Manomissioni nelle Scritture Greche e loro motivazioni

Re: Manomissioni nelle Scritture Greche e loro motivazioni

Messaggioda bgaluppi » domenica 9 febbraio 2020, 11:54

Caro Gianni, mi trovo d’accordo con quanto scrivi. Mi sembra, quindi, che stiamo dicendo la stessa cosa, al di là dei dettagli. Con una sfumatura di differenza.

Ciò che emerge qui, a mio avviso, è che nel pensiero paolino non conta tanto essere circoncisi, ma piuttosto mettere in pratica i comandamenti della Torah (ma attenzione: non obbedire alla Torah). Così, l’incirconciso che non ha la Torah ma la mette in pratica per istinto naturale (senza un intento preciso dettato da obbligo di obbedienza), sarà più giusto di un circonciso che – avendo obbligo di obbedienza (cfr. Gal 5:3) – non la mette in pratica. Tutto questo per dire che Dio non guarda tanto alla condizione esteriore o all’appartenenza etnica, ma piuttosto alle opere messe in atto da ogni uomo.

Tutto il discorso è rivolto specialmente ai giudei, o a certi giudei come anche tu specifichi, che evidentemente si ritenevano superiori in virtù della circoncisione e dell’elezione. Paolo smonta queste convinzioni, affermando che “davanti a Dio non c’è favoritismo” e che “Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere”. Tuttavia, per tornare in tema, mi pare che Paolo non affermi che l’incirconciso debba osservare la Torah, altrimenti contraddirebbe se stesso quando scrive “Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù. Ecco, io, Paolo, vi dichiaro che, se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla. Dichiaro di nuovo: ogni uomo che si fa circoncidere, è obbligato a osservare tutta la legge. Voi che volete essere giustificati dalla legge, siete separati da Cristo; siete scaduti dalla grazia. Poiché quanto a noi, è in spirito, per fede, che aspettiamo la speranza della giustizia. Infatti, in Cristo Gesù non ha valore né la circoncisione né l'incirconcisione; quello che vale è la fede che opera per mezzo dell'amore.” (Gal 5:1-6).

1. “se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla”. Perché?, Perché
2. “ogni uomo che si fa circoncidere, è obbligato a osservare tutta la legge”

Ogni uomo (non circonciso) che si fa circoncidere è obbligato all’obbedienza, perché diventa ebreo (di contro, chi non è corconciso non è obbligato, ovviamente). Da ciò emerge chiaramente che il convertito che si circoncide diventa ebreo e dunque ha il dovere di obbedire a tutta quanta la Torah, compresi i riti sacrificali e di purità (ciò è valido ancora oggi per lo straniero religioso che si circoncide, eccezion fatta per i molti comandamenti aboliti in virtù dell'assenza del tempio). In effetti, è proprio questo che il Concilio di Gerusalemme in At 15 decide: che i goyim convertiti non debbano essere circoncisi, il che, nel pensiero dei giudei Giacomo e Paolo, significa che non sono sottoposti al giogo della Torah. Si potrebbe obbiettare: allora ciò significa che i goyim convertiti possono disobbedire alla Torah? No di certo, perché credere in Cristo significa obbedire ai suoi comandamenti e perché nel pensiero paolino “quello che vale è la fede che opera per mezzo dell'amore” e “poiché tutta la legge è adempiuta in quest'unica parola: «Ama il tuo prossimo come te stesso»” (Gal 5:6,14). Il credente rinato in Cristo tramite il battesimo non può certo uccidere, commettere adulterio, disonorare il padre e la madre etc., ma non deve neppure preoccuparsi di obbedire alla legge ebraica, non essendo ebreo! Il giudeo Paolo ragiona in termini giuridici: la Torah è la legge ebraica e solo gli ebrei vi sono sottoposti per ordine della Torah stessa, mentre gli stranieri non le sono sottoposti a meno che si circoncidano. Paolo ragionava da giudeo, non da cristiano. Lo stesso faceva Giacomo, che – nonostante la fede in Cristo – non smise mai di osservare la Torah come ogni giudeo. Sarebbe anche assurdo pensare che i goyim convertiti dovessero osservare la Torah “parzialmente”, certe cose si e altre no: dove è scritto questo? Si tratta di pura speculazione. La circoncisione comportava l’obbligo di obbedienza ed è questo che Paolo vuole evitare ai convertiti, i quali sono giustificati tramite la fede in Cristo.

