Leggere il testo biblico originale

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Maria Grazia Lazzara
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Re: Leggere il testo biblico originale

Messaggio da Maria Grazia Lazzara »

Buongiorno Gianni, posto l'esercizio.
In luca 1:47 σωτῆρί μου ha 2 accenti di cui l'ultimo diventa grave perchè segue altra parola non accentata e non separata da punteggiatura.

σωτήρ nominativo asigmatico purotema

σωτῆρί dativo singolare maschile

χεὶρ matteo 5:30 dativo singolare
χεῖρας luca 21:12 accusativo plurale
χεῖρα luca 9:62 accusativo singolare
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Gianni
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Re: Leggere il testo biblico originale

Messaggio da Gianni »

Bene, Maria Grazia, ma se sicura che χεὶρ sia al dativo singolare? ;)
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Maria Grazia Lazzara
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Re: Leggere il testo biblico originale

Messaggio da Maria Grazia Lazzara »

Noooo Gianni non ci posso credere, dove avevo la testa? Χείρ nomin.sing.
Aspetto positivo ? Ti dò la soddisfazione di correggermi
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Gianni
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Re: Leggere il testo biblico originale

Messaggio da Gianni »

Ti faccio invece i miei complimenti; è stata evidentemente una svista! :-)
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Gianni
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Re: Leggere il testo biblico originale

Messaggio da Gianni »

Buona giornata a tutti.

La scorsa domenica ci siamo occupati dei temi della terza declinazione in liquida, ovvero terminanti in -λ e in -ρ. Oggi rivolgiamo la nostra attenzione ad un gruppo particolare con tema in liquida -ρ: sono i sostantivi col tema in -ερ.

I sostantivi col tema in -ερ presentano questa caratteristica: hanno al genitivo e al dativo singolari l’indebolimento della ε tematica (la ε di -ερ). Per dirla difficile, tale indebolimento è detto apofonia di grado zero. Per farla facile, al genitivo e al dativo singolari la ε sparisce. Vediamolo in pratica:


πατήρ, πατρός, ὁ
padre

Qual è il tema di questo vocabolo? Per ottenerlo, come sappiamo, dovremmo togliere dal genitivo πατρός la sua desinenza, che è -ός. Rimarrebbe πατρ-. Ma allora da dove spunta la η di πατήρ? Siccome c’è, i grammatici hanno cercato di formulare una “regola” che lo spieghi. Parlano così di tre diversi gradi apofonici: forte (η), medio (ε) e zero (nessuna vocale) nella sillaba finale del tema.

Vi pare difficile? Permettetemi di fare una digressione per dire un paio di cose.
Non è la lingua che deve seguire la grammatica, ma il contrario. Mi spiego. Come si forma in italiano un avverbio? I grammatici hanno “scoperto” che basta prendere un aggettivo, metterlo al femminile e aggiungere -mente. Bello, bella, bellamente; gioioso, gioiosa, gioiosamente; serio, seria, seriamente. Semplice. Ma prendere adesso il verbo “andare”. “Io vado”, “voi andate”. Immaginate un bambino piccolo o uno straniero che impara l’italiano. Siccome sanno che si dice “io mangio e voi mangiate”, troverebbero normale dire “io vado e voi vadate”! E che mai c’entra “andiamo” con “vado”? Dato che mangiamo, non dovremmo dire “vadiamo”? Che dicono i grammatici? Verbo irregolare. Così risolvono, i grammatici, Quando non trovano la regola, parlano di eccezioni o di irregolarità.
Ma ora vi dico una cosa interessante. Siate sinceri, chi di voi si è mai soffermato a pensare quanto sia terribile (dal punto di vista grammaticale) il verbo “andare”? Se non lo avessi evidenziato, forse non ve ne sareste neppure accorti. Nel parlare usiamo le forme giuste, punto e basta.
Con ciò voglio dire che accadrà la stessa identica cosa per la parola πατήρ e per altre. Frequentando il testo biblico greco, troverete normalissimo leggere, ad esempio, πατρός.
Chissà, cercando di farla semplice, forse la mia spiegazione ha complicato di più le cose.

