Gv 5; Ap 12; Ap 20 - La resurrezione dei morti

Re: Gv 5; Ap 12; Ap 20 - La resurrezione dei morti

Messaggioda speculator2 » sabato 23 maggio 2020, 21:46

I discepoli erano interessati a sapere che regole ci sarebbero state per i matrimoni, e se avrebbero potuto risposare le mogli che erano morte.

Morivano molto giovani allora (a 30 anni in media) e forse era il caso per pochi anni di non risposarsi nell'attesa della bravissima moglie persa.
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Re: Gv 5; Ap 12; Ap 20 - La resurrezione dei morti

Messaggioda speculator2 » sabato 23 maggio 2020, 21:55

Il mio ultimo post per mostrare che Gesù non perdeva tempo su quesiti teologici ingannevoli (dai sadducei) ma rispondeva chiaramente ai bisogni dei suoi discepoli.
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Re: Gv 5; Ap 12; Ap 20 - La resurrezione dei morti

Messaggioda speculator2 » sabato 23 maggio 2020, 22:29

Dio per i fedeli ebrei e' sempre stato re nei cieli.
Gesù non predicava solo questa ovvietà.

Predicava la buona notizia che il regno di Dio era più vicino, sulla terra, e non che prima o dopo, ma presto, sarebbero morti per andare in cielo.

Apocalisse coi suoi fantasiosi simboli è di stile diverso dai vangeli, specie sinottici e mi pare che è stato per tempo in dubbio circa l'ispirazione.
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Re: Gv 5; Ap 12; Ap 20 - La resurrezione dei morti

Messaggioda France » domenica 24 maggio 2020, 3:43

Eppure la domanda era molto semplice
Perché Gesù presenta nei Vangeli una resurrezione che va in contrasto con quella che pensavano i suoi contemporanei di una terrestre

E perché nei successivi scritti si arriva a due resurrezioni giusti ingiusti terrestre celeste, gli altri autori biblici hanno avuto una progressiva conoscenza? Un po’ come i TdG.
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Re: Gv 5; Ap 12; Ap 20 - La resurrezione dei morti

Messaggioda bgaluppi » domenica 24 maggio 2020, 11:45

E perché nei successivi scritti si arriva a due resurrezioni giusti ingiusti terrestre celeste, gli altri autori biblici hanno avuto una progressiva conoscenza?

È chiaro che questo metodo sia inaffidabile e scorretto. Non si può mettere in bocca a Gesù ciò che non lui, ma un autore di decenni successivo disse attribuendolo a lui (o a Dio tramite lui). Così facendo, si può far dire a Gesù quello che si vuole. Nel primo versetto di Apocalisse leggiamo: “Rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli diede per mostrare ai suoi servi le cose che devono avvenire tra breve”. Qui è detto che il contenuto è “rivelazione di Gesù Cristo”, ossia qualcosa che non fu detto e conosciuto prima da lui, ma che fu rivelato (“svelato, fatto conoscere”) da Dio a Gesù dopo, affinché fosse trasmesso ai fedeli. Gesù, dunque, non rivelò queste cose prima quando era in vita, ma le rivela adesso dal cielo al suo servo Giovanni.

Ora qui ci sono due metodi per affrontare questo testo: uno basato sulla fede che Gesù sia effettivamente in cielo e che effettivamente si tratti di rivelazione ispirata e genuina, e che dunque Dio non rivelò a Gesù queste cose prima forse perché ancora i tempi non erano maturi (ma si tratta di pura speculazione); un altro basato sulla constatazione obbiettiva che l'autore del testo intende attribuire a Gesù questa rivelazione per dare autorevolezza al suo scritto e che Gesù, in realtà, non parlò mai di queste cose quando era in vita, anzi ne disse altre molto diverse.
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Re: Gv 5; Ap 12; Ap 20 - La resurrezione dei morti

