Satana nelle Scritture Ebraiche e Greche

Re: Satana nelle Scritture Ebraiche e Greche

Messaggioda Gianni » lunedì 11 febbraio 2019, 6:12

La realtà storica può essere vista in due modi: in quello mitico e in quello storico.
Anticamente il mondo era visto in modo mitico, immaginandolo quale frutto di scontri tra forze personificate e divinizzate che misteriosamente stavano dietro alla realtà. I fatti storici - nei miti - più che risultato di forze politiche e sociali, riflettono contrasti tra esseri divini.

La Bibbia conosce questi miti antichi, diffusi presso i sumeri, gli accadi, i fenici, ma ne usa in modo assai sobrio, più come tratti poetici che come realtà accolte nella propria fede (e solo con l'intento di mostrare la superiorità del Dio d’Israele su tutto il creato). L’uso che la Bibbia fa di questi miti rientra nei tratti caratteristici del Midràsh, che è un genere letterario della Bibbia.

Porterò due esempi: uno sui demoni e uno sugli angeli.

In Is 51:9,10 si esorta Dio a destarsi: “Destati, destati, rivestiti di forza … Destati come nei giorni di molto tempo fa, come durante le generazioni dei tempi antichi. Non sei tu quello che fece a pezzi Raab [רָהַב (ràhav), il mitico mostro marino], che trafisse il mostro marino? Non sei tu quello che prosciugò il mare, le acque del vasto abisso?” (TNM). Un ricordo dell'antico valore dell'acqua come male (la pagana Orchessa Tiamat, opposta all'ordine) riappare in diversi libri biblici: i demòni non vogliono essere costretti ad abitare nell'abisso (Lc 8:31), dall'abisso escono gli esseri malvagi (Ap 11:7; 20:1-3). All'abisso presiede un angelo detto Abaddòn o “distruzione”: “L’angelo dell’abisso. Il suo nome in ebraico è Abaddon” (Ap 9:11, TNM). Nella nuova Gerusalemme mancherà ogni traccia del "mare": “E il mare non è più” (Ap 21:1, TNM), in quanto non vi sarà più il male, simboleggiato appunto dal mare. Non è difficile vedervi l'eco di un linguaggio mitologico dove il dio principale scende in campo contro il caos primitivo. È quanto si cantava nella liturgia di capodanno in Babilonia. Ma di una tale festa non è rimasta ovviamente alcuna traccia liturgica presso gli ebrei, nonostante lo sforzo della scuola esegetica scandinava per provarne l'esistenza.
Scompaiono nella Bibbia tutte le divinità intermedie, forze naturali personificate, indispensabili in ogni narrazione mitologica. Anche le tenebre e l'abisso primordiali, ai quali si accenna, sono trasformati in esseri docili e ubbidienti al comando creatore divino. Inoltre le narrazioni bibliche si colorano di un contenuto morale (osservare il sabato, nella creazione; punire i peccati, nel Diluvio) che manca assolutamente in ogni narrazione mitica. Non vi sono reminiscenze mitiche in Gn 1.
Si tratta quindi di semplici paragoni poetici per meglio sottolineare idee proprie della spiritualità israelitica. Sono simili ad altre immagini poetiche come i "satiri" che danzano per la caduta di Babilonia e dell'Idumea (Is 13:21) e che si richiamano tra loro: “I frequentatori delle regioni aride devono incontrare animali ululanti, e perfino il demonio a forma di capro chiamerà il suo compagno. Sì, là il caprimulgo [ebraico לִּילִית (lilìth)] certamente starà a suo agio e si troverà un luogo di riposo” (Is 34:14). La fantasia popolare faceva, infatti, abitare i deserti da "satiri" (lilìth) o da spiriti malvagi (Mt 12:43; Ap 18:2). Si tratta di metodi che ancora oggi noi utilizziamo senza peraltro credere ai miti soggiacenti. Noi pure diciamo che un tale è un satiro, un Ganimede, un Adone, un Orfeo, un vampiro, una sirena, una strega, ma solo per indicare che quella persona ha attitudini simili a tali esseri leggendari, ai quali ora non crediamo ovviamente più.