Ma torniamo a πατήρ, πατρός, “padre”.
Dativo singolare πατρί. Al dativo plurale, che è πατράσι, abbiamo un fenomeno fonetico: siccome la combinazione πατερ- + -σι (tema + desinenza) dà πατερσι con la caduta della ε, avremmo πατρσι, che è brutto da pronunciare, per cui diventa πατράσι.

Il vocativo singolare presenta il puro tema: πάτερ, con l’accento ritratto.

Vi ricordo che nel testo biblico greco trovate le parole già declinate e accentate! Non c’è quindi nulla da imparare, se non sapere (per non impazzire!) cosa succede alle parole.

I sostantivi col tema in -ερ sono di interesse biblico e sono questi:

πατήρ, πατρός, ὁ - padre
μήτηρ, μητρός, ἡ – madre
θυγάτηρ, θυγατρός, ἡ - figlia
γαστήρ, γαστρός, ἡ - ventre, stomaco
ἀστήρ, ἀστέρος, ὁ - stella



A questi possiamo aggiungere
ἀνήρ, ἀνδρός, ὁ = uomo
che a differenza degli altri presenta la δ al posto della τ.

ESERCIZIO
1) Scegliete uno dei suddetti sostantivi e cercatene nelle Scritture Greche una forma declinata, riportando il passo e spiegando in quale caso e numero si trova.
2) In At 7:44, Eb 1:1 e Eb 8:9 troviamo il sostantivo πατράσιν. Dite in quale caso e numero si trova e spiegate perché presenta la finale -ν in tutte e tre le occorrenze.

Per chi ha voglia di cimentarsi con la ricerca, un esercizio stimolante: cercate qualche passo nel testo biblico tradotto in italiano in cui compare la parola “stomaco”, poi verificate nel testo greco la forma usata e riportate il risultato della vostra ricerca.

Prossima lezione: domenica 9 luglio.
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Maria Grazia Lazzara
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Re: Leggere il testo biblico originale

Messaggio da Maria Grazia Lazzara »

Buona sera Gianni ,
Svolgo gli esercizi ,

Matteo 5:16 πατέρα - accus. sing . terza declin.
Matteo 12:46 μήτηρ - nomin. sing.
Luca 2:36 θυγάτηρ - nomin. sing.

Atti 7:44 ; Ebrei 1:1 ; Ebrei 8:9 troviamo in tutti e tre i casi il sostantivo πατράσιν , un dativo plurale ,compl. di termine ma presenta la ν finale forse perché è accostato da un pronome di noi ήμων che è un genitivo plurale , avevo pensato anche a un accus. ma la v è al sing. e invece la parola è al plurale , quindi non lo so .

La ricerca è stata davvero interessante :
Luca 2: 23 μήτραν ( seno ) Il vocab. μήτρα , ας , ή - ventre, grembo , seno

Matteo 1:18 γαστρί ( incinta) dativo sing. femmin. Vocab. γαςτήρ , τρός , ή ventre

Matteo 12:40 κοιλία ( ventre ) " " Koiλία , ας, ή. Stomaco ,ventre .
Domanda Κοιλία in Matteo 12:40 la α è con lo iota sotto potrebbe essere un dativo sing. della prima declin. ? O questi termini appartengono esclusivamente alla terza declinazione ?
chelaveritàtrionfi
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Re: Leggere il testo biblico originale

Messaggio da chelaveritàtrionfi »


Svolto a tratti tra una notte e l'altra. Poi mi riposo perchè sono un pò stanco :-(

Esercizio 1) I sostantivi col tema in -ερ:
πατήρ, πατρός, ὁ - padre
μήτηρ, μητρός, ἡ – madre
θυγάτηρ, θυγατρός, ἡ - figlia
γαστήρ, γαστρός, ἡ - ventre, stomaco
ἀστήρ, ἀστέρος, ὁ - stella

Scegliete uno dei suddetti sostantivi e cercatene nelle Scritture Greche una forma declinata, riportando il passo e spiegando in quale caso e numero si trova.

