Le 70 settimane di Daniele 9:24-27:una soluzione

animasalvata
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Re: Le 70 settimane di Daniele 9:24-27:una soluzione

Messaggio da animasalvata »

chelaveritàtrionfi ha scritto: domenica 15 maggio 2022, 14:17
prima di passare alla distruzione del 70, evidenzierei la distruzione della città e dell'altare, avvenuta nel 165
Il termine Yashit se non sbaglio (Besasea mi correggera se mi sbaglio) indica anche una distruzione parziale come avvenne nell'epoca che hai citato.

Cmq שבעים שבעים (ho eliminato la punteggiatura masoretica) può significare:

- Settanta settanta! come ripetizione enfatica del numero 70 come sostiene Abramo del forum CE

- Settanta settantesimi come sostiene Besasea.

In entrambi i casi il riferimento è ai 70 anni di Geremia. Questo è il significato immediato perché si evince dal contesto (Daniele 9,2) e perché il profeta deve essere valutato nel suo presente. Il tema è in primo luogo il ritorno dall'esilio.
Nella traduzione di Abramo pertanto sarebbe una esclamazione enfatica "settanta settanta (di anni)!" mentre in quella di Besasea "settanta settantesimi (di anni)"dove ogni settantesimo è una frazione annuale di 70 anni.

Quindi in primo luogo parliamo di una sequenza di 70 anni (anno 1,2,3,4...70). Tuttavia a mio parere le traduzioni di Abramo e Besasea non escludono nemmeno una doppia lettura. In questo caso i 70 anni o 70 settantesimi sarebbero una sequenza di anni sabbatici in un insieme di 70 anni sabbatici. (Anno 7,14,21,28...70,...490). L'anno sabbatico è un settimo di 7 anni e un settimo di 7 anni è un anno. Mettendo insieme questi anni specifici abbiamo una sequenza di 70 anni specifici in un insieme di 70 anni specifici. Non so se mi sono spiegato. In questo arco di tempo sia la piena costruzione della spianata e della valle. In una sequenza di 70 anni normali (anno 1,2,3...70) viene ricostruita la spianata con il gettare le fondamenta del tempio; mentre in una sequenza di 70 anni specifici (anno 7,14,21...70...490) viene ricostruita la spianata col tempio e la valla fino a precipizio con le case, mura e fossati.

A quest'analisi aggiungo anche in linea con lo stile enigmatico del libro di Daniele un altra considerazione. Sappiamo che il libro (che sia solo il libro di Daniele o tutto il libro della Bibbia incluso quello di Daniele è ininfluente) doveva rimanere sigillato fino al tempo della fine che è il tempo d'angoscia descritto in Daniele 12,1. Questo significa che il sigillo sarebbe tolto a partire da un certo momento. Inoltre le parole stesse dovevano rimanere chiuse sempre fino al tempo della fine. Quindi le parole dovevano in un certo senso restare enigmatiche fino ad un certo tempo.
שבעים שבעים senza vocalizzazione potrebbe essere un anomalo oscuro enigma. שבעים potrebbe essere un oscuro trabocchetto risultante dalla fusione di due parole shabua (periodo di sette)e shanim (anni). שבעים שבעים suonerebbe così "settanta periodi di sette anni" oppure "settanta settenari".
Se fosse stato scritto come dice Besasea " shivim shabatot shamim (70 settimane di anni) il riferimento sarebbe stato troppo chiaro e non in linea con ciò che viene scritto in Daniele 12,4 e 12,9. Inoltre così si sarebbero eliminati una buona parte dei riferimenti a Ciro (la sua nascita, l'editto, le fondamenta del tempio e la sua morte). Così si sarebbero estromesse le vicende del ritorno e il profeta non poteva essere valutato nel presente. Per ovviare a questi problemi allora anziché dire "shivim shabatot shamim" si è arrivati ad una parola enigmatica e sincretica tra shavua e shanim. Shavua e shanim insieme diventanto così שבעים In questo modo שבעים שבעים può essere letto come settantesimo di anni (normali e anche particolari) e anche come settanta settenari. In questo modo la profezia si può riferire sia a Ciro come da contesto e alla ricostruzione piena della spianata e della valle.

