sinedrio ed "espulsione"

Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda bgaluppi » domenica 19 novembre 2017, 14:32

E in base a quale autorità, visto che gli apostoli non ci sono? Un credente può fare quello che dice Yeshùa: sia per voi come un pagano, uno straniero. Se un fratello smette di seguire la via giusta, io, come fratello, posso ammonirlo, parlargli, e chiedere l'aiuto di altri fratelli; se costui continua a voler seguire una via diversa da quella indicata da Yeshùa e dagli apostoli, ha tutto il diritto di farlo e nessuno ha il diritto di costringerlo a fare altrimenti. Dunque, io lo lascerò perdere.

Per capire le parole di Yeshùa, però, non basta leggerle in italiano e poi interpretare come ci pare. Bisogna innanzitutto comprendere il significato dei termini, e poi valutarli nel contesto di allora e in quello di oggi. Oggi esiste un'autorità apostolica come nel primo secolo? No.
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda bgaluppi » domenica 19 novembre 2017, 14:57

Il tema dell'attualizzazione della vita del credente oggi è interessante, ma dovrebbe essere discusso in una cartella a parte e sempre biblicamente, tenendo conto delle grandi differenze che intercorrono tra il mondo di allora e quello di oggi. Purtroppo non riesco a seguire bene le discussioni perché sono momentaneamente senza internet in casa e sfrutto gli hotspot della città quando posso.
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda Daminagor » domenica 19 novembre 2017, 16:20

Se un fratello smette di seguire la via giusta, io, come fratello, posso ammonirlo, parlargli, e chiedere l'aiuto di altri fratelli; se costui continua a voler seguire una via diversa da quella indicata da Yeshùa e dagli apostoli, ha tutto il diritto di farlo e nessuno ha il diritto di costringerlo a fare altrimenti. Dunque, io lo lascerò perdere.


Hai praticamente riassunto la dottrina dei testimoni di geova a riguardo, se "lasciare perdere" significa evitare di parlarci, salutarlo, farci affari, ecc.
Quindi da una parte mi dici che il cherem non si applica per un cristiano, ma di fatto è esattamente quello che suggerisci di fare...
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda Alen.chorbah » domenica 19 novembre 2017, 17:00

Qui dalla jewishencyclopedia una trattazione esaustiva: http://www.jewishencyclopedia.com/artic ... 7-anathema
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda Giorgia » domenica 19 novembre 2017, 18:27

Alessia è più buona di me, io non penso che scherzino. Io sono certa che ci stiano trollando. Voglio dire qui scriviamo 'a' e loro ti chiedono perché hai scritto 'b'
Quindi per me di dubbi non ce ne sono.

Comunque sulla Bibbia da nessuna parte c'è scritto nulla su comitati segreti, dissociazioni, o smettere di parlare e di salutare una persona. Quindi questo argomento è palesemente al di fuori degli argomenti del forum.

Quindi come sempre i soliti 2 o 3 stanno cercando di far venire dubbi e ovviamente stanno perdendo tempo, facendolo perdere anche a persone buone e disponibili come Tony, Alessia e Bruno.
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda Daminagor » domenica 19 novembre 2017, 18:31

Grazie per la risposta, ora so che l'ostracismo non è biblico. Era tutto quello che volevo sapere. I commenti acidi e sarcastici ve li potevate tenere.
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda Armageddon » lunedì 20 novembre 2017, 13:28

Dunque, per capire il messaggio, occorre utilizzare un metodo ermeneutico, già esposto su questo forum


Un solo metodo ermeneutico?Quale e dove posso leggerlo?
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda bgaluppi » lunedì 20 novembre 2017, 19:49

Ermeneutica per principianti (e non solo)

viewtopic.php?f=3&t=755
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda bgaluppi » lunedì 20 novembre 2017, 20:29

