Caro Gianni, a me interessa scavare e trovare ciò che è vero, perché non ho un'opinione che deve essere per forza quella.
Nel messaggio precedente hai fatto accenno a lasciare la questione della valutazione dei capitoli al campo accademico, ma il campo accademico, da ciò che possiamo leggere, ha escluso lo scambio dei fogli, dimostrando e argomentando esattamente perché l'ipotesi di Bultmann fosse insostenibile. Su questo sono intervenuti proprio gli esperti di critica testuale e dei manoscritti, che hanno spiegato come non fosse materialmente possibile scambiare quei fogli. Non si tratta solamente di “Tizio” dice o “Caio” dice. Ma se tiriamo in ballo gli accademici dobbiamo in qualche modo tenerne conto, no?
Se tu riconosci ciò, sebbene siano lecite le riflessioni che fai, dobbiamo in ogni caso prenderne atto. I documenti antichi di cui abbiamo parlato, attualmente, sono la prova della compattezza e stabilità del testo con i capitoli disposti così come sono. Le incongruenze geografiche ci sono e bisogna semplicemente prenderne atto, qualunque fosse il motivo dell'autore. Non per forza dobbiamo trovare una spiegazione logistico-cronologica per armonizzare tutto a tutto a tutti i costi.
Prendendo atto che al momento i dati sono questi e che i capitoli sono esattamente nell’ordine che abbiamo oggi, possiamo certamente dare le nostre opinioni e, accanto alle riflessioni acute che giustamente fai, ci potrebbero essere altri motivi per i quali l’autore abbia scelto questo tipo di narrazione .
Per esempio, sulla linea di autorevoli studiosi, possiamo notare che in Giovanni in modo particolare lo spazio geografico non fornisce semplici dati logistici, ma funziona come una vera e propria scenografia teologica strutturata sull'alternanza tra Luce e Tenebre:
«la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta» (Gv 1,5) - CEI 1974 laparola.net.
In questa prospettiva, i tre scenari principali non seguono una mappa stradale, ma un ritmo redazionale preciso:
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La Galilea (Scenario della Luce): È il luogo dell'accoglienza, della manifestazione della "
gloria" e dei grandi simboli della rivelazione vitale. Nel cap. 2 (primo miracolo - segno- a Cana) il testo sottolinea che
«manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui» (2:11); nel cap. 4 (secondo segno a Cana) leggiamo che
«quando però giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero con gioia» (4:45) dopo l'annuncio dell'
acqua viva alla Samaritana; nel cap. 6 (moltiplicazione dei pani) le folle lo seguono ed egli si rivela liberamente come "
Pane della Vita" proprio nel contesto teologico in cui
«era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei» (6:4). L'acqua, il pane e la cornice liturgica della
Pasqua non si incastrano per un errore di rilegatura, ma definiscono l'identità del dono divino nello spazio dell'accoglienza, legando il segno dei pani alla manna dell'Esodo.
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Gerusalemme / La Giudea (Scenario delle Tenebre): È il luogo del Tempio ma anche il centro del potere religioso in cui Gesù viene contestato e dove ha luogo la persecuzione. Appena Gesù vi mette piede, l'atmosfera cambia meccanicamente: nel cap. 5 (guarigione del paralitico) inizia lo scontro e il testo dice che
«i Giudei cominciarono a perseguitare Gesù» (5:16); nei capp. 7-8 (festa delle Capanne) si muove tra le paure fino al momento in cui
«allora raccolsero pietre per scagliarle contro di lui» (8:59); nel cap. 10 (festa della Dedicazione) si ripete la tensione e
«i Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo» (10:31).
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La Samaria: Nel cap. 4 funge da "terra di mezzo" poiché abbatte la millenaria barriera etnica e religiosa ricordata nel testo, dove si nota che
«i Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani» (4:9), anticipando l'estensione universale della salvezza oltre i confini del Tempio di Gerusalemme (4:21-23).
I vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca) seguono un ritmo lineare: un unico grande viaggio dalla Galilea a Gerusalemme. Giovanni spezza questa cronologia e crea un movimento continuo avanti e indietro proprio per mettere in scena il dramma del Prologo:
«la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta» (1:5).
I problemi di transizione geografica e la distribuzione dei Segni esistono, come ho scritto nel messaggio precedente, solo se si pretende di leggere il testo come un diario di viaggio moderno. Si tratterebbe di un codice teologico e non di un errore stradale
Detto questo, possiamo assolutamente passare a un altro argomento, ma aspettiamo che intervengano anche gli altri.
Io seguirei il tuo schema, Gianni, con l’ordine che hai proposto.
Prima però, per collegare logicamente il discorso, vorrei che affrontassimo la
datazione del Quarto Vangelo, se vi sta bene. Io per un po' taccio fino a quando chi vuole intervenire abbia il tempo di esprimersi.
Per me contano i documenti scritti perchè li possa verificare. "Ora i bereani .. accolsero il messaggio con grande entusiasmo e esaminarono ogni giorno le Scritture per vedere se questi insegnamenti erano veri". Atti 17:11 BSB