Adamo realtà o allegoria ?

Adamo realtà o allegoria ?

Messaggioda francesco.ragazzi » venerdì 5 luglio 2019, 18:11

Antonio Scrive :
Io credo che la distinzione stia semplicemente nel fatto che Yeshùa fu prescelto per diventare messia e Adamo no. Inoltre, non credo che Adamo sia una persona realmente esistita ma simboleggi l'essere umano, tutti noi come specie. Per cui, Yeshùa sarebbe il ben adàm ("essere umano") prescelto per costituire il gradino ultimo della crescita spirituale umana mentre l'adàm sia il primo stadio, che contiene in sé la potenzialità di perfezione ma non ancora la capacità di attuarla. Essendo Yeshùa nato allo scopo di diventare messia, aveva una predisposizione naturale verso il raggiungimento della perfezione più di tutti gli altri. Altri uomini sono riusciti a seguire dei percorsi spiritualmente elevati, magari non al livello di Yeshùa, ma ci sono riusciti. E Yeshùa afferma che anche il discepolo può essere come il maestro. Dunque, credo che l'uomo, pur essendo carnale e soggetto agli istinti materiali contrari a quelli spirituali, abbia in sé la capacità di non peccare, perché è intelligente. Yeshùa lo ha dimostrato, ma era anche preconosciuto per diventare messia e dunque aveva in sé capacità di controllo superiori alla norma.

...comincio a maturare ...
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Re: Adamo realtà o allegoria ?

Messaggioda Gianni » sabato 6 luglio 2019, 2:56

:-) Parole su cui riflettere, le tue, Francesco.
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Re: Adamo realtà o allegoria ?

Messaggioda francesco.ragazzi » mercoledì 10 luglio 2019, 17:13

Protagonista di quel racconto è in ebraico ha.'adam, che in passato si traduceva come un nome proprio, Adamo. In realtà in ebraico ha- è l'articolo e 'adam significa "uomo".
Per l'autore sacro di scena, è dunque l'uomo che appare sulla faccia della terra, non sappiamo quando e come (almeno in modo storico).
Ma proprio a causa di quel nome a lui attribuito, 'adam-uomo, e a causa della qualità sapienziale di quella narrazione, l'autore "ispirato" da Dio vuole occuparsi dell'uomo nella sua identità ultima e profonda che sarà presente e operante in tutti gli uomini e in tutte le donne in un senso esistenziale e reale che coinvolge l'intera umanità.
Adamo è allora il nome ultimo e profondo di nostro padre e di nostro figlio ma anche di noi stessi, e il suo peccato è una realtà che coinvolge tutti coloro che portano quel nome, cioè tutti gli esseri umani.
Quale è il significato del divieto fatto all'uomo di mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male, o perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti» (Gn 2,17).
Esso rappresenta simbolicamente il limite invalicabile che l'uomo, in quanto creatura, deve liberamente riconoscere e con fiducia rispettare.
L'uomo deve imparare che dipende dal Creatore, dovrebbe essere sottomesso alle leggi della creazione ed alle norme morali che regolano l'uso della libertà.
L'uomo, tentato dal serpente, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, abusando della propria libertà, ha disobbedito al comandamento di Dio.
Ciò rappresenta la natura umana egocentrista, l'uomo di fatto preferisce se stesso a Dio, e, perciò, disprezza Dio, in generale l'umanità ha voglia di andare contro le esigenze della propria condizione di creatura e conseguentemente contro il suo proprio bene.
L'uomo ha bisogno di imparare che per vivere nel benessere deve restare saggiamente dipendente dal suo Creatore e riconoscere la Sua Onnipotenza in contrapposizione alla propria caducità e debolezza .-
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Re: Adamo realtà o allegoria ?

Messaggioda bgaluppi » mercoledì 10 luglio 2019, 21:12

:YMAPPLAUSE: :YMAPPLAUSE: :YMAPPLAUSE:

Alàh è la legge superiore, la legge di vita che opera in tutte le cose. Da cui elohim, "legislatore", "autorità".
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