Nota. Li ho scelti tutti riportando solo alcuni passi dove si possono trovare.

πατήρ
si trova, per esempio, in:

Matteo 5:48 ὡς ὁ πατὴρ ὑμῶν ὁ
….il vostro Padre …
Matteo 6:4 καὶ ὁ πατήρ σου ὁ
….e tuo Padre ….

ὁ πατήρ nominativo singolare terza declinazione maschile in liquida ossitona (irregolare)

nota. In Matteo 5:48 abbiamo: πατὴρ con accento grave sull’ultima sillaba e non acuto come πατήρ che in questo caso si trova in Matteo 6:4.

Legge della baritonesi
Una parola ossitona, cioè con accento acuto sull’ultima sillaba, muta l’accento acuto finale in grave quando è seguita da un’altra parola tonica. L’accento rimane, invece, acuto se la parola è seguita da segno d’interpunzione o da parola atona.


In Matteo 5:48:.. πατὴρ ὑμῶν.. l’accento grave è quindi dovuto al fatto che la parola successiva è tonica: ὑμῶν. In Matteo 6:4: … πατήρ σου.. l’accento sulla parola πατήρ rimane acuto perché è seguita dalla parola atòna “σου, di te” che è un’enclitica.

πατρός
si trova ad esempio in:

Matteo 2:22 ἀντὶ τοῦ πατρὸς αὐτοῦ Ἡρῴδου
…di suo padre …
Matteo 4:21 :Ζεβεδαίου τοῦ πατρὸς αὐτῶν καταρτίζοντας
….[del] loro padre…
Matteo 5:45 υἱοὶ τοῦ πατρὸς ὑμῶν τοῦ
… del Padre vostro …

τοῦ πᾰτρός / πᾰτέρος genitivo singolare maschile terza declinazione di ὁ πᾰτήρ

μήτηρ
si trova, per esempio, in:

Matteo 12:46 : ἰδοὺ ἡ μήτηρ καὶ οἱ
Matteo 12:47 : ἰδοὺ ἡ μήτηρ σου καὶ
Matteo 12:48 : ἐστιν ἡ μήτηρ μου καὶ

ἡ μήτηρ nominativo femminile singolare terza declinazione (irregolare)

μητρός
si trova, per esempio, in:

Matteo 1:18 :Μνηστευθείσης τῆς μητρὸς αὐτοῦ Μαρίας
Matteo 2:11 : Μαρίας τῆς μητρὸς αὐτοῦ καὶ

τῆς μητρὸς genitivo singolare femminile terza declinazione (irregolare) di ἡ μήτηρ

θυγάτηρ
si trova per esempio in:

Matteo 9:18 ὅτι Ἡ θυγάτηρ μου ἄρτι
Matteo 14:6 ὠρχήσατο ἡ θυγάτηρ τῆς Ἡρῳδιάδος

ἡ θυγάτηρ sostantivo femminile nominativo singolare terza declinazione

θυγατρός
si trova per esempio in:

Marco 6:22 εἰσελθούσης τῆς θυγατρὸς αὐτοῦ Ἡρῳδιάδος
τῆς θῠγᾰτέρος / θῠγᾰτρός genitivo femminile singolare terza declinazione di ἡ θυγάτηρ

γαστήρ
: non trovato nel testo greco in questa forma
ἡ γαστήρ nominativo singolare Terza declinazione femminile in liquida ossitona (irregolare)

γαστρός:
non trovato nel testo greco in questa forma
τῆς γᾰστέρος / γᾰστρός genitivo singolare femminile terza declinazione (irregolare) di ἡ γαστήρ

forme trovate:

γαστρὶ: Matteo 1:18; 1:23; 24:19; Marco 13:17; Luca 1:31;21:23; 1 Tessalonicesi 5:3; Apocalisse 12:2.

γαστέρες: Tito 1:12

ἀστήρ
si trova per esempio in:

Matteo 2:9 ἰδοὺ ὁ ἀστὴρ ὃν εἶδον

Per la legge della Baritonesi, l’accento sulla parola ἀστὴρ diventa grave.

1 Corinzi 15:41 ἄλλη δόξα ἀστέρων ἀστὴρ γὰρ.
Qui abbiamo due forme: ἀστέρων ἀστὴρ

ἀστὴρ con accento acuto (come nel caso precedente).

ὁ ἀστὴρ è nominativo singolare maschile terza declinazione.

τῶν ἀστέρων genitivo plurale maschile terza declinazione di ὁ ἀστὴρ

ἀστέρος
si trova per esempio in:

Matteo 2:7 τοῦ φαινομένου ἀστέρος
1 Corinzi 15:41 ἀστὴρ γὰρ ἀστέρος διαφέρει ἐν
Apocalisse 8:11 ὄνομα τοῦ ἀστέρος λέγεται Ὁ

τοῦ ἀστέρος genitivo singolare maschile terza declinazione di ὁ ἀστὴρ

Esercizio 2) In At 7:44, Eb 1:1 e Eb 8:9 troviamo il sostantivo πατράσιν. Dite in quale caso e numero si trova e spiegate perché presenta la finale -ν in tutte e tre le occorrenze.

Atti 7:44 ἦν τοῖς πατράσιν ἡμῶν ἐν
Ebrei 1:1 λαλήσας τοῖς πατράσιν ἐν τοῖς
Ebrei 8:9: ἐποίησα τοῖς πατράσιν αὐτῶν ἐν
πατήρ, πατρός, ὁ

τοῖς πατράσι / πατράσιν: dativo plurale maschile terza declinazione di ὁ πατήρ

La finale -ν è detta ν efelcistico (tirato indietro) nel dativo plurale. Ha una funzione eufonica (buon suono), ovvero rende piacevole la dizione evitando l’incontro tra vocali.

Ed infatti compare per questo motivo in tutti e 3 i casi, perché le 3 parole successive cominciano per vocale:

ἡμῶν in Atti 7:44
ἐν in Ebrei 1:1
αὐτῶν in Ebrei 8:9

Esercizio 3) Per chi ha voglia di cimentarsi con la ricerca, un esercizio stimolante: cercate qualche passo nel testo biblico tradotto in italiano in cui compare la parola “stomaco”, poi verificate nel testo greco la forma usata e riportate il risultato della vostra ricerca.

1Timoteo 5,23 (CEI)
Smetti di bere soltanto acqua, ma fa' uso di un po' di vino a causa dello stomaco e delle tue frequenti indisposizioni.


στόμαχον stomaco
τὸν στόμαχον accusativo singolare maschile seconda declinazione di:
στόμαχος, ου, ὁ

1 orifizio
2 gola, gorgozzule
3 bocca dello stomaco, stomaco

Precedentemente avevamo:
γαστήρ, γαστρός, ἡ - ventre, stomaco
Per me contano i documenti scritti perchè li possa verificare. "Ora i bereani .. accolsero il messaggio con grande entusiasmo e esaminarono ogni giorno le Scritture per vedere se questi insegnamenti erano veri". Atti 17:11 BSB
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Gianni
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Re: Leggere il testo biblico originale

Messaggio da Gianni »

Buongiorno (giorno quando leggerete!) a voi.

Iniziamo da Maria Grazia.
Tutto bene. Per quanto riguarda il dativo plurale πατράσιν, Naza lo ha spiegato come farebbe un grammatico: “La finale -ν è detta ν efelcistico (tirato indietro) nel dativo plurale. Ha una funzione eufonica (buon suono), ovvero rende piacevole la dizione evitando l’incontro tra vocali”. Detto semplicemente, Maria Grazia, la -ν rende più piacevole la pronuncia; per fare un paragone, pensa alla frase “tu ed io”. Nota che nella forma “tu e io” avremmo “ueìo”, tutte vocali. L’aggiunta della lettera d addolcisce la pronuncia. Il greco fa la stessa cosa usando la -ν. Nota infatti che a πατράσιν segue una parola che inizia per vocale:
Atti 7:44 τοῖς πατράσιν μῶν
Ebrei 1:1 τοῖς πατράσιν ν τοῖς προφήταις
Ebrei 8:9 τοῖς πατράσιν αὐτῶν
Se avessimo solo “ai padri”, avremmo πατράσι.

Riguardo a “ventre” di Matteo 12:40 (ἐν τῇ κοιλίᾳ), Maria Grazia, hai detto bene! Lo iota sottoscritto indica il dativo singolare di κοιλία, κοιλίας, della prima declinazione. E, tanto per ripassare, l’alfa è pura, perché preceduta da iota; è per questo che al genitivo e dativo singolari non si trasforma in eta.
Κοιλία è della prima, non della terza declinazione.

Naza, più che ottimo. Il neutro στόμα, στόματος (= bocca) è della terza; ha il tema in dentale. Da questo lemma greco deriva il nostro termine medico stomatologia, che s'occupa della bocca e dei suoi annessi.

Ben fatto, amici miei! Se avete domande, sono a disposizione, e con piacere.
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Re: Leggere il testo biblico originale

Messaggio da Maria Grazia Lazzara »

Buon Giorno Gianni ,
Ti ringrazio perché quando spieghi a me lo fai terra terra , questo lo apprezzo tantissimo e tu lo sai .

Ora avrei sì una domanda da fare circa la parola γάρ , congiunz. per , poiché , infatti, quindi , allora, certamente .
In Colossesi 1:16 trovo tradotto " poiché per mezzo di lui , ma nel testo greco non trovo γάρ
ma per ben due volte έν ( in ) quindi questo " poiché per " come si giustifica ?
Se dovessi tradurla io , con le mie basi greche tradurrei ότι , che o perché έν in ,
Quindi sarebbe, perché in lui , oppure che in lui .
Ma non tradurrei " poiché per .
Sbaglio?
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Re: Leggere il testo biblico originale

Messaggio da Gianni »

Ciao, Maria Grazia. In Col 1:16 non c’è γάρ ma ὅτι (= perché). Analizziamo insieme il passo.

Per prima cosa il contesto. Parlando di Yeshùa, Paolo dice al v. 15: “Egli è l'immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura”, poi, al v. 16, ne spiega la ragione: “Perché [ὅτι] in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra . . . tutte le cose sono state create attraverso [διά] di lui e in vista [εἰς] di lui”. All’inizio del v. 19 troviamo un altro ὅτι: “Perché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza”.

Il senso è che Dio ha creato tutto pensando a Yeshùa. Se vuoi un paragone, per quanto spicciolo e terra terra, è come un padre molto abbiente che pensa al futuro e decide di costruire un impero da lasciare al figlio che verrà. Tutte le cose che fa le fa in vista di lui, per lui. Nel pensiero ebraico, che è sempre concreto, Paolo dice “attraverso [διά] di lui”, passando per lui. In altri passi questa idea rimane concreta. In Gv 1:10 si arriva a dire che “il mondo fu fatto per mezzo/attraverso [διά] di lui”; così anche in Eb 1:2.
Nel paragone spicciolo e terra terra, un ebreo biblico direbbe perfino che è il figlio ad aver dato origine all’impero paterno.
Chi non sa entrare nel pensiero biblico-ebraico ragiona all’occidentale e scambia “Gesù” per il Creatore.
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