Questa analisi trova conferma anche con i tuoi calcoli.

7 anni sabbatici dopo il 598 AC oppure 7 settenari dopo il 598 AC il Messia Ciro sottomette la media e inizia la sua ascesa politica. 62 anni sabbatici dopo il 598 AC oppure 62 settenari dopo il 598 AC il tempio viene riconsacrato. Il tempio viene riconsacrato al termine di un ultimo settenario contemporaneo ai 62 settenari. Alla stessa maniera il primo settenario è contemporaneo al primo dei 62 settenari. Inoltre dalla desolazione del 587ac alla desolazione del 168/7 AC (l'idolo muto) passano 420 anni lunisolari che equivalgono esattamente a 434 (62x7) periodi di 354 giorni (l'anno lunare). Da una distruzione ad un altra passano esattamente 434 anni lunari.
Quando ci sono troppe coincidenze allora non è un caso. È più di un caso.

Daniele 9 potrebbe suonare quindi anche come settanta settenari. Dopo che שבעים ha assunto questo senso di un periodo di sette anni שבעים assunse in seguito anche il senso di settimana di giorni. La visione del capitolo 10 è ambientata dopo quella del capitolo 9 ossia nel terzo anno di Ciro. Li il profeta parla di 3
שבעים di cordoglio e digiuno. Besasea sostiene che non possono trattarsi di 21 giorni letterali perche nella festa dei pani Azzimi non si digiuna. Però l'angelo menziona 21 giorni (Daniele 10,12-13) che sono esattamente il tempo del cordoglio di Daniele. Nella festa di Pesach Daniele si sarà limitato alle cose essenziali evitando i cibi deliziosi.

Un altra cosa che ho fatto notare a Besasea è: perché l'angelo in Daniele 11,1 menziona il primo anno di Dario? Poteva omettere questo particolare oppure menzionare l'anno di inizio del regno di Dario. Invece menziona il primo che è anche l'anno della visione del capitolo 9. Per me l'intento è collegare gli eventi del capitolo 11 al contenuto del capitolo 9.
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Re: Le 70 settimane di Daniele 9:24-27:una soluzione

Messaggio da Besàseà »

Correte troppo e non riesco a starvi dietro. Tutta la parte dei calcoli e delle coincidenze in questa fase non la commento, se prima non sarà chiarita tutta la questione linguistica.

La possibile interpretazione di anni sabbatici non ha alcun supporto nella profezia di Geremia. Ancora dimenticate che qui il mal'akh non sta rivelando il senso di una visione di Daniel, ma sta invece spiegando una profezia di Geremia scritta chiara e riferita alla fine dell'esilio babilonese.

Riguardo ai shavu'im del capitolo 10 e ai 21 giorni mi pare di averti già risposto e sei tornato ancora alla stessa domanda. Non possono essere settimane di giorni non solo per una questione di logica riguardo la festa di Pesach (che richiede mangiare il sacrificio pasquale e bere vino), ma soprattutto per una questione linguistica. Il testo dice che sono anni. Infatti Rashi in loco li intende tre settimane di anni, ma proprio perché è impossibile intendere giorni. Quindi per Rashi sono 21 anni. Mentre nell'espressione di Daniel 10.13 (che non ha nulla a che fare con l'espressione di Daniel 10.2), sono chiaramente 21 giorni. Se volete sapere perché mi prenderò un po' di tempo e cercherò di spiegarvelo.

