Romani 7:6

Re: Romani 7:6

Messaggioda bgaluppi » martedì 15 maggio 2018, 16:53

Si Mattia, stasera rispondo meglio anche inquadrando bene il v. 6. Non dobbiamo prendere le parole di Paolo in senso assoluto ma esaminarle relativamente a ciò di cui sta parlando. Qui si parla di peccato e di salvezza.
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Re: Romani 7:6

Messaggioda bgaluppi » martedì 15 maggio 2018, 17:27

Mattia, se hai tempo, perché intanto non verifichi quante volte e come viene usato il termine nòmos nelle Scritture Greche? Se hai tempo, altrimenti lo faccio io dopo.

Per adesso dico solo che quando nòmos ha l'articolo si riferisce sempre alla Torah, a meno che non sia specificato altrimenti. Ho nòmos, "la legge". Quale legge? L'unica legge, ossia il Pentateuco. Quando non ha l'articolo può essere qualsiasi legge, a meno che il contesto non specifichi che si sta parlando della legge di Dio. In generale, se il testo parla de "la legge" senza specificare quale, si riferisce sempre alla Torah.

Intanto è utile leggere questo, come introduzione a ciò che andremo a discutere:

http://www.biblistica.it/wordpress/?page_id=619
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Re: Romani 7:6

Messaggioda Janira » martedì 15 maggio 2018, 18:12

Grazie mille, è sempre un piacere leggere i vostri post :-)
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Re: Romani 7:6

Messaggioda mimymattio » martedì 15 maggio 2018, 18:15

Ho dato un'occhiata veloce. Effettivamente quando Paolo parla di ὁ νόμος nelle sue lettere è sempre riferito alla Toràh...
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Re: Romani 7:6

Messaggioda bgaluppi » martedì 15 maggio 2018, 22:36

Stasera non ce la faccio a scrivere... (-|
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Re: Romani 7:6

Messaggioda AKRAGAS » martedì 15 maggio 2018, 22:40

Ciao, amici. Ciao, Antonio.
Ho abbozzato velocemente qualcosa per esprimere quello che ho compreso; non si tratta però di una analisi del testo greco ( non sono ancora in grado), quindi scusate in anticipo.

E' necessario leggere dall’inizio del cap. 7 se vogliamo capire bene; infatti, Paolo, ai v.( 2,3 ) inizia il discorso illustrando la condizione contrattuale del matrimonio:
la donna diviene libera solo se il marito muore e, in tal caso, decade il vincolo della legge che la tiene legata al marito.
Il soggetto è quindi il legame/vincolo della legge e non la legge in senso stretto. La legge rimane ma non vincola più la donna al marito defunto.

Allo stesso modo, Paolo, usando un linguaggio giuridico, segue a spiegare l’analoga situazione del credente che ha creduto al Cristo:
v4 Così, fratelli miei, anche voi siete stati messi a morte [battesimo] quanto alla [condanna della] legge mediante il corpo di Cristo , per appartenere a un altro...
Qui Paolo spiega come il credente, mediante il battesimo quale segno di compartecipazione alla morte del corpo con il Cristo, rinasce a nuova vita nello spirito ; in questa nuova condizione il credente non si trova più sottoposto alla signoria del peccato bensì sottoposto alla signoria di Cristo.
V5 Infatti [spiega avanti Paolo], mentre eravamo nella carne [sinonimo di essenti sottoposti alla signoria del peccato] le passioni peccaminose, risvegliate dalla legge [la legge da conoscenza del peccato è lo rende più desiderabile],…[ induce a trasgredire ]
v6 ma ora siamo stati sciolti dai legami della legge [riprende dal v4 per dire che il credente è svincolato dalla legge che lo teneva legato al peccato] essendo morti a quella che ci teneva soggetti [ la carne/signoria del peccato] per servire nel nuovo regime dello Spirito [ per essere sottoposti alla signoria di Cristo] e non in quello vecchio [ signoria della carne] della lettera [ decreto di condanna ].

In sintesi, il credente in cristo non è liberato dalla legge ( Torah) ma dall'obbligo di pagare il debito della condanna della Torah per effetto del passaggio alla autorità del cristo.
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Re: Romani 7:6

Messaggioda bgaluppi » martedì 15 maggio 2018, 23:12

Ciao Akragas. Si, il senso è questo. Ho dubbi sulla traduzione comunemente accettata del v. 6, come ho esposto.
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Re: Romani 7:6

Messaggioda Alen.chorbah » domenica 3 giugno 2018, 21:46

mimymattio ha scritto:Ho dato un'occhiata veloce. Effettivamente quando Paolo parla di ὁ νόμος nelle sue lettere è sempre riferito alla Toràh...


In 1 corinti 9:20 a cosa si riferisce quindi?
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