I cherubini posti a difesa del giardino dell'Eden si rifanno ad elementi mitologici babilonesi: i kirubu (si noti l’assonanza), messi a difesa delle porte dei templi. La descrizione di Ezechiele (1:5) si rifà ai portatori del trono che in Babilonia assumono la forma di animali. I geni babilonesi riuniscono assieme i più diversi elementi figurativi: arti di uomo, di toro, di aquila e di leone. Hanno però sempre un'unica testa. Ezechiele dà loro quattro volti che raffigurano rispettivamente le varie parti del mondo animale (uomo, toro, aquila, leone) per indicare, secondo il concetto dei gentili, lo strapotere divino su tutte le divinità. Yhvh domina lo spazio in tutte le direzioni (gli animali non devono voltarsi, ma vanno diritti in ogni direzione). Si usano gli elementi mitologici, ma solo quali mezzi espressivi della potenza dell'unico vero Dio.
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Re: Satana nelle Scritture Ebraiche e Greche

Messaggioda stella » lunedì 11 febbraio 2019, 7:20

buon giorno ,...io mi sono svegliata gia alle ore 3 :-) .cosi ho avuto tempo di meditare ,di pormi domande ,e si prima cosa bisogna che interroghiamo noi stessi ... :-?
beh mi son detta ,ma io sinceramente credo che vicino a me ci sia un'angioletto? ... NO NO ... ohh pensavo ,(( perche di solito l'angioletto lo immaggini piccolo delicato fragile )) ma come fa a prendersi cura di me ,quasi quasi io dovro' badare a lui ... :-? ,allora mi chiedevo ''chi vigila su di me? ''

mi sono data la risposta ..L'OCCHIO DI DIO ... ;;) vigila su di me ,''se io confido in LUI '' ecc..ecc..
non avrei voluto ritornare sull'argomento ,(( anche perche' ho scatenato un putiferio )),ma e' piu' forte di me ...
DA WICHIPEDIA ....((non sto a fare tutto un copia incolla solo poche cose ,chi vuole cerca ))

.Il sistema di sette maggiori arcangeli è una antica tradizione dell'angelologia di matrice giudaica.

.Il culto degli angeli nella chiesa delle origini
Il cristianesimo primitivo "ereditò un fiorente e in un certo senso problematico culto degli angeli...influenzato da certe pratiche ebraiche eterodosse, così come dalla fede pagana nei messaggeri divini"[1]. Vi si oppose San Paolo: "Nessuno v'impedisca di conseguire il premio, compiacendosi in pratiche di poco conto e nella venerazione di angeli, seguendo le proprie pretese, gonfio di vano orgoglio nella sua mente carnale" (Lettera ai Colossesi 2,18). Ancora tre secoli dopo, al sinodo di Laodicea il canone 35 recita: "Non è bene che i cristiani lascino la chiesa di Dio e si abbandonino ad invocare gli angeli e si ritrovino in segrete conventicole, poiché queste cose sono vietate. Se dunque chiunque fosse sorpreso a dedicarsi a questa segreta idolatria, sia anatema, perché egli ha abbandonato Nostro Signore Gesù Cristo e ha abbracciato l'idolatria"[2]. Il pericolo di un culto idolatrico e di una sovrapposizione fra le figure dell'arcangelo Michele e di Gesù Cristo, forse particolarmente vivo solo in Frigia e Pisidia, si attenuò col tempo e la Chiesa ortodossa trovò il modo di venerare i sette arcangeli senza ulteriori problemi.