Riguardo ai calcoli, oltre le date indicate, vi sarebbe anche da aggiungere in conto non solo i tre anni (shavu'im) di lutto di Daniel, ma anche l'anno di malattia di Daniel (8.27).
Per me valgono solo le opere scritte in ebraico.
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Re: Le 70 settimane di Daniele 9:24-27:una soluzione

Messaggio da animasalvata »

Besàseà ha scritto: lunedì 16 maggio 2022, 20:11
La possibile interpretazione di anni sabbatici non ha alcun supporto nella profezia di Geremia.
Besasea lo hai detto tu stesso che il testo di Daniele 9,26 parla si di spianata, ma anche di vallata fino a precipizio. Se linguisticamente שבעים שבעים sono esclusivamente un periodo di 70 anni normali consecutivi allora la profezia dell'angelo non si è adempiuta perché la valle non fu ricostruita in quei 70 anni.
Dici che l'anno sabbatico non ha supporto nella profezia di Geremia, però io leggo in Geremia che si profetizza anche la ricostruzione della città sulle rovine (capitolo 30,18). Sarà poi l'angelo in Daniele a spiegare che la città sarà ricostruita, spianata e valle. Poiché in Daniele 9 l'angelo parla di vallata mi pare logico pensare che Geremia 30,18 si riferisca non solo al gettare le fondamenta del tempio sulla spianata, ma anche alla ricostruzione completa di Gerusalemme nella vallata fino a precipizio.
Besasea io non slego il capitolo 29 di Geremia dal 30. Dio promette al compimento dei 70 anni di Babilonia che gli ebrei sarebbero tornati e avrebbero ricostruito la città. Il Tutto viene ripreso poi in Daniele 9 dove si dice che la città tornerà e sarà ricostruita spianata e valla.
Inoltre nello stesso capitolo 30 al versetto 9 cosa viene profetizzato?
riguardo ai shavu'im del capitolo 10 e ai 21 giorni mi pare di averti già risposto e sei tornato ancora alla stessa domanda. Non possono essere settimane di giorni non solo per una questione di logica riguardo la festa di Pesach (che richiede mangiare il sacrificio pasquale e bere vino)
Faccio un esempio: in ebraico un periodo di tempo effettivo di 6 anni e mezzo può essere considerato come 7 anni interi perché una parte di anno equivale ad un anno intero.
In maniera del tutto analoga un periodo di quasi 3 settimane può essere ebraicamente considerato come 3 settimane intere.
Nel caso di Daniele 10,2 escludendo il giorno 15 di Nisan (giorno in cui si mangia la carne dell'agnello e si beve il vino) sono 20 giorni di digiuno reale. 20 giorni è un numero molto prossimo a 3 settimane intere (21 giorni). Pertanto un digiuno di 20 giorni può ebraicamente essere considerato come 3 settimane intere di digiuno.
Anche considerando 3 anni interi di digiuno questi non saranno mai 3 anni completi perché dovresti escludere il 15 di Nisan per ogni anno. Avresti un periodo di tempo molto prossimo a 3 anni interi ma che può essere considerato come 3 anni interi.
Mentre nell'espressione di Daniel 10.13 (che non ha nulla a che fare con l'espressione di Daniel 10.2), sono chiaramente 21 giorni.
Traduzione da Sefaria: Daniele 10,12: Poi mi disse: «Non temere, Daniele, perché dal primo giorno in cui hai deciso di comprendere, praticando l'astinenza davanti al tuo Dio, la tua preghiera è stata esaudita e io sono venuto per la tua preghiera.

Daniele inizia un astinenza e questo è coerente con il contesto (Daniele 10,3). L'angelo dice che non venne subito ad esaudire l'astinenza di Daniele perché per 21 giorni dovette fronteggiare il principe del Regno di Persia. È chiaro quindi che Daniele dovette fare astinenza fino a quando l'angelo non gli apparve ossia il 21° giorno e 21 giorni corrispondono anche tre settimane di giorni.
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Re: Le 70 settimane di Daniele 9:24-27:una soluzione

Messaggio da chelaveritàtrionfi »

Evito di aggiungere lunghi commenti aspettando Besàseà che spieghi la questione linguistica.
Vorrei però chiedere a Besàseà se oltre a leggere i due libri dei Maccabei (mi pare che li ho citati anche per intere pagine qui) hai letto il libro di Enoch anche se considerati tutti testi apocrifi.

il libro di Enoch descrive un particolare tipo di calendario che è quello delle settimane. l'anno è di 364 giorni = 52 settimane (364 :7). Il calendario delle settimane era utile a gestire i turni sacerdotali (delle 24 classi), una per settimana, in modo tale che in 6 anni (giubileo) tutte le classi sacerdotali potevano compiere 3 turni completi e quindi ricominciare il ciclo.

