Romani 10

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Messaggioda L'agnostico » martedì 12 marzo 2019, 13:08

9 Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. 10 Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. 11 Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso. 12 Poiché non c'è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che l'invocano. 13 Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.

Salve mi sono soffermato su questi versi per alcuni motivi e vorrei chiedere delle delucidazioni
Innanzi tutto i versi che qui vengono citati delle scritture ebraiche(che ho sottolineato) a quale libro appartengono del Tanack?
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Re: Romani 10

Messaggioda bgaluppi » martedì 12 marzo 2019, 13:15

Ger 17:7; Is 28:16; Gl 2:32

La pietra rappresenta il Messia, anche Rashi commenta così. Paolo lo applica a Yeshùa.
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Re: Romani 10

Messaggioda L'agnostico » martedì 12 marzo 2019, 13:21

Bgaluppi ti ringrazio..
Ho avuto conferma del fatto che nel Tanack ci si riferisse a Dio

Ciò che sto notando è che il Signore nelle scritture greche viene identificato con Gesù
In questo caso di Romani 10 ad esempio come si fa a distinguere i 2 soggetti?
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Re: Romani 10

Messaggioda bgaluppi » martedì 12 marzo 2019, 13:21

Ho aggiunto sopra :-)
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Re: Romani 10

Messaggioda L'agnostico » martedì 12 marzo 2019, 13:26

Quindi in questo caso il nome del Signore è riferito a Gesù quale messia?
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Re: Romani 10

Messaggioda bgaluppi » martedì 12 marzo 2019, 13:34

“Perciò così parla il Signore, DIO:
«Ecco, io ho posto come fondamento in Sion una pietra,
una pietra provata, una pietra angolare preziosa, un fondamento solido;
chi confiderà in essa non avrà fretta di fuggire.” - Is 28:16

La pietra angolare è il Messia. Il nome del Signore è riferito a Dio, come in Gl 2:32, ma Paolo sembra applicarlo a Yeshùa forse in virtù del fatto che il Messia rappresenta Dio (infatti, Is 28:16 stabilisce la necessità di confidare in questa pietra angolare):

“Chiunque invocherà il nome del SIGNORE sarà salvato;
poiché sul monte Sion e a Gerusalemme vi sarà salvezza,
come ha detto il SIGNORE,
così pure fra i superstiti che il SIGNORE chiamerà.”
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Re: Romani 10

Messaggioda L'agnostico » martedì 12 marzo 2019, 14:02

Bgaluppi capisco..
Anche se all'introduzione il Signore viene detto che è Gesù..

Sinceramente un po' di confusione la crea..

Comunque andiamo avanti e vorrei capire il significato che vogliono trasmettere questi versi..

Cosa significa non essere delusi se si crede?
Ci si deve aspettare una qualsivoglia retribuzione?
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Re: Romani 10

Messaggioda bgaluppi » martedì 12 marzo 2019, 14:18

Rashi commenta il finale di Is 28:16: “Chiunque creda a questa parola non la affretterà. Non dirà: "Se è vero, fallo venire rapidamente"”. Dio ha posto il Messia come fondamento della salvezza di Israele. La promessa di Dio è sicura, non è necessario aspettarlo con ansia, ma solo confidare che verrà. Per questo Paolo dice "chi crede in lui non resterà deluso".
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Re: Romani 10

Messaggioda Luigi » mercoledì 13 marzo 2019, 13:50

Romani 10, 8 Ma che dice essa? «La parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore».Questa è la parola della fede, che noi predichiamo; 9 poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. 10 Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione per ottenere salvezza, 11 perché la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui non sarà svergognato». 12 Poiché non c'è distinzione fra il Giudeo e il Greco, perché uno stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. 13 Infatti: «Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato». 14 Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno udito parlare? E come udiranno, se non c'è chi predichi? 15 E come predicheranno, se non sono mandati? Come sta scritto: «Quanto sono belli i piedi di coloro che annunziano la pace, che annunziano buone novelle!». 16 Ma non tutti hanno ubbidito all'evangelo, perché Isaia dice: «Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?». 17 La fede dunque viene dall'udire, e l'udire viene dalla parola di Dio. 18 Ma io dico: Non hanno essi udito? Anzi, «La loro voce è corsa per tutta la terra, e le loro parole fino agli estremi confini del mondo». 19 Ma io dico: Non ha Israele compreso? Mosè dice per primo: «Io vi muoverò a gelosia per una nazione che non è nazione; vi provocherò a sdegno per una nazione stolta». 20 E Isaia arditamente dice: «Io sono stato trovato da quelli che non mi cercavano, mi sono manifestato a quelli che non chiedevano di me». 21 Ma riguardo ad Israele dice: «Tutto il giorno ho steso le mani verso un popolo disubbidiente e contraddicente».

Ciao, posto un mio pensiero.
Sebbene vi sia una citazione delle scritture ebraiche, il Signore da invocare nel contesto , è Il Figlio di Dio, poichè chiunque crede in Lui che è il Cristo ,Il Messia ha vita eterna , e non è Giudicato "Gv. 3,16-19", ma da che era morto nei falli e nei peccati, è passato alla Vita

Infatti ,la professione della fede per la salvezza, richiede che ognuno è chiamato a confessare che Lui è Il Signore, " a piegare a Lui le proprie ginocchia "Fil.2.."" credendo che Dio lo ha risuscitato."verso 9"

Ancora in Lui si deve riporre fede per non essere svergognati"verso 11"

Ancora Lui è il Signore di tutti, "Atti 10, 36" ricco verso quelli che LO invocano , e Tutti "il Giudeo e il Greco "sono chiamati ad invocarlo per essere salvati "verso 12-13"
Infatti è Lui che la primitiva Ekklesia invocava "Atti cap.9; 1 Cor. 1.."
Ecco sempre al Suo Nome, è il richiamo nelle scritture del Nuovo Patto, ad invocare, predicare.

Ancora "al verso 14", è scritto che non invocheranno mai Colui che non hanno creduto, e non hanno udito parlare , e non hanno predicato "del Figlio" ;
e quì certo non è del Padre, che si parla in tale contesto, poichè i Giudei credono nel Padre, sennò sarebbe paradossale che il popolo ebraico non credesse nel Dio di Israele.
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Re: Romani 10

Messaggioda L'agnostico » sabato 16 marzo 2019, 10:01

Il mio intento era capire perché come in questo caso di Romani 10 nelle scritture greche viene dato l'attributo di Signore a Gesù lo stesso che viene dato a Dio nelle scritture ebraiche
È evidente questo dualismo in molti versi il che scaturisce confusione
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