Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggioda noiman » domenica 8 gennaio 2017, 23:24

seconda parte

Il morto rende impuri perché così è stabilito dalla normativa giuridica, ma questa impurità non ha alcun potere in quanto tale, l'acqua che purifica ha poteri magici: è una “mitzvà”, in virtù della “mitzvà “ il morto ci rende impuri e l'acqua purifica.
E’ veramente paradossale che questo rituale destinato a rendere puro attraverso le ceneri della parah adumàh mischiate all’acqua rendano puro chi è stato in contatto con un morto, mentre il Cohen che l’asperge rimane impuro.
Ci si può chiedere quali sono i rapporti e le connessioni tra puro e l’impuro e come dall’impuro può scaturire il puro, è più facile purificare l’acqua o renderla impura?
E singolare che per realizzare questa mitzvà chi ne prende parte rimane impuro, andando contro il concetto acquisito che chi si prodiga per raggiungere la purità deve essere puro , o in alternativa crescere nei livelli di purezza attraverso le azioni destinate allo stato di purità.

Perché , “la giovenca rossa “ e nessun altro animale ?
Forse solo perché è veramente difficile trovare un animale che sia perfetto, con il mantello di colore “rosso”?
Rashi conferma che anche solo la presenza di un pelo di un altro colore rendeva la giumenta non adatta, (Sifre Zuta).
Il midrash haggadàh si occupa di indagare gli aspetti narrativi del testo, tratto dal commento all’opera di Rashi è interessante apprendere che la giovenca rossa era :“E’ simile al figlio di una serva che aveva sporcato il palazzo del re. Dissero: ”Venga sua madre e spazzi via gli escrementi !” Qui si dice “venga la giovenca e copra l’espiazione per il peccato del vitello!”. Ora la giovenca è rossa con riferimento a:…..”Anche i vostri peccati fossero rossi come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve”(da Commento al libro dei Numeri di Rashi de Troyes)
Sappiamo che era quasi impossibile, la difficoltà fu tale che questo rituale fu celebrato solo 8 volte in tutta la storia ebraica, le ceneri venivano conservate per molti anni mentre si ricercava un’altra “paràh adumàh”.
Nella preparazione del rito è fondamentale la cenere dell’animale, la regola era che tutte le sue parti dovevano essere bruciate, senza esclusione delle feci. Il sangue dell’animale ucciso doveva essere asperso per sette volte vero l’ingresso della tenda.
Ma solo la cenere dopo un complesso rituale è la destinazione finale.
La parola “cenere “ compare in Bemidbar- Chuccath in 19/9, scritta come אפר è scritto:
”Un uomo puro raccolga la cenere della giovenca rossa” ritroviamo la stessa espressione in 19/17 dove compare עפר “di cenere del sacrificio”(מעפר) , riguardo le norme per l’utilizzo.
In realtà solo אפר è traducibile come cenere, עפר , significa polvere. Le parole hanno un suono simile, se non vocalizzate quasi identico. Quale insegnamento possiamo trarre ?
Il traduttore ha preferito evitare di complicarsi la vita fornendo la stessa traduzione per due parole con significato diverso?

La prima volta che ritroviamo nella Torah la parola עפר è in Bereshit dove leggiamo: יהוה אלהים את האדם עפר מן האדמהייצרו , “Il Signore Dio formò l’uomo di polvere della terra” la polvere è per noi meno della terra, la polvere d’argilla crediamo che fosse “rossa” , le tre lettere che generano questa radice si rianimano e formano un’altra parola אדם “adòm” rosso e il primo uomo è definito come אדם adam.
Le cenere a questo punto diventa polvere per la rinascita che passa dalla impurità e ritorna alle origini, il richiamo tra l’episodio della formazione del primo uomo, poi la degenerazione del vitello d’oro e subito dopo il rito della “parah adumàh” è fortissimo.
Parole, segni e assonanze non sono li poste a caso, i chachamin sapevano questo e ci invitano nello studio di tutti i kukkim.
Noiman
Ultima modifica di noiman il domenica 2 luglio 2017, 18:38, modificato 2 volte in totale.
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Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggioda noiman » lunedì 9 gennaio 2017, 22:48

Commento al libro di shmòt 12/16 (esodo) Aggiunto il 14 agosto2017

Cosa s’intende con l’espressione “fra le due sere”?