364 è divisibile per 7, quindi si ottengono 52 settimane in un anno che si può considerare anche come 4 stagioni da 13 settimane : 4x13 = 52. Ogni stagione è 13x7= 91 giorni.

In questo calendario l'anno inizia di mercoledi forse in accordo con le Scritture secondo le quali il sole, la luna e le stelle sono state create il quarto giorno (Gen 1, 14-15).

Negli scritti di Qumran sono stati trovati attestazioni a questo calendario:

a) Commento alla Genesi (4Q p Gena = 4 Q 252)
Vi si menziona esplicitamente l’anno (solare) di 364 giorni (VIII.18) e si cerca di aggiustare la cronolgia del diluvio a questo calendario:
il 17 del 2° mese è il primo giorno della settimana;
il 26 del 3° mese è il quinto giorno della settimana;
il 14 del 7° mese è il terzo giorno della settimana;
il 1 del 10° mese è il quarto giorno della settimana;
il 24 dell’11° mese è il primo giorno della settimana;
il 1 del 12° mese è il primo giorno della settimana;
il 1 del 1° mese è il quarto giorno della settimana;
il 17 del 2° mese il primo giorno della settimana.
Questi dati sono compatibili soltanto con un anno di 364 giorni diviso in quattro trimestri di 30, 30, 31 giorni, rispettivamente, che cominciano tutti di mercoledì.

Nota.

Nella Genesi, il diluvio comincia il 17° giorno del secondo mese :

"nel seicentesimo anno della vita di Noè, il secondo mese, il diciassettesimo giorno del mese, in quel giorno tutte le fonti del grande abisso eruppero e le cateratte del cielo si aprirono. Piovve sulla terra quaranta giorni e quaranta notti". (Genesi 7:11,12)

fino al 27° giorno del secondo mese:

"L'anno seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque si erano prosciugate sulla terra; Noè tolse la copertura dell'arca ed ecco la superficie del suolo era asciutta. Nel secondo mese, il ventisette del mese, tutta la terra fu asciutta". (Genesi 8:13,14)

Dall'anno 600 della vita di Noè al 601 passa un anno. Dal 17° giorno del secondo mese al 27° giorno del secondo mese, passano 10 giorni. Considerando l'anno lunare di 354 giorni, sono esattamente 1 anno e 10 giorni. L’anno si affranca dalla luna e della sue fasi; esso è tutto basato sul numero 7, cioè sul Sabato, simbolo della creazione (Gen 1). 1 anno e 10 giorni sul calendario lunare, corrispondono esattamente a 364 giorni del calendario delle settimane, come nel testo di Qumran.

b) Cantico per l’olocausto del Sabato (4Q 400-402)
Vi si menzionano le date di numerosi sabati:
primo sabato: il 4 del primo mese;
quarto sabato: il 25 del primo mese;
settimo sabato: il 16 del secondo mese;
ottavo sabato: il 23 del secondo mese;
dodicesimo sabato: il 21 del terzo mese.
Questi dati sono compatibili soltanto con un anno di 364 giorni diviso in quattro trimestri di 30, 30, 31 giorni, rispettivamente, che cominciano tutti di mercoledì.

c) Salmi apocrifi (11Q Psa)

d) Lista calendaria in 4 Q 394-398 = 4 QMMTa

Oltre ad essere utile per la gestione dei turni sacerdotali, il calendario apportava il vantaggio che tutte le feste importanti come Pesach cadessero nello stesso giorno. Pesach, il 15 di Nisan, primo mese dell’anno, cade sempre di mercoledì, dal momento che il primo giorno dell’anno cade un mercoledì. L’immolazione dell’agnello pasquale ha luogo nella notte tra il 14 e il 15 di Nisan, cioè nella notte tra martedì e mercoledì.

Nota sul calendario delle settimane.

Considerando l'anno di 364 giorni, in soli 25 anni si perderebbe la sincronizzazione con l'anno solare. Ma questo non accade con l'intercalazione: aggiungendo una settimana intera (7 giorni) ogni fine di 7 anni (anno sabatico) e due settimane intere (7x2 giorni) ogni fine di 4 anni sabatici, cioè ogni 28 anni.

Molto probabilmente, Daniele fa riferimento a questo calendario. Sarebbe ulteriore prova sulla data di origine del testo.

Coincidenze:

In 1 Enoch 1-36 (cosiddetto libro dei Vigilanti) si parla di Dio re in un periodo finale paradisiaco (9:4; 25:7; 12:3; 25:3–5; 27:3). Anche In 1 Enoch 84,42–90 Dio è re della terra oltre che di tutto l’universo. In 1 Enoch 90,20 abbiamo il giudizio finale di Dio, il trono di Dio nella terra di Israele e una trasformazione della terra che sembra implicare la risurrezione. Cf. anche 1 En. 93,1–10; 91,12–17). Infine nel Libro delle parabole il Signore degli Spiriti intronizza il Figlio dell’Uomo (68,1; 62,5; cf. 69,29), che ha funzione di messia, re, giudice e distruggerà tutti i re della terra (46,4–5; 48,4–5; 62–63)


Per i 3 shavuìym di Daniele 10 e sui 21 giorni avrei la risposta, ma aspetto
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Re: Le 70 settimane di Daniele 9:24-27:una soluzione

Messaggio da chelaveritàtrionfi »

Anzi lo scrivo adesso.

Il primo anno di Ciro è il 539/8. Ciro regna per altri 10 anni circa prima della morte che avviene nel 530/29.
Il suo successore è Cambise II che prende il titolo di Assuero. Regna per 7 anni circa, dal 529 al 522.
Nel 522 sale al trono colui definito impostore: Smerdi o Bardyia e rimane pochi mesi. Prende il titolo di Artaserse.
Gli succede Dario I che regna per 36 anni, dal 522 al 486. Dario è membro di un'importante famiglia nobile persiana; guidò la spedizione persiana a Maratona (Grecia) contro i Greci.

Secondo il libro di Edra, il tempio viene riedificato nel sesto anno di Dario, cioè nel 516/15 a.E.V.

Si terminò la costruzione di questo tempio il giorno tre del mese di Adar nell'anno sesto del regno del re Dario. (Esdra 6:15)

Esattamente 3x7 = 21 anni dopo la visione di Daniel nel terzo anno di Ciro, al capitolo 10. Il terzo anno di Ciro è il 537/6.

L'anno terzo di Ciro re dei Persiani, fu rivelata una parola a Daniele, chiamato Baltazzàr. Vera è la parola e la lotta è grande. Egli comprese la parola e gli fu dato d'intendere la visione. (Dn 10:1)

Qui si anticipa la lotta tra i persiani ed i greci.

Ma il principe del regno di Persia mi si è opposto per ventun giorni: però Michele, uno dei primi prìncipi, mi è venuto in aiuto e io l'ho lasciato là presso il principe del re di Persia; (Dn 10:13)

"Allora mi disse: «Sai tu perché io sono venuto da te? Ora tornerò di nuovo a lottare con il principe di Persia, poi uscirò ed ecco verrà il principe di Grecia". (Dn 10:20)