Tuttavia, mi pare che Paolo rinunci al suo obbligo di obbedienza di giudeo circonciso quando include se stesso tra quelli che attendono la salvezza in spirito e per fede in Cristo. Dopo aver detto con estrema autorità che “ogni uomo che si fa circoncidere, è obbligato a osservare tutta la legge”, afferma: “quanto a noi, è in spirito, per fede, che aspettiamo la speranza della giustizia”. Paolo, da circonciso, non aveva l'obbligo di osservanza come ha appena dichiarato? Forse è per questo che circolavano voci su di lui e che Giacomo e gli anziani lo ammoniscono e lo invitano ad andare al tempio con altri giudei per la purificazione e dimostrare che “anche lui osserva la legge”?, “così tutti conosceranno che non c'è niente di vero nelle informazioni che hanno ricevute sul tuo conto; ma che tu pure osservi la legge” (At 21:24). Se da un lato alcuni potrebbero leggere in queste parole una conferma del fatto che Paolo seguisse la halakhah, dall'altro Gal 5:5 sembra asserire qualcosa di diverso e le parole di Giacomo suonerebbero come un gentile "ordine", diciamo un invito, a dimostrare la sua osservanza di giudeo per confutare le voci che circolavano. Del resto, se Paolo era un giudeo osservante, perché mai dovevano accusarlo di non seguire la halakhah come ogni giudeo? Perché mai Giacomo e gli anziani sono costretti a chiedergli di dimostrarlo?

E qui sorge la domanda: possibile che il giudeo Paolo avesse smesso di obbedire alla Torah come ogni giudeo era obbligato a fare e come, evidentemente, gli apostoli di Gerusalemme facevano? Tra tutti i suoi viaggi si recava a Gerusalemme per adempiere agli obblighi prescritti nella Torah? Celebrava Pesach come ogni giudeo doveva fare e come Giacomo il Giusto certamente faceva?
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Re: Manomissioni nelle Scritture Greche e loro motivazioni

Messaggioda Gianni » lunedì 10 febbraio 2020, 9:08

Antonio, rispondo in merito a Gal 5:3: “Ogni uomo che si fa circoncidere, è obbligato a osservare tutta [ὅλον] la legge”.
L’aggettivo ὅλος indica “tutto” nel senso di tutto intero, tutto al completo (cfr. l’uso che Paolo ne fa anche altrove). La Toràh è composta sia dall’Insegnamento vero e proprio di Dio (che include i comandamenti), sia dalla parte rituale. Come sappiamo, la parte rituale fu superata con l’applicazione del sacrificio di Yeshùa che divenne sommo sacerdote in senso spirituale. Paolo sta in pratica dicendo che chi si fa circoncidere ricade nell’obbligo di applicate la Toràh tutta intera (ὅλος), compresa la parte rituale.
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Re: Manomissioni nelle Scritture Greche e loro motivazioni

Messaggioda speculator2 » sabato 7 marzo 2020, 22:56

La decisione di seguire il consiglio degli anziani fu errata.
Era come accendere un fuoco in un alveare di vespe feroci.
Risultato: Paolo scampa per un soffio ma poi è imprigionato e non può predicare libero per anni.
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Re: Manomissioni nelle Scritture Greche e loro motivazioni

Messaggioda speculator2 » sabato 7 marzo 2020, 22:58

Non vedo cosa a a che fare con le manomissioni delle scritture.
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