I sacrifici nella comunità apostolica

Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda AKRAGAS » sabato 11 novembre 2017, 0:07

Concordo, Mattia.
Lasciamo da parte la situazione dei gentili neoconvertiti e concentriamoci sui giudei.

Uno degli elementi chiave per capire bene il tema di cui parliamo consiste nel definire in cosa consiste l’alleanza tra D-o e Israele, cosa implica tra i due contraenti, e in cosa consiste il rinnovamento della stessa.
Tutti dovremmo aver compreso a grandi linee questi concetti, tuttavia la maggioranza pensa che il rinnovamento della alleanza ( erroneamente detto nuovo o secondo patto) consista in un cambiamento della Legge. In verità, ho scritto altrove con l’avvallamento di noiman e mi pare anche di Gianni e tu ,Antonio, che il rinnovamento è del cuore (intenzioni, mente) del popolo di Israele.
Considerato cosa implica il rinnovamento della alleanza, riferendomi ad Eb 8:13 cosa diviene antiquato?
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda mimymattio » sabato 11 novembre 2017, 0:12

In Eb 8:13 non è presente la parola "patto" ma "protos" che possiamo tradurlo con "primo". Ricordando le parole di Yeshùa riguardanti l'eternità della Toràh e la sua dichiarazione di non essere venuto per abrogare la legge, effettivamente sarebbero in contrasto con il presupposto cambiamento del sacerdozio. È avvenuto realmente così? O forse è stato "messo da parte" il sacerdoIo levitico da un sacerdozio migliore e superiore per la salvezza alla maniera di Melchisedek? I contraenti del contratto sono Dio e il popolo d'Israele. Di fatto il popolo non ha rispettato le condizioni del patto.
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda AKRAGAS » sabato 11 novembre 2017, 0:24

mimymattio ha scritto:Ricordando le parole di Yeshùa riguardanti l'eternità della Toràh e la sua dichiarazione di non essere venuto per abrogare la legge, effettivamente sarebbero in contrasto con il presupposto cambiamento del sacerdozio.

Penso anche io, Mattia, sarebbe una contraddizione, ma è difficile da sviscerare.
Bisogna definire cosa sono i Korban, erroneamente tradotti con il termine sacrifici la cui connotazione non corrisponde al significato del termine ebraico biblico.
Il korban è un elemento rituale necessario, come insegnano i saggi, per l’avvicinamento dell’uomo a D-o, per stimolare le buone intenzioni e giungere alla pacificazione.
La funzione di questi rituali consiste nel permettere all’uomo di rimanere all’interno della alleanza. Per contro, non ha la funzione di rendere integro l’uomo a causa delle continue trasgressioni.
Pertanto i la Legge con i suoi riti del Tempio non possono dare la salvezza a motivo della debolezza dell'uomo perché la Legge dice : Maledetto chi non si attiene alle parole di questa legge, per metterle in pratica!" - E tutto il popolo dirà: "Amen" Dt 27:26.
Se si trasgredisce su un solo punto della Toràh si è ritenuti completamente trasgressori, ovvero non più integri ; di conseguenza si cade sotto la maledizione della Legge che ci condanna.
Pertanto, seppur i sacerdoti leviti continuano a offrire i korbanot come da prescrizione la debolezza dell’uomo non permette di farlo giungere alla perfezione (Cfr At 9:9).
Allora come giungere alla salvezza?
Necessario un altro sacerdozio: il messia è della tribù di Giuda.
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda mimymattio » sabato 11 novembre 2017, 0:41

Giusto AKRA. Il sacerdozio di Yeshùa sostituisce perennemente il sacerdozio levitico?
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda bgaluppi » sabato 11 novembre 2017, 0:42

Scusate, avevo scritto un lungo commento ma mi si è spento l'iPad e ho perso tutto. Riassumo.

Dubito che i giudei credenti osservassero i riti legati al sacrificio. Pensiamo al giorno delle espiazioni, ad esempio:

“Questa sarà per voi una legge perenne: nel settimo mese, il decimo giorno del mese, vi umilierete e non farete nessun lavoro, né colui che è nativo del paese, né lo straniero che abita fra di voi. Poiché in quel giorno si farà l’espiazione per voi, per purificarvi; voi sarete purificati da tutti i vostri peccati, davanti al Signore. È per voi un sabato di riposo solenne e vi umilierete; è una legge perenne”. – Lv 16:29-31.

Il sacrificio di Yeshùa ha garantito una purificazione definitiva del peccato; sottoporsi all'espiazione di yòm hakipurìm, anche per un giudeo credente, avrebbe significato rinnegare il sacrificio di Yeshùa. A cosa avrebbe giovato il sangue animale versato da un sacerdote, dopo che Yeshùa aveva versato il suo stesso sangue? Ricordo cosa disse Yeshùa alla samaritana:

“Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità.” — Gv 4:23,24

Dunque, la Torah, ossia l'insegnamento, resta valido, altrimenti non sapremmo cosa è giusto o sbagliato; ma ciò che prima era praticato attraverso riti e atti materiali, ora è messo in pratica “in spirito e verità”. Resta valido l'insegnamento spirituale e il valore del sacrificio, ma non l'atto sacrificale stesso. Quando i discepoli e Yeshùa camminano nei pressi del tempio, Yeshùa dice: “Vedete tutte queste cose? Io vi dico in verità: Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata.” (Mt 24:2). Con la risurrezione, il tempio è il corpo del credente: “Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio?” (1Cor 6:19). E il messia ricostruisce il tempio, ma non quello terreno: “Distruggete questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere!” (Gv 2:19).