Caro Daminagor, oggi non abbiamo più gli apostoli tra noi, dunque non possiamo appellarci ad alcuna autorità che possa decidere l'espulsione di qualcuno. Gli apostoli ebbero una certa autorità nell'operare, perché a loro fu detto “tutte le cose che legherete sulla terra, saranno legate nel cielo; e tutte le cose che scioglierete sulla terra, saranno sciolte nel cielo” (Mt 18:18). Morti loro, non abbiamo che la Scrittura - che è la lampada splendente che illumina il cammino - e la fede. In tealtà, nessun apostolo avrebbe avuto l'autorità di decidere chi fa parte o meno della comunità del popolo di Dio, poiché quell'autorità spetta solo a Dio. Vivere la fede oggi, in realtà, è molto semplice, e davvero non c'è bisogno di imbastire complicati ragionamenti su regole, regolucce, dogmi, anatemi e quant'altro. Ciò che il credente deve fare e non deve fare è scritto sulla Bibbia; se uno crede, ascolterà le parole della Bibbia, se non crede farà come gli pare e piace. Poi sarà giudicato per le sue opere. Tutto qua. La Bibbia insegna ad amare i fratelli, non a giudicarli; e chi ama veramente il fratello, farà di tutto per correggerlo quando sbaglia, sulla base degli insegnamenti biblici. Però, se si ama veramente qualcuno, lo si deve anche lasciar libero di fare le sue scelte; dunque, non si può costringere nessuno a fare alcuna cosa. È Dio che chiama i suoi a far parte del suo popolo, della sua comunità, dunque nessun uomo può farlo, né tantomeno può espellere qualcuno. Dio, invece, può espellere chi vuole, e lo farà, nel giorno che la Bibbia chiama "giorno del giudizio". È Dio a conoscere i suoi: “L'indomani Mosè disse al popolo: «Voi avete commesso un grande peccato; ma ora io salirò dal Signore; forse otterrò che il vostro peccato vi sia perdonato». Mosè dunque tornò al Signore e disse: «Ahimè, questo popolo ha commesso un grande peccato e si è fatto un dio d'oro; nondimeno, perdona ora il loro peccato! Se no, ti prego, cancellami dal tuo libro che hai scritto!» Il Signore rispose a Mosè: «Colui che ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro!” (Es 32:30-32).

Dice la Sapienza personificata: “Tutte le mie parole sono vere; nessuna è falsa o maliziosa. Per chi sa capire, le mie parole sono chiare; per chi è intelligente, sono semplici.” (Pr‬ ‭8:8-9‬). Davvero bisogna cominciare a leggere la Bibbia cercando di uscire dalla nostra mente umana contorta e complicata ed entrando nella mente di Dio, che è limpida e chiara come l'acqua di sorgente; bisogna ripulire la nostra mente da tutte le regole, le tradizioni, i dogmi e le dottrine che si sono inventati gli uomini e iniziare a metterci "nella pelle di Dio". Abbiamo un concetto troppo umano di Dio; Dio non è un uomo, è spirito, e se vogliamo capire le cose veramente e profondamente dobbiamo capirle attraverso lo spirito, non attraverso la logica o i sentimenti umani. Soprattutto, ci vuole buon senso. Se sarà Dio a giudicare chi farà parte della Sua Israele, il Suo popolo, come possiamo pensare che gli uomini abbiano alcuna autorità di espellere qualcuno dalla comunità? La comunità del popolo di Dio non è terrena, è spirituale. Poi, gli uomini facciano come credano, con le loro regole; ma nessuno potrà espellere o far entrare alcuno nel popolo di Dio, se Lui non lo vuole.
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Re: sinedrio ed "espulsione"

Messaggioda Israel75 » lunedì 20 novembre 2017, 21:28

Ciao Dami,
il modo psicologico di procedere della cosiddetta espulsione è simile a quello dell'inferno se ci pensi un attimo: la paura di una punizione , o di una esclusione dal gruppo.
Ecco dunque che per paura di una punizione ci si piega o si cambia idea.
Ma rimane una forzatura.

Non è è quello che emerge dagli insegnamenti del Rabbì di Nazareth.
Shalom
(Giac 4:6) Anzi, egli ci accorda una grazia maggiore; perciò la Scrittura (Is 10:33,Lc 18:14) dice: «Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili».
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