Sl 22:16

Re: Sl 22:16

Messaggioda mimymattio » lunedì 12 marzo 2018, 21:05

Grazie Antonio delle tue ricerche. Mi sembra di capire che però segui l'idea che nel TM c'è un errore di copiatura. C'è qualche probabilità invece di spiegare il passo senza considerare questa interpolazione del testo masoretico?
mimymattio
 
Messaggi: 643
Iscritto il: domenica 16 luglio 2017, 18:31

Re: Sl 22:16

Messaggioda bgaluppi » lunedì 12 marzo 2018, 21:38

L'avevo proposta:

L'unica spiegazione potrebbe essere che il termine הקיפוני (hiqqipuni) possa essere riferito a ידי ורגלי (mani e piedi), e quindi avremmo: “una banda di malfattori mi ha legato mani e piedi come un leone”. Ma non so se questa traduzione è possibile, inoltre sarebbe strano utilizzare il leone per descrivere una condizione di sofferenza e passività (infatti in Is 38:13 avviene il contrario, il leone aggredisce, non subisce).


Però qui ci vorrebbero Gianni o Noiman. Comunque, non dimenticare che questo salmo presenta diversi casi di possibile, anzi probabile, corruzione. Il caso che stiamo discutendo è solo uno di questi. Questo studio di Gianni è davvero esaustivo, ricco di elementi di critica testuale (lo avrai già letto):
http://www.biblistica.it/wordpress/?page_id=1851
Avatar utente
bgaluppi
 
Messaggi: 6978
Iscritto il: domenica 28 dicembre 2014, 8:13
Località: Torino

Re: Sl 22:16

Messaggioda mimymattio » martedì 13 marzo 2018, 1:43

Sì sì l'ho letto molte volte. Sono sicuro che Gianni e noiman interverranno.
Nel frattempo (non ho verificato se è contro il regolamento del forum e in tal caso elimina il mio commento) riporto un commento che ho trovato di Abramo di un altro forum in cui richiama da vari vocabolari il significato del verbo ebraico che ci interessa:
Ma consultiamo qualche vocabolario:
vocabolario ebraico-italiano del dott. Menachem Artom in sei volumi.
alla voce: "caràh"( la radice del verbo "karù) dice: " 1. scavare; estrarre(minerale) 2. acquistare... 3.preparare 4.commerciare"

2)vocabolario ebraico italiano zack.
"caràh": scavare, estrarre, acquistare, affittare.

3)vocabolario ebraico-ebraico: "milon ha hovè" di Shoshanna Bahat e Mordechai Mishor.
alla voce corè, caràh: (traduco dall'ebraico) scavare particolarmente per estrarre dalla terra carbone o metallo.

4)vocabolario ebraico-ebraico: "milon ha 'ivrì" di Avraham Ben Shushan.

alla voce "caràh": (traduco dall'ebraico) scavare estrarre la terra dal suolo, con una pala...; fare posto nella terra. 2. far uscire per mezzo di uno scavo nella pietra o nella terra;
"caràh lo ozhen": sturare l'orecchio, nel senso che ha fà in modo di essere ascoltato.
"caràh": aquistare, affittare.

5) dizionario enciclopedico della Bibbia ebraico-ebraico di Eitan Avnion.
"coreh"(al presente della radice caràh): (traduco dall'ebraico): scava o scopre come detto... in Genesi 50:5. E... in Esodo 21:33.
"corèh ozhen" ascolta con attenzione come detto... in Salmo 9:7 etc etc.

Non c'è nessun posto nella Bibbia dove il verbo "caràh" significa "forare".
mimymattio
 
Messaggi: 643
Iscritto il: domenica 16 luglio 2017, 18:31

Re: Sl 22:16

Messaggioda stella » martedì 13 marzo 2018, 6:49

se ne gia discusso sul salmo 22 ...mattia forse puoi leggere anche questa lunga discussione di due anni fa' troverai forse risposte alle tue domande ... ;;)
-
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Messaggioda chelaveritàtrionfi » martedì 30 agosto 2016, 12:10
l,anima mia. ha sete del Dio vivente
stella
 
Messaggi: 2220
Iscritto il: giovedì 3 aprile 2014, 17:44

Re: Sl 22:16

Messaggioda bgaluppi » martedì 13 marzo 2018, 8:45

I significati a volte vanno interpretati, perché devono esser resi in armonia col contesto. Sul dizionario di Alonso Shökel, file allegato, a pag. 24, voce “orecchio”, punto 1b, significato “perforare” troviamo:

forse con un senso simile — כרה Sal 40:7

Come vedi, lo Shökel interpreta “scavare” (כרה karah) con un significato nel senso di “perforare”, anche se alla voce karah non mostra il significato specifico di perforare. Ma se vogliamo essere fiscalissimi, allora lasciamo “scavare le mie mani e i miei piedi”, e “scavare l'orecchio”, che in italiano non suona proprio benissimo. ;)

Oppure lasciamo “come un leone mie mani e miei piedi”, che non vuol dire nulla e necessita dell'arbitraria aggiunta di un qualche verbo che dia all'azione senso compiuto. :-??
Allegati
IMG_1338.PNG
Alonzo Shökel
IMG_1338.PNG (1.24 MiB) Osservato 237 volte
Avatar utente
bgaluppi
 
Messaggi: 6978
Iscritto il: domenica 28 dicembre 2014, 8:13
Località: Torino

Re: Sl 22:16

Messaggioda mimymattio » martedì 13 marzo 2018, 9:18

Ho letto che "scavare" l'orecchio va inteso come "togliere il cerume".
Mi sposto su un'altra questione: accettiamo per un momento il significato di "forare", perché Davide avrebbe dovuto dire che gli forano mani e piedi?
mimymattio
 
Messaggi: 643
Iscritto il: domenica 16 luglio 2017, 18:31

Re: Sl 22:16

Messaggioda bgaluppi » martedì 13 marzo 2018, 10:03

Si sente di tutto di più su questo versetto, ognuno dice la sua, anche tra gli esegeti ebrei. Il fatto è che evidentemente desta problemi, perché non è ben chiaro; la non chiarezza è data dal fatto che il testo è mal conservato.

perché Davide avrebbe dovuto dire che gli forano mani e piedi?


Perché avrebbe dovuto dire “spartiscono fra loro le mie vesti
e tirano a sorte la mia tunica” (v.18)?

Io credo che dobbiamo lasciare le interpretazioni esegetiche da parte per un momento e focalizzarci sull'analisi biblica. Qual'è il problema qui? Che il testo non è chiaro. Abbiamo due possibili traduzioni. Una è quella che ci presenta Besasea: “come leone le mie mani e i miei piedi”; l'altra è quella che origina dalla lettura כארו (kaarù), giustificata da una probabilissima quanto comune distrazione dello scriba. Qui finisce la nostra analisi. Il fatto è che la versione con כָּאֲרִי (kaarì), riportata sull'attuale TM, non esprime senso compiuto e crea notevole dibattito; Besasea ci ha riportato la traduzione del testo così com'è, ma non ha spiegato chiaramente il senso. Lo si può intuire (il salmista si sente come una belva catturata e legata per le zampe), ma il testo di fatto non lo esprime chiaramente. Lo studioso, dunque, cerca di capire, e analizza possibilità diverse. La facilità con cui il vav può essere scambiato per una yod genera il dubbio, e tale dubbio produce una lettura con senso compiuto.

Ora, lo Shökel, relativamente al Sl 40:7, riporta un significato di karàh simile a “perforare”. Simile, perché il verbo significa scavare. Dipende cosa si scava: se è una buca, non la si può certo perforare. Ma se applicato alle orecchie, le interpretazioni possono essere diverse: chi dice togliere il cerume (!), chi dice creare una cavità, renderle cave (Rashì), e sicuramente ce ne saranno altre. E se consideriamo il termine karàh, e lo applichiamo a mani e piedi del contesto, quali interpretazioni possiamo dare? Per precisione, possiamo lasciare “scavare”, ma per dare senso compiuto dobbiamo considerare cosa significhi scavare una mano o un piede. Davide sembra parlare in senso ispirato e poetico, se vogliamo; è in preda a sofferenza e, ispirato, ci dà immagini descrittive di quella sofferenza. Nessuno lo stava derubando delle sue cose, o della sua tunica, e nessuno gli stava scavando mani e piedi; dobbiamo allora immaginare che senso assumono quelle espressioni in quel contesto. Soprattutto, non tralasciamo il fatto che nell'ultima parte del salmo si parla dell'era messianica. Perché mai dovrebbe descrivere le sue sofferenze per poi saltare di palo in frasca all'era messianica? Anche questo è strano.
Avatar utente
bgaluppi
 
Messaggi: 6978
Iscritto il: domenica 28 dicembre 2014, 8:13
Località: Torino

Precedente

Torna a Scritture Ebraiche

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti