Interpretazione delle Scritture Ebraiche

noiman
Messaggi: 2048
Iscritto il: domenica 20 aprile 2014, 22:41

Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggio da noiman »

Colgo l’occasione per rispondere a una domanda posta da Ettore che riguarda ancora il libro di Bereshit , riassumo la prima parte della domanda: “
come possiamo credere a quello che è scritto in Genesi riguardo la creazione del mondo e dell’uomo
, Ettore afferma che i primi tre, quattro capitoli iniziali di Bereshit sembrano illogici e incomprensibili , l’aspetto letterale conciso è persino banale , mi pare di aver già a suo tempo commentato che l’agiografo/i non utilizzava la nostra logica , il racconto ha una dimensione narrativa dilatata in aperto contrasto con la razionalità su cui è costruita la nostra impalcatura intellettuale , gli elementi oggettivi che soddisfano le nostre esigenze narrative sono assenti , le stesse traduzioni non riescono a trasferire il senso originale , ci sembra di avere tra le mani un libro immaginoso, lacunoso parco di spiegazione e chiarimenti nei punti essenziali e prolisso in altre parti attraverso alcune ripetizioni , molte le contraddizione e salti temporali, una sfida al nostro buon senso logico, di per se il racconto non è molto eccezionale, avevo già scritto che chiunque è in grado di scrivere una storia migliore.

Mi pare di aver anche citato UgoVolli che fa l’esempio di un archeologo pronto a riconoscere in una forma regolare segnata in un campo un residuo di una antica costruzione, mentre un labirinto estremamente complesso anche più evidente può sembragli naturale e sfuggirgli perché non è logico, non cartesiano.

L’esempio di Volli per spiegare che all’interno del testo biblico nei due primi capitoli di Genesi è presente una razionalità non subito evidente ma sviluppa una serie ripetute di scansioni binarie, dal caos primordiale espresso con l’onomatopeico tohu vavou, (Bruno di Porto) successivamente scopriamo una serie di separazioni simmetriche : cielo/terra, terre/acque, acque/acque, luce/tenebre, giorno/notte, maschio/femmina, i giorni si alternano fino al numero 7 che chiude la successione binaria e sigilla la sequenza nel tempo e la sua ripetizione ciclica.
La risposta a Ettore riguardo alla sua seconda domanda perché è scritto che :“Il Signore non aveva fatto ancora piovere sulla terra” la risposta è che non va considerata in forma dubitativa con il significato “ tutto era inaridito” perché non c’era acqua, in realtà l’agiografo vuole porre una distinzione e suggerirci che la terra possedeva una sua energia creativa, “Ed jalèh min ha-aretz vejshchàh et kol pnèha adamah, ovvero : “Un vapore umido saliva dalla terra e bagnava tutta la superficie del suolo” , il significato ermeneutico suggerisce che erano presenti sulla terra tutti gli elementi necessari per fare crescer la vita, la distinzione è tra le acque , una sottolineatura per spiegare che la pioggia era secondaria e il vapore umido saliva dalla terra, paragonabile a alla rugiada, sarà attraverso la terra umida che l’uomo sarà plasmato , la terra usata dal vasaio è paragonabile a un utero fecondato, la fecondazione si completerà solo quando D-o insufflerà lo spirito di vita.
Noiman

Avatar utente
Gianni
Site Admin
Messaggi: 10168
Iscritto il: giovedì 12 marzo 2009, 10:16
Località: Viareggio
Contatta:

Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggio da Gianni »

Esempio appropriatissimo quello di UgoVolli. :-)
noiman
Messaggi: 2048
Iscritto il: domenica 20 aprile 2014, 22:41

Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggio da noiman »