Messaggioda bgaluppi » domenica 24 maggio 2020, 12:26

Per cui accade una cosa particolare: Dio non rivela direttamente a Giovanni tramite l'angelo, come ha sempre fatto con i profeti, ma rivela prima a Gesù in cielo il quale poi trasmette il tutto a Giovanni tramite l'angelo. Gesù diventa un vero e proprio “superangelo”, un messaggero di Dio che rivela tramite un angelo. Due messaggeri. Una cosa simile avviene con Paolo, il quale non riceve una visione o un sogno di un angelo da Dio, ma vede una luce e ode direttamente Gesù parlare; certo, la luce potrebbe essere l'angelo che parla al posto di Gesù, ma il testo non lo specifica. E poi c'è da chiedersi: Gesù aveva bisogno di aspettare venti anni per trovare un “apostolo delle genti”? Non poteva inviare subito i suoi dodici apostoli a predicare ai pagani? In effetti, disse ai suoi di non andare sulla via delle genti, ma di cercare le pecore perdute di Israele. Qui si potrebbe ipotizzare di tutto per trovare una soluzione a questo dilemma onde armonizzare il divieto di predicazione ai pagani di Gesù in vita e l'ordine di Gesù in cielo di predicare ai pagani. In realtà, abbiamo due versioni diverse e distinte: il Gesù dei Vangeli che non intende rivolgersi agli stranieri e il Gesù di Atti che, dal cielo, intende rivolgersi agli stranieri.
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Re: Gv 5; Ap 12; Ap 20 - La resurrezione dei morti

Messaggioda bgaluppi » domenica 24 maggio 2020, 15:48

France, comunque se mi dai un momento faccio una disamina del tema della risurrezione per come appare nei testi neotestamentari, per verificare se le idee siano diverse.
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Re: Gv 5; Ap 12; Ap 20 - La resurrezione dei morti

Messaggioda France » domenica 24 maggio 2020, 16:55

Certamente Antonio, sicuramente né uscirà qualcosa di interessante.
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Re: Gv 5; Ap 12; Ap 20 - La resurrezione dei morti

Messaggioda bgaluppi » domenica 24 maggio 2020, 19:59

PARTE PRIMA
Inizio con Apocalisse, come base per poi confrontare gli altri versetti che parlano della risurrezione. Traduzione Nuova Riveduta.

“4 Poi vidi dei troni. A quelli che vi si misero seduti fu dato di giudicare. E vidi le anime di quelli che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e di quelli che non avevano adorato la bestia né la sua immagine e non avevano ricevuto il suo marchio sulla loro fronte e sulla loro mano. Essi tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni. 5 Gli altri morti non tornarono in vita prima che i mille anni fossero trascorsi. Questa è la prima risurrezione. 6 Beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la morte seconda, ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni.”

Il veggente vede dei troni, su cui si siedono figure a cui viene dato potere di giudizio. Queste figure sono i martiri della fede, ossia “quelli che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio”; oltre a questi, i troni sono riservati ai credenti che non hanno abbandonato la fede volgendosi all'adorazione della bestia. Tutte queste persone “tornano in vita” e regnano assieme a Cristo per mille anni. Sembrerebbe trattarsi di una risurrezione fisica, perché il veggente vede “anime”, ψυχὰς, che in questo caso non indicano l'individuo vivo come in Genesi (l'uomo come psychè vivente) ma l'anima in senso cristiano, perché quelle psycàs sono dei morti (decapitati per la testimonianza di Gesù) e i corpi sono ovviamente tornati alla terra, dissolti; queste anime tornano in vita, dunque ad una vita fisica, essendo già vive in forma diciamo spirituale. I troni, quindi, sono sulla terra, non in cielo, e costituiscono metafora di potere conferito per regnare. Questi uomini, dunque, regnano sulla terra con Cristo per mille anni.

Il v.5a non compare sul codice Sinaitico ed è probabilmente aggiunto da uno scriba per chiarezza. Potrebbe essere una parafrasi o una glossa esplicativa che è finita sul testo. In effetti, interrompe il fluire del discorso. Senza questa parte, avremmo:

“Essi tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni. Questa è la prima risurrezione.”