Per gli israeliti il giorno andava da tramonto a tramonto. Perciò il giorno di Pasqua iniziava al tramonto, alla fine del 13° giorno di abib (nissan). L’animale si doveva uccidere “fra le due sere”. (Esodo 12:6) Ci sono opinioni diverse circa l’esatto significato di questa espressione.

Alcune interpretazioni cristiane pongono in modo diverso lo spazio temporale di queste parole con implicazioni importanti su quando gli ebrei di allora o di oggi dovrebbero celebrare la Pasqua ebraica.
Alcuni sono giunti a conclusioni possibiliste che modificano il significato di questa espressione
Cosa intendeva spiegare il redattore del libro di Esodo quando scrisse queste parole oggi così oscure.
Non dobbiamo però dimenticare che quando fu scritto il libro di Shemòt il significato era assolutamente chiaro per chi leggeva il testo originale, queste parole sono state lette o menzionate milioni di volte durante Nissan, pronunciate nelle lunghe notti nel deserto accanto al fuoco e venivano intese nei suoni e nel significato originale, senza necessità di interpreti e speculazioni semantiche.
Siamo noi oggi a essere claudicanti, non gli ebrei che vissero la rivelazione.

Il testo di Esodo 12 è disponibile in traduzione adattata e addomesticata , lo scopo di rendere comprensibile il messaggio fondamentale che introduce l’insegnamento di come e quando inizia la mizvà di osservare la pasqua ebraica.

Moshè certamente non prevedeva che queste parole facessero venire mal di pancia a qualche contemporaneo e forse oggi il Santo avrebbe riscritto il testo pensando a tutti coloro che cavillano sul singolo termine , trascurano il testo nella sua semplicità si perdono nelle secrezioni e confondono il senso della lettura ,non distinguendo neanche il” pesat” il senso letterale semplice , la base portante su cui si può successivamente iniziare a sviluppare altri significati come “daràsh”, “remèz” e “sòd” , il mistero.

Ma per il passo di Shmot 12/6 non è il caso in questione.
Iniziamo dal testo ebraico e poi vediamo cosa riusciamo a tirare fuori analizzando le parole e i significati.
והיה לכם למשמרת עד ארבעה עשר יום לחדש הזה ושחטו אתו כל קהל עדת-ישראל בין הערבים
Le traduzioni disponibili di questo passo sono più o meno quasi tutte simili:
Le più comuni differiscono solo nella traduzione delle parole בין הערבים.


Le traduzioni più comuni riportano:

“Lo terrete di riserva fino al quattordicesimo giorno di questo mese e allora tutta la comunità di Israele insieme lo scannerà nel pomeriggio” , troviamo anche scritto :

Si deve custodire presso di voi fino al quattordicesimo giorno di questo mese e l’intera assemblea d’Israele la dovrà scannare tra le due sere” (in questo caso il soggetto è al femminile)
Ancora :

Lo serberete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta la radunanza d’Israele, congregata, lo immolerà sull’imbrunire”

Lo dovete tenere in serbo fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta l’assemblea riunita di Israele lo immolerà tra le due sere

Ora vediamo una traduzione secondo l’effettiva presenza delle parole in ebraico:
e sarà a voi in custodia fino a quattro dieci giorno in questo mese e l’immoleranno in tutta l’assemblea di Israele tra le sere due”.

Chi tradusse il testo sapeva benissimo il significato della espressione” tra le due sere”, ma per evitare complicazioni fu scelto di utilizzare termini quasi sinonimi come , tramonto, imbrunire , pomeriggio.
Dunque per chiarire il vero significato bisogna decifrare il semitismo della espressione בין הערבים , come lo facciamo?

