Colossesi 2:14,15

Re: Colossesi 2:14,15

Messaggioda bgaluppi » lunedì 6 marzo 2017, 8:23

Akragas la tua come la mia e quella di tutti è solo la nostra interpretazione.


Con la differenza che Akragas si è attenuto a ciò che è scritto, tu hai parlato di ciò che non è scritto, giungendo a conclusioni totalmente fantasiose. Dunque, chi interpreta? Tu o Akragas?
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Re: Colossesi 2:14,15

Messaggioda bgaluppi » lunedì 6 marzo 2017, 8:37

Non sto dicendo che la carne di maiale non faccia male ma che non ha nessun potere di rendere l'uomo impuro.


Qui confondi i cibi kasher con Mr 7:18,19, in cui Yeshùa sta facendo un altro discorso (infatti i discepoli non capiscono subito):

“Ed egli disse loro: Siete voi ancora così privi d'intelletto? non intendete voi che tutto ciò che di fuori entra nell'uomo non può contaminarlo? Poichè non gli entra nel cuore, anzi nel ventre, e poi se ne va nella latrina, purgando tutte le vivande.” - Mr 7:18,19

Allora possiamo mangiarci anche i rettili? Lui sta facendo un discorso in risposta a ciò che è accaduto poco prima coi farisei, non sta dichiarando puri i cibi impuri. Non puoi decontestualizzare per inventarti le cose, devi capire bene di cosa si sta parlando in un determinato episodio.
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Re: Colossesi 2:14,15

Messaggioda Davide » lunedì 27 marzo 2017, 16:34

Bellissima discussione.
Grazie.
Da ricerche effettuate il keirografon non era che una cambiale che il creditore poteva impugnare a fronte del debito contratto.
Il vertice del discorso in Col 2 mi pare risieda nel fatto che in Gesù crocifisso abbiamo il completo perdono dei peccati.
A Colosse si aggiungevano altre pratiche (culto agli stoicheia tou kosmou o ritualistiche cfr. 2:20-21... cose che hanno una parvenza di sapienza... ma non hanno alcun valore 2:23) religiose che smentivano il centro dei Vangeli e della predicazione di Paolo
Nessuno vi inganni (2:4)
Nessuno vi giudichi (2:16)
Nessuno vi derubi a suo piacere del vostro premio (2:18)
Del nomos qui nessuna traccia.
Rigrazie
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Re: Colossesi 2:14,15

Messaggioda bgaluppi » martedì 28 marzo 2017, 1:25

Grazie, Davide. Si, si incentra tutto sulla cancellazione del peccato. E la colpa era scritta su quel documento scritto a mano che veniva posto sopra la testa dei condannati.
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Re: Colossesi 2:14,15

Messaggioda Janira » martedì 15 maggio 2018, 16:04

Salve! Questo post è OT, ma riguarda un post precedente che mi ha molto colpito. Si tratta del momento in cui Yeshua viene crocifisso e Dio lo abbandona, perché incompatibile con il peccato e la morte... La prima osservazione che mi viene in mente è che ciò sia un'ulteriore 'prova' che Yeshua non poteva essere Dio incarnato nel senso trinitario, perché Dio e la morte sono "incompatibili"... E' anche per questo che per gli ebrei è una bestemmia pensare ad un Dio che muore? Perdonatemi se uso un linguaggio improprio, il mio percorso è ancora agli inizi
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Re: Colossesi 2:14,15

Messaggioda mimymattio » martedì 15 maggio 2018, 16:28

Secondo me non c'entra nulla che Dio abbia abbandonato "fisicamente" o "spiritualmente" Yeshùa perché Dio è "incompatibile" con la morte. Yeshùa cita Sl 21:2a in cui Davide si sente abbandonato da Dio perché maltrattato dai suoi nemici.
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Re: Colossesi 2:14,15

Messaggioda bgaluppi » martedì 15 maggio 2018, 22:33

Janira, sono d'accordo con Mattia. Mi sembra che Yeshùa si identifichi nel re che grida a Dio il suo dolore (Salmo 22). Il salmo, peraltro, richiama il regno messianico nella parte finale. Prova a leggerlo immedesimandoti nella situazione in cui Yeshùa, cosciente di essere il messia, si trovava. :-)
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Re: Colossesi 2:14,15

Messaggioda Janira » martedì 15 maggio 2018, 22:58

Il post a cui facevo riferimento si trova alla pagina 26, però in effetti risale a più di un anno fa. Posso chiederti Bgaluppi in che modo hai rivalutato quel tuo pensiero precedente? Grazie ancora per la vostra disponibilità!
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Re: Colossesi 2:14,15

Messaggioda bgaluppi » martedì 15 maggio 2018, 23:21

Janira, ho riletto il mio scritto. Non ho cambiato idea, sono due contesti diversi; lì si discuteva sulla divinità di Yeshùa. Dunque, confermo quanto ho scritto precedentemente: se Cristo è divenuto corpo di peccato, come afferma la Scrittura, è ovvio che non poteva essere Dio (in quanto egli era offerta a Dio, dunque Dio non può ofrire se stesso a se stesso); ma credo che se parliamo del perché Yeshùa gridò quelle parole, non fu a motivo di un reale abbandono del corpo di peccato da parte dello spirito di Dio (come scrivo nel vecchio post), ma a motivo della situazione agonizzante che stava vivendo, che è ben espressa dal Salmo 22 in cui Yeshùa si identifica, anche in qualità di messia (il Salmo fa riferimento all'era messianica verso la fine). Dio non è mai stato fisicamente dentro Yeshùa, ma solo spiritualmente e simbolicamente, in quanto Cristo Lo rappresentava come "parola incarnata"; e di certo non lo abbandona, poiché poi lo resuscita. Una cosa con cui forse non concordo con quanto ho scritto, dunque, è sul fatto che lo spirito di Dio lo abbandoni, e dunque Yeshùa griderebbe quelle parole per quel motivo. Non sono più sicuro di questo, dovrei rifletterci su. :-)

Più si approfondisce, più si scopre di non conoscere. E più si va avanti, più si capisce quanto precedentemente non si era capito. Ma può avvenire anche il contrario, a volte. ;)
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Re: Colossesi 2:14,15

Messaggioda Janira » mercoledì 16 maggio 2018, 13:22

Sono perfettamente d'accordo, anche perché le Scritture sono un arricchimento continuo. Grazie!
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