La battaglia di Maratona (in greco antico: ἡ ἐν Μαραθῶνι μάχη, hē en Marathôni máchē[1][2]) fu combattuta nell'agosto o nel settembre 490 a.C. nell'ambito della prima guerra persiana e vide contrapposte le forze della polis di Atene, appoggiate da quelle di Platea e comandate dal polemarco Callimaco, a quelle dell'Impero persiano, comandate dai generali Dati e Artaferne.
L'origine dello scontro va cercata nel sostegno militare che le poleis greche di Atene ed Eretria avevano fornito alle colonie elleniche della Ionia quando esse si erano ribellate all'impero. Deciso a punirle duramente, il re Dario I di Persia organizzò una spedizione militare che fu intrapresa nel 490 a.C.: sottomesse le isole Cicladi e raggiunta via mare l'isola di Eubea, i due comandanti sbarcarono un contingente che assediò e distrusse la città di Eretria; la flotta proseguì verso l'Attica, approdando in una piana costiera presso la città di Maratona.
La battaglia di Maratona è famosa anche per la leggenda dell'emerodromo Fidippide che, secondo Luciano di Samosata, avrebbe corso ininterrottamente da Maratona ad Atene per annunciare la vittoria e, giuntovi, sarebbe morto per lo sforzo.
https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Maratona

La battaglia dura circa 21 giorni (simbolici).


Ps. avevo scritto che avrei evitato di aggiungere lunghi commenti :d
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Re: Le 70 settimane di Daniele 9:24-27:una soluzione

Messaggio da Gianni »

Naza, ti conferiamo l'attestato di biblico revisore dei conti. A Besàseà l'attestato dell'ordine di Yòv per la pazienza. :-)
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Re: Le 70 settimane di Daniele 9:24-27:una soluzione

Messaggio da animasalvata »

chelaveritàtrionfi ha scritto: martedì 17 maggio 2022, 8:38
Il primo anno di Ciro è il 539/8
L'anno di ascensione di Ciro è il 538ac (Tishrei 538 nell'ottobre del 539 fino a Tishrei 537 nell'autunno del 538).

Primo anno: 537ac (anno dell'editto e del ritorno)
Secondo anno: 536ac (secondo anno del ritorno e anno in cui vengono gettate le fondamenta del tempio)
Terzo anno: 535ac (terzo anno del ritorno e anno della visione di Daniele 10).
Secondo il libro di Edra, il tempio viene riedificato nel sesto anno di Dario, cioè nel 516/15 a.E.V.

Si terminò la costruzione di questo tempio il giorno tre del mese di Adar nell'anno sesto del regno del re Dario. (Esdra 6:15)

Esattamente 3x7 = 21 anni [/b]dopo la visione di Daniel nel terzo anno di Ciro, al capitolo 10. Il terzo anno di Ciro è il 537/6.
Dario iniziò a regnare nel Settembre del 522ac. Essendo quasi alla fine dell'anno ebraico civile l'inizio del suo regno va da Tishrei 521ac (autunno del 522). Esdra parla di 6 anni ma consideriamo anche l'anno di ascensione. Quindi sono 7. Pertanto il tempio venne ultimato nell'anno ebraico civile 515 AC (da Tishri 515 (autunno del 516) a Tishrei 514 (autunno del 515ac).

Dal terzo anno di Ciro il 535ac (l'anno della visione di Daniele 10) all'anno ebraico civile in cui fu ultimato il tempio sono 21 anni

Comunque avevo fatto notare anche a Besasea che Daniele iniziò un astinenza. Egli mi disse: 12 "Non temere, Daniele, poiché dal primo giorno che ti mettesti in cuore di capire e d'umiliarti davanti al tuo Dio, le tue parole sono state udite e io sono venuto a motivo delle tue parole. 13 Ma il capo del regno di Persia m'ha resistito ventun giorni; però Michele, uno dei primi capi, è venuto in mio soccorso e io sono rimasto là presso i re di Persia.

Daniele si umilio per 21 giorni perché l'angelo intervenne solo il 21° giorno spiegandone il perché del ritardo. E 21 giorni sono anche un periodo di 3 settimane di giorni. Che poi i giorni di digiuno siano effettivamente 20 (togliendo il 15 di Nisan dove è vietato digiunare) il numero 20 è molto prossimo a 21. 20 giorni di digiuno effettivo possono alla maniera ebraica essere considerati come un periodo di 3 settimane intere.
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Re: Le 70 settimane di Daniele 9:24-27:una soluzione

Messaggio da chelaveritàtrionfi »