Il proseguo impegna un po’ di mentalità semitica insieme a un po’ di grammatica ebraica , più qualche ulteriore osservazione sul testo originale, per fare questo non occorre nessun erudito, per la parte linguistica è anche solo sufficiente chiedere a qualche boscaiolo israeliano che in questo momento in cui vi scrivo torna a casa da Haifa dopo aver spento qualche incendio sul Carmel
Iniziamo dall’espressione למשמרת “lemismeret” significa sorvegliare , la radice שמר ha un significato molto diverso di custodire come si custodiscono le bistecche in frigorifero, il significato è più impegnativo, sorvegliare anche attraverso il pensiero e l’intenzione, l’offerta deve essere mantenuta adatta , perché è la migliore tra le possibilità, deve essere senza difetto, questo implica che l’animale doveva essere mantenuto puro nella osservanza del precetto, esattamente come per le mazzòt si deve sorvegliare che la farina non lieviti e diventi non adatta a diventare mazzà.

Ora affrontiamo l’espressione בין הערבים, tradotta comunemente “ tra le due sere”. Innanzitutto il termine non è plurale ma duale, nell’ ebraico soprattutto biblico la differenza è importante.
Per capire una parola che ci sembra testualmente difficile occorre principalmente fare due cose, la prima è indagare la sua radice, poi cercare dove altre volte compare la stessa parola o espressione, esaminare il contesto, sforzandosi di non isolarla mai dal senso della frase. Le parole non si citano, si comprendono nel situazione semantica del testo.
La nostra radice è trilettera come lo sono la maggior parte delle radici ebraiche, ערב che significa principalmente “sera” , ma la stessa radice genera anche il termine ערבוביה “irbuvia” che significa “confusione”.

Se non siete mai stati in un deserto non potete comprendere la differenza del tramonto dei climi temperati come in Italia, nel deserto della Giudea quando il sole cala e le ombre si allungano , tutto intorno a voi sembra perdere contorni e definizione, il cielo sembra più alto, è subito è percepibile la differenza di temperatura , persino i suoni sembrano diversi, avete la sensazione che intorno a voi la terra respiri.
Il tramonto era talmente speciale che il pensiero antico lo ha definito attraverso due significati complementari, allora scopriamo che la stessa radice genera anche la parola לעבל “le’arbèl , miscelare e anche להתערבב, “lehit’arbev” mischiarsi , nel binian hitpa’el.

Nel deserto di Erez Israel il tramonto è molto diverso da quello di altri luoghi dal clima temperato, l’aria più rarefatta permette una visone superiore ad altri luoghi , il disco del sole quando cala sembra farsi immenso e quando scompare dietro a una montagna o sul mare verso ma’aràv, occidente le forme e i colori sembrano mischiarsi fino a perdere ogni confine prima di fondersi nel un buio, la comparsa delle stelle è improvvisa perché il cielo è subito nero come la pece e quando c’è luna piena sembra cosi grande da poterla toccare.
Nel mese di nissan questo poteva avvenire verso le 17, 30 circa.
Dunque l’espressione tra le “due sere” è un semitismo che equivale al nostro termine tramonto, crepuscolo che ha la stessa origine.
Questo spazio temporale inizia quando il sole che scompare dietro la terra e termina quando la luce viene sostituita dal buio completo e vi si possono distinguere almeno tre stelle, vi posso garantire che questa fase può durare secondo del luogo e della stagione più o meno circa 30/40 minuti.
Che senso aveva di chiedere al popolo di sacrificare l’agnello in questo spazio temporale ?
E stato così voluto perché questa è l’unica la fase temporale era di una giornata facilmente identificabile da tutti , circoscritta nel tempo , la garanzia che non ci sarebbe stata una uccisione qualsiasi, ma un sacrificio collettivo per tutto il popolo ovunque esso dimorasse.
Dove ritroviamo ancora le stesse parole?, in shmot 29/39 dove è scritto
את הכבש האחד תעשה בבקר ואת הכבש השני תעשה בין הערבים
Offrirai un agnello al mattino, il secondo tra le due sere
Poi in vaykrà 23/5 (levitico).
בחדש הראשון בארבעה עשר לחדש בין הערבים
Il primo mese, al quattordicesimo giorno, tra le due sere sarà la pasqua del Signore”

Ora a questo punto bisogna identificare in quale giorno avviene questo, il testo afferma senza alcun dubbio il 14 di nissan, che inizia subito dopo alla fine del בין הערבים “tra le due sere” del giorno precedente, il 13 di nissan , il punto 0 dove inizia il giorno successivo.