Quella che il veggente chiama “prima risurrezione”, dunque, sembra essere riservata ai cosiddetti “eletti”, i fedeli nella fede. Essi devono probabilmente essere distinti dai giusti in senso lato, ma questo lo approfondiremo in seguito. Questi eletti resuscitati al ritorno di Cristo (cfr. 19:11) non vanno ovviamente in giudizio (che segue) e resuscitano prima di tutti gli altri, per regnare nel mondo con Cristo per mille anni.

Dopo lo scioglimento del diavolo (Satana), la battaglia contro nazioni da lui sedotte e la distruzione definitiva del male (diavolo, bestia e falso profeta) ai vv. 7-10, ecco che arriviamo al Giudizio.

“11 Poi vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro. 12 E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. 13 Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e l'Ades restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. 14 Poi la morte e l'Ades furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. 15 E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco.”

Davanti al trono di Dio si presentano i morti, ossia tutti quelli che devono essere ancora giudicati. Sono esclusi i martiri e i credenti, dunque si tratta di tutti gli altri. Non sono già condannati, ossia ingiusti, perché vengono giudicati secondo le loro opere e, in base al v.15, parte di loro sono segnati sul libro della vita e quindi sono giusti. Dunque questi morti includono giusti e ingiusti, ma tutti devono essere giudicati. Secondo Apocalisse, quindi, gli esenti da giudizio non sono i giusti in genere, ma solo i martiri e i credenti che non si sono fatti sedurre. Anche tutti questi uomini tornano in vita, ad una vita fisica, perché “Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e l'Ades restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere.”. Nell'Ades (Sheol) va il corpo fisico, dunque ciò che è restituito dall'Ades è il corpo fisico, non l'anima immortale. Questa è necessariamente la seconda risurrezione.

Dopodiché, ai vv. 21:1-2, è descritta la nuova creazione e la discesa della Gerusalemme celeste sulla terra. I risorti non salgono in cielo, ma Dio rinnova il mondo, instaurando una sorta di nuovo Eden perfetto in cui non c'è più morte (ricompare l'albero della vita, 22:2) e dunque si può immaginare un mondo avvenire in forma nuova, in cui i salvati non muoiono più né sono più soggetti a peccato. Un mondo terreno perfetto, governato da Dio e dal Cristo (il trono è uno solo di entrambi, per cui Cristo regna rappresentando Dio), in cui tutti sono partecipi della perfezione di Dio e lo servono.
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Re: Gv 5; Ap 12; Ap 20 - La resurrezione dei morti

Messaggioda Tiger » domenica 24 maggio 2020, 21:33

La settima tromba risuona: essa annuncia lo stabilirsi del Regno di Dio e di Gesù sulla terra dopo la caduta dell’Anticristo:

“Il settimo Angelo suonò la tromba e nel cielo echeggiarono voci potenti che dicevano: Il Regno del mondo appartiene al Signore nostro e al suo Cristo: Egli regnerà nei secoli dei secoli.” (Apocalisse 11,15)

La Luce divina, spenta dal Drago e dalla Bestia, risplenderà di nuovo nei cuori assetati di Verità e d’Amore. Essi vivranno con Dio in loro e saranno il Tempio di Dio:

“Al Vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all’infuori di chi la riceve.” (Apocalisse 2,17

Questi, difatti, sono considerati come “pietre viventi” del Tempio Spirituale, non materiale, della Gerusalemme Celeste, di cui Gesù è la “pietra angolare” (Leggere 1 Pietro 2,4-5: “Anche voi venite impiegati come pietre vive…”. 1 Corinzi 3,16 / 6,13-20 / 2 Corinzi 6,16 / Efesini 2,20).

Nell’Apocalisse, Gesù qualifica anche il credente vincitore come “colonna nel Tempio del Mio Dio” (Apocalisse 3,12). L’Apocalisse conferma questo nuovo ordine mondiale:

In Apocalisse 21, il Tempio non è materiale, infatti non lo si vede più.
“Vidi poi un Cielo nuovo e una Terra nuova, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare (la morte dell’anima) non c’era più… A colui che ha sete darò gratuitamente acqua dalla fonte della Vita… Io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio… Non vidi alcun Tempio in essa perché il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo Tempio…Non ci sarà più notte” (Apocalisse 21).

“Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l’Acqua della Vita.” (Apocalisse 22,17)
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