Gesù e Dio

pasquale80
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Gesù e Dio

Messaggio da pasquale80 »

Buonasera a tutti, personalmente faccio fatica a credere che Gesù possa essere Dio, credo piuttosto in Gesù come Salvatore e Profeta mandato da Dio. In questi giorni però ho avuto dubbi per il fatto che nei Vangeli è scritto che Gesù cammino` sulle acque e anche ad esempio che sgrido la tempesta in mare riuscendo a farla smettere, oppure ancora la Trasfigurazione davanti a tre dei suoi apostoli. Mi chiedo quindi come sia possibile fare ad esempio queste cose pur non essendo uguale a Dio. Perdonatemi se può sembrare banale come quesito ma per me purtroppo non lo è.....
marco
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Re: Gesù e Dio

Messaggio da marco »

Caro Pasquale, Gesù ancora oggi pone questa domanda a tutti coloro che si avvicinano a lui: Ma voi, chi dite che io sia?
Dalle opere da lui compiute e testimoniate dagli Apostoli tu cosa credi?
La risposta di Pietro, che conosciamo tutti, secondo me, non è completa e definitiva.
La questione sul misterioso rapporto che lega il Padre al Figlio, resterà celata fino alla fine dei tempi.
Forse dato il contesto storico/religioso della comunità ebraica, una verità così sconcertante non sarebbe stata digerita dai suoi seguaci. Oppure è volutamente lasciata alla sensibilità personale.
Comunque ci viene detto che Gesù non è figlio come tutto il resto dell'umanità: è un monogenes (unico nel suo genere).
Andrea Varxhetta
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Re: Gesù e Dio

Messaggio da Andrea Varxhetta »

Shalom Pasquale, il tuo dubbio non è affatto banale, anzi, è la conseguenza di una lettura dei testi che spesso ignora il contesto originale.
​Mi permetto di dissentire profondamente da quanto scritto da Marco. Citare la risposta di Pietro (Tu sei il Messia) per suggerire una natura divina di Yeshùa significa stravolgere l'ABC della lingua biblica. Dobbiamo essere chiari: in ebraico, Mashiach non è un sinonimo di D-o. Il Messia è un uomo, un re, un unto del Signore, non il Signore stesso. Se Pietro avesse pensato di trovarsi davanti all'Onnipotente in carne e ossa, non lo avrebbe chiamato 'Messia', ma avrebbe gridato all'idolatria (avodah zarah). Dire che Yeshùa è il Messia significa riconoscerlo come il legittimo Re d'Israele, non come una divinità greca scesa sulla terra.
​Riguardo ai segni prodigiosi che ti lasciano perplesso: se camminare sulle acque o sedare una tempesta bastasse a fare di un uomo un D-o, allora dovremmo divinizzare Mosè che divise il mare, o Giosuè che fermò il sole in mezzo al cielo. Elia ed Eliseo hanno diviso le acque del Giordano e hanno persino risuscitato i morti, eppure a nessuno è mai passato per la mente di adorarli come divinità. Nella cultura biblica, il miracolo è un segno (ot) dell'autorità che D-o conferisce a un uomo, non una prova di mutazione della sua natura umana.
​Anche la Trasfigurazione, lungi dall'essere una prova di divinità ontologica, pone Yeshùa accanto a Mosè ed Elia proprio per confermarlo nella linea dei profeti. Usare termini come monogenes per ammantare di mistero ciò che per gli apostoli era un'identità regale e profetica ben precisa, significa fare teologia pagana mascherata da studio biblico.
​Sarei curioso di sentire da studiosi seri se, storicamente, esiste anche solo un'attesa messianica nel giudaismo del Secondo Tempio che prevedesse l'incarnazione di D-o. Temo che la risposta sia un secco no.
Shalom u’verachah
Ultima modifica di Andrea Varxhetta il mercoledì 4 febbraio 2026, 10:43, modificato 1 volta in totale.
noiman
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Re: Gesù e Dio

Messaggio da noiman »

L’incarnazione (incarnazione) è un aspetto della divinità assai distante dai concetti dell’ebraismo, il termine “incarnarsi” non trova riferimenti semantici nella lingua ebraica, il termine più prossimo alla visione cristiana è “hitlabbeshùt” con significato di indossare una veste, il significato di indossare la veste è una metafora ebraica per definire i livelli di esistenza e consistenza sul piano spirituale.
Noiman
marco
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Re: Gesù e Dio

Messaggio da marco »

Caro Andrea, non ho stravolto nulla. Pietro riconosce in Gesù la figura messianica attesa. Questo era il minimo sindacabile richiesto da Gesù.
La mia domanda è: la rivelazione sulla vera natura di Gesù è tutta compressa in quell’attributo?
Personalmente credo di no. C’è molto altro.
marco
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Re: Gesù e Dio

Messaggio da marco »

Vedi caro Noiman, secondo me, si commette l'errore di pesare l'operato di Dio attraverso la lente dell'ebraismo. Come se Dio fosse una creazione mentale ebraica. Quindi se il suo modo di agire rientra nella mentalità ebraica allora è consono, altrimenti viene scartato.
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Gianni
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Re: Gesù e Dio

Messaggio da Gianni »

Noiman, sollecitato indirettamente da Andrea, ha precisato: «L’incarnazione è un aspetto della divinità assai distante dai concetti dell’ebraismo». Marco, da parte sua, osserva che «si commette l'errore di pesare l'operato di Dio attraverso la lente dell'ebraismo».
Permettetemi di osservare che quanto detto da Noiman è un eufemismo. L’incarnazione della divinità non è solo un concetto distante dall'ebraismo. È un obbrobrio innanzitutto dal punto di vista strettamente biblico.

Veniamo ora a quanto scritto da Marco: «Gesù ancora oggi pone questa domanda a tutti coloro che si avvicinano a lui: Ma voi, chi dite che io sia?». Il passo è quello di Mt 16:13-17: “Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?». Essi risposero: «Alcuni, Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti». Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?». Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Gesù, replicando, gli disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli»”.
Marco ne conclude che la risposta di Pietro non è completa e definitiva.

Stiamo trattando altrove dei metodi di analisi biblica. Ebbene, qui è sufficiente il buon senso unito ad una media capacità di ragionamento.
1) Yeshùa non solo loda Pietro senza riserve, ma attribuisce la sua risposta alla rivelazione di Dio. Definire la risposta pietrina (indotta da Dio stesso) non completa e non definitiva comporta non saper leggere ciò che il testo dice chiaramente.
2) La risposta di Pietro, ispiratagli da Dio stesso, attesta che Yeshùa è il Messia e che è “figlio del Dio vivente”. Tra “figlio di Dio” e Dio c’è un abisso. Anche i re d’Israele sono chiamati nella Bibbia figli di Dio.
3) Yeshùa afferma che la risposta di Pietro gli è stata rivelata – lo si noti bene – dal “Padre mio che è nei cieli”. Si tratta dello stesso identico Padre e Dio di cui Yeshùa, parlando alla Maddalena, dice: “Va' dai miei fratelli e di' loro: «Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro»” (Gv 20:17). Dio, l’Altissimo”, è Padre e Dio di Yeshùa esattamente come lo è dei fratelli spirituali di Yeshùa.

A questa conclusione si arriva semplicemente usando la logica unita a una minima conoscenza biblica.
Ma c’è di più. Alla domanda di Yeshùa su chi egli fosse, i discepoli riportano le idee correnti: Elia, Geremia o uno dei profeti. Nessuno si sarebbe sognato di dire che fosse Dio incarnato. Asserirlo o solo pensarlo sarebbe stato un obbrobrio, una blasfemia. Assai distante dai concetti dell’ebraismo? Di sicuro, perché assolutamente impensabile dal punto di vista biblico.