Ciao Gianni
Questa mattina Ettore mi ha scritto privatamente chiedendomi se funziona ancora la posta privata all’interno del forum, direi di no! almeno non sempre, le comunicazioni automatiche non ci avvisano che è disponibile una mail personale in casella posta privata, avevo chiesto a Emiliano se poteva occuparsene, spero che ci riesca, il forum ha bisogno di manutenzione e prima o poi collasserà, a parte forse Gianni e Emiliano nessuno è in grado di metterci le mani, in caso di guasto grave diverrà inutilizzabile, ma considerata la situazione generale non sembra una grave perdita.
un saluto a tutti
Avatar utente
Gianni
Site Admin
Messaggi: 10168
Iscritto il: giovedì 12 marzo 2009, 10:16
Località: Viareggio
Contatta:

Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggio da Gianni »

Caro Noiman, io davvero non saprei metterci mano. E, sì, non sarebbe una grave perdita. ;)
noiman
Messaggi: 2048
Iscritto il: domenica 20 aprile 2014, 22:41

Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggio da noiman »

Wayerà.” Lot manipola sessualmente le sue figlie” di Zev Farber.

Quello che vi posto oggi è un breve riassunto di un articolo di Zev Farber in commento a Wayerà e riguardo Lot le sue figlie e l'incesto.
Ovviamente sarò sintetico nella parti del racconto che tutti conosciamo.
Da qualche parte in rete trovate l’articolo a cui mi sono ispirato e ne ho copiato alcune parti.
Il Racconto:
Lot e le sue figlie dopo la distruzione di Sodoma si nascondono in una grotta, credendo di essere gli unici sopravvissuti sulla terra le figlie fanno ubriacare il padre e mentre Lot dorme si uniscono sessualmente al padre.
E’ evidente che la storia non sta insieme, quando mai un uomo ubriaco e nel sonno è in grado di concepire figli oltretutto con le proprie figlie, quando mai le figlie stuprano il padre. E un incesto alquanto singolare, queste osservazioni non potevano sfuggire all'agiografo , il racconto aggiunge un particolare , Lot non seppe quello che gli era successo nelle notti in cui era ebbro, questo lo capiamo quando leggiamo “E la piccola giacque con lui e non conobbe (Lot) il suo giacere” (Bereshit 19/35) , la tradizione immagina che molti secoli dopo quando Ruth la Moabita entrò a far parte del popolo ebraico fu lei ad aggiungere il punto nella parola ובקמה u-ve-qumàh, che chiude la frase dove è scritto che le figlie si coricarono e si alzarono senza che il loro padre sapesse dell’unione sessuale.

Da questi rapporti incestuosi vengono generati due figli, un espediente letterario per indicare i capostipiti di due popoli che vivranno a fianco di Israele e giustificare alcuni elementi storici e generazionali narrati successivamente, non è raro che si ricorra a questo mezzo per autentificare la presenza di grandi uomini e grandi donne anche se non di discendenza ebraica saranno protagonisti nelle sorti del popolo di Israel, contrariamente a quanto si pensi l’ebraismo è nato per una serie di adozioni a iniziare da Avrahàm che era un caldeo, Moshè figlio di ebrei che sposò una donna madianita , Ziporàh , poi questo è successo molte altre volte, il racconto prosegue: “La maggiore partorì un figlio e lo chiamò Moab; è il padre dei moabiti di oggi, anche la minore partorì un figlio e lo chiamò Ben ‘Ammi, il padre degli Ammoniti di oggi”(Bereshit 19,37).