Gianni ha scritto: martedì 17 maggio 2022, 10:33 Naza, ti conferiamo l'attestato di biblico revisore dei conti. A Besàseà l'attestato dell'ordine di Yòv per la pazienza. :-)
:d :d
E lo so gli argomenti sono tanti. Ho fatto uno studio di 70 pagine (erano 40 inizialmente). Lo sto perfezionando. Poi chi è più esperto criticherà, pazienza.
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Re: Le 70 settimane di Daniele 9:24-27:una soluzione

Messaggio da chelaveritàtrionfi »

animasalvata ha scritto: martedì 17 maggio 2022, 12:23
Comunque avevo fatto notare anche a Besasea che Daniele iniziò un astinenza. Egli mi disse: 12 "Non temere, Daniele, poiché dal primo giorno che ti mettesti in cuore di capire e d'umiliarti davanti al tuo Dio, le tue parole sono state udite e io sono venuto a motivo delle tue parole. 13 Ma il capo del regno di Persia m'ha resistito ventun giorni; però Michele, uno dei primi capi, è venuto in mio soccorso e io sono rimasto là presso i re di Persia.

Daniele si umilio per 21 giorni perché l'angelo intervenne solo il 21° giorno spiegandone il perché del ritardo. E 21 giorni sono anche un periodo di 3 settimane di giorni. Che poi i giorni di digiuno siano effettivamente 20 (togliendo il 15 di Nisan dove è vietato digiunare) il numero 20 è molto prossimo a 21. 20 giorni di digiuno effettivo possono alla maniera ebraica essere considerati come un periodo di 3 settimane intere.
I 3 shavuìym secondo me sono da interpretare con anni solo se si considera Daniele come il profeta che descrive il futuro. Un tempo simbolico considerando la profezia post eventum (quello che per me è). Daniele, mi pare di capire, ha la visione alla fine di questo periodo di digiuno, ed esattamente il 24 del primo mese. Evidentemente iniziato 3 anni prima. Facendo riferimento al testo si dovrebbe interpretare la questo tempo come anni e questo è l'errore, secondo me, che si commette anche dopo. Se shavuìym sono anni perchè dire shavuìym? Oppure se sono settimane perchè non shavuòt? il termine indica un periodo di tempo da interpretare.

La visione avviene nel terzo anno di Ciro. Se 3 shavuìym sono 3 anni, il digiuno comincia all'inizio del primo anno di Ciro e si conclude alla fine del terzo anno(*). Nei versetti successivi si citano il re di Persia e di Grecia. Quindi la battaglia. L'autore conosce già il futuro come lo si potrà capire negli altri capitoli.

Ma Daniele descrive ciò che ha davanti, quindi in riferimento a 3 shavu'im non sono in realtà 3 anni digiuno effettivo, ma simboleggiano un periodo (PER ME) di 3x7 = 21 anni corrispondenti in caso di capitolo scritto post eventum (nel II secolo a.E.V.).

Il tema è sempre il tempio. Dal terzo anno di Ciro, quando Daniele ha la visione, fino al completamento dei lavori per il tempio (sesto anno di Dario), passano 21 anni simboleggiati dai 3 shavuìym di digiuno trascorsi. Come già scritto e da te confermato.

(*)Nota. La Visione di Daniele, avviene nel terzo anno di Ciro, nel primo mese, il 24° giorno. La Fine della ricostruzione del tempio si ha nel sesto anno di Dario, il giorno 3 del mese di Adar (sesto mese).


Poi nei capitoli successivi sono descritti 21 giorni di opposizione del re di Persia all'angelo. Qui pare di capire che l'opposizione sia nei confronti del tempio, che nè Cambise (Assuero) - che regna 7 anni - nè Artaserse (Smerdi) hanno avuto intenzione di far proseguire la ricostruzione. Dopo Smerdi in realtà abbiamo un altro usurpoatore del trono, che ha brevissima durata, che si faceva chiamare con il nome di Nabucodonosor III. Nel 522 comunque sale al trono Dario. Questo Re di Persia invece acconsente ai lavori.

