùa e nei confronti della Toràh stessa nella sua globalità.
bgaluppi ha scritto:“Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. 20 Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.” - 1Cor 6:19,20

La spiegazione di questa citazione viene usata per confermare la tesi che il Tempio non ha ragione di esistere perchè è il corpo del singolo credente ad essere il vero tempio. In realtà, chi legge la citazione ignora che la Toràh non ha mai inteso che nel Tempio ( luogo di incontro con D-o) risieda il D-o ma che risiede nel cuore dell'uomo.
ועשו לי מקדש ושכנתי בתוכם
E faranno per Mè un santuario ed Io risiederò in essi” Es 25:8
Risiedere in essi “significa fare un distinguo tra materialità dell’opera destinata a ricevere la presenza divina e la possibilità attraverso “un luogo” di ricevere una presenza destinata al singolo e poi alla collettività. ( con l'aiuto di noiman)

Pertanto, la citazione di Paolo scritta in 1Cor 6:19,20 non fa altro che confermate la Toràh senza alcun cambiamento. In altre parole, Paolo non sta dicendo che il Tempio come edificio non serve ma usa il passo di esodo per esortare a mantenere puro il corpo in quanto residenza divina.
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda mimymattio » domenica 12 novembre 2017, 23:33

Grazie ad entrambi. Seguendo la linea di Marco vorrei aggiungere una precisazione.
«Cingerai Aaronne e i suoi figli con delle cinture e assicurerai sul loro capo delle mitre, e il sacerdozio apparterrà loro per legge perenne. Così consacrerai Aaronne e i suoi figli.» - Esodo‬ ‭29:9‬

Ciò che nella traduzione è perenne è nel testo olam che significa certamente eterno e che assume una sfumatura ancora più sacra quando applicata alla parola di Dio o ad una sua legge. Mi chiedo quindi, risolti i dubbi dei sacrifici dei nuovi credenti, come possa di fatto essersi modificato il sacerdozio levitico definito eterno da Dio stesso tramite Mosè. Cosa ci sfugge? Il sacerdozio di Yeshùa non ha nulla a che vedere con il sacerdozio levitico e questo lo sappiamo bene e l'omelìa agli Ebrei lo argomenta esaustivamente.
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