Il significato simbolico e spirituale del sacrificio resta valido. Ciò che è passato sono i riti materiali. La distruzione definitiva del tempio ne è la prova. O forse Dio avrebbe lasciato che il Suo popolo non potesse venerarLo per duemila anni come Lui richiede?
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda mimymattio » sabato 11 novembre 2017, 0:47

Hai ragione Antonio riguardo allo "spirito e verità". Mi crea un problema conciliare la distruzione del tempio avvenuta oltre 40 dopo la morte di Yeshùa e non immediatamente dopo la sua risurrezione. In questo arco di 40 anni come si sono comportati i discepoli di Yeshùa nella comunità apostolica? Scoprire le loro attitudini potrebbe essere un modello di esempio. Effettivamente la nascita, la morte e la risurrezione di Yeshùa non ha cambiato nemmeno un apice della legge, ma allora come conciliare il "cambiamento" di sacerdozio?
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda AKRAGAS » sabato 11 novembre 2017, 13:20

mimymattio ha scritto:Effettivamente la nascita, la morte e la risurrezione di Yeshùa non ha cambiato nemmeno un apice della legge, ma allora come conciliare il "cambiamento" di sacerdozio?


Il sacerdozio del messia non annulla la toràh poichè non appartiene alla alleanza fatta nel Sinay con Mosè, ma ppartiene alla promessa.
Questo si comprende in Galati 3:15-18

Fratelli, io parlo secondo le usanze degli uomini: quando un testamento è stato validamente concluso, pur essendo soltanto un atto umano, nessuno lo annulla o vi aggiunge qualcosa. Le promesse furono fatte ad Abraamo e alla sua progenie. Non dice: «E alle progenie», come se si trattasse di molte; ma, come parlando di una sola, dice: «E alla tua progenie», che è Cristo. Ecco quello che voglio dire: un testamento che Dio ha stabilito anteriormente, non può essere annullato, in modo da render vana la promessa, dalla legge sopraggiunta quattrocentotrent'anni più tardi. Perché se l'eredità viene dalla legge, essa non viene più dalla promessa; Dio, invece, concesse questa grazia ad Abraamo, mediante la promessa.

Possiamo comprendere che la promessa fatta ad Abramo, che si sarebbe realizzata nella persona del messia Yeshùa, fu inaugurata quattrocentotrent'anni prima che venisse promulgata la prima alleanza con la promulgazione della Toràh.
Pertanto, il sacerdozio levitico che appartiene alla Toràh (eterna che non può essere annullata) non può annullare il sacerdozio del messia che appartiene alla promessa fatta prima.
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda AKRAGAS » sabato 11 novembre 2017, 13:38

Questa è l'alleanza che io stipulerò con loro
dopo quei giorni, dice il Signore:
io porrò le mie leggi nei loro cuori
e le imprimerò nella loro mente,
dice:
E non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità.
Ora, dove c'è il perdono di queste cose, non c'è più bisogno di offerta per il peccato.
Avendo dunque, fratelli, piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù,per questa via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne;avendo noi un sacerdote grande sopra la casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.
Eb10:16-22

Il sacerdozio levitico non ha avuto la forza di portare a perfezione l'uomo continuamente trasgressore, ragione per cui ogni sommo sacerdote e levita doveva rinnovare le offerte al Tempio in perpetuo.
Il sacerdozio perfetto del messia, considerato nella lettera agli ebrei migliore del sacerdozio levitico, non necessita di offerte quotidiane in quanto è stato fatto una volta e per sempre; esso permette all'uomo di accostarsi al trono della gloria con libertà.
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda bgaluppi » sabato 11 novembre 2017, 14:12

Ottime parole Akragas. Direi che sono gli uomini, imperfetti, che non sono stati e non sono in grado di obbedire alla Torah e le sue 613 mitzvot in modo perfetto. Ma la Torah serviva da precettore per condurre al messia, il quale adempie la Torah.
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Re: I sacrifici nella comunità apostolica

Messaggioda mimymattio » sabato 11 novembre 2017, 14:40

Grazi AKRA, hai colpito ciò che volevo dire. Il sacerdozio levitico comprende la Toràh donata all'uomo 430 dopo la promessa di Abramo. Per quanto concerne la Toràh, il sacerdozio e le norme dei sacrifici non sono aboliti, essi restano validi, pur non essendoci di fatto un tempio in cui eseguirli. Il sacerdozio di Yeshùa comprende la promessa. Grazie ragazzi.

Vi pongo un'ultima domanda, che è anche quella iniziale di questa cartella: i discepoli di Yeshùa prima del 70 E.V. (distruzione del Tempio) continuarono a offrire sacrifici?
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