Poi l'angelo esce per combattere con il re di Grecia, chiaro riferimento, come riportato, della battaglia di Maratona combattuta in un solo mese ed ipotizzato con 21 giorni.

I 21 giorni però sono da ricercare, come simbologia, nel tentativo di ostacolare i lavori del tempio da parte dei re persiani
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Re: Le 70 settimane di Daniele 9:24-27:una soluzione

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chelaveritàtrionfi ha scritto: martedì 17 maggio 2022, 15:10
la visione avviene nel terzo anno di Ciro. Se 3 shavuìym sono 3 anni, il digiuno comincia all'inizio del primo anno di Ciro e si conclude alla fine del terzo anno.


Se Daniele aveva digiunato per un periodo di 3 anni penso che l'angelo avrebbe dovuto dire: 12 Poi mi disse: «Non temere, Daniele, perché dal primo giorno in cui hai deciso di comprendere, praticando l'astinenza davanti al tuo Dio, la tua preghiera è stata esaudita e io sono venuto per la tua preghiera. 13 Tuttavia, il principe del regno persiano mi si oppose per tre anni; ora Michele, principe di prim'ordine, è venuto in mio aiuto, dopo che vi fui trattenuto con i re di Persia.

L'astinenza è riferita al digiuno del versetto 3. Daniele digiuna per tre shavuim. L'angelo motiva poi il perché del suo ritardo. Daniele quindi fa astinenza/digiuno fino a che l'angelo non si rivela a lui. Il testo parla di un ritardo di 21 giorni, non di tre anni. 21 giorni di ritardo sono anche 3 settimane di giorni. Il divieto di digiunare nel giorno di 15 Nisan non penso che sia un problema e l'ho detto perché.

Io ho espresso la mia opinione al riguardo. שבעים שבעים significa in primo luogo settanta settantesimi di anni normali (e anche di anni specifici). שבעים sembra anche un enigmatico gioco di parole in linea con lo stile nascosto e sigillato del libro fino al tempo della fine. Sembra una fusione di shabua (periodo di 7) e shanim (anni).
שבעים suonerebbe infatti come "periodi di 7 anni" oppure "settenari" e questo senza negare il significato principale di "settantesimo di anno". Il significato di settenario è un solo un significato complementare a quello di settantesimo di anno.
Poi solo dopo che שבעים ha assunto questo senso di "periodi di 7 anni" (infatti la visione del capitolo 10 è ambientata successivamente a quella del capitolo 9) ha assunto anche quello di "periodi di 7 giorni" come in Daniele 10 dove tre שבעים corrispondono esattamente al tempo del ritardo dell'Angelo.
In Daniele 9,24 se si fosse scritto "shivim shabatot shanim",letteralmente "70 settimane di anni", si sarebbero saltati gli eventi dell'epoca di Ciro come il ritorno dall'esilio e l'inizio della ricostruzione del tempio, nonché la nascita e la morte di Ciro. Invece שבעים שבעים si addice sia a 70 anni normali (oppure specifici) ma anche a settenari settanta. E questo si addice anche con la storia perché in 70 anni normali fu ricostruita la spianata con le fondamenta mentre in un periodo più lungo fu ricostruita la vallata fino a precipizio con case, fossati e mura. Ciò ha perfettamente senso se שבעים שבעים doveva essere una parola oscura e sigillata fino al tempo della fine.

Poi un altra cosa che mi porta ad escludere un digiuno di 3 anni è proprio l'inizio di tale conteggio. L'inizio coinciderebbe in tal caso con l'editto di Ciro, dunque un evento positivo che non dovrebbe indurre ad effettuare un digiuno. Daniele digiuna perché evidentemente era stato messo al corrente che gli stranieri in Giudea molestavano i Giudei perché volevano impedire la ricostruzione del tempio. Questo evento doloroso sarebbe il motivo del digiuno, ma le difficoltà non ebbero inizio nel primo anno di Dario e Ciro ma ebbero inizio nel secondo anno di Dario e Ciro. Dal secondo al terzo anno di Dario e Ciro la differenza è solo di 1-2 anni, non tre.
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