L’agnello veniva immolato alla sera del 14 giorno “tra le due sere”, il tramonto di quel giorno, con le stelle iniziava la notte e veniva poi cotto e consumato nel giorno del 15 di nissan.
Pesàch inizia il 14 nissan e viene celebrato in tutte le comunità ebraiche del mondo in questa sera , ma dopo il tramonto per il calendario ebraico è già il 15 di nissan e quindi , il” seder” , di Pesàch viene di fatto celebrato il 15, anche se per il calendario è ancora 14, solo il sacrificio cadeva nel 14 di nissan, oggi non ci sono più sacrifici, a Pesàch la presenza del korban diviene simbolica con la sola presenza di una zampa di agnello, in certe comunità anche solo una zampa di gallina.
Nonostante questo il passo critico rimane scritto nel libro di Smot e l’espressione tra le due sere è incompiuta , ma il precetto non può essere annullato per l’incapacità dell’uomo di osservarlo, la garanzia rimane che il korban rimane sacrificato nell’immaginario collettivo di Israel sempre e per sempre il 14 di nissan, non prima e non dopo.

Riassumendo nella diaspora , in Italia l’entrata di mo’ed è il 14 di Nissan circa alle ore 18 circa preceduto dal divieto di cibarsi di chametz alle ore 10,50 circa, il primo dei sedarim ” è di fatto celebrato il 15 per il calendario ebraico, un secondo “seder” il 16 il sera.
fine prima parte
Noiman
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Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggioda noiman » venerdì 13 gennaio 2017, 1:33

seconda parte:
aggiunta 14 agosto 2017).

Per approfondire voglio fare ancora alcune considerazione su Pesàch e il relativo sacrificio
Nel libro di bemidbar nella parashat di Be- ha’alotechà (numeri 9/3) siamo temporalmente nel secondo anno dall’uscita dall’Egitto e di nuovo D-o si rivolge a Moshè :
Nel quattordicesimo di questo mese nel pomeriggio lo farete a suo tempo, secondo tutti i suoi statuti e secondo tutte le sue prescrizioni lo dovete fare”

Il testo ebraico riporta:
כארבעה עשר-יום בחדש הזה בין הערבים תעשו אתו במעדו ככל-חקתיו וככל-משפטיו תעשו אתו

"Nel giorno quattordicesimo, in questo mese tra le due sere farete in una radunanza , , secondo le norme e secondo i giudizi “
Il termine tra le due sere compare ancora una volta e in aggiunta vengono indicate le prescrizioni che regolano il sacrificio rendendolo speciale, l’espressione במועדו “be-mo’adò “ significa nel “suo tempo”, il significato è aggiunto alle parole “tra le due sere”.
Il testo fa alcune ripetizioni prima viene detto a Moshè, poi leggiamo che Moshè trasmette il comando a Israele , infine leggiamo che i figli di Israele eseguono quanto è stato ordinato loro.
E’ scritto che fecero quanto gli era stato detto.

Abbiamo di nuovo le stesse parole, l’espressione “be-mo’adò”assume nel contesto due significati, il primo temporale il secondo è riferito a una festa, l’insegnamento è che l’osservanza del precetto è associato un momento in cui ci si rallegra della liberazione dall’Egitto.
Un noto studioso fa notare che la parola “be-mo’adò” poteva essere facilmente sostituita con " bi-zmannò”, ma no avrebbe avuto il doppio significato.
Noiman
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Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggioda Gianni » venerdì 13 gennaio 2017, 10:08

:-)
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Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggioda Davidemet » martedì 16 maggio 2017, 20:12

Stavo guardando il sito, e mi sono fermato qui.
Ci sono esperti del settore? Mi piacerebbe studiare i rudimenti della fede ebraica, ma non ho grande tempo; però se qualcuno mi indica cosa leggere e dove guardare gli sarei grato.