Il gioco di parole nei nomi dei due figli è evidente מואב potrebbe essere min av, “dal padre” primo a nascere come figlio di Lot, il secondoבן עמי ben amì’,”figlio del popolo, ancora un suggerimento narrativo per informare il lettore che i due popoli Moabiti e Ammoniti, certamente figli dell’incesto ma con un ruolo importante nella storia, tanto è vero che leggiamo che Moshè ordinerà di non attaccare le terre di Moab e Ammon secondo una promessa fatta:“Poiché la diedi a figli di Lot in possesso” (Dvarim 2/19). I nomi ai figli vengono dati dalle figlie di Lot, in una nota l’autore (che riporto in copia incolla) si ricorda che non è la prima volta che la madre impone il nome ai figli, Chavàh chiama Khàin e Set (Bereshit 4:1, 25); non ci viene detto chi chiamò Hèvel (Bereshit 4:2).
Lea nomina i suoi sei figli Ruben, Simeone, Levi, Juda, Issacar e Zabulon (Bereshit 29:32-35, 30:18-20) e sua figlia Dina (Bereshit 30:21), così come i due figli di Zilpa, la sua schiava, Gad e Aser (Bereshit 30:10). Rachel nomina Josef (Bereshit 13:30-23) e i due figli di Bila, la sua schiava, Dan e Neftali (Bereshit 24:30-5); lei chiama il suo secondo figlio Benoni, ma Jacov lo ribattezza Beniamym (Bereshit 8,35). Anna chiama Samuel (18 Sam 1:1). Betsabea nomina Slomòh (20 Sam 2:12), anche se il profeta Natan lo chiamerà Geddia, (25 Sam 2:12). La moglie di Juda senza nome: si chiama Bat-Shua (letteralmente figlia di Shua), si chiama Onan e Selah (Bereshit 26:38-4); Yudah chiama il loro primo figlio Er (Bereshit 5:38), così come i due figli che ha avuto con Tamar, Peretz e Zerach (Bereshit 3:38-29). La moglie di Manoah, di cui non si conosce il nome genera Sansone (Giudici 30:13). La nuora anche lei senza nome Eli / moglie di Fineas , Ichavod (24 Sam 1:4).

E’ curioso che dopo tanti particolari dei patriarchi non conosciamo il nome delle figlie di Lot e neanche della moglie di Lot ,sappiamo i nomi dei figli incestuosi, ma nessuna notizia delle origini di di Lot, a parte il rapporto di parentela con Avrahàm, il racconto non sfida la nostra morale solo per l’incesto consumato ma perché abbiamo già letto che due delle figlie di Lot erano state offerte dal padre agli abitanti di Sodoma in cambio dei due angeli giunti presso Lot a Sdom, anche questa volta si presenta un abuso sessuale:”Ecco sono mie le figlie che non hanno mai conosciuto uomo, orsù le faro uscire presso di voi e farete loro come vorrete”(Bereshit 19/7) , il tono è molto forte e estremizzato, offrire ai dei predatori sessuali le sue figlie vergini per salvare due stranieri sconosciuti che si erano presentati alla porta della sua casa.
Questa sfida interpretativa come esempio estremo ricorda quella strana storia di un rabbino che per fare più zedakhà fece prostituire la moglie e poi in seguito addirittura la vendette come schiava e con il ricavato fece ancora più elemosina, nel racconto di Bereshit scopriamo che c’erano delle figlie vergini, ma il testo ci induce a pensare che fossero solamente promesse a dei futuri generi, ויצא לוט וידבר אל-חתניו “E uscì Lot e parlò ai suoi generi”, (Bereshit 19/14), le figlie di Lot che fuggirono dalla città erano due, “I malachim fecero premura a Lot dicendo alzati e prendi la tua moglie e le due figlie rimaste [letteralmente: che hai trovato] e esci per non essere travolto” (19/15) .
Concludendo le figlie di Lot erano quattro, le prime due uscirono insieme ai loro mariti, le altre due con Lot e sua moglie.
Una volta fuggiti dalla città solo Lot e due figlie sopravvivono, delle altre non sappiamo, la madre viene trasformata in una statua di sale per aver trasgredito all’ordine del malàch di non guardare indietro, il racconto rivela che l’intenzione di Lot era inizialmente quella di rifugiarsi a Zo’ar, ma il patriarca cambia idea e decide di raggiungere le montagne e rifugiarsi in una grotta, il resto del racconto lo conosciamo tutti.
Shalom
Noiman

Rispondi