Marco dice: «Gesù ancora oggi pone questa domanda a tutti coloro che si avvicinano a lui: Ma voi, chi dite che io sia?». Chi oggi desse una risposta diversa da quella ispirata a Pietro da Dio stesso, dovrebbe essere severamente ripreso, non lodato.
pasquale80
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Re: Gesù e Dio

Messaggio da pasquale80 »

E tu Gianni riguardo al mio quesito iniziale cosa ne pensi?
Andrea Varxhetta
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Re: Gesù e Dio

Messaggio da Andrea Varxhetta »

marco ha scritto: giovedì 5 febbraio 2026, 6:53 Caro Andrea, non ho stravolto nulla. Pietro riconosce in Gesù la figura messianica attesa. Questo era il minimo sindacabile richiesto da Gesù.
La mia domanda è: la rivelazione sulla vera natura di Gesù è tutta compressa in quell’attributo?
Personalmente credo di no. C’è molto altro.
Boqer Tov
CaroMarco, la tua domanda rivela proprio il problema di fondo. Chiedi se la rivelazione sia tutta compressa nel titolo di Messia e affermi che 'c’è molto altro'.
​Da una prospettiva ebraica, questo modo di ragionare è rischioso. Se D-o (il Padre) rivela a Pietro che Yeshùa è il Messia, e Yeshùa sigilla quella rivelazione come beata, chi siamo noi per dire che è incompleta? Dire che c'è 'molto altro' significa sostenere che la rivelazione che D-o ha dato in quel momento era insufficiente.
​Inoltre, quando affermi che pesare l'operato di D-o attraverso la 'lente dell'ebraismo' sia un errore, dimentichi che D-o ha scelto di rivelarsi proprio attraverso quella cultura, quel linguaggio e quel popolo. Se togliamo la lente ebraica, non troviamo una verità più grande, ma proiettiamo su D-o le nostre filosofie umane.
​Per un ebreo, l'incarnazione non è un 'mistero profondo', ma un concetto totalmente estraneo alla natura dell'Altissimo, che è Uno e Unico. Se Yeshùa è lo Shalìakh (l'inviato) di D-o, egli agisce con l'autorità di D-o, ma non 'diventa' D-o. Confondere il rappresentante con il Sovrano non è un'evoluzione della fede, è un errore di comprensione del testo biblico.
Shalom
noiman
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Re: Gesù e Dio

Messaggio da noiman »

da marco » giovedì 5 febbraio 2026, 6:57
Vedi caro Noiman, secondo me, si commette l'errore di pesare l'operato di Dio attraverso la lente dell'ebraismo. Come se Dio fosse una creazione mentale ebraica. Quindi se il suo modo di agire rientra nella mentalità ebraica allora è consono, altrimenti viene scartato.
Vedi caro Marco che io mi sono limitato a spiegare che non esiste nessuna incarnazione nell’ebraismo ne prima di Gesù e neanche dopo, il mashiach se fosse giunto è probabile che avrebbe avuto forma umana, anzi uomo a tutti gli effetti, come i malachim che accettarono l’ospitalità di Avrahàm , mangiarono e bevvero, rimane sempre il fatto che il D-o di Israele non ha figli e non si incarna in nessuno, l’operato di Dio, inteso come Dio Biblico dell' AT è esclusivamente ebraico, come detto più di una volta, quando il cristiano si accosta alla scrittura del NT non può fare a meno di incontrare il giudaismo e tutto quello che gli ruota intorno, quello che non lo è ha provenienza esterna,principalmente dal mondo greco e egiziano che credeva che Osiride si incarnasse nel faraone, poi a riequilibrare le cose basta andate nel dicembre .
2015, quando affermavi con solerzia al povero Sandro:
da marco » giovedì 3 dicembre 2015, 19:15
Caro Sandro (non sto scrivendo in tono polemico) una domanda: a cosa serve l'interpretazione ebraica delle Scritture ebraiche?
Se tutta la Sacra Scrittura parla di Cristo e gli ebrei interpretandola non lo vedono, che giovamento possiamo trarre noi da quella sapienza?
Non c'è per caso il rischio di prendere una strada sbagliata?
Grazie, Marco.
Ma vedo che queste cose non le scrivi più, forse anche tu sei migliorato.
Adesso vado giocare a tennis con Panatta, tra vecchietti ….. :))
Noiman
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