David
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Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggioda Gianni » mercoledì 17 maggio 2017, 6:32

Ciao, David. La tua richiesta è un po’ contraddittoria: da una parte dici che ti piacerebbe studiare i rudimenti della fede ebraica, ma dall’altra precisi che non hai molto tempo. Se ho ben capito, vorresti solo delle informazioni; infatti chiedi che qualcuno ti indichi cosa leggere.

Se ti aspetti di trovare una specie di catechismo ebraico condensato (come quello cattolico, per capirci), non lo troverai, perché non esiste una formulazione tradizionale di principi di fede ebraica che siano o debbano essere riconosciuti da tutti gli ebrei osservanti. Sul numero di principi di base c’è tuttora dibattito all’interno dell’ebraismo. Lungo i secoli sono state tentate diverse formulazioni di credenze ebraiche. Moshè Maimònide, del 12° secolo, ne elenca tredici. Eccole:
1. Esistenza e Provvidenza di Dio, presente ovunque
2. Unità e unicità di Dio
3. Spiritualità ed incorporeità di Dio
4. Eternità di Dio
5. Adorazione riservata solo a Dio
6. Onniscienza di Dio che conosce anche i pensieri degli individui
7. Verità della Torah di Mosè e della sua profezia
8. Preminenza di Mosè tra i profeti
9. Legge di Dio data sul Monte Sinai e derivante dal Cielo
10. Immutabilità della Torah che non cambierà mai
11. Buona Ricompensa per gli Zaddiqìm [i giusti] e punizione per i malvagi
12. Venuta del Messia
13. Resurrezione dei morti che torneranno alla vita

Venendo ai nostri tempi, possono essere individuate quattro correnti:
1. Ebraismo Ortodosso. Può essere considerato una continuazione dell’ebraismo rabbinico storico.
2. Ebraismo Conservatore. Sviluppatosi nel secolo scorso, fu una reazione ai cambiamenti introdotti dall’illuminismo e dall’emancipazione.
3. Ebraismo Riformato. Si basa sull’autonomia dell'individuo, rifiutando la formulazione di un preciso catechismo.
4. Ebraismo Ricostruzionista. Esso non riconosce un Dio personale e soprannaturale; afferma invece che “Dio” sia una specie di somma di tutti quei processi naturali che permettono all'essere umano di diventare autosufficiente e di realizzarsi.

Considerato che non hai molto tempo, probabilmente ho esagerato. Però, se vuoi studiare i rudimenti della fede ebraica e nel contempo non hai molto tempo, mi sento di dirti: lascia perdere.

In ogni caso, nel forum abbiamo Noiman, che è al riguardo la persona più competente.
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Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggioda Davidemet » mercoledì 17 maggio 2017, 7:48

E' già molto la sua introduzione.
Allora mi farò un'idea e chiederò a questo membro.
Grazie
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Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggioda Davidemet » mercoledì 17 maggio 2017, 10:40

Leggendo quanto scritto chiedo a Noiman se mi può spiegare chi sono i giusti e come interpretano gli ebrei la venuta del Messia. Grazie
David
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Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggioda Armageddon » mercoledì 17 maggio 2017, 14:59

4. Ebraismo Ricostruzionista. Esso non riconosce un Dio personale e soprannaturale; afferma invece che “Dio” sia una specie di somma di tutti quei processi naturali che permettono all'essere umano di diventare autosufficiente e di realizzarsi.


Molto interessante..questo tipo di ebraismo non lo conoscevo...Gianni hai dei testi da potermi suggerire a riguardo?
Grazie saluti
Armageddon
 
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Re: Interpretazione delle Scritture Ebraiche

Messaggioda Gianni » mercoledì 17 maggio 2017, 15:21

Potresti leggere Breve storia degli ebrei di Michael Brenner. Qui trovi un accenno:
https://books.google.it/books?id=aSaOX- ... ta&f=false
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