Eppure ancora mi chiedo ,chi sono gli ''angeli'' dell'apocalisse? ...

ma mi sto a dire ,i giudei ,anche ne hanno fatto di confusione ;) ...che ci confondono le idee ancora oggi ... :-(

entrare nella cultura mentalita' ecc..ecc...ma mica tutti possono entrare nella loro cultura? ..
allora ecco il vangelo e' alla portata di tutti , la via facile CRISTO l'esempio da seguire ...

La bibbia il ''libro '' per tutti i tempi ,per tutte le culture ,tempi diversi ,culture diverse ,ma allora come fa ad essere sempre attuale? ...
.DIO PARLA SINGOLARMENTE , :-??

buona giornata a tutti ...io vado a portare da mangiare ai gabbiani ... #:-S
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Re: Satana nelle Scritture Ebraiche e Greche

Messaggioda stella » lunedì 11 febbraio 2019, 7:23

PERDONATEMI , :ymblushing:Avevo chiesto di essere trasferita :-( okei ,va bene anche così ..
Ultima modifica di stella il martedì 12 febbraio 2019, 5:06, modificato 1 volta in totale.
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Re: Satana nelle Scritture Ebraiche e Greche

Messaggioda L'agnostico » lunedì 11 febbraio 2019, 8:29

La bibbia il ''libro '' per tutti i tempi ,per tutte le culture ,tempi diversi ,culture diverse ,ma allora come fa ad essere sempre attuale? ...

Bella domanda me lo chiedo anche io
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Re: Satana nelle Scritture Ebraiche e Greche

Messaggioda mimymattio » lunedì 11 febbraio 2019, 8:58

Il messaggio e l'insegnamento è sempre attuale. :-)

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Re: Satana nelle Scritture Ebraiche e Greche

Messaggioda bgaluppi » lunedì 11 febbraio 2019, 10:04

Giusto, Mattia. Alla fine, cambia il modo espressivo, ma i concetti sono gli stessi. Come spiega Gianni, la Bibbia spesso (ma non sempre) presenta un linguaggio sulla linea del Midrash, usando immagini tipiche del tempo e allegorie; non dobbiamo fermarci all'allegoria, bisogna arrivare al messaggio. Per cui, se io leggo "combattiamo contro i dominatori di questo mondo" non devo trarne l'insegnamento secondo cui l'uomo deve combattere guerre contro creature maligne che regnano nel mondo, come era solito fare Padre Pio, ma capirò che l'uomo combatte contro il male che domina nel mondo, nella materia, ossia la tentazione al male, l'istinto alla disobbedienza che viene dalla carne.
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Re: Satana nelle Scritture Ebraiche e Greche

Messaggioda bgaluppi » lunedì 11 febbraio 2019, 10:53

Rileggevo ora l'intervento di Gianni e sono molto d'accordo. Tante volte non ci rendiamo conto di usare ancora oggi espressioni facenti riferimento ai miti antichi.

Volevo aggiungere una considerazione. Spesso i lettori fanno confusione tra ispirazione e rivelazione, per cui è comune l'idea che un apostolo come Paolo, essendo ispirato, sapesse tutto di tutto e conoscesse ogni mistero relativo al mondo spirituale. Ma ricevere ispirazione non significa ricevere rivelazione. Un uomo ispirato poteva anche dire cose errate o parlare a titolo personale, come ogni uomo; infatti, Paolo invita a curare il mal di pancia col vino, o è convinto erroneamente dell'arrivo del regno di Dio entro la sua generazione. Dà consigli personali sul matrimonio, pensando (ma non avendone certezza) di avere autorità in quanto ispirato (non dice "questa è la verità perché io sono ispirato", 1Cor 7:25). Quando invece comunicava una rivelazione, non parlava di suo ma riferiva ciò che gli fu rivelato, ossia "fatto conoscere" (e che prima non conosceva, 1Cor 15:51), sempre con parole sue, naturalmente, e non come un vate invaso dal "daimon" divino. Infine, gli autori delle lettere delle Scritture Greche non avevano la pretesa di star scrivendo la Bibbia, per cui le lettere apostoliche devono essere prese per quello che sono, delle esortazioni; nell'esortare i credenti a fare o non fare certe cose, gli scrittori utilizzavano un linguaggio che i destinatari capivano bene.

Questo per far capire che non ogni parola delle Scritture Greche deve esser presa per "oro colato", come se fosse dettata da Dio in ogni singola lettera.
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Re: Satana nelle Scritture Ebraiche e Greche

Messaggioda Gianni » lunedì 11 febbraio 2019, 10:57

:-) Infatti, Antonio.
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Re: Satana nelle Scritture Ebraiche e Greche

Messaggioda Luigi » lunedì 11 febbraio 2019, 16:11

Luigi, dovresti leggere "Bibbia tradotta, Bibbia tradita" di Pinchas Lapide, per capire che tutto il passaggio di Marco, non riportato dagli altri evangelisti,


Antonio, "ti ringrazio per il suggerimento" il passo è riportato anche da Matteo "cap. 8", sebbene con qualche variante.

è in realtà una sottile e mascherata critica politica nei confronti del dominatore romano. Gianni riporta l'interpretazione di Lapide nel suo studio sul passaggio marciano. Interpretazione molto plausibile

Quella di questo tizio, certo non è vangelo, per di più arbitraria.


data la stranezza del racconto: quando mai nella Bibbia si legge di demòni che interagiscono con gli animali? I "porci" sono i romani che occupavano la regione e tutto il racconto è una mascherata invettiva contro il dominatore straniero.


Antonio , tutta la cristianità legge il passaggio biblico Marciano, e poichè inserito nelle scritture è un passo canonico, e mai in decenni...,ho letto questa interpretazione che riporti a riguardo.
Poi scrivi che " è in realtà una sottile e mascherata critica politica nei confronti del dominatore romano".
Tale convinzione "arbitraria, " di Pinchas Lapide, in primis non è comunemente condivisa dalla comunità accademica, tantomeno non annulla il passaggio biblico canonico.

Poi scrivi
Questo per far capire che non ogni parola delle Scritture Greche deve esser presa per "oro colato", come se fosse dettata da Dio in ogni singola lettera.


Questa tua convnzione, ti porta a concludere ,che sebbene la scrittura è Ispirata da Dio,
non tutta è parola di Dio....
E come dire: due più due fa quattro; ma non sempre....
Convinzione da scartare a priori.
Poichè da ciò, chi può affermare un testo è parola di Dio ed un altro non lo è.
Quindi in partenza; non è tutta parola di Dio.
Poi dimentichi che il passo oltre che chiaro è dettagliato.
Quindi chi è l'uomo posseduto dai demoni "che si percuoteva con pietre .."e poi liberato dal Signore Cristo; chi sono i demoni; chi sono i porci affogati ..."non si ricorda di una Legione di soldati romani affogati cadendo dalla rupe", chi sono i Gadareni e i Ghergheseni che rivolgendosi al Signore ,lo invitano a lasciare il loro territorio poichè erano spaventati ; che attinenza hanno i sepolcri nel racconto ??
Il passo è ben dettagliato, e non si può ridurlo ad una storiella; ciò non si può prendere nemmeno supporre , altrimenti ogni passo delle scritture sarebbe opinabile, e si potrebbe dire di tutto ed il suo contrario.
ciao
Luigi
 
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Re: Satana nelle Scritture Ebraiche e Greche

Messaggioda mimymattio » lunedì 11 febbraio 2019, 16:19

Luigi ti sei mai chiesto chi ha stabilito il canone del nuovo testamento? Parli di "parola di Dio", ma che significa realmente? Concordo con Antonio, il nuovo testamento va preso per il significato che voleva trasmettere alle comunità a cui era indirizzato, non è